L’Asse della Resistenza si organizza. La Siria esorta a costituire un Fronte Unito


La Siria sostiene la creazione di un fronte unito di paesi soggetti alle sanzioni statunitensi ed alle minacce dell’ Impero Anglo-USA-Saudita

Nel suo discorso annuale all’Assemblea generale delle Nazioni Unite, il ministro degli Esteri siriano, Walid Muallim ha incoraggiato i paesi colpiti dalle “sanzioni” statunitensi a stabilire “un fronte unito” per “seppellire le sanzioni”.
Per quanto riguarda le sanzioni statunitensi, Muallim ha sottolineato:

“Più che falsi approcci “umanitari”, gli obiettivi geopolitici di dominio rimangono la priorità delle potenze dominanti. Nel bel mezzo della pandemia del Covid-19, alcune sanzioni unilaterali emesse dagli Stati Uniti e dai loro alleati avrebbero dovuto essere revocate contro il popolo siriano e altre nazioni, ma queste sono state intensificate con banali pretesti “.

E Muallim ha aggiunto: “La denominata “Caesar Act “mira soltanto a fare pressione e pregiudicare il popolo siriano, a prenderlo per fame, proprio come il regime di“ Israele ”sta facendo nello stesso modo con la nazione palestinese. Sottolineiamo che le sanzioni contro la Siria sono in flagrante contraddizione con il diritto internazionale e le “eccezioni umanitarie” di cui parlano a sproposito non esistono nella realtà, mentre invece tali affermazioni hanno solo lo scopo di coprire il brutto volto della disumanità dei paesi occidentali e dei loro alleati (le monarchie del Golfo).

Combattenti dell’Asse della Resistenza


Ecco perché chiediamo a tutti i paesi colpiti da queste sanzioni, come l’ Iran, il Libano, il Venezuela e Cuba, di formare un fronte unito contro le sanzioni statunitensi e, di conseguenza, attenuare le conseguenze dannose delle sanzioni su queste nazioni, un obiettivo che potrebbe essere raggiunto. attraverso la cooperazione e il coordinamento congiunti e l’adozione di misure pratiche a diversi livelli politici, economici e commerciali, ha sottolineato il capo della diplomazia siriana, anticipando un percorso comune antisanzioni.

Il ministro degli Esteri ha affermato che il suo Paese vuole un futuro sicuro, libero dal terrorismo, dall’occupazione straniera e dalle sanzioni disumane.

In una parte del suo discorso, ha citato i nomi dei due paesi latinoamericani sanzionati dalla Casa Bianca, Cuba e Venezuela, e ha condannato la repressione statunitense nei loro confronti, prima di insistere sulla necessità di rispettare i diritti politici di queste nazioni e sulla non ingerenza nei loro affari interni.

Minstro degli Esteri della Siria W. Muallim

Venerdì il presidente venezuelano ha ribadito la sua disponibilità a continuare la sua cooperazione con i paesi amici, in particolare con l’Iran. Questa è la ferma volontà di un Paese indipendente del Sud America di continuare la sua cooperazione militare con i suoi alleati Iran, Russia e Cina, e questo, dopo i loro scambi in campo energetico attraverso il corridoio marittimo anti-sanzioni.
Nicolás Maduro, parlando in occasione del 15 ° anniversario del “Comando delle operazioni strategiche” del Venezuela, ha detto venerdì (25 settembre) che il paese prevede di produrre armi per proprio conto, e sta facendo tutto il necessario per realizzare questo progetto, pur continuando a lavorare con l’Iran, Russia, Cina, Cuba e il resto del mondo, che possono fornire assistenza scientifica e tecnologica per la fabbricazione di armi destinate alla difesa nazionale.

Fonti: Press TV – Npasyria.com

Traduzione e sintesi: Luciano Lago

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