Le forze navali USA abbattono per errore un loro stesso drone e accusano l’Iran

La vicenda avrebbe del comico se non fosse che, tutto quello che accade nel Golfo Persico potrebbe rappresentare la scintilla per una guerra.

L’Iran ha smentito la versione americana dell’abbattimento di un drone iraniano sul Golfo Persico ed ha ironizzato che Washington ha abbattuto uno dei suoi stessi droni per errore. Attraverso un suo comunicato, il vice cancelliere iraniano Seyed Abas Araqchi ha respinto la versione offerta dal presidente Trump secondo il quale una nave della flotta USA avrebbe abbattuto un drone iraniano sullo stretto di Hormuz.

Lo stesso cancelliere ha sostenuto che l’Iran non avrebbe perso alcun drone nè sullo stretto di Hormuz nè altrove e si è detto ironicamente “preoccupato” che la nave USA abbia abbattuto un suo stesso drone per errore. Secondo Trump questo drone rappresentava una minaccia per le forze USA e per questo avevano deciso di abbatterlo, mentre gli iraniani, fin dal primo momento, avevano smentito questa versione.

Poco tempo dopo il ministro degli Esteri iraniano Mohamad Zarif aveva affermato che non risultava nulla di quanto affermato da Trump e, a proposito della presunta minaccia, ha voluto sottolineare la distanza dello stretto di Hormuz dalle coste degli Stati Uniti per domandare “chi minaccia chi ” con la presenza di una imponente forza navale vicino le coste iraniane.

Stretto di Hormuz

Questo nuovo incidente avviene circa un mese dopo dopo dell’abbattimento di un drone USA che sorvolava una zona del Golfo Persico, sullo spazio aereo dell’Iran, ad opera della difesa aerea iraniana e da cui era scaturita una forte tensione con minacce di intervento armato. Questi episodi si inquadrano nella campagna di ostilità e di provocazioni che gli USA hanno lanciato contro l’Iran nel tentativo scoperto di un cambio di regime a Teheran che porti ad un governo disponibile a piegarsi alle direttive di USA e Israele.

Nota: Nel frattempo gli USA stanno cercando di creare una coalizione di paesi che vogliano impegnarsi per la “libertà di navigazione” nelle acque del Golfo Persico che, secondo Washington, Teheran metterebbe in pericolo. Un primo importante rifiuto lo hanno ottenuto dall’India che ha dichiarato di non voler partecipare e di provvedere con le sue stesse forze navali a mantenere la sicurezza delle sue navi.

Pochi gioorni fa le forze del Regno Unito hanno fermato e sequestrato una petroliera che trasportava petrolio iraniano a Gibilterra, accusando tale nave di essere diretta in Siria, paese sotto sanzioni della UE. Questo atto è stato considerato dall’Iran un atto di pirateria marittima a cui le autorità iraniane si riservano di rispondere. Il paradosso di questa situazione è quello che gli USA parlano di sicurezza della navigazione ma sono loro che intendono bloccare il traffico di navi che siano destinati a paesi considerati ostili (l’Iran e la Siria) ed è la flotta USA che pretende di arrogarsi il diritto di stabilire che può navigare e chi no in acque internazionali.

Fonti: Hispan Tv Press TV

Traduzione e note: Luciano Lago

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