Le forze di Haftar in Libia catturano un dirigente del Daesh (ISIS) proveniente dalla Siria

L’Esercito nazionale Libico (ENL) al comando del maresciallo Jalifa Haftar ha annunciato la cattura di uno dei componenti più pericolosi dell’Organizzazione terrorista del Daesh (ISIS) proveniente dalla Siria.
“I reparti dell’ENL hanno catturato a Tripoli Mohamed Ruweidani, conosciuto anche come Abu Bakr al Ruweidani, proveniente dalla Siria ed uno dei capi più pericolosi del Daesh”, ha informato il portavoce dell’ENL, Ahmed Mismari, con un messaggio postato su Facebook.
Il funzionario ha aggiunto che il terrorista è arrivato in Libia con l’appoggio dell’intelligence turca per mettersi al comando del gruppo Failak al-Sham”.

Mismari ha enfatizzato che il terorrista arrestato “combatte dalla parte delle fazioni del Governo di Accordo Nazionale che viene diretto da ufficiali turchi” (il Governo di Accordo Nazionale è appoggiato anche dall’Italia e dalla UE).

Questo stesso giorno, il 25 di maggio, sono arrivati in Libia più di 300 mercenari siriani e di altre nazionalità provenienti dalla Turchia, come ha informato il network televisivo Al Araiya, citando una fonte nell’aeroporto di Misurata, controllato dal governo di Accordo Nazionale ( Sarray). I mercenari sono arrivati a bordo di aerei libici, ha precisato la fonte.
Poco prima, il portavoce dellìENL ha avvisato che circa 17.000 mercenari provenienti dalla Siria erano stati trasferoiti in Libia per appoggiare le forze leali al Governo di Accordo Nazionale.
La Libia continua ad essere interessata da una crisi che deriva dall’intervento della NATO che portò al rovesciamento del governo di Ghedafi ed alla sua uccisione nel 2011, da cui sono derivati gli scontri ed il conflitto fra le bande rivali, con un caos generalizzato.

Miliziani filo turchi in Libia


Nota: Il governo italiano di allora , su sollecitazione USA, aveva appoggiato il rovesciamento del premier Gheddafi, accompagnato da una campagna di discredito diretta dai grandi media occidentali, che ha portato al caos ed alla destabilizzazione della Libia.
Attualmente il governo italiano appoggia il governo libico di Accordo Nazionale di Tripoli, sostenendo e finanziando le sue posizioni che sono sostenute dalla Turchia di Erdogan e che utilizza mercenari jihadisti provenienti dalla Siria, trasferiti mediante l’intelligence turca nel paese nord africano che dista pochi kilometri dalle coste della Sicilia.

Fonte: Al Manar

Traduzione e nota: Luciano Lago

2 Commenti

  • TEOCLIMENO
    27 Maggio 2020

    Un altro lupo che dopo la cattura diventerà un agnello e inizierà a belare. Non abbiamo bombardato la Libia nel 1970, quando aveva un qualche senso perché Gheddafi aveva espulso gli italiani dal Paese, e l’abbiamo fatto nel 2011 per difendere gli interessi degli anglo-sionisti. L’Italia si è ridotta a fare la guerra per curare gli interessi degli altri. Abbiamo toccato il fondo, adesso non ci rimane che iniziare a scavare. Addio, “Tripoli bel Suol d’Amore”.

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