Le forze di Kataeb Hezbollah dell’Iraq contro la presenza del Pentagono nel paese

Il capo della sicurezza delle brigate di Hezbollah in Iraq, Abu Ali Al-Askari, ha affermato che gli americani dovrebbero sapere che la decisione di rimuoverli dal paese è irreversibile.

Al-Askari ha sottoscritto su Twitter che nessuno poteva rassicurarli o prendere in giro la volontà degli iracheni, e questa dichiarazione ha preoccupato i media israeliani come il Jerusalem Post.

Dallo scorso dicembre, ci sono stati scambi di attacchi missilistici tra Kataeb Hezbollah e le forze del Pentagono schierate in Iraq, secondo il giornale israeliano.

Appartenente le forze popolari denominate “unità di mobilitazione” in Iraq, Kataeb Hezbollah è stata guidata da Abu Mahdi al-Muhandes, che è morto lo scorso gennaio, assassinato a seguito di un raid aereo illegale americano che ha anche tagliato la vita al generale iraniano Qassem Suleimani e ad altri combattenti.
Classificato come un gruppo terroristico da Washington, Hezbollah iracheno fa parte delle forze armate del paese arabo e deve l’obbedienza al primo ministro Mustafa al Kazemi.

Tuttavia, la Casa Bianca insiste sulle accuse senza provare che siano loro gli autori di attentati contro gli interessi degli Stati Uniti in Iraq.

Per questo motivo, il capo del governo ha adottato misure contro presunte attività illegali e alla fine di giugno ha ordinato l’arresto di 14 membri del Kataeb di Hezbollah-Iraq che hanno quasi immediatamente recuperato la loro libertà.

Il Pentagono ha dispiegato sistemi di difesa aerea in varie località dell’Iraq e li ha persino testati nell’area dell’ambasciata settentrionale a Baghdad.
I parlamentari della nazione araba hanno espresso il loro profondo rifiuto di tale esercizio, sostenendo che l’Iraq non era un sito per tali test.

Tuttavia, le forze statunitensi consolidano le posizioni e ignorano i decreti del Congresso iracheno, uno dei quali, emesso lo scorso gennaio, sollecitando il governo a costringere il Pentagono a lasciare il territorio nazionale.

Per la percezione del popolo iracheno, non sfugge che dall’invasione nordamericana e dall’occupazione militare nel 2003, la situazione è andata di male in peggio e persino, dopo un parziale ritiro delle truppe nel 2011, i nord americani sono tornati nel 2014 con il presunto obiettivo di sostenere la lotta contro Daesh (un acronimo in arabo per lo Stato islamico di Siria e Iraq) che occupava vaste aree del territorio.

Tuttavia a causa delle violazioni della sovranità delle truppe del paese settentrionale e del suo climax, l’omicidio a Baghdad di Suleimani, al Mohandes e altri colleghi, il rifiuto della loro presenza ha iniziato a crescere fra la popolazione, con Kataeb Hezbollah-Iraq in prima linea a sostenere il ritiro delle truppe dal paese.


A tutti gli effetti le truppe USA sono considerate forze occupanti e non esiste alcuna base legale per giustificare la presenza di queste truppe in Iraq.
Inoltre ci sono state manifestazioni pubbliche di rifiuto della presenza delle forze USA, in particolare dopo l’omicidio del generale Soleimani e di Abu Mahdi al-Muhandes, che ha suscitato l’indignazione della grande maggioranza della popolazione irachena.
La sicurezza delle forze USA in Iraq non potrà essere garantita dagli attacchi delle forze sciite irachene che hano promesso di rendere molto difficile la vita alle truppe nordamericane.
Fonte: Al Mayadeen

Traduzione: Luciano Lago

2 Commenti

  • eusebio
    15 Luglio 2020

    In Irak sono rimasti solo 500 soldati USA, quindi si può dire che l’occupazione USA nel paese è arrivata al capolinea, i danni che hanno fatto gli americani sono incalcolabili, i cristiani da inizio 2000 sono scesi da 1,5 milioni a 250000, mentre gli sciiti sono passati dal 60 a oltre il 70%, consegnando un paese completamente distrutto all’Iran.
    Anche i Siria gli americani, che evidentemente sono governati da nemici del cristianesimo, hanno cercato via Isis di massacrare i circa 2 milioni di cristiani e i 5-6 milioni di alawiti, per fortuna l’intervento russo-iraniano ha polverizzato centinaia di migliaia di tagliagole e adesso l’insediamento di decine di migliaia di miliziani sciiti con le loro famiglie sta sciizzando la Siria come sta avvenendo per l’Irak.

    • atlas
      16 Luglio 2020

      i professionisti del terrore democratico che tagliano teste e sgozzano in realtà sono wahhabiti salafiti giudei, ma la strumentalizzazione della religione non va alimentata. Hezbollah è un movimento di persone di tutte le fedi tranne una animate dalla lotta contro il cancro.

      In Siria poi, i Sunniti (quelli veri) sono sempre la stragrande maggioranza

Inserisci un Commento

*

code