"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

L’assassinio dell’ambasciatore russo in Turchia dimostra che il sistema globalista è ormai in agonia

di Alexander Dugin

L’uccisione dell’ambasciatore russo, Andrey Karlov, è un’autentica tragedia, ma non riuscirà a far naufragare la cooperazione russo-turca. La situazione attuale è molto diversa rispetto a quando l’organizzazione gulenista provocò l’abbattimento di un nostro aereo e la morte dell’equipaggio. All’epoca la Turchia non volle riconoscere le proprie responsabilità e non volle presentare le proprie scuse. Questo atteggiamento rischiò di compromettere definitivamente le relazioni tra Russia e Turchia.

Dopo il vile assassinio del nostro ambasciatore, invece, da parte della Turchia sono prontamente arrivate le scuse al popolo russo. Ho personalmente ricevuto le condoglianze da parte di alcuni politici molto influenti ad Ankara. Entrambe le parti turca e russa hanno mostrato chiaramente la volontà di proseguire nella politica di riavvicinamento.

L’autore di questo sanguinoso omicidio è stato velocemente identificato come membro della rete di Gulen. Quello stesso giorno ha avuto luogo un violento attacco terroristico in Germania organizzato dall’ISIS: ritengo che si stia assistendo all’agonia dell’amministrazione globalista, costretta a lasciare la Casa Bianca. Proprio nel giorno in cui il Collegio Elettorale ha votato l’elezione del nuovo presidente degli Stati Uniti, il globalismo ha tentato di sferrare un colpo mortale alle relazioni russo-turche. E ‘stato il loro ultimo attacco alla nostra partnership strategica.

Anche la reazione del presidente Vladimir Putin è stata molto diversa rispetto a quella avutasi in occasione dell’abbattimento del nostro aereo: Putin ha accusato esplicitamente la rete di fondamentalisti islamici che era dietro questo omicidio, e ha dimostrato comprensione per la difficile situazione in cui si trova il Presidente Erdogan.

Pertanto, sono assolutamente sicuro che questa volta l’incidente non nocerà alle relazioni russo-turche. Al contrario continueremo ad elaborare una strategia comune in Siria e lavoreremo insieme per rendere stabile e pacifico il Medio Oriente. Proprio in una circostanza così dolorosa la nostra collaborazione diventerà più forte e più profonda.

Purtroppo abbiamo perso uno dei nostri migliori diplomatici. L’ambasciatore Andrey Karlov è un eroe, che ha contribuito non poco a salvaguardare i rapporti tra i due paesi, ed è stato ucciso in modo vigliacco, con un colpo alla schiena. Non si è trattato soltanto di un atto terroristico, ma anche di un crimine vergognoso.

Chi ha organizzato tutto questo dovrà pagare un prezzo enorme per questo ignoile assassinio. Ma la vera risposta a questo barbaro gesto sarà la prosecuzione della cooperazione strategica russo-turca e l’accelerazione del ritiro di Ankara dalla NATO, finalizzato alla creazione di una nuova alleanza eurasiatica. Questa è l’unica risposta ragionevole ed equilibrata che bisogno dare ai nostri nemici globalisti: e ciò che essi temono più di ogni altra cosa.

Sappiano che nulla potrà fermare i nostri progressi verso la creazione di un ordine mondiale multipolare e democratico.

Fonte: Katehon

 

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  1. Salvatore Penzone 9 mesi fa

    Herdogan ha ampiamente dimostrato di non avere nessuno scrupolo, pur di raggiungere i propri scopi, ha armato e finanziato quella mostruosità che ha fatto scempio della Siria. Ha fatto abbattere il caccia russo e con molta probabilità ha architettato insieme agli USA una trappola per la Russia nella forma del falso colpo di stato. L’auto golpe è testimoniato da Ahmet Sait Yayla, capo della Divisione Antiterrorismo e Operazioni della Polizia Nazionale Turca tra il 2010 e il 2012. Un personaggio di cui la Turchia si dovrà, prima o poi, liberare, e di questo Putin, credo, sia profondamente cosciente. La Turchia è l’attore che in Medioriente avrebbe dovuto trascinare la Russia in un conflitto diretto così come la strategia della NATO prevedeva, e aveva tentato inutilmente di fare in Ucraina. Putin ha lasciato che Erdogan barasse al gioco consapevole che le vere carte le aveva in mano lui, e che alla fine il “sultano” sarebbe stato costretto a buttare giù il boccone amaro della rinuncia, momentanea, al sogno neo ottomano.
    A proposito di Dugin è interessante il punto di vista di Alessandro Lattanzio: Il presunto ‘geofilosofo’ eursiatista Aleksandr Dugin, l’8 novembre incontrava ad Ankara i gerarchi del partito di Erdogan, con cui vuole costruire un’alleanza ‘eurasiatica’ che, in sostanza, distruggerebbe invece gli alleati regionali della Federazione Russa, come la Siria, l’Armenia e le repubbliche dell’Asia centrale. Aleksander Dugin (e anche suoi estimatori e presunti nemici) ama spacciarsi da “consigliere del Presidente Vladimir Putin”. Tolto il fatto che di questo “consigliere di Putin” appaiono fotografie con i nemici della Russia, e neanche una con il ‘consigliato’ Putin, Dugin non risulta mai aver lavorato con organi di governo o presidenziali della Federazione Russa. In realtà, la mitologia su Dugin ‘consigliere’ di Putin serve a un duplice scopo:
    1. Pompare un “ideologo” che in Patria non conta nulla e racimola seguaci solo tra le sette fringe della Federazione;
    2. Sostanzialmente screditare il Presidente Putin accomunandolo con una figura ambigua che rappresenta in realtà un’ideologia quanto meno confusionaria, ma pericolosa;
    Il milieux duginista aggredisce continuamente gli alleati storici della Federazione Russa, come India, Vietnam, Siria, Paese quest’ultimo che si vorrebbe frantumare per soddisfare le ambizioni neo-ottomaniste del presidente turco Erdogan, padrone della Turchia e di un certo Dogu Perincek, il capo di una setta politica legata ad Erdogan tramite il generale dell’intelligence militare turca Ismail Hakki Pekin, e con cui lo stesso Dugin ha un lungo sodalizio.

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    1. Occhio! 9 mesi fa

      “Occhio” che Lattanzio (quello che odia il mondo intero, quindi anche se stesso) è bravo a creare “confusione”.

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      1. Umberto 9 mesi fa

        Ne crea, ne crea. Anche troppa. Ci capiscono già poco i personaggi in questione, figuriamoci noi “poveri” quando cadiamo o ci perdiamo nel labirinto della menzogna. Ad esempio, io ho una certezza – e sono ben poche – che è oggettivamente sotto gli occhi di tutti; una seconda, che è direttamente conseguente e forse anche proporzionale alla prima. Tuttavia, la mano sul fuoco la metterei solo sulla prima, che è solida come una roccia e incontrovertibile. In definitiva mi ritengo, senza sottintesi, partigiano di al-Assad e di Putin, ma non affiderei il mio destino e quello della mia patria nelle loro mani. Io sono dalla loro parte perché so benissimo chi li osteggia. Ma se oggi il nemico abita a Washington, a Londra, a Gerusalemme o Tel-Aviv, domani potrebbe essere in Antartide e la prossima settimana a Mosca o sotto il mio letto.
        Abbiamo Fede.

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      2. salvatore Penzone 9 mesi fa

        Mah, nessuno incarna la verità rivelata! Un punto di vista va valutato per l’ampiezza e la profondità dell’analisi, e va, soprattutto, messo a confronto con altri, magari alternativi a quello. In genere trovo le analisi di Lattanzio interessanti e, in molti casi, corrispondenti alla realtà dei fatti, anche se a volte quest’aderenza viene a mancare per la sua tendenza a portare all’estremo le conclusioni. Di questo però non gliene si può fare una colpa vista la tendenza generale all’ipocrisia, al tradimento e alla manipolazione. Inoltre, il suo apporto a una corretta informazione è fondamentale perché il panorama che propone, con la raccolta di articoli e autori, allarga il quadro e permette valutazioni più ampie. Comunque, è buona pratica, visto i tempi, prendere tutto con le pinze e affidarsi al proprio buon senso, mantenendo il più possibile lo sguardo libero, attento alla sostanza e senza preconcetti.

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        1. Occhio! 9 mesi fa

          Il lavoro che fa Lattanzio è un ottimo lavoro, su questo non discuto. E’ molto bravo a tradurre articoli nostrani che difficilmente riusciremmo a leggere, cosa che aprrezzo molto vista la mia carenza nelle lingue straniere. Questo offre un punto di vista diffente apportanto nuovi elementi di analisi per ampliare il proprio orizzonte “visivo”.
          L'”odio” di cui parlavo si percepisce negli articoli scritti di proprio pugno: dove attacca, offende e diffama un po’ tutto e tutti a titolo gratutito senza prove tangibili, il tutto frutto di speculazioni mentali personali, un po’ come fanno i politici. Proprio perchè “nessuno incarna la verità rivelata”, bisogna essere più equilibrati nelle analisi altrimenti il tuo odio soggettivo, c’è ne già troppo in giro, lo trasmetti anche agli altri creando un minetrone pazzesco.
          Questo è il mio punto di vista. Per il resto concordo pienamente su tutto il resto.

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  2. Idea3online 9 mesi fa

    Una cosa è certa, la Russia e gli USA stanno arrivando alla resa dei conti. Riguardo all’aereo precipitato nel Mar Nero, insistiamo dentro di noi che non sia un attentato.
    Meglio pensare che non sia. Altrimenti avere toccato le emozioni di milioni di russi e come avere dichiarato guerra alla Russia. La stessa ad un affronto del genere potrebbe rispondere in modo simmetrico, oppure iniziare a muoversi come SCO, e non più come Federazione Russa.
    Se risponde come Stato aggredito si alimenterà il fuoco della Terza Guerra Mondiale, se risponderà con qualche strategia insieme alla Cina, sarà sempre una strategia militare da terza guerra mondiale, ma diplomatica. Vedere la Cina e la Russia che si muovono insieme in una strategia militare dichiarata nel Mediterraneo , solo a pensarlo un terremoto geopolitico. Ormai è sotto gli occhi di tutti anche se escludiamo per augurio di tutti noi che l’aereo non sia a causa di un attentato, che la Russia è sotto attacco, e non riuscirebbe più a resistere con la sola diplomazia delle parole.

    Riguardo a Alexander Dugin, non è facile capire da che parte sta, anche se in base all’articolo segue la strategia di Putin, i commenti spiegano bene che non è possibile credere ad una sola fonte, perciò il dubbio rimane.

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  3. Idea3online 9 mesi fa

    Perchè la Cina:

    Se riguardo all’Ambasciatore Karlov la Cina ha detto:

    Morte Karlov, Cina “scioccata”. Xi: collaborare di più con Russia
    http://www.askanews.it/esteri/morte-karlov-cina-scioccata-xi-collaborare-di-piu-con-russia_711967606.htm

    Se l’aereo è precipitato a causa di un attentato, la reazione della Cina quale sarà ad una richiesta russa?

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