L’asse Mosca -Pechino-Teheran si estende e si rafforza

In considerazione degli attuali avvenimenti nell’arena geopolitica globale, con in particolare sempre più pressioni da parte del campo atlantista nei confronti dei sostenitori dell’ordine multipolare, e nonostante ciò il continuo innegabile rafforzamento di questi ultimi, la piena costituzione del l’asse dei paesi che sostengono la sovranità e il multipolarismo sembra inarrestabile.

Infatti, e mentre Mosca, Pechino e Teheran sono chiaramente riconosciuti come i principali avversari geopolitici di Washington, con pressioni politico-diplomatiche, economiche, di sicurezza sempre crescenti, le tre nazioni stanno solo rafforzando sempre di più la loro interazione – anche nel quadro bilaterale , oltre che trilaterale.

Le relazioni bilaterali tra Cina e Russia probabilmente non sono mai state a un tale livello di fiducia reciproca nella storia contemporanea. I due colossi si sostengono a vicenda, e praticamente in modo permanente, a livello del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, di cui sono entrambi membri permanenti. Gli scambi economici e commerciali continuano a crescere e hanno già raggiunto un livello strategico: oltre 110 miliardi di dollari equivalenti nel 2019, con l’obiettivo annunciato di raggiungere e superare al più presto la soglia dei 200 miliardi. . Per Mosca Pechino è oggi il principale partner economico e commerciale, in netto contrasto con gli anni post-sovietici in cui la Russia guardava all’Occidente, e più in particolare all’Europa. Esercitazioni militari congiunte (sia terrestri che navali) sono sempre più frequenti – sia bilateralmente che nell’ambito di organizzazioni internazionali come i BRICS o l’Organizzazione per la cooperazione di Shanghai (SCO).

In generale, e nonostante i velati e svelati tentativi da parte del campo occidentale, sia americano che europeo, di minare l’alleanza sino-russa, nulla finora sembra aver reso possibile, almeno in parte, questo obiettivo.

Quanto all’interazione sino-iraniana, ora sembra anche prendere la piega di una vera alleanza strategica. Soprattutto alla luce dei recenti sviluppi. L’accordo di cooperazione e la strategia, che presto dovrà essere conclusa tra i due Paesi, ne è un’ulteriore prova. Soprattutto in considerazione dei settori strategici a cui si rivolge questo accordo: l’economia e i 400 miliardi di dollari equivalenti di investimenti cinesi in Iran per un periodo di 25 anni, nonché la cooperazione militare-sicurezza, in particolare nell’organizzazione di “esercitazioni militari congiunte” , ricerca congiunta, sviluppo di armi e condivisione di informazioni. Ciò è tanto più importante in quanto questa interazione interromperebbe definitivamente i tentativi degli Stati Uniti di isolare l’Iran e di soffocare la sua economia. Pur rafforzando questo il concetto di integrazione nel grande spazio eurasiatico e nel quadro multipolare.

Esercitazioni congiunte

Quanto all’alleanza Mosca-Teheran, continua anche a rafforzarla a più livelli. I due paesi hanno attivamente interagito nell’ambito della lotta al terrorismo nella Repubblica araba siriana, essendo gli unici due stati in Siria su base legale. Questa interazione, a sostegno dell’esercito del governo siriano, ha permesso di schiacciare i terroristi di Daesh e Al-Qaeda sul suolo siriano e di consentire al governo nazionale di riconquistare gran parte del suo territorio, su cui si trova oltre il 90% della popolazione siriana.

Questo senza dimenticare gli sforzi diplomatici congiunti, in particolare nel quadro del processo di Astana sulla Siria. In generale, dal punto di vista politico-diplomatico, i due Paesi condividono anche una visione spesso simile o concertata su una serie di questioni internazionali. Inoltre Mosca, come Pechino, si oppone all’estensione dell’embargo sulle armi all’Iran, tanto auspicato e promosso dall’establishment statunitense. Una revoca dell’embargo che consentirà senza dubbio di rafforzare ulteriormente l’interazione tecnico-militare russo-iraniana.

Quanto al triumvirato Pechino-Mosca-Teheran, questo si rafforza sia nel quadro di azioni congiunte a livello dell’arena geopolitica globale, come anche nel grande spazio eurasiatico divenuto punta di diamante del rafforzamento del multipolarismo e al di là dell’Eurasia (soprattutto in America Latina, dove i tre paesi sostengono attivamente il Venezuela di fronte agli attacchi statunitensi e più in generale occidentali), di fatto un’alleanza militare che spaventa così tanto le forze atlantiste.
Già di recente, il sito Atlantico era allarmato , proprio sulla costituzione di un triumvirato militare sino-russo-iraniano, con “implicazioni per l’equilibrio delle forze presenti in Medio Oriente”.

Quello che è certo in tutti questi processi di rafforzamento della suddetta alleanza è che né Pechino, né Mosca, né Teheran, intendono richiedere autorizzazioni a paesi che ancora pensano di avere esclusività nel corso dei processi internazionali. Il timore delle élite occidentali e atlantiste è comprensibile nel senso che una simile alleanza, che si estenderebbe ai rispettivi alleati delle tre potenze, chiuderebbe definitivamente il dibattito sulla vera nozione di comunità internazionale. E farebbe capire una volta per tutte ai nostalgici dell’unipolarismo che non c’è alternativa al mondo multipolare che è diventato realtà.

Mikhail Gamandiy-Egorov

Observatour Continental

Tarduzione: Gerard Trousson

3 Commenti
  • rossi
    Inserito alle 20:33h, 15 Settembre Rispondi

    hhahahaha in quel posto al draghetto e al suo enturage diabolico al servizio dei talassocratici, prima o poi si faranno i conti e saranno salatissimi!!!!!!!!

  • Padova
    Inserito alle 07:38h, 16 Settembre Rispondi

    Teniamo a mente che il gas naturale, di cui la Russia ha enormi riserve e così anche il povero Iran, sta salendo a prezzi folli e, l’Europa è invece balla ” bisogna massima” ( avendo tra l’altro chiuse le miniere di carbone ). Speriamo che questo ” svegli” la testa ritardata dei signori di Strasburgo e, che comprendano che seguire gli USA come dei cagnolini porterà solo rovina. Ma intanto questi scemi pensano a LGT e sanzioni alla Russia per diritti umani,e, meglio che non continui perché la fila sarebbe troppo lunga

  • eusebio
    Inserito alle 19:22h, 16 Settembre Rispondi

    Qualche analista russo ha plaudito ad un eventuale costruzione di un arsenale nucleare iraniano, che dal punto di vista strategico sarebbe positivo per Mosca, mentre anche il collaudo nordcoreano di missili a lungo raggio che possono raggiungere pure le Hawaii ritorna strategicamente a favore della Russia.
    La Cina sempre più affamata di energia non può che stringere ulteriormente i rapporti con l’Iran, dotato di immense risorse di petrolio e gas, e attraverso l’Iran pure con l’Irak, suo alleato sciita dove ormai le compagnie petrolifere russe, cinesi e pure iraniane la fanno da padrone.
    L’Iran si conferma sempre più non solo potenza energetica ma anche militare ed industriale, e l’avanzata tecnologia russa e cinese non potrà che renderlo ancora più potente.

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