Le destra italiana esce a sostegno di Israele e giustifica la violenza e la sopraffazione contro il popolo palestinese

di Luciano Lago

Si poteva prevedere che l’intero arco politico italiano a vocazione atlantista, con poche eccezioni, sarebbe uscito in difesa dell’indifendibile, ovvero della violenza con cui Israele ha attaccato prima la città santa di Gerusalemme e poi la popolazione della Striscia di Gaza.
Tuttavia questa volta la destra italiana ha superato se stessa e si è visto Matteo Salvini, il leader della Lega, il quale si è scagliato come un toro a difesa di Israele capovolgendo e falsificando i fatti, con la sua dichiarazione:
Matteo Salvini: “Più di 1.000 missili contro Israele, silenzio assordante da parte delle istituzioni europee, dell’Onu e di troppi governi sulla violenza islamista”, scrive il leader del Carroccio annunciando che questa sera alle 18.30 sarà a Roma al Portico d’Ottavia per partecipare alla veglia di solidarietà organizzata dalla Comunità ebraica. “A proposito – conclude Salvini – aspetto una ferma condanna di questa aggressione anche da parte del governo italiano. Lunga vita a Israele che difende il proprio diritto di esistere, viva la pace e la convivenza fra i popoli”.
Quindi secondo Salvini è Israele, lo stato più forte e super armato del Medio Oriente, unica potenza nucleare nella regione, “che difende il diritto ad esistere”, ed è questo, secondo Salvini, che si trova sotto attacco. Ovvio che sia Israele a “difendere la pace e la convivenza tra i popoli” (250 attacchi contro la Siria e tre invasioni del Libano).


Tale quadro di fantasia viene dipinto dal leader leghista mentre la popolazione palestinese, oppressa e sottoposta a un duro regime di apartheid da decenni, assediata da 12 anni a Gaza, privata della propria terra ed espropriata delle proprie case, senza riconoscimento di un proprio status da parte di Israele, questa sarebbe il “pericolo mortale” per Israele.
Lo sfacciato capovolgimento della realtà fatto da Salvini trasformando i persecutori in vittime e le vere vittime in oppressori, è quanto di più cinico e falsificatorio ci si possa aspettare dal leader della Lega che si è distinto, oggi come ieri, per le sue giravolte opportunistiche e cambiamenti di casacca (e di felpa), secondo le convenienze.
Secondo Salvini, “terroristi” sono quelli che si difendono dalle aggressioni e vittime sono gli oppressori e colonizzatori del territorio della Palestina. Evidente che Salvini non ha mai neppure aperto un libro di Storia per documentarsi su chi ha espropriato la popolazione nativa delle sue terre, chi ha colonizzato e chi ha negato i diritti alla parte più debole, ovvero i palestinesi. Naturalmente anche questi ultimi hanno avuto le loro colpe ed hanno fatto i loro sbagli fatali nel corso della storia, ma questo non toglie che i palestinesi sono la parte che ha subito la sopraffazione, l’usurpazione dei loro diritti e persino la pulizia etnica ad opera di Israele, con la complicità delle grandi potenze.

Salvini con Netanyahu


Non lo diciamo noi ma lo dicono anche storici israeliani come ad esempio Ilan Pappé, vedi il libro “La Pulizia etnica della Palestina”, che ripercorre la storia dal 1947 in poi delle persecuzioni ed espropriazioni subite dai palestinesi da quella data in poi.
Dichiarazioni similari, sebbene più sfumate, anche da parte della Giorgia Meloni che non risparmia sperticati elogi ad Israele e condanne senza appello quelli che lei chiama “terroristi”, ovvero le organizzazioni della resistenza palestinese che hanno il torto di volersi difendere dagli occupanti. Sarà che i palestinesi vengono considerati dalla destra quelli “brutti, sporchi e cattivi”, perchè sono Hamas, Jiahd islamica, FPLP e altri, ma la qualifica di terroristi data ad una parte, ignorando quella di occupanti che è la attribuzione reale data agli israeliani da varie delibere delle Nazioni Unite, risulta un travisamento della realtà evidente.
D’altra parte tutti o quasi i resoconti dei media italiani falsificano gli avvenimenti odierni e minimizzano la portata delle aggressioni fatte da Israele, focalizzando i report sui razzi sparati da Gaza verso Israele e i conseguenti pesanti bombardamenti sulla striscia di Gaza dove il disgraziato popolo vive come topi in trappola senza possibilità di riparo, subendo la carneficina che viene attestata dal numero delle vittime, in grande maggioranza civili con una elevata quota di bambini innocenti.

Soldati israeliani a Gerusalemme


Si trascura inoltre che l’attuale fase di conflitto ha avuto origine da una flagrante aggressione fatta dai soldati israeliani sulla spianata delle moschee di Gerusalemme e all’interno della stessa moschea di Al Quds, luogo sacro per i mussulmani, dove la gente era radunata in preghiera e dove i militari israeliani hanno esploso bombe assordanti e spari ad altezza d’uomo. Tantomeno si racconta come il malcontento e la rivolta dei palestinesi siano scoppiati per il tentativo scoperto delle autorità israeliane di espellere le famiglie palestinesi dal quartiere di Gerusalemme est dove il governo israeliano vuole fare posto ai coloni, un caso evidente di sostituzione etnica nella parte di Gerusalemme che Israele vuole annettersi in violazione delle norme internazionali e delibere delle Nazioni Unite.
Questo la destra italiana non lo dice e si rifugia nella consueta falsa narrazione dei “terroristi che insidiano Israele e il suo diritto ad esistere”.
A ristabilire la verità sui fatti di Gerusalemme è intervenuto l’arcivescovo cristiano, greco ortodosso, mons. Atallah Hanna, il quale ha dichiarato:
Gerusalemme è presa di mira in tutto, e nulla è escluso da questo. Così come vengono prese di mira le santità e le dotazioni islamiche, così sono sotto attacco anche le nostre dotazioni cristiane e santità “.
Ed ha aggiunto monsignor Atallah Hanna: “Gerusalemme è il nostro orizzonte più sacro. Noi cristiani non siamo neutrali riguardo alla questione palestinese, siamo con i perseguitati ed i martiri della Palestina”.

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