"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

L’attacco alla Siria deciso da Trump segna la fine del “conflitto per procura” e si avvia al confronto diretto USA-Russia

di  Luciano Lago

L’attacco ordinato da Trump in Siria, il dopo sei anni di guerra, rappresenta una svolta nel conflitto siriano che va oltre le apparenti conseguenze ipotizzate da vari osservatori.
Il cambio di scenario della guerra in Siria non viene dato dalla nuova fandonia o “false flag” precostruita dell’attacco chimico di Jan Cheijun, un episodio molto inattendibile, messo in dubbio dagli stessi servizi di intelligence USA  ma piuttosto dal successivo bombardamento dell’aeroporto di Al-Shayarat da parte della Marina da Guerra degli Stati Uniti, che si è esposta sul fronte di guerra senza pià sotterfugi, il che significa che le forze USA non si fanno più scudo dei loro intermediari ribelli o jihadisti.  (Vedi: Former CIA Officer: “The Intelligence Confirms The Russian Account On Syria”)

Una volta che gli USA hanno messo in chiaro le loro intenzioni, scoprendo il loro doppio gioco, tutti gli osservatori passano il testimone alla Russia: ci si chiede come ha incassato questa mossa, cosa non ha fatto e come potrà reagire. Dopo l’azzardata mossa di Trump, con l’improvviso attacco contro la base in Siria, la palla si trova adesso nel campo russo e la prima domanda da porsi è : per quale motivo i collaudati sistemi di difesa antiaerea non hanno distrutto i missili statunitensi.

Il giornalista francese Thierry Meyssan riferisce i commenti dei diplomatici arabi -algerini in particolare- secondo i quali lo stato Maggiore dell’Esercito statunitense aveva avvisato i russi in anticipo dell’attacco. Da quello conclude che il bombardamento era “concordato”, cosa che è molto pesante da affermare, e che inoltre non impedisce di riconoscere che Trump ha fatto un salto qualitativo che non aveva osato fare Obama.
Il bombardamento, aggiunge Meyssan, è stato irrilevante perchè l’aeroporto era vuoto ed in rovina e per il fatto che Trump continua comunque a prendere l’iniziativa cercando di cambiare la politica USA verso il Medio Oriente, riconquistando posizioni e cercando di sottrarre l’area mediorientale all’influenza russa. Vedi: Voltairenet.org

Alcune fonti russe vanno nella medesima direzione nel minimizzare i danni causati dal bombardamento. La stampa russa ha trasmesso i seguenti messaggi:
La Siria è stata preavvisata dell’attacco ed ha ritirato i suoi aerei, le perdite sono state infime, “ha distrutto soltanto 9 aerei siriani in riparazione.
I sistemi di difesa antiaerea proteggono soltanto l’Esercito e l’aviazione russa, non le forze siriane;
Qualsiasi risposta avebbe presupposto una guerra nucleare con gli Stati Uniti.

In modo significativo, i portavoce del Pentagono hanno risposto alla prima delle questioni, che è realmente irrilevante, si sono dedicati a inviare foto alla stampa per dimostrare al mondo che i loro missili Tomahawk sono molto più efficaci di quello che dicono i russi. Il Daily Mail ha presentato tali foto, che giocano il ruolo del trofeo di guerra.

Le foto pubblicate non sono concludenti circa le perdite causate, tra le altre cose perchè in queste si vedono i rifugi di calcestruzzo per proteggere gli aerei da questo tipo di attacchi aerei. In ogni caso  l’obiettivo dell’attacco non era quello di causare danni all’aviazione siriana; neppure alla Siria. Per trattare militarmente con la Siria il Pentagono utilizza i suoi mercenari jihadisti . Per trattare con la Russia c’è invece necessità di altro tipo di strumenti.

Come abbiamo già sostenuto, l’attacco all’aeroporto era diretto contro la Russia e trasmette un messaggio inequivocabile, che il Pentagono, inoltre non ha mai cercato di occultare. Tra le dichiarazioni ufficiali e quelle ufficiose, hanno manifestato che “senza l’appoggio esterno” la Siria non avrebbe potuto portare a termine l’attacco chimico di Jean Shejun. “Sospettiamo che i siriani abbiano ricevuto aiuto”, ha dichiarato un alto ufficiale.

Come si vede, a Washington non vanno per il sottile; non soltanto sostengono la “favola” dell’attacco chimico ma vogliono coinvolgere in questo i russi (“l’appoggio esterno”).
A prescindere dalle conseguenze interne che l’azione di Trump produce a Washington, con un indubbio rafforzamento della sua posizione di “comandante in capo”, si deduce che in Siria sono finiti i giochi con gli intermediari, con i delegati ed i facenti funzioni.
La guerra combattuta per procura si avvia a diventare adesso uno scontro diretto tra USA e Russia.

“Come minimo i russi non sono stati capaci di controllare l’attività ” dei loro alleati siriani, dicono a Washington. “Non possiamo dire adesso qule ruolo abbiano potuto svolgere i russi” nel lancio dell’attacco chimico di Jan Sheijun. “Tuttavia se esiste una prova qualsiasi o una accusa credibile, trarremo da questa le conseguenze al massimo delle nostre possibilità”, aggiungono le fonti statunitensi.

Al potere imperiale USA si possono rimproverare molte cose, eccetto la mancanza di determinazione. Il continuo riferimento alle “prove sicure” manifestato dal Segretario di Stato, Rex Tillerson, rappresenta la barzelletta propagandistica buona per l’apparato mediatico atlantista. Nel momento in cui gli USA hanno necessità di “incastrare” i russi, appariranno come per miracolo le prove che al momento sono inconsistenti.

I russi sono ben consapevoli della sfida che si prospetta e Putin è un uomo che ragiona a mente fredda e si riserva la sua prossima mossa. Con molta probabilità i missili Tomahawk non sono stati intercettati perchè c’era ancora un protocollo di intesa con il Comando USA. Questo spiega perchè le fonti russe hanno minimizzato le perdite.

La prima mossa successiva dei russi è stata quella di annullare il protocollo di intesa: d’ora in avanti gli aerei della coalizione che entreranno nello spazio aereo siriano lo faranno a loro rischio e pericolo. Sarà questa volta la Russia di Putin a decidere quando e dove fare la prossima mossa ma, nel frattempo, i possibili “incidenti” sul campo fra gli aerei USA e le forze russe-siriane sono dietro l’angolo. Uno qualsiasi di questi incidenti può determinare lo scontro e l’inevitabile conflitto tra le due superpotenze. Sarà questo che vogliono i circoli neocons di Washington e il Presidente Trump ne sarà consapevole?

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  1. nessuno 8 mesi fa

    Ho guardato alcuni dibattiti politici su certi canali di tv francesi, e naturalmente
    discussioni di attualità e precisamene questo attacco alla Siria, le conclusioni
    che posso trarre dalle loro esternazioni è che: hanno già condannato la Siria e di
    rimbalzo la Russia, un po’ nel tema di questo articolo, e nella linea politico-militare
    della Francia del Presidente(?) hollande, in sintesi niente di nuovo sotto il sole e il
    tira-molla continua, la mia idea è che più la risposta di Putin tarda più la “rana”
    usa si gonfia, ma potrà fare molti danni esplodendo.

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  2. Idea3online 8 mesi fa

    Tutto vero, probabilmente avremo 3 anni di mordi e fuggi in giro per il mondo, soprattutto nel Mediterraneo, ed il 2020 sarà il disastro forse nucleare, ed in seguito un nuovo Presidente dicono donna, prenderà il posto di Trump, lo dicono i Simpson

    Trump, 16 anni fa i Simpson avevano predetto la presidenza del magnate

    http://www.ilfattoquotidiano.it/2016/11/09/trump-16-anni-fa-i-simpson-avevano-predetto-la-presidenza-del-magnate/3181203/

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  3. Giorgio 8 mesi fa

    Contro la forza ragion non vale.
    Che senso ha intavolare un ragionamento con chi a prescindere ti vuole prevaricare?

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  4. Mario 8 mesi fa

    Cazzate..dei 59 missili solo una 20 ina sono arrivati. Gli usa hanno avvisato i russi prima di colpire. La difesa siriana ne ha fermati parecchi. De factio sono scattate le contromisure
    Avete visto i danni alla base? Dopodiché i russi non hanno messo in funzione gli s-400 per via del memorandum.

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  5. Vittoriano 8 mesi fa

    . . .

    L’attacco alla Siria deciso da Trump
    (Cui prodest ?)
    parrebbe il frutto di un golpe di palazzo a Wahington

    V. :

    MoviSol | Movimento Internazionale per i Diritti Civili – Solidarietà
    movisol.org/
    – Sta riuscendo il golpe di palazzo a Washington? mercoledì 12 aprile 2017.
    Il voltafaccia di Trump su Assad e sulla Russia, e la nuova linea dell’amministrazione americana
    che scimmiotta quella guerrafondaia dei britannici ha una spiegazione.
    “È in corso un golpe di palazzo”. …

    LaRouche chiede un vertice immediato Trump-Putin per fermare il …
    movisol.org/larouche-chiede-un-vertice-immediato-trump-putin-per-fermare-il-perico…
    2 giorni fa – LaRouche chiede un vertice immediato Trump-Putin per fermare il pericolo di guerra

    Il 9 aprile Lyndon LaRouche aveva denunciato un tentativo britannico in corso di golpe
    contro l’amministrazione Trump, che ha condotto all’attacco missilistico
    contro una base aerea siriana il 7 aprile. –

    Lyndon LaRouche, ricordiamolo,
    è il Direttore del Servizio notizie dell’Executive Intelligence Review,
    organo ufficiale e nucleo del Movimento LaRouche.

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  6. Vittoriano 8 mesi fa

    ancora :

    E se Trump non avesse cambiato casacca?, di Thierry Meyssan
    http://www.voltairenet.org/article195922.html
    2 giorni fa –

    e

    Conflitto mondiale in arrivo ? Meyssan: no, è solo teatro | LIBRE
    http://www.libreidee.org/2017/04/conflitto-mondiale-in-arrivo-meyssan-no-e-solo-teatro/
    3 giorni fa –

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