"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Lavrov: Noi non causiamo guerre come gli Stati Uniti con il pretesto di “esportare la democrazia”

MOSCA, Russia – Il ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov ha detto venerdì alla Camera alta del parlamento russo, il Consiglio della Federazione, che l’ambasciata USA si intromette costantemente nelle elezioni russe.

“Il presidente russo Vladimir Putin ha ripetutamente citato esempi concreti di come l’ambasciata americana sta facendo questo, anche attraverso la partecipazione dei suoi diplomatici alle manifestazioni dei partiti di opposizione”, ha detto Lavrov.

Lavrov ha tuttavia sottolineato che Mosca non ha alcun desiderio di interferire nelle elezioni americane, o di interferire negli affari interni di altri stati che causano guerre con il pretesto di esportare la democrazia.

“Non otterremo nulla se dovessimo agire in questo modo”, ha detto citando la moralità religiosa e gli interessi pragmatici dello stato russo. “Non credo che trarremo beneficio dal fatto che i grandi paesi comincino a cadere nell’abisso della rivoluzione interna”, ha sottolineato il diplomatico russo.

Nota: Il ministro russo si è capito a chi ed a cosa alludeva. In particolare altri funzionari russi  presenti hanno fatto cenno alle “rivoluzioni colorate” ed alle “primavere arabe” fenomeni di sollevazioni popolari che erano tutto meno che spontanee e che vengono suscitate con una ben consolidata strategia che coinvolge le ONG create da USA e Gran Bretagna, i servizi di intelligence di questi stessi paesi e la manipolazione delle informazioni trasmessa dall’apparato dei media occidentali. Fra questi media si distinguono organi della stampa igienica in Italia come La Stampa o Repubblica che già da giorni parlano di ingerenze russe nelle elezioni politiche in Italia. Vedi: La Stampa

Primavera araba in Tunisia

Gli esempi non mancano delle ingerenze USA e delle finte sollevazioni popolari e basta  citare quelli  della Tunisia, della Libia o dell’Egitto, fino alla Siria, come anche le tante “rivoluzioni colorate” suscitate  nell’Europa dell’Est, dalla Georgia all’Ucraina.

Il colpevole comunque si sa, è sempre Vladimir Putin, il nuovo zar di Russia. Lo dicono a Washington e rimbalza anche in Italia sui tanti media “autorevoli” controllati dalla macchina della propaganda atlantista.

 

Fonte: RT Actualidad

Traduzione e nota: Luciano Lago

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  1. GRAF 4 mesi fa

    Ci vuole una bella chutzpah ,i russi per 70 anni hanno voluto esportare il comunismo ovunque con risultati Ben evidenti e adesso sono I nuovi Santi ! LA stampa agli ordini SCODINZOLA DIETRO LE FROTTOLE CHE LE VENGONO GETTATE e il popolino dietro a belare

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    1. gino 4 mesi fa

      e quale sarebbe sta fantomatica stampa filorussa?
      l’eroina fa male, non te l’ha detto la mamma?

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      1. XD 4 mesi fa

        Ahahah!

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    2. atlas 4 mesi fa

      tu non hai avuto un sacco di cose, ma la colpa è dei comunisti cattivi, i quali, quando arrivavi a scuola in giacca e cravatta ti chiudevano al cesso per impedirti di studiare. Dai ‘non mi piace’ ricevuti si evince che, forse, sarebbe stato meglio un religioso silenzio. Ci avresti risparmiato l’impegno di utili neuroni. Non si filosofa sulle scorregge

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    3. Alessandro 4 mesi fa

      Non erano russi quelli

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    4. Tania 4 mesi fa

      Graf, se sono tutti perspicaci come te capisco perché gli USA si permettono di fare gli imperatori del pianeta…

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    5. Tania 4 mesi fa

      Chutzpah (חֻצְפָּה) è una parola ebraica traducibile con “insolente” ed “impertinente”. Nello yiddish chutzpah (חוצפה) ha acquisito significati anche positivi, passati anche nella lingua inglese, grazie all’uso cinematografico, televisivo e letterario.

      HA ECCO, GRAF E’ UN EBREO, TUTTO CHIARO, CHE ALTRO POTEVA ESSERE UNO CHE DIFENDE GLI USA?
      UNO CHE FA FINTA DI AVERE GLI OCCHI FODERATI DI PROSCIUTTO…

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      1. Tania 4 mesi fa

        La mia per Graf era una provocazione, ovvio.
        Comunque è dimostrato che gli USA quando si prendono un Paese se lo tengono per sempre, e guai al paese se vuole ribellarsi, mentre l’URSS ha dimostrato non solo di aver liberato i paesi sotto il suo controllo, ma si è addirittura suicidato.
        In pratica, chiunque ti invade puoi provare a liberarti, invece liberarti dagli USA proprio scordatelo!
        Con l’URSS, dittatura, non potevi fiatare, eppure non c’è più, con gli USA, democrazia, puoi parlare, ma non potrai MAI PIU’ essere libero.

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        1. lister 4 mesi fa

          Perfetto, Tania!

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  2. Woland 4 mesi fa

    “autorevoli media”
    Si scrive autorevole e si legge giudeomassone.

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  3. GRAF 4 mesi fa

    Gino il brasiliano ah mi mancava la sua voce cosi educata mai volgare comunque Non esiste nessuna stampa filo russa ,esiste TUTTA STAMPA EBREA ,DE BENEDETTI MIELI MENTANA FERRARA CAIRO CALABRESI MOLINARI ELKANN ECC NON SONO NEW ZELAND POI SE SE SI VUOLE PARLARE A VANVERA
    VA BENE VISTO CHE LEI HA IL FUSO BRASILIANO

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    1. atlas 4 mesi fa

      stampa giudea ? Scrivi cose che conosce anche mio nipote di 14 anni. Piuttosto riconosco che come elemento provocatore sei un pessimo elemento. Fai lavoro nero, cioè s porco. E poi dite che non mangiate il maiale

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  4. atlas 4 mesi fa

    cosa vuol dire democrazia per il giudeo internazionale
    vuol dire dividere il popolo in parti, infiltrare i loro agenti in tutti i partiti e le istituzioni a mezzo della massoneria, operare con i servizi di sicurezza ufficiosamente e non ufficialmente al fine di convogliare le politiche verso i loro fini, scopi e interessi, inserire elementi provocatori non governativi come leve per la disarticolazione della società tradizionale. Insomma un cancro che porta una Nazione in metastasi. Questo riconducendo a sintesi tutte le contraddizioni, strutturali e sovrastrutturali, senza riduzioni

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    1. lister 4 mesi fa

      Io, come sempre, inviterei quelli che hanno votato “non mi piace”
      a spiegare le motivazioni per cui le affermazioni -peraltro evidenti a livello universale- di Atlas possano non piacere.
      O se ne vergognano?

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  5. GRAF 4 mesi fa

    Ma come prima le piacevo e adesso mi tratta come un CuCu’ ,anche le Tania in questi miei mesi di assenza e’ regredita ah provero’a rifarmi sono un po arruggginito non sia mai che Fiano riprenda fiato

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  6. GRAF 4 mesi fa

    Ebreo io andiamo bene !! Cosa le e’successo Tania? Comunque che sia CHIARO USA e RUSSIA sono 2 colonie EBREE ,leggere l’articolo ” l’america vinta lasha darkmoon ” mentre LA Russia e’stata dominata per 70 anni DAI bolscevichi comunisti che erano tutti EBREI Lenin Trotsky Carlo Marx Engels ,Stalin ,ora Putin e’una ex spia del KGB comunista Russo se volete difenderlo come fa giulietto chiesa fate pure

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  7. Salvatore Penzone 4 mesi fa

    Negli ultimi anni è nata una “ideologia del declino ideologico” là dove sembrava che l’economico, dopo la caduta del Muro, avesse tutte le strade aperte per subentrare alla politica, rendendo così obsoleta il ruolo dello stato e della nazione. “Tale nuova ideologia, indotta e diffusa dal capitalismo contemporaneo, esprime la vocazione all’apartitismo e all’apolitismo”. Per questo si è parlato a lungo di fine della storia intesa come luogo dello scontro ideologico e conflitto tra le classi che si riverberava sul piano internazionale a livello del confronto tra i blocchi. Ormai però diventa sempre più chiaro che se quel confronto è stato il motore della storia moderna, la logica che ne ha definito la natura è stata indotta da precisi interessi. Infatti se è vero, come sembra, che la rivoluzione bolscevica sia stata sostenuta e ispirata dalla finanza cosmopolita che fa capo alla City di Londra, allora quella rivoluzione si inquadra come un tentativo tutto diretto alla sottomissione della Russia zarista e contemporaneamente alla strutturazione dell’ateismo come nuova religione da esportare nel mondo per demolire le fondamenta della Cristianità, ciò a cui hanno sempre puntato le consorterie massoniche.
    Con la rivoluzione di ottobre “l’asse individualistico-egoista dell’antropologia anglosassone” fa il tentativo di innestarsi nell’anima russa, facendo sì che il pentagramma dell’uguaglianza e della giustizia sociale, proprio di un cristianesimo delle origini, servisse a scrivere un’altra storia, quella dell’individualismo tout court che si staglia come unico orizzonte dentro il quale rintracciare il “bene”, e dove ogni atomo individuale delega all’ordine collettivista il proprio futuro. Nell’orizzonte speculativo marxista l’essere umano è ridotto ai propri interessi materiali, un confine nel quale la struttura economica determina la sovrastruttura delle idee e l’operare umano finisce per perdere qualsiasi fondamento trascendente. In questa prospettiva la storia non è altro che il risultato della lotta tra le classi, e anche le guerre tra i popoli e le nazioni ne diventano il motore.
    Ridotto, così, ai minimi termini, salta agli occhi come questo punto di vista combaci con i principi di fondo che hanno dato vita alla rivoluzione liberista e allo spirito feroce del capitalismo predatorio internazionale. È giusto quindi parlare del ruolo centrale dell’anglo-sionismo nelle vicende degli ultimi due secoli, dato che lo stesso espansionismo coloniale britannico trova nei poteri finanziari della City di Londra il vero motore. Però coerenza vuole che si vada fino in fondo nello sviluppo di questa affermazione e si riconosca che le ultime due guerre mondiali sono state architettate e finanziate dagli stessi poteri. La seconda in particolare ha visto coinvolta la costruzione del Terzo Reich in funzione antirussa. In questa prospettiva lo stesso dualismo ideologico che ha caratterizzato il Novecento lo si piò ascrivere allo stesso intento. La logica di sottofondo è stata quella del Divide et Impera, e poi i successivi sviluppi vedono nell’omologazione, che distrugge l’identità storica, morale e culturale dei popoli per imporre un totalitarismo relativista, l’elemento che dà organicità all’intero quadro.
    Inviterei tutti coloro che ancora sono legati a una identità definita da ormai obsoleti profili politico-ideologico ad alzare lo sguardo. E non me ne vogliano quelli che si sentono urtati da questa definizione. Ho 62 anni e mi sono accorto, forse un po’ in ritardo, che per una crescita di cui su avvertiva la necessità, era arrivato il momento di spogliarmi dai “panni dell’appartenenza”, All’inizio sembrava una sorta di salto nel buio e il risultato è stato per me sconvolgente. Non ho più punti di riferimento, il che non mi rende incerto come si potrebbe supporre ma neanche certissimo. Il mio giudizio non conta particolarmente, quello che conta è lo sguardo, più libero, attento alla sostanza e senza preconcetti. E’ una condizione che mi dà piacere e che mi fa sentire maggiormente padrone di me stesso… Lo dico perché credo sia venuto il momento di imparare a fidarsi del proprio buonsenso perché, nella maggioranza dei casi, basta quello per “vedere giusto”. Non lo faccio per dare lezioni perché io stesso non ne accetterei, quindi metto semplicemente a disposizione della riflessione dei lettori di questo blog quello che è stato il mio percorso. E comunque, fidarsi del proprio buonsenso potrebbe sembrare alla portata, ma non è cosa semplice, è una conquista che richiede coraggio. Il coraggio di disfarsi dei luoghi comuni del pensiero preconfezionato, ideologizzato. Il coraggio di camminare sulle proprie gambe senza reggersi sui bastoni che ci vengono offerti ad ogni piè sospinto dalla cultura di massa.
    Il coraggio di liberarsi da ogni forma di appartenenza e aderire solo alla propria coscienza. E’ un lavoro che ognuno, prima o poi, deve fare per conquistarsi uno sguardo libero, finalmente adulto.
     
    Utile a proposito del ruolo che ha avuto il Regno Unito nelle due guerre mondiali e nella costruzione della rivoluzione bolscevica e del Terzo Reich, è utile il lavoro di uno storico russo che mette gli eventi in questa prospettiva. Ha una laurea in economia ed è un cristiano ortodosso e leader del partito conservatore Grande Patria. https://orientalreview.org/2010/10/06/episodes-5-who-paid-for-world-war-ii/
    Un saluto.

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    1. lister 4 mesi fa

      Ma come si può cancellare i punti di riferimento?! Dio, Patria, Famiglia: ha cancellato anche questi Valori? Meglio, li ha mai riconosciuti come tali?

      “Ho perduto le mie certezze, i miei punti di riferimento. Valori, priorità, desideri, ambizioni: i miei punti cardinali sono andati in frantumi,
      e la bussola che mi rimane non mi serve più a nulla” (Gilbert Sinoué).

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      1. Salvatore Penzone 4 mesi fa

        Mah… la famiglia attiene al diritto naturale, non è il costrutto di una cultura o espressione di un’ideologia. Lo stesso dicasi per la patria in quanto ambito territoriale dove l’individuo con le sue esperienze condivide con altri lo spirito, la cultura, la morale, gli affetti, e dove si viene a costituire la comunità come espressione di una famiglia allargata. Dio poi è al centro di ogni visione che si può avere di sé e del mondo, che si sia credenti o no, perché in fondo anche l’ateismo, in quanto sua negazione, con tutto ciò che ne risulta in termini di visione del mondo, fa a lui riferimento.
        No, il discorso su i riferimenti non attiene al “reale” ma all’interpretazione che della realtà noi siamo indotti ad avere.
        Dico solo che non devono essere gli altri a dirci cosa dobbiamo pensare di noi stessi e del mondo in cui viviamo ma deve essere la nostra coscienza a indicarci il giusto punto di vista.

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        1. Citodacal 4 mesi fa

          “No, il discorso su i riferimenti non attiene al “reale” ma all’interpretazione che della realtà noi siamo indotti ad avere”.

          La portata consapevole di questa affermazione è immensa (ringrazio Salvatore d’averla comunicata: un fatto ulteriormente significativo poiché fa parte della sua esperienza diretta e reale, come saggiamente delineato nel suo intervento precedente). È prossima all’accorgersi con pienezza dell’apparenza metafisica insita in ciò che riteniamo reale, cosicché il reale-reale si riveli pienamente; non si tratta di rifiutare l’apparenza contingente quindi, ma di non lasciarsi modificare e condizionare dalla medesima, pur senza diventare isole titaniche di egotismo raggrumato e sterile (affare tutt’altro che immediato e gratuito quindi ma che, per impiegare la terminologia di Giovanni della Croce, equivale a iniziare la salita del Monte Carmelo, con tanto di possibili scivoloni e notti dell’anima che puntualmente si presentano, e che potrei identificare, almeno come principio, nell’affermazione stessa di Salvatore per cui “All’inizio sembrava una sorta di salto nel buio e il risultato è stato per me sconvolgente. Non ho più punti di riferimento, il che non mi rende incerto come si potrebbe supporre ma neanche certissimo. Il mio giudizio non conta particolarmente, quello che conta è lo sguardo, più libero, attento alla sostanza e senza preconcetti” – una lucidissima e magnifica sospensione, un inizio del librarsi nel vuoto, è ciò che queste considerazioni mi comunicano: e siamo ben oltre l’emozionalità poetica, inizia a vibrare una concretezza svincolata dai limiti della materia spessa).
          Si può tentare di costruire una teoresi anche su ciò, sebbene sia impossibile agli atti realmente veritieri: teorizzare di potersi emancipare dai condizionamenti su base formalmente collettiva, sociale, culturale e politica è una vistosa contraddizione, essendo simile assunto già di per se un condizionamento alla base; sarebbe quindi l’ennesima “sola” rifilataci per poter essere eterodiretti (e per certi versi è circostanza posta già in atto, in molte deformazioni di assunti tradizionali riformulati con questa intenzionalità). L’unica possibilità è quella di imparare a compiere uno sforzo cosciente e individuale, che vada spontaneamente ad associarsi, non a omologarsi, ad altrettanto sforzo compiuto consapevolmente da altrettanti individui, ma senza concertazione artatamente collettiva; alla peggio ne scaturirà comunque qualcosa di interiormente innato, lucido, solido e imperturbabile nell’individuo stesso, peraltro ben oltre procedente rispetto al medesimo, paragonabile al senso del seguente aneddoto zen: “Il naviglio su cui era imbarcato anche un monaco incappò in una tempesta; poiché la furia degli elementi imperversava, a bordo tutti presero ad agitarsi, finanche un poco il monaco, che dunque si sedette in meditazione (1), abbandonandosi all’idea che, se la nave avesse dovuto ribaltarsi, poco o nulla avrebbe lui stesso potuto far per evitarlo, se non tentar d’accogliere la tragedia con tranquillità di spirito. Accadde infatti che la nave andò a fondo, e paradossalmente soltanto il monaco trovò salvezza per la maggiore aria che aveva nei polmoni e la diversa disposizione dello spirito”.

          (1) nota: la meditazione, soprattutto in zazen, prevede inspirazioni e soprattutto espirazioni allungate e piene, che richiedono anche una certa dose di sforzo fisico. Potrebbe fare il paio con quanto affermò un monaco esicasta nel paragonare la violenza con cui il Regno dei Cieli è conquistato (Mt 11:12) non a un improbabile, quanto blasfemamente ridicolo ed arrogante esercizio di sfondar le Porte dello stesso, ma piuttosto all’attraversare la violenza (disagio, paura del’ignoto etc) insita anche nella postura psico-fisica rannicchiata dell’orante, soprattutto a terra, che si protende al di là di sé.

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          1. Salvatore Penzone 4 mesi fa

            “L’unica possibilità è quella di imparare a compiere uno sforzo cosciente e individuale, che vada spontaneamente ad associarsi, non a omologarsi, ad altrettanto sforzo compiuto consapevolmente da altrettanti individui, ma senza concertazione artatamente collettiva;”

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  8. mardunolbo 4 mesi fa

    X Salvatore Penzone. Condivido tutto quanto ha scritto in questi commenti analitici della storia recente organizzata dai poteri finanziari di Londra.
    Io ho raggiunto i 67 anni, quindi ne ho qualcuno in piu’ di lei e devo dire che ho fatto anche io fatica ad uscire da alcune certezze sulle quali avevo costruito parte della mia vita.
    Una di queste fu aver servito la mia patria Italia, nelle forze armate come Ufficiale d’arma, convinto che la storia appresa a scuola (Risorgimento ed altri racconti) fosse la vera Storia.
    Andavo con altri a vedere a distanza la cortina di ferro, convinti tutti noi di servire la liberta’ stando al di qua della cortina.
    Soltanto recentemente, rivedendo molte mie conoscenze ho compreso come fossero falsi i quadri che mia avevano disegnato e sui quali avevo poggiato alcune certezze che si indirizzavano anche nella politica !
    Ma sono rimasto unico tra i miei camerati di un tempo, a fare analisi dettagliate ed a vedere con occhi diversi la rivoluzione russa del 1918 e tutto quanto +
    e’ seguito. La resistenza ad aprire gli occhi fa parte dell’animo umano e delle masse che preferiscono vivere allo stesso modo piuttosto che rivedere gli errori e modificare la propria vita finanche a sconvolgerla, se ne fosse il caso.
    Fa parte di quell’ “esser bambini” sempre, che permette di modificare ed aggiornarsi senza timore di perdere la personalita’.
    Significa rimettersi in gioco in quella insostituibile struttura che e’ l’esistenza umana, unica e irrecuperabile e votata alla conoscenza ed alla lode del Creatore Dio. Soltanto cio’ ritengo importante; il resto e’ solo struttura apparente che possiamo e dobbiamo modificare per raggiungere il bene supremo della nostra personale esistenza.
    La conoscenza dei fatti della storia e l’analisi dei fatti della nostra vita sono elementi fondanti per saper cambiare e presentarsi ancora capaci di accettare e umilmente inginocchiarci di fronte al Mistero inconoscibile.

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    1. Salvatore Penzone 4 mesi fa

      Sono d’accordo con lei.

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    2. Citodacal 4 mesi fa

      Anch’io mi associo, e particolarmente per ciò che inerisce agli ultimi due capoversi.

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  9. max tuanton 4 mesi fa

    E aggiungo che un GRAZIE me lo merito anch’io ,e’ dal 2017 che commento ( prima non riuscivo) e cerco come un OSSESSO di aprirvi gli occhi sull’Horridus mostro che vi possiede ho provato su facebook a informare mi hanno bannato in eterno ,almeno avrete LA consolazione di aver scoperto chi si cela dietro a TUTTO ,non e’granche pero e’ pur sempre qualcosa rispetto alla massa di zombie

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  10. max tuanton 4 mesi fa

    Penzone non voglio essere crudo pero’a volte occorre:giovinezza TUTTO sta li I giovani hanno energie nascoste e vogliono vedere che quelli come lei e mardunolbo non facciano cadere LA cocolla ,bisogna solo informarli bene su chi e’il nemico e chi l’amico ,esempio LA rivoluzione bolscevica e’stata pagata fomentata diretta da MENTI Ebree,il comunismo pure cisono I nomi Marx Engels Lenin Trotsky Stalin Kaganovich ecc tutti ebrei altrimenti con le circonlocuzioni che fa nonsi risolve niente. GLI AMICI BASTA UNO LA CHIESA CATTOLICA ROMANA CON I SUOI VALORI E PRINCIPI MORALI ,e TUTTO ritornera in carreggiata

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  11. max tuanton 4 mesi fa

    Sul mio cell non appaiono I mi piace o non mipiace ,meglio,ai troll ebrei o alle donne dalla STIZZA femminile rispondo che QUANDO se la prendono con me e’ come prendersela con Graf e Simonazzi xche’siamo LA stessa persona

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