L’aviazione russa attacca massicciamente lo posizioni terroriste su Idlib

L’aviazione russa ha dato una risposta schiacciante all’attacco di droni non pilotati del gruppo terrorista  contro la sua base aerea di en Hmeimim a Latakia ed ha compiuto un massiccio bombardamento per rappresaglia sulle posizioni dei terroristi nella zona di Idlib, nel nord est della Siria, bombardando vari obiettivi della zona nella parte occidentale della provincia.

Nell’alba di oggi i caccia bombardieri russi si sono alzati in volo ad hanno attaccato per distruggere le postazioni dove sono ancora trincerati i gruppi terroristi appoggiati da USA ed Arabia Saudita, come ha informato il portale siriano Al Masdar News.

Sono state colpite varie aree della città fra cui la prigione centrale, la località di Al Mastuma, la zona strategica di Ariha e il paese di Sheil Alì.
Successivamente agli attacchi aerei, la fonte ha dichiarato che è intervenuta la Marina russa che ha lanciato un certo numero di missili da crociera verso queste stesse aree su Idlib, provocando diverse esplosioni di depositi ed installazioni dei terroristi.

Missili Kalibr sparati da navi russe

L’attacco russo è stato condotto in rappresaglia per il tentativo dei miliziani di attaccare l’aeroporto di Hmaymim con un drone, fatto  in precedenza la sera prima . Il drone era stato subito intercettato e distrutto dai sistemi di difesa aerea della base russa.

Prima di questo attacco su larga scala, le forze aerospaziali russe non avevano lanciato alcun attacco aereo contro il Governatorato di Idlib nelle ultime 72 ore.

La Russia è il maggiore alleato di Damasco ed in questa fase sta cercando di perfezionare ed ampliare il  potenziale militare del paese arabo  nella sua lotta antiterrorista. Secondo le stime degli analisti militari russi e siriani, se le avanzate dell’Esercito siriano continueranno con l’attuale ritmo, le forze governative potranno avere presto il controllo di tutta la parte nord occidentale entro la prima metà del prossimo anno.

I terroristi sono stati ormai sbaragliati in tutta la provincia di Damasco e di Homs e molti di loro sono fuggiti abbandonando le armi pesanti e portandosi dietro i loro familiari. Nei depositi abbandonati sono state trovati quintali di armi di fabbricazione USA, di paesi della NATO e di Israele.

Nota: Questo dimostra ulteriormente  il forte appoggio ed il  collegamento di cui i gruppi terroristi islamisti godevano con i governi ed i servizi di intelligence dei paesi occidentali e della NATO. Rimangono pochi dubbi su chi abbia avuto interesse a far durare il conflitto ed il bagno di sangue che perdura da oltre sette anni in Siria.

Fonti: Al Masdar News     Hispan Tv

Traduzione e nota: Luciano Lago

7 Commenti

  • Stefano radi
    22 maggio 2018

    Non ci sono dubbi su chi abbia voluto la distruzione della Siria. Solo certezze. E’ tempo di pensare ai tribunali, per il giudizio.

  • Manente
    22 maggio 2018

    Ai terroristi ed ai loro “consiglieri” non bisogna consentire di mettersi in salvo, pena il ritrovarseli nuovamente di fronte in Siria ed anche in Europa.

    • Mardunolbo
      22 maggio 2018

      Esatto Manente ! I russi possono dare il salvacondotto, ma, poi l’esercito siriano deve finire l’opera di derattizzazione !

      • Manente
        23 maggio 2018

        La Convenzione di Ginevra relativa al trattamento dei prigionieri di guerra, si riferisce ai soldati dell’esercito di una Nazione che combatte una guerra dichiarata contro un’altra Nazione; Nel caso dei criminali infiltrati in Siria, non si tratta di “soldati” fatti prigionieri, ma di terroristi che delinquono sotto falsa bandiera ed in casi simili il codice militare di guerra prevede la fucilazione sul posto !

  • robyt
    22 maggio 2018

    Intanto nel nord Europa ci si prepara alla Guerra alla russia distribuendo gli stessi volantini dei tempi della seconda Guerra mondiale…

    https://www.jihadwatch.org/2018/05/russia-threat-or-jihad-sweden-distributes-be-prepared-for-war-leaflet-to-all-4-8m-homes

    • Manente
      22 maggio 2018

      Gli svedesi e non solo loro, i veri “nemici” li hanno già dentro casa e non sono certo i russi, ma la Nato e le “risorse” africane che sono manovalanza delle “rivoluzioni colorate” di Soros !

  • Anarcos
    22 maggio 2018

    Prima di mandarli ad Idlib vanno microchippati come le bestie o va’ tagliata loro la mano dominante

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