"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Le “brioche” al posto del pane potrebbero non bastare

di Luciano Lago

Dalle tante polemiche e diatribe che si susseguono in questo periodo post elettorale, la sensazione che si ricava è quella che di trovarsi in una situazione di completo impasse dove, al di là di come le Tv ed i media ci descrivono le cose, il problema non è quello di chi rappresenta la politica, i partiti con i loro litigi su chi debba o meno essere chiamato a formare il governo, ma piuttosto come vengono considerati i rappresentati, ovvero i cittadini, coloro che hanno votato e come debba essere interpretato il messaggio fornito con il voto.

Sembra chiaro che la grande maggioranza delle persone ha votato per bocciare le politiche dei governi che si sono susseguiti e la loro subalternità alle direttive della UE.  Bocciato anche  l’appello del “ce lo chiede l’Europa” e respinto l’imperativo bergogliano dell’ abbattere i muri ecostruire ponti”.

In particolare è emerso il rigetto della maggioranza dei cittadini alle politiche di austerità dettate dalla UE e, se il sistema fosse quello che vorrebbe sembrare ma non è (una democrazia), i partiti vincitori delle elezioni dovrebbero intepretare correttamente questa istanza anche se questo debba significare la necessità di entrare in rotta di collisione con l’oligarchia della UE.
Non dovrebbe essere questo un problema di politica di schieramenti e di nomine istituzionali ma una necessità di eseguire il mandato trasmesso dagli elettori nella sua sostanza, adeguarsi alla volontà del popolo sovrano.
Il non adempiere a questa istanza (cosa che appare la più probabile) farà aprire un’altra enorme frattura fra la classe politica e la volontà dei cittadini.

I nodi vengono al pettine e si richiede alla politica di prendere atto delle richieste del popolo, del come abolire la legge Fornero, come fare politiche di sovranità rigettando le direttive della UE, come bloccare l’immigrazione clandestina, come assicurare un reddito dignitoso minimo a tutti i cittadini, come favorire il lavoro e lo sviluppo per le imprese italiane, in particolare per gli agricoltori per i piccoli produttori, abolendo le pastoie della burocrazia e le assurde penalizzazioni imposte dalla UE in termini di apertura dei mercati alle importazioni di prodotti sotto costo che stanno uccidendo interi settori produttivi.

Questo il vero messaggio del voto che già dopo i primi tre giorni dalla chiusura delle urne si è iniziato a mascherare con interpretazioni di comodo, del tipo, si è trattato di ” un voto di protesta” o peggio di una richiesta di sussidio di assistenza in massa al sud.

Il tentativo della sinistra mondialista e liberal, quella che è stata bocciata dagli elettori ma ancora dominante sui media, è palesemente quello di mettere in caricatura il voto del sud come una richiesta di massa di reddito di cittadinanza/assistenza, eludendo il grave problema della crescita delle disuguaglianze e dello sprofondamento nell’indigenza di milioni di persone, la povertà aumentata a dismisura grazie a tutte le leggi ed i provvedimenti fatti fono ad oggi dalle politiche liberiste e filo UE per demolire i diritti sociali ridurre i salari a vantaggio del detentori del capitale, delle multinazionali e della classe elitaria cosmopolita e globalista.

Il vero nodo della questione

Tanto meno si affronta il vero punto nodale della questione, ovvero il fatto che la situazione critica in cui si trova il paese può essere e risolta soltanto da uno Stato che riconquisti il controllo dell’economia, riappropriandosi della emissione monetaria e riacquistando la sovranità persa, al fine di effettuare una politica di intervento pubblico per favorire occupazione e sviluppo, come fra l’altro imporrebbe la stessa Costituzione.
Questo tema centrale ed essenziale viene allegramente glissato dalle forze politiche uscite vincitrici dalle elezioni che si sono preoccupate di accredtarsi presso le Istituzioni europee, presso le banche ed i grandi poteri transnazionali come “moderate ed equilibrate” (vedi i 5 Stelle ed il giro delle “Sette Chiese” fatto da Luigino Di Maio)

Luigi Di Maio comizio

Le centali di potere transnazionale stanno già lavorando per ridimensionare, ridurre alla ragione, omologare e condizionare e dispongono di mezzi molto forti per esercitare quella che si denomina come “moral suason”.

Il travestimento politico dell’antisistema ha fatto guadagnare i voti anche a chi si è presentato come “paladino del popolo” e della buona politica, della lotta alle caste e dell’onestà. Facili slogans in campagna elettorale ma sarà nelle prossime settimane o al massimo nei prossimi mesi che si potranno smascherare i finti “antisistema” e verificare il loro travestimento.

Un duro risveglio per chi ha riposto speranza nei partiti antisistema per un sostanziale cambiamento e il risveglio potebbe essere molto sgradevole e deludente e non contenere la disillusione di chi si sentirà “cornuto e mazziato”.
Le “brioche” al posto del pane potrebbero non bastare.

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  1. atlas 1 mese fa

    così parlò Stolto mberg: da istituzione internazionale la nato segue con attenzione le politiche nostrane

    ciò vuol dire solo implicito disprezzo per l’interesse e la sovranità nazionale … (e anche qualora dovesse sorgere un capetto a favore della Russia hanno già pronti eurogendfor, black block, isis e nuove br per correggerne la rotta …)

    salutiamo
    Emanuele Reho Musulmano senza più donne (lasciate nella democratica Tunisia e pronto ad andarsene da questo suinocratico velleitario stato fallimentare)

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    1. Mardunolbo 1 mese fa

      Bravo, senza piu’ donne, e’ meglio (non essendo trans.. beninteso !)

      I partiti devono rendersi conto di prendere in mano le redini con forza e con un attento e preciso studio di tappe, USCIRE DA EURO E DA NATO !
      A costo di rimetterci la pelle; solo cosi’ un dirigente di partito potra’ guadagnarsi un nome nella storia italiana !
      vedremo se c’e’ qualcuno che ha “fegato” o “le palle”.

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      1. atlas 1 mese fa

        uscire dall’€ adesso, in queste condizioni, vorrebbe dire che se solo ti azzardi ad andare in Nazioni come il Marocco ti orinano in faccia

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        1. claudio 1 mese fa

          Eccolo l’infame si è tradito!! Un socialista nazionale mussulmano fintofascista finto prorussia finto in tutti che sta qua a remenarla e poi è PRO EURO.. ma vai a stendere va.. vacci e restaci.. che schifo che fai…

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          1. atlas 1 mese fa

            io sono per l’oro, nemmeno per il denaro o la moneta Nazionale invenzione giudaica, ma ho specificato: ‘adesso, cioè nelle attuali condizioni’. Lo sappiamo che tu stai dalla parte del dollaro usa e non esci dal paesello in cui sopravvivi, ma io non sono nelle tue tristi condizioni di lecchino della redazione che cancella i miei commenti e lascia i tuoi pieni di parole non consone a un civile dibattito

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      2. atlas 1 mese fa

        mard…le donne ? Basta andare nei carruggi di Genova e ne trovi quante ne vuoi, basta pagare

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      3. claudio 1 mese fa

        Caro mardunolbo, davvero riponi fiducia nei partiti?? Mi pare strano…

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  2. Eugenio Orso 1 mese fa

    Sono sdraiato sulla linea espressa nell’articolo, persino inutile scriverlo …
    L’episodio pugliese dei disoccupati, in prevalenza giovani, che subito dopo i risultati elettorali si affollavano ai Caf e presso gli uffici comunali chiedendo i moduli per ricevere il reddito di cittadinanza, sarà anche isolato, ma non per questo meno significativo.
    Una certa percentuale, soprattutto nel meridione, ha votato 5S sperando di ottenere qualcosa di molto concreto: un piccolo reddito (se va bene 780 euro a cranio) per poter tirare avanti, visto che il lavoro, sia pur sottopagato e sfruttato, sta diventando una chimera.
    Costoro, presenti anche nel nord seppur in proporzioni inferiori, non possono aspettare, non dico un anno, ma, in diversi casi, neppure un mese.
    Fra sei mesi da oggi, quando si discuterà solo di legge elettorale per tornare al voto, se va bene in ottobre oppure nel 2019, e magari il 5S sarà anche lui al governo a discutere, resteranno senz’altro delusi, se non cornuti e mazziati: per loro neppure le “brioche” …
    Capiranno, sulla loro pelle, che i soldi per loro non ci sono e non ci saranno, se non quando sarà troppo tardi, e impareranno a non crede a certe promesse, che provengono dall’interno del sistema democratico fondato sul “suffragio universale”.
    Voglio vedere quanti consensi perderà il 5S alle prossime politiche e di quanto aumenterà, finalmente, l’astensione …

    Cari saluti

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  3. dolphin 1 mese fa

    I Cani dichiararono in passato che più tosto che perdere l’Italia, preferivano vederla distrutta, cambiare le cose che sono in atto, significa perdere l’Italia. E quì il gioco si fa duro, quando manderanno contro di noi l’eurogendfor non sarà un operazione di polizia ma una guerra, perchè le regole di ingaggio saranno “niente prigionieri” e sarà allora che il potere nwo si giocherà il tutto per tutto, sta a noi la scelta se vivere da pecore o da leoni.

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    1. atlas 1 mese fa

      si può anche morire, l’importante è non soffrire. Se è come penso le sevizie in stadi e caserme saranno la regola. Me ne sarò andato prima. Io non ne faccio guerre, quelle le lascio ai fascisti duri e puri (a chiacchere). Poi per chi…per la gente che gioca col telefonino ? Quando le ho fatte io gli altri stavano al mare, ora tocca a me

      salutiamo

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