"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

L’asse della resistenza : una spina nel fianco dell’egemonia imperiale di Washington e soci

di  Luciano Lago

Come era facile prevedere, a Washington gli statunitensi dei circoli neocons si dimostrano fortemente preoccupati per la piega presa dagli avvenimenti in Medio Oriente ed in particolare per le sconfitte subite dai gruppi terroristi, sponsorizzati da USA ed Arabia Saudita, che sono in rotta sul fronte della Siria come su quello dell’Iraq, sopraffatti dalle offensive coordinate dall’aviazione russa e siriana, dall’Esercito siriano, dalle forze irachene sciite (Hashd al-Shaabi)  e dai reparti scelti iraniani  che affiancano e coordinano tali forze. Essenziale anche il ruolo dell’Hezbollah libanese in supporto dell’Esercito siriano.

Il capo della CIA, Mike Pompeo, lancia oggi l’allarme circa il ruolo crescente dell’Iraq come potenza emergente della regione che sostiene ed affianca le forze siriane, Hezbollah e le formazioni sciite in Iraq, acquistando negli ultimi anni sempre maggiore influenza sui paesi vicini, dalla Siria al Libano allo Yemen.

Gli USA riscontrano questo come il maggiore pericolo per la loro sicurezza e per quella di Israele nella regione, molto più viene visto l’Iran come minaccia per gli USA che non l’ISIS che si trova in fase di rotta e ritirata dai suoi capisaldi di Mosul e di Raqqa.
Naturalmente, nel suo rapporto, Pompeo riporta le consuete accuse contro l’Iran: di essere questo un paese che sostiene il terrorismo nella regione e di costituire una “minaccia per la stabilità dell’intero scacchiere”, ecc. ecc….

Pompeo ripete i concetti espressi da Trump nel corso della sua visita a Rijad ma si guarda bene dal menzionare quali siano i reali sostenitori e patrocinatori del terrorismo islamista nella regione: guarda caso si tratta proprio degli alleati degli USA, l’Arabia Saudita, il Qatar, la Turchia e la stessa CIA che ha utilizzato l’ISIS e gli altri gruppi jihadisti come strumento della politica del caos volutamente creata da Washington in Medio Oriente, mirando a cambio di regime in Siria ed altrove. Obiettivo peraltro fallito nonostante che statunitensi e britannici le avessero provate tutte, come armare ed addestrare i terroristi e poi denominarli “ribelli moderati” (per renderli presentabili), inviare armi sofisticate tramite i sauditi e creare una enclave di appoggio al confine giordano. Tutto risultato inutile di fronte alla feroce resistenza del siriani e dei loro alleati ed alla sagacia strategica del generale iraniano Soleimani.

Come volevasi dimostrare, l’asse della Resistenza, quello creato dalla Siria-Hezbollah-Iran (a cui si è aggiunto l’Iran) per difendersi dalle mire egemoniche di USA-Arabia S.-Israele, inizia a dare molto fastidio a Washington come a Rijad ed a Tel Aviv.

Reparti Hezbollah

Quello che abbiamo segnalato, senza dubbio è un trionfo enorme dell’asse della Resistenza che, dall’inizio della sua azione politica e militare, ha sostenuto la necessità che Washington ed i suoi alleati, Arabia S. e Regno Unito in primis, cessino ogni appoggio economico, militare e logistico ai gruppi takfiri. Questa è rimasta la ferma presa di posizione di Teheran, Damasco, e Baghdad, come unico modo di fermare l’aggressione terroristica che ha propdotto circa 500.000 vittime e milioni di profughi, oltre alle distruzioni enormi del paese e delle sue infrastrutture.

L’asse della Resitenza ha manifestato anche la sua vicinanza al popolo della Palestina occupata e la presenza dell’Iran ed Hezbollah alle sue frontiere ha allarmato Israele che ha consolidato la sua presenza militare ai confini del Libano e sulle alture del Golan occupate dal 1967.
Il posizionamento delle forze della Resistenza vicino alle sue frontiere, nella zona strategica tra Siria, Libano e Giordania, ha suscitato il terrore sui comandi miltari israeliani e questo è stato espresso a chiara voce non soltanto a Washington ma anche alla Russia.

Con l’annientamento dell’ISIS in Siria ed in Iraq, cade miseramente il pretesto per gli USA di mantenere una presenza di truppe in Siria con altra finalità se non quella di occupare una parte del paese arabo e sospingere per un cambiamento di regime a Damasco.

L’ISIS non ha mai fatto paura agli USA ed a Israele (essendo sostanzialmente una loro creatura) ed è invece l’Iran quello che incute paura ed è contro di questo ed i suoi alleati (Siria-Hezbollah-Milizie irachene sciite) che gli USA si preparano ad intervenire in un proossimo inevitabile conflitto. Per il momento è già partita una campagna di destabilizzazione dall’interno, tramite l’Arabia S. che addestra e infiltra cellule jihadiste nel territorio iraniano per provocare attacchi terroristici e rivolte contro le autorità iraniane.

L’Iran rappresenta un incubo per il regime sionista di Israele ed un forte ostacolo per i piani di espansione della Monarchia Saudita e della sua nefasta ideologia wahabita/salafita. L’Iran tuttavia è anche un alleato irrinunciabile per la Russia.

I tamburi di guerra hanno quindi ripreso a suonare nel sottofondo degli scenari internazionali.

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  1. panchis 2 mesi fa

    Non capisco… le avete prese in Siria e adesso ci provate con l’Iran???

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  2. panchis 2 mesi fa

    Non capisco… le hanno prese in Siria e adesso ci provano con l’Iran???

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  3. annibale55 2 mesi fa

    Ma si, un’ altra orrenda guerra contro l’ Iran ci sta, a patto che finalmente siano israeliani ed americani sul campo. Ed intanto, chi PAGA i danni di guerra in SIRIA?

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  4. mardunolbo 2 mesi fa

    Come gia´scrissi, i danni di guerra alla Siria sono enormi e tali da mettere sul banco degli imputati Usraele da adesso fino a 20 anni in qua, con condanne che dovrebbero variare dalla pena di morte all’ergastolo, cosi´come fecero queste miserabili carogne mondiali contro i generali tedeschi che resistettero con le truppe alla avanzata degli Alleati.
    Processo di Norimberga ! Qualcuno ricorda e sa che razza di maialata fu quel processo?
    Esentato fu il “delfino” di Hitler che volo´in Scozia per chiedere la pace, fu detenuto in Inghilterra poi a Spandau, per essere strozzato candidamente da due sicari inviati dal governo inglese per eliminare finalmente il testimone scomodo della loro doppiezza…
    Usraele e´ben peggio, quindi si dovrebbe instaurare un processo che durerebbe anni.
    Mi consola soltanto il fatto che nessuno, ma proprio nessuno, sfuggira´al processo finale alla propria morte e , sia pur a malincuore, dato lo sdegno che covo , mi auguro che i miserabili provino pentimento per non finire nel calderone infernale che ora immagino per loro, data la loro immondizia e perversita´umana.

    La Siria si sta liberando, l’Iraq dopo essere stato martirizzato da Usraele, si sta riscattando e sta conoscendo la miseria umana dei Serpenti Uniti. L’Iran e´forte e non teme le vaccate usraeliane.
    Auguriamoci che la resistenza di queste nazioni prosegua e metta spalle al muro americojions,lacche´e loro padroni !

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  5. Giorgio 2 mesi fa

    Non mi sembra che il popolo yankee sia pronto ad assorbire un’ulteriore cantonata, vedremo.

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  6. Mario Rossi 2 mesi fa

    Non credo che ci saranno più guerre in medio oriente, nè terrorismo islamico, anche perchè oramai i tempi sono maturi. L’asse eurasiatico sta prendendo il potere forte di scorte e giacimenti energetici che fanno impallidire quei beduini dei sauditi. L’arabia saudita verrà ricondotta alla sua vita standard e cioè nei tendoni da campeggio in mezzo al deserto. Non serve più il petrolio saudita visto che oramai vale appena un quarto di quello che valeva 3 anni fa. Ancora navigano nell’oro in cui li avevano immersi quei coglioni degli americani pensando di avere un cane da guardia in quella zona del mondo. Adesso il cane da guardia non serve più perchè le fonti energetiche sono cambiate. E’ cambiato il peso industriale che inevitabilmente chiederà il conto alla finanza globale. Penso ne vedremo delle belle ma non in medio oriente. Non c’è più trippa per gatti!!!!!!!!

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