L’asse Pechino-Mosca-Teheran rinforzato più che mai?

di Mikhail Gamandiy-Egorov

Alla luce degli eventi in atto nell’arena geopolitica globale, con in particolare una crescente pressione da parte del campo atlantista nei confronti dei sostenitori dell’ordine multipolare, e nonostante ciò è innegabile il continuo rafforzamento di questi ultimi, la piena istituzione dell’asse dei paesi partigiani di sovranità e multipolarità sembra inarrestabile.

In effetti, mentre Mosca, Pechino e Teheran sono chiaramente riconosciute come i principali avversari geopolitici di Washington, con pressioni politico-diplomatiche, economiche e di sicurezza in costante aumento, le tre nazioni stanno solo rafforzando sempre più la loro interazione – sia nel quadro bilaterale, che trilaterale.

Tra Cina e Russia, le relazioni bilaterali non hanno probabilmente mai avuto un tale livello di fiducia reciproca nella storia contemporanea. I due giganti si sostengono a vicenda, e quasi permanentemente, a livello del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, di cui sono entrambi membri permanenti. Gli scambi economici e commerciali continuano a crescere e hanno già raggiunto un livello strategico: oltre 110 miliardi di dollari equivalenti nel 2019, con l’obiettivo annunciato di raggiungere e superare il target di 200 miliardi il più rapidamente possibile . Per Mosca, Pechino è ora il principale partner economico e commerciale, in netto contrasto con gli anni post-sovietici in cui la Russia guardava all’Occidente, e più in particolare all’Europa. Neanche l’interazione sino-russa, per quel che riguarda il comparto militare sicurezza, richiede una presentazione aggiuntiva-i due paesi conducono regolarmente esercitazioni militari congiunte (sia terrestri che navali) – sia a livello bilaterale che nell’ambito di organizzazioni internazionali come la BRICS o la Shanghai Cooperation Organization (SCO).

Esercitazioni navali Cina Russia

In generale, e nonostante i tentativi velati e svelati da parte del campo occidentale, sia americano che europeo, di minare l’alleanza sino-russa, nulla finora sembra aver permesso di raggiungere, almeno. in parte, questo obiettivo.

Per quanto riguarda l’interazione sino-iraniana, ora sembra anche prendere la svolta di una vera alleanza strategica. Soprattutto alla luce dei recenti sviluppi. L’accordo di cooperazionela strategia, che sarà presto conclusa tra i due paesi, ne è un’ulteriore prova. Soprattutto alla luce dei settori strategici che questo accordo prende di mira: l’economia e l’equivalente di 400 miliardi di dollari degli investimenti cinesi in Iran per un periodo di 25 anni, nonché la cooperazione militare-sicurezza, in particolare nell’organizzazione di “esercitazioni militari congiunte, ricerca congiunta, sviluppo di armi e condivisione di informazioni di intelligence.
Questo è tanto più importante in quanto questa interazione spezzerebbe sicuramente i tentativi degli Stati Uniti di isolare l’Iran e soffocare la sua economia. Rafforzando nel contempo il concetto di integrazione nel grande spazio eurasiatico e nel quadro multipolare.

Per quanto riguarda l’alleanza Mosca-Teheran, questa continua anche a rafforzarsi a vari livelli. I due paesi hanno interagito attivamente nel quadro della lotta contro il terrorismo nella Repubblica araba siriana – essendo i soli due stati in Siria su base giuridica. Questa interazione, a sostegno dell’esercito del governo siriano, ha permesso di schiacciare i terroristi di Daesh e Al Qaida sul suolo siriano e consentire al governo nazionale di riconquistare gran parte del suo territorio, dove più di 90% della popolazione siriana.

Tale interazione senza dimenticare gli sforzi diplomatici congiunti, in particolare nel quadro del processo di Astana sulla Siria. In generale, politico-diplomatico, i due paesi condividono anche una visione spesso simile o simile su molte questioni internazionali. Inoltre, Mosca, come Pechino, si oppone all’estensione dell’embargo sulle armi all’Iran, così desiderato e promosso dall’establishment americano. Una revoca dell’embargo che senza dubbio consentirà di rafforzare ulteriormente l’interazione tecnico-militare russo-iraniana.

I pemier di Russia Cina e Iran riunti

Per quanto riguarda il triumvirato Pechino-Mosca-Teheran, sono entrambi nel quadro di azioni congiunte a livello dell’arena geopolitica globale, anche nel grande spazio eurasiatico che è diventato la punta di diamante del rafforzamento della multipolarità anche oltre ‘Eurasia (specialmente in America Latina, dove i tre paesi sostengono attivamente il Venezuela di fronte agli attacchi statunitensi e più in generale occidentali), in un’alleanza militare che spaventa tanto le forze atlantiste. Già di recente, il sito Atlantico era allarmato , proprio per l’istituzione di un triumvirato militare sino-russo-iraniano, con “implicazioni per l’equilibrio delle forze presenti in Medio Oriente”.

Quello che è certo in tutti questi processi di rafforzamento di tale alleanza è che né Pechino, né Mosca, né Teheran, hanno in programma di richiedere autorizzazioni da parte di paesi che credono ancora di avere esclusività nel corso dei processi internazionali.

La paura delle élite occidentali e atlantiste è comprensibile nel senso che una tale alleanza, che si estenderebbe ai rispettivi alleati delle tre potenze, chiuderebbe definitivamente il dibattito sulla vera nozione della comunità internazionale. Questosviluppo farebbe capire ai nostalgici dell’unipolarismo una volta per tutte che non esiste alternativa al mondo multipolare che è diventato realtà.

Mikhail Gamandiy-Egorov

Fonte: Observatour Continental

Traduzione: Gerard Trousson

2 Commenti

  • serpe
    28 Luglio 2020

    E’ curioso vedere in questa trinità, tre esponenti del mondo che è stato colonizzato dall’Occidente (in passato).
    E’ una rivalsa.

  • eusebio
    28 Luglio 2020

    Il riarmo cinese è graduale ma continuo, la terza portaerei cinese da 100000 tonnellate e a propulsione nucleare sta per essere varata, sono entrati da poco in linea i nuovi bombardieri strategici, mentre anche la Russia sta varando nuove unità navali e l’Iran sta implementando la sua industria aeronautica e missilistica.
    Questa alleanza tripartita ha un colossale potenziale economico, industriale e militare, allargato a paesi potenzialmente ricchi e con notevoli risorse come Venezuela e Irak.
    La Cina si sta espandendo nel sud est asiatico e si divide con Russia e Iran Asia centrale e gran parte del medio oriente, mentre paesi satelliti della NATO come Ucraina e Turchia sono sull’orlo della bancarotta.
    Considerando che gli USA hanno probabilmente un debito complessivo pubblico, privato e delle imprese forse di molte decine di trilioni di dollari il cosidetto occidente sta per consegnare la supremazia planetaria al blocco eurasiatico a grande velocità.

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