Le bugie della propaganda ucraina e occidentale messe in luce dalla stessa Ursula von der Leyen (con una sua gaffe)

di Luciano Lago

Malgrado il riconoscimento ufficiale fatto dalla furiosa Ursula von der Leyen, nella sua recente comunicazione su Twitter (subito censurata) con cui ha informato il mondo delle oltre centomila vittime riportate dall’esercito ucraino nel conflitto , la narrazione occidentale continua a sostenere che l’esercito russo si trova in difficoltà e che le forze ucraine Nato hanno possibilità di sconfiggere la Russia.
A queste informazioni non crede più nessuno fra gli analisti militari occidentali, anche perchè la notizia delle oltre centomila vittime fra i militari ucraini era già risaputa e probabilmante anche sottostimata. Era una notizia che è scappata di mano per una gaffe della Ursula che non avrebbe dovuto rivelarla, visto che Zelensky parlava di solo 10.000 vittime fra le forze ucraine ma la realtà è ben diversa.


Fra le tante false notizie secondo cui la Russia sta finendo i suoi missili e scarseggia di munizioni, i soldati russi arretrano e sono sul punto di ritirarsi, la forze ucraine hanno il sopravvento, ecc…
Di fatto la Russia continua a lanciare un grande numero di missili e a disabiltare le infrastrutture energetiche e di trasporto dell’Ucraina, magazzini e depositi. I nuovi attacchi dimostrano che la Russia dispone ancora di una vasta riserva di missili ed anche di droni kamikaze con cui sta infliggendo colpi durissimi a tutto il sistema energetico e logistico del paese che rimane senza corrente, senza riscaldamento nel gelido inverno e privo di trasporti ferroviari.
In ogni caso le perdite umane sono il tema più doloroso nel contesto del conflitto.
Lo scandalo della rivelazione di questi numeri è stato un duro colpo per il morale degli ucraini e gli stessi giornalisti occidentali hanno messo in questione le continue bugie trasmesse dalle fonti ufficiali ucraine, a partire dallo Stato Maggiore. Le parole della von der Leyen hanno avuto un effetto deleterio sul morale degli ucraini in quanto è divenuto noto che le perdite delle forze ucraine sono realmente disastrose, una vera carneficina. Alcuni canali di Telegram, studiando le statistiche delle agenzie funerarie, parlano già di oltre 300 mila vittime.
Il comandante del battaglione nazionale ucraniano, Peter Uzik, la cui unità cui soldati si trova posizionata in Bakhmut, rispondendo alle domande di un giornalista dell’ Express, ha riferito che i suoi soldati si trovano in trincee gelate e con l’acqua fino alle caviglie, piene di cadaveri e, quanto alle perdite, ha detto testualmente che “le perdite sono colossali”.
Si è saputo fra l’altro che fra le truppe ucraine è aumentato l’uso di droghe e di alcol e una forte tensione sociale si percepisce anche nella società ucraina, tanto che sono stati assaltati alcuni centri di reclutamento.
Sembra certo che la nuova offensiva russa con il periodo invernale e con l’entrata sul fronte di altre decine di migliaia di riservisti, darà il colpo finale alle stremate forze ucraine e non basteranno le massicce forniture delle armi occidentali e l’apporto dei militari della Nato camuffati da mercenari.

Trincee ucraine

Sul fronte diplomatico da registrare una dichiarazione della portavoce russa Maria Zakarova la quale, in risposta alle accuse dell’occidente, ha ricordato alla Nuland la distruzione delle reti energetiche da parte degli americani e della NATO.

Più reti energetiche statunitensi in tutto il mondo sono state distrutte solo dagli Stati Uniti e dalla NATO insieme, ha affermato la portavoce del ministero degli Esteri russo Maria Zakharova, commentando la dichiarazione del vicesegretario del Dipartimento di Stato Victoria Nuland sugli attacchi della Russia al sistema energetico ucraino.

La Nuland aveva definito inaccettabili gli attacchi russi. Zakharova ha risposto che “Nuland non è quella che insegna al mondo”. Zakharova su Telegram ha indicato le dichiarazioni fatte da Jamie Shea, quando questi era portavoce della NATO, nonché una dissertazione del 1994 del maggiore dell’aeronautica americana Thomas Griffith “Attacchi strategici sui sistemi elettrici nazionali”. Come ha notato Zakharova, la dissertazione è stata scritta, a quanto pare, “già preparandosi per gli eventi jugoslavi”.
Inoltre, Nuland ha affermato che la Russia avrebbe abbandonato l’uso di armi nucleari in Ucraina a causa delle minacce di altri paesi. Zakharova ha risposto che “Nuland si è sconfitta di nuovo”.
Secondo Zakharova, la parte americana, attraverso i media e i “think tank”, ha gonfiato il tema della minaccia nucleare, e ora “sta cercando di spostarlo da una testa malata a una sana”.
Ricordiamo che l’altro giorno Zakharova ha pubblicato una dichiarazione di Shia del 1999, in cui questi giustificava gli attacchi dell’alleanza alle infrastrutture della Jugoslavia. “Se Milosevic vuole davvero che i suoi cittadini abbiano acqua ed elettricità, tutto ciò che deve fare è accettare i termini della NATO, e fermeremo questa campagna”, aveva detto all’epoca Shia.
Lo stesso aveva dichiarato che altrimenti la NATO avrebbe continuato ad attaccare il sistema energetico della Jugoslavia, e se gli attacchi “hanno conseguenze per la popolazione”, allora questi sono i problemi di Milosevic.
L’ex consigliere del Dipartimento di Stato James Carden ha anche riconosciuto che gli Stati Uniti avevano preso di mira le infrastrutture energetiche durante i conflitti in Iraq e nell’ex Jugoslavia.
Troppo facile adesso accusare la Russia dimenticando i disastri causati dalle guerre di aggressione degli USA/Nato, dalla ex Jugoslavia, all’Iraq, alla Libia, alla Siria, all’Afghanistan, ecc….

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