"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Le banche di Wall Street si stanno comprando l’acqua del mondo

di Jo-Shing Yang

Fonte: nogeoingegneria

Si sta accelerando una tendenza preoccupante: le banche di Wall Street e i multimiliardari dell’elite stanno acquistando l’acqua in tutto il mondo ad un ritmo senza precedenti.

Note mega-banche e colossi d’investimento come Goldman Sachs, JP Morgan Chase, Citigroup, UBS, Deutsche Bank, Credit Suisse, Macquarie Bank, Barclays Bank, the Blackstone Group, Allianz, e HSBC Bank, tra le altre, stanno consolidando il loro controllo sull’acqua. Anche magnati come T. Boone Pickens, l’ex presidente George H.W. Bush e la sua famiglia, Li Ka-shing di Hong Kong, Manuel V. Pangilinan delle Filippine e altri stanno comprando migliaia di ettari di terreno con falde acquifere, laghi, diritti di sfruttamento, aziende di erogazione, azioni in compagnie di ingegneria e tecnologia dell’acqua.

Le seconda tendenza preoccupante è che, mentre i nuovi baroni stanno comprando l’acqua in tutto il mondo, i governi stanno rapidamente limitando la capacità dei cittadini di procurarsela autonomamente (come evidenziato dal noto caso di Gary Harrington, nell’Oregon, dove lo stato ha criminalizzato la raccolta dell’acqua piovana in tre laghetti situati sulla sua proprietà privata, accusandolo di 9 imputazioni e condannandolo a 30 giorni di prigione).

Mettiamo questa criminalizzazione in prospettiva:
Il miliardario T. Boone Pickens possiede più diritti di sfruttamento dell’acqua di qualsiasi altro individuo in America, potendo sfruttare circa 250 miliardi di litri l’anno. Ma l’ordinario cittadino Gary Harrington non può raccogliere l’acqua piovana sui suoi 68 ettari di terreno. (ndr anche da noi misure in vista, vedi qui e qui )

E’ uno strano Nuovo Ordine Mondiale quello in cui i multimiliardari e le banche possono possedere falde acquifere e laghi, ma i comuni cittadini non possono neanche raccogliere l’acqua piovana o la neve disciolta nei loro cortili dietro casa.
“L’acqua è il petrolio del 21° secolo.” Parola di Andrew Liveris, amministratore delegato dell’azienda chimica Dow.

[…] Solo negli USA, l’acqua è un’industria da 425 miliardi di dollari. Nella sua conferenza annuale sui “Cinque rischi principali”, la Goldman Sachs ha affermato che una scarsità d’acqua potrebbe essere, per l’umanità del 21° secolo, una minaccia più grave di quella di cibo e d’energia. Nel 2012 la Goldman Sachs ha comprato l’azienda Veolia, che eroga l’acqua a 3 milioni e mezzo di cittadini in Inghilterra sudorientale. Nel 2003, insieme al gruppo Blackstone e ad Apollo Management, aveva acquistato Ondeo Nalco, azienda leader nella depurazione dell’acqua, con 10.000 addetti in 130 paesi.

Nel 2008, sempre la Goldman Sachs ha investito, insieme ad altri fondi, 50 milioni di dollari nella China Water & Drinks, azienda leader tralaltro nella produzione e distribuzione di acqua in bottiglia in Cina. Poiché la Cina soffre di una delle peggiori carenze d’acqua in Asia, il suo settore delle acque in bottiglia è quello che sta crescendo più velocemente al mondo, e sta vedendo profitti enormi.

Fonte d’acqua

[…] Il maggiore economista di Citigroup, Willem Buitler, nel 2011 disse che “L’acqua diventerà il bene più importante, di gran lunga più del petrolio, del rame, delle risorse agricole e dei metalli preziosi.”
[…] Nello specifico, una delle opportunità lucrative è la fratturazione idraulica (fracking), in quanto genera una grandissima domanda d’acqua e servizi correlati. Ogni pozzo richiede dai 10 ai 20 milioni di litri d’acqua, l’80% della quale non può essere riutilizzata perché è 10 volte più salata dell’acqua di mare. Citigroup raccomanda ai proprietari di diritti di sfruttamento dell’acqua di venderla alle compagnie di fracking anziché agli agricoltori, perché l’acqua per il fracking può essere venduta ad un prezzo 60 volte più alto di quella per l’agricoltura.

[…] La famiglia Bush, nel 2005 e 2006, ha comprato 1.200 km quadrati di terreno alla frontiera tra Bolivia, Brasile e Paraguay. Il terreno si trova sulla falda acquifera più grande del mondo, dal volume di circa 40.000km cubi. Si stima che questa riserva sotterranea potrebbe rifornire il mondo intero d’acqua potabile per 200 anni.
[…] Sfortunatamente, la corsa alla privatizzazione dell’acqua è inarrestabile: molti stati hanno difficoltà finanziarie e non sono più in grado di mantenere e aggiornare le loro aziende di erogazione. Di fronte alle offerte di milioni di dollari da parte di Goldman Sachs, JPMorgan Chase, Citigroup, UBS, ecc., città e stati avranno molta difficoltà a rifiutare le privatizzazioni.

Le multinazionali e le banche di Wall Street avevano preparato e atteso questo momento da anni.

Fonte: Globalresearch

Traduzione: Anacronista

La distruzione della Libia e la privatizzazione dell’acqua

Era il sogno di Muammar Gheddafi: fornire acqua fresca a tutti i libici e rendere la Libia autosufficiente nella produzione alimentare
La distruzione della Libia e la privatizzazione dell’acqua
di Enrico Vigna
I libici la chiamavano l’ottava meraviglia del mondo. I media occidentali lo hanno definito il capriccio e il sogno irrealizzabile di un cane rabbioso. Il “cane rabbioso”, nel 1991, aveva profeticamente detto, a proposito della più grande impresa di ingegneria civile nel mondo:

“Dopo questo risultato, le minacce americane contro la Libia raddoppieranno. Gli Stati Uniti inventeranno delle scuse, ma la vera ragione sarà la volontà di fermare questo progetto, per tenere il popolo libico assoggettato”.

Il sogno di Gheddafi

Era il sogno di Muammar Gheddafi: fornire acqua fresca a tutti i libici e per rendere la Libia autosufficiente nella produzione alimentare. Nel 1953 la ricerca di nuovi giacimenti petroliferi nei deserti del sud della Libia ha portato alla scoperta non solo di riserve petrolifere importanti, ma anche di grandi quantità di acqua dolce negli strati profondi del sottosuolo. Delle quattro antiche falde acquifere che sono state scoperte, ognuna aveva capacità stimate tra i 4.800 e i 20.000 chilometri cubi. La maggior parte di questa acqua si è raccolta nelle falde in un arco temporale stimabile tra 38.000 e 14.000 anni fa, anche se alcune sacche sono da ritenersi solo di 7.000 anni.

Acquedotto in Libia

Dopo che Gheddafi e i Liberi Ufficiali Uniti presero il potere con un golpe incruento contro il corrotto re Idris, durante la rivoluzione di Al-Fateh nel 1969, il governo della Jamahiriya nazionalizzò le compagnie petrolifere e spese gran parte dei proventi del petrolio per sfruttare l’approvvigionamento di acqua dolce dalle falde acquifere del deserto, costruendo centinaia di pozzi. Furono create grandi aziende agricole nel sud della Libia per incoraggiare le persone a stabilirsi nel deserto. Risultò che la maggior parte delle persone però preferiva la vita nelle zone costiere settentrionali.

Pertanto successivamente Gheddafi concepì un piano per portare invece l’acqua alle persone. Il governo della Jamahiriya libica ha condotto gli studi di fattibilità iniziali nel 1974, e nel 1983 fu istituita l’Autorità del Grande Fiume Artificiale. Questo progetto finanziato interamente dal governo è stato programmato in cinque fasi, ognuna delle quali avrebbe realizzato un sistema autonomo, che alla fine avrebbe potuto formare un sistema integrato. Poiché l’acqua nella Libia di Gheddafi è stata considerata come un diritto umano, non vi è stato alcun onere a carico del popolo e non sono stati necessari prestiti internazionali per la spesa di quasi 30 miliardi dollari del progetto.

Nel 1996, durante l’apertura della fase II del progetto del Grande Fiume Artificiale, Gheddafi disse:
“Questa è la risposta più grande all’America e a tutte le forze del male che ci accusano di coinvolti nel terrorismo. Noi siamo solo coinvolti nella pace e nel progresso. L’America è contro la vita e il progresso, e spinge il mondo verso l’oscurità”
Lo sviluppo e la distruzione

Al tempo della guerra guidata dalla NATO contro la Libia nel 2011, tre fasi del progetto Grande Fiume Artificiale sono state completate. La prima e più importante ha fornito due milioni di metri cubi di acqua al giorno lungo una conduttura di 1.200 km da Bengasi a Sirte, ed è stata formalmente inaugurata nell’agosto del 1991. La fase II fornisce un milione di metri cubi di acqua al giorno per la fascia costiera occidentale e per Tripoli. La fase III prevedeva l’espansione del sistema esistente e di servire Tobruk e la costa con un nuovo sistema di pozzi.

I “fiumi” sono una rete di 4000 chilometri di tubi in cemento di 4 metri di diametro, sepolti sotto le sabbie del deserto per evitare l’evaporazione. Ci sono 1.300 pozzi, 500.000 sezioni di tubo, 3.700 chilometri di strade e 250 milioni di metri cubi di scavo. Tutto il materiale per il progetto è stato prodotto localmente. Grandi serbatoi immagazzinano l’acqua e stazioni di pompaggio controllano il flusso verso le città.

Le ultime due fasi del progetto avrebbero dovuto unire tutta la rete di distribuzione. Una volta che fosse completata, l’acqua di irrigazione dal grande Fiume Artificiale avrebbe consentito di ottenere circa 155.000 ettari di terra da coltivare. Come disse Gheddafi, il progetto renderebbe il deserto verde come la bandiera della Jamahiriya libica.

Nel 1999 l’UNESCO aveva accettato l’offerta della Libia di finanziare il Premio Internazionale dell’Acqua Grande Fiume Artificiale, un riconoscimento che riguarda importanti lavori di ricerca scientifica sul consumo d’acqua nelle zone aride.

Molti cittadini stranieri lavoravano in Libia al Progetto Grande Fiume Artificiale. Ma dopo l’inizio del cosiddetto bombardamento umanitario della NATO contro il paese nord -africano nel marzo 2011, la maggior parte dei lavoratori stranieri sono tornati a casa. Nel luglio 2011 la NATO non solo ha bombardato il Grande Fiume e le sue condutture di alimentazione nei pressi di Brega, ma ha anche distrutto la fabbrica che produce i tubi per ripararlo, sostenendo che era stato utilizzato come “un deposito militare” e che “razzi sono stati lanciati da lì”. Sei guardie di sicurezza della struttura sono state uccise durante l’attacco della Nato, e la fornitura di acqua per il 70 % della popolazione, sia per uso domestico che per l’irrigazione, è stata compromessa creando danni alle infrastrutture vitali della Libia.
Le ultime due fasi del Grande Progetto Fiume Artificiale erano state programmate per proseguire nel corso dei prossimi due decenni, ma la guerra della NATO in Libia ha compromesso il futuro del progetto e il benessere del popolo libico.   (……………….)

Fonte: Ossin.org

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  1. Giorgio 4 mesi fa

    Non mi sembra granché intelligente scambiare carta straccia, come il dollaro yankee, con acqua, questa è vitale, della prima cosa me ne faccio?

    Quando leggo qualcosa su Ghedaffi e la sua visione sul futuro della Libia mi assale un nodo in gola ed immediatamente mi pervade l’impulso di fucilare Napolitano e Berlusconi alle spalle. Chissà perché?

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    1. Jane doe 4 mesi fa

      È vero, con tutto quello che ci è stato propinato su Gheddafi, sentire le sue idee sul futuro del popolo libico è un pugno nello stomaco, ma in che paese viviamo? E il futuro per i figli come lo mettiamo? L’ acqua sarebbe da usarla per annegarci i politici!

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  2. PieroValleregia 4 mesi fa

    salve
    mi ricordo che, qualche anno fa, circolava questa battuta: tra un po tasseranno pure l’aria che respiriamo …
    Dopo aver letto quanto sopra, o ci svegliamo o ci arriveremo …
    saluti
    Piero e famiglia

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  3. Aldus 4 mesi fa

    la gente vuole continuare a dormire? Non la lasceranno riposare a lungo, visto che ogni giorno studiano qualcosa per lucrare, indemoniati dal loro egoismo spietato e totale. Quando si troveranno a dover vivere per pagare l’acqua del rubinetto e per qualche michetta di pane, e niente più carburante, moto, auto, golf, calcio, bicicletta, vacanze, televisione, allora si dovranno svegliare per forza.

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  4. Aldus 4 mesi fa

    è chiaro che se ti tolgono l’acqua per bere, allora puoi loro sparare senza pensarci neppure su.

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    1. Anonimo 4 mesi fa

      Specialmente adesso che il papa (altro globalista) ha detto che l’inferno non esiste, quindi possiamo aprire il fuoco (se ci riesce)

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  5. Aldus 4 mesi fa

    Un’ultima cosa: secondo me il Mondo si ribella…Prima di tutto non sono in grado di monitorare ogni angolo del pianeta, e poi stanno facendo una corsa in avanti spinti dalla necessità. C’era gente che aveva comperato azioni e che altro della Germania di Hitler. Pochi anni dopo non aveva più in mano nulla. I magnati che si comperano il mondo hanno fatto i conti senza l’oste. Farebbero meglio a riempire di sistemi antinquinamento gli States ed a studiare le maniera di rendere fecondi i loro deserti, dato che avranno la casa loro assai inquinata, dopo il bombardamento atomico che finiranno per beccarsi una volta per tutte.

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  6. dolphin 4 mesi fa

    Penso che la parte sana dell’umanità debba darsi una mossa e scatenare una guerra a questa gente e non lasciarne vivo nemmeno uno, perchè finchè essi vivranno il futuro del popolo del mondo sarà allucinante.

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  7. dolphin 4 mesi fa

    Sarà bene che la parte sana dell’umanità si dia una mossa di fronte a queste iniziative scellerate e criminali, e si progetti un piano universale per distruggere questi criminali senza lasciarne vivo nemmeno uno altrimenti con queste prospettive il futuro sarà allucinante, non é il caso di dormirci sopra bisogna passare all’azione ora !!!

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    1. Anonimo 4 mesi fa

      Non lasciarne vivo nemmeno uno vuol dire tutta la generazione, i figli potrebbero essere peggio dei padri.

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  8. Walter 4 mesi fa

    Purtroppo è un problema che non ha una soluzione. Se è vero (come credo) che la gestione privata dell’acqua è disonesta, è altrettanto vero che la gestione pubblica in Italia è stata disastrosa: condutture colabrodo che perdono fino al 50% (in alcuni casi, anche di più) dell’acqua, nessun progetto concreto di rinnovamento delle reti idriche, permessi “allegri” alle industrie di estrarre acqua potabile dalle falde sotterranee per uso industriale, sviluppo delle mafie intorno all’acqua. Se escludiamo le soluzioni utopiche (“se tutti fossimo onesti…”), non esiste una soluzione a questo problema: siamo più di 7 miliardi di persone e non c’è acqua sufficiente per tutti. In Italia siamo abbastanza fortunati perché abbiamo riserve d’acqua potabile abbondanti ma la gestione di questa risorsa preziosa è stata e continua ad essere pessima. Per esempio, nel sottosuolo della regione Puglia ci sono grandi falde di acqua potabile ma non esistono impianti per estrarla (né pubbliche, né private).

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    1. Citodacal 4 mesi fa

      Pretendere che tutti siano onesti è certamente utopico (anche perché bisognerebbe riuscire a elaborate un concetto di onestà ben più ampio di quello che si limita moralisticamente ai semplici fatti spiccioli); è invece meno utopico provare a sbattere in galera chi si comporta in modo disonesto, quantomeno violando semplicemente la legge la quale, checché se ne creda, non svolge la funzione di far diventare onesti – lo si è per scelta e non per procura legale – quanto piuttosto di sanzionare gli atti disonesti. Se non riesce più nemmeno il fare questo, significa che l’intero corpus sociale è già in putrefazione: ovvero morto. Sarebbe interessante sapere se le leggi della Biologia valgono anche in questi casi; la risposta parrebbe affermativa. Quando una struttura biologica ha fatto il suo tempo viene inesorabilmente decomposta perché le componenti elementari possano esser riciclate in nuove e future forme di manifestazione e senza perpetuare le individualità passate; di certo il tono percettivo cambia di parecchio se a subire il processo è un sistema mineral-vegetale oppure un sistema umano…

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      1. Walter 4 mesi fa

        Credo sia proprio questo il problema: ” l’intero corpus sociale è già in putrefazione”. Il problema non è solo la diffusa disonestà e mancanza di buoni principi tra le popolazioni ma anche la rassegnazione, il senso di ineluttabilità che pervade un pò tutti. Mentre nel mondo vengono commesse le peggiori atrocità, noi stiamo a guardare, magari ci indignamo ma tutto finisce lì, nessuno interviene veramente con azioni concrete.

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        1. Giorgio 4 mesi fa

          Lei, Walter, non è stato il primo e non sarà l’ultimo ad affermare: “nessuno interviene veramente con azioni concrete.”
          Mi piacerebbe tanto sapere cosa intende. Se può condividerlo, grazie.

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          1. Walter 4 mesi fa

            Un’azione concreta potrebbe essere quella di fondare un movimento come quello BDS Italia (rivolto verso Israele), che scoraggi e sconsigli l’acquisto di prodotti USA finché questi si comportano come patrocinatori mondiali dell’industria del terrorismo. Già, perché quella del terrorismo ormai è un’industria.

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          2. Giorgio 4 mesi fa

            Walter, grazie per la risposta.

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    2. animaligebbia 4 mesi fa

      Io credo che ci sia una deliberata volonta’ di sabotaggio di tutto cio’ che e’ pubblico in Italia,vedi il caso Atac Ama a Roma.Basta vedere la sanita’ piu’ o meno in tutto il Paese per rendersi conto che c’e’ una volonta’ di distruzione finalizzata alla privatizzazione.Niente viene risparmiato perfino la scuola o il servizio pubblico dei taxi deve finire alle multinazionali con a capo i soliti noti.Ormai si salvano poche isole felici,generalmente piccoli comuni bene amministrati.Volete sapere l’ultima?A Roma il comune entra in possesso di migliaia di edifici non a norma (credo 6500) e invece di mandarci a vivere i senzatetto italiani hanno deciso di demolirle.Simpatico no?.

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      1. PieroValleregia 4 mesi fa

        … sai quante “palanche” ( soldi in genovese) si fanno con le “demolizioni” ? palate … mentre mettere dentro i senzatetto (a meno che non siamo “migranti”) costa …
        saluti
        Piero e famiglia

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        1. Giorgio 4 mesi fa

          Piero, considero la Liguria al di sotto del Brenta e dell’Adige.

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          1. PieroValleregia 4 mesi fa

            salve
            non serve la sua considerazione è semplicemente la geografia a rendercelo noto: grazie comunque di avercelo ricordato.
            saluti
            Piero e famiglia

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          2. Giorgio 4 mesi fa

            Piero, sono più anziano di lei, perciò non faccia il furbo con il sottoscritto, dal momento che ha inteso benissimo ciò che volevo dire.

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      2. Giorgio 4 mesi fa

        Animali, per pretendere onestà ed evoluzione bisogna dimostrarla, mi spiace dirlo ma al di sotto dei fiumi Brenta ed Adige c’è un lassismo assoluto e non sto generalizzando.
        Lo dico con cognizione di causa dal momento che ho la possibilità di verificarlo direttamente. Sono per l’abbattimento.
        In Italia, cerchi in rete, ci sono il maggior numero di vani pro-capite al mondo e moltissimi di questi non sono accatastati e quindi abusivi, come tali non pagano IMU e quant’altro.
        Qui mi fermo perché se continuassi perderei la possibilità di conquistarmi il Paradiso.
        Le dico solo una cosa; CONSIDERO I SINDACI NORDISTI DEGLI EBBBBBBBBETI ALL’ENNESIMA POTENZA, senza alcuna eccezione.

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      3. Giorgio 4 mesi fa

        Animali, l’abuso edilizio è un reato civile oltre che penale, in Italia di questi reati ne cadono in prescrizione 150.000 all’anno. Vuol dire che in 10 anni sono un milione e mezzo.
        Da evidenziare che se il processo è prescritto l’immobile non si può abbattere.

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  9. Citodacal 4 mesi fa

    Al di là delle necessità igieniche, culinarie e nutrizionali (le quali ultime potrebbero, ad esempio, risolversi grossolanamente nel senso di soddisfazione indotto da una adeguata bevuta dissetante), vale la pena ricordare come il composto acqua ricopra il 71% della superficie terrestre, costituisca tra il 60-70% del corpo umano (circa 80% alla nascita, fino al 40-45% negli anziani, ciò che potrebbe far affermare ai più disillusi e cinici d’essere l’uomo poco più d’una pisciata deambulante…) e rappresenti il principale solvente chimico e biochimico del pianeta, ma presumibilmente dell’intera vita conosciuta, ovvero il mezzo entro il quale avvengono le reazioni chimiche necessarie a costituire e mantenere la vita biologica (oltre ad essere annoverata, in senso ben più ampio, come secondo elemento dopo il Fuoco, nell’ermetismo e nelle conoscenze classiche tradizionali).
    Per dire come, allargando un poco più la visuale, il possibile monopolio idrico implichi valenze ontologiche costitutive, pertanto con rilevanti echi archetipo-metafisici, assai più rilevanti e significative che non quelle immediatamente percepibili nella quotidianità.

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  10. Vittoriano 4 mesi fa

    I potenti della Terra sanno :

    che i pericoli connessi ai cambiamenti climatici non sono solo,
    e nemmeno in prevalenza, di natura termica.
    Il grosso del danno deriva infatti dall’acqua:
    ce ne sarà troppa (quindi tempeste, inondazioni e innalzamento del livello del mare)
    o t r o p p o p o c a (quindi siccità)…
    e
    che, grazie alle scoperte della ‘nuova Fisica’,
    il nostro obbiettivo futuro sarebbe soprattutto quello di imbrigliare la potenza elettrica (fulmini),
    e nucleare (Idrogeno), racchiusa nell’ acqua
    e rendere questa meravigliosa energia, inesauribile pulita ed economica, disponibile liberamente per tutta l’ Umanità.

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  11. Luca 4 mesi fa

    Più le cose vanno male, più le rivoluzioni si avvicinano… è solo questione di tempo cari capitalisti e imperialisti. Il popolo onesto e lavoratore prenderà il potere!

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    1. Giorgio 4 mesi fa

      Si muove con il tappeto volante?

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  12. PieroValleregia 4 mesi fa

    @Giorgio, eviti di rendersi ridicolo con i suoi elmi di cartapesta padani che in tutta la penisola vige, dal 26 aprile 1945, “l’arte” di fregare la legge ed il prossimo, tanto in Calabria, quanto in Veneto, Veneto che, le ricordo, è sotto il fiume Inn
    saluti
    Piero e famiglia

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    1. Giorgio 4 mesi fa

      Lei si incaponisce a menar il can per l’aia!
      Cosa c’entra il Veneto, a parte ospitare i due fiumi in questione?
      E se è per l’Inn molte volte ci staziono a nord.
      Il tema è: si devono o no abbattere gl’immobili abusivi?
      Lei è per il no senza argomentarne il perché, di riverbero sono per il sì ed ho argomentato, perché o siamo uomini o caporali, non si può essere ondivaghi (anche se lei può accampare in questo caso delle attenuanti visto che è stato imbarcato)
      Mia madre è nata a Genova e suo padre alla Spezia, per tranquillizzarla.

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      1. PieroValleregia 4 mesi fa

        … e dove avrei detto, eslcuso nella sua testa, che son favorevole a NO ? qui si parla di acqua e non di case abusive
        si prenda un po di vacanza, spara troppe belinate ultimamente
        la saluto
        Piero e famiglia

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        1. Giorgio 4 mesi fa

          Piero, lei scrive: “… sai quante “palanche” ( soldi in genovese) si fanno con le “demolizioni” ? palate … mentre mettere dentro i senzatetto (a meno che non siamo “migranti”) costa …
          saluti
          Piero e famiglia”.
          Dal momento che Animaligebbia parlava di demolizioni di case e non di acqua, chi non è favorevole gioco forza è contrario.
          Quando non si è forniti di argomenti immediatamente si decade nelle offese, quindi le belinate sono una sua creatura e come le ho già partecipato dovrebbe dimostrarmi rispetto se non altro per la differenza d’età.
          Zodiacalmente parlando lei appartiene al segno del Leone e quindi al fuoco, qui si evince chiaramente che lei si combusta facilmente, a tal proposito vorrei chiamare la signora Barbara come testimone, sono certo che ne riceverei conforto.
          Invece di leggere l’epica giapponese perché non si concentra in un testo di educazione civica? Ne trarremmo tutti giovamento non solo lei.
          Il web non è solo un’arena dove i “polli” si combattono, questo è l’uso più deleterio che se ne possa fare, dovrebbe essere invece, a mio avviso, utilizzato come un club dove grazie allo scambio con i presenti ci si potrebbe affinare nell’etica, accrescere nelle buone maniere ed ampliare il nostro concetto evolutivo al fine di migliorare il benessere collettivo. Mi scusi se è poco.

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          1. PieroValleregia 4 mesi fa

            … le rinnovo l’invito a prendersi una vacanza; per quanto mi riguarda, d’ora in poi, mi limiterò ad ignorarla.
            la saluto
            Piero e famiglia

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          2. Giorgio 4 mesi fa

            Piero, lasci che ci pensi io a come spendere il mio tempo, i consigli li riservi ai suoi intimi.
            Fintantoché lei frequenterà quest’albergo mi sentirò libero di rivolgermi a lei come a chiunque altro, stando sempre all’interno del rafe della netiquette e della buona educazione.
            Lei da buon Leone ambisce a dominare adagiato nella sua voluminosa criniera, per farlo le occorrono però gli strumenti che evidentemente non possiede, come ad esempio l’umiltà.
            Umiltà che non ha mancato occasione di dimostrare di non detenere, ad esempio non riconoscendo i suoi errori.
            Qua non ci siamo solo io e lei, ma anche alcuni altri che hanno avuto modo e lo avranno di assistere ai nostri scambi.

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