L’Arabia Saudita sotto la pioggia degli attacchi di rappresaglia dello Yemen

Lo Yemen punta missili balistici e droni contro le regioni orientali e meridionali dell’Arabia Saudita, in rappresaglia per la sua sanguinosa aggressione e assedio contro il popolo yemenita.

In una dichiarazione rilasciata sabato, il portavoce della coalizione saudita anti-Yemen, Turki al-Maliki, ha confermato che le forze yemenite hanno lanciato attacchi con missili balistici e droni carichi di esplosivo contro Dammam (la capitale della provincia orientale) e la regioni di Jizan (sudovest) e Najran (sud).

Alcuni media hanno riportato due forti esplosioni nella città petrolifera di Dammam (est).

In un’altra parte della città di Dhahran, anch’essa situata nella provincia orientale, testimoni hanno affermato che le strutture appartenenti al colosso petrolifero statale saudita Aramco hanno chiuso i battenti a causa di esplosioni nelle vicinanze, causate da attacchi missilistici e droni (droni) yemeniti.
Una fonte a conoscenza della vicenda ha informato l’agenzia di stampa britannica Reuters che non ci sono stati danni alle infrastrutture di Aramco e che l’attacco è avvenuto al di fuori di queste.

Portavoce yemenita

Queste operazioni fanno parte degli attacchi di rappresaglia dell’esercito yemenita e dei comitati popolari contro gli obiettivi militari e vitali dell’Arabia Saudita e dei suoi alleati, in risposta a una sanguinosa aggressione di oltre sei anni lanciata contro la nazione dello Yemen, con l’intenzione di riportare l’ex presidente yemenita fuggitivo, Abdu Rabu Mansur Hadi, al potere e schiacciare il movimento popolare yemenita Ansarullah.

Ansarullah: l’Arabia Saudita rischia la sconfitta su tutti i fronti
Le autorità yemenite sottolineano che questi attacchi sono un “diritto legittimo” del Paese di difendere il suo popolo in questa guerra imposta, con il sostegno degli Stati Uniti e dell’Occidente, e avvertono che la risposta yemenita sarà sempre più dolorosa , se il regno saudita e i suoi alleati non interrompono i bombardamenti e il blocco aereo e navale contro lo Yemen.

Renzi con il principe Bin Salman


Nota: Peoccupazione per gli sponsor dell’Arabia Saudita, in particolare a Washington e Londra, che assistono il Regno Saudita con forniture massicce di armi, con invio di truppe sul campo ed assistenza logistica.
Preoccupazione anche in Italia, in particolare a Firenze dove si trova un noto cliente e sostenitore della Monarchia dei Saud, di nome Matteo Renzi, il quale aveva lodato l’Arabia Saudita esaltando quello che lui aveva chiamato “il nuovo rinascimento“. Preoccupato oggi dalla possibilità di perdere gli emolumenti delle sue conferenza a Rijad, che gli sono state generosamente offerte del principe sanguinario Bin Salman, autore di efferati omicidi fra cui si ricorda quello del giornalista Jamal Khasshogi, ucciso e fatto a pezzi nel consolato di Istanbul.

Fonte: Hispan tv

Traduzione e nota: Luciano Lago

5 Commenti
  • Anonimo
    Inserito alle 17:29h, 05 Settembre Rispondi

    Bello il cagnolino italiano in foto con il principe saudita

  • Giorgio
    Inserito alle 19:36h, 05 Settembre Rispondi

    Servi dei servi dei servi ……
    Renzi servo di Salman, a sua volte servo usa, a loro volta servi dei sionisti …….
    Vomitevoli …..

  • michele
    Inserito alle 01:12h, 06 Settembre Rispondi

    sono semplicemente una banda di criminali assassini…….frutto del nostro miserabile tempo basato sull’avere avendo distrutto l’essere.

  • Manente
    Inserito alle 17:43h, 06 Settembre Rispondi

    Ottima mossa strategica, l’Arabia Saudita è il Paese che finanzia il terrorismo internazionale in Siria, Afganistan, Medio Oriente Europa e non solo, Se i combattenti yemeniti riescono ad abbattere il regime dittatoriale di Bin Salman rendono un servigio al mondo intero.

  • eusebio
    Inserito alle 19:00h, 06 Settembre Rispondi

    Per forza i droni e i missili yemeniti sui celi sauditi fanno quello che vogliono, oltre un anno fa gli USA hanno ritirato le batterie patriot che avevano nel Regno e pure i militari relativi, apposta durante la mostra tecnico-militare di Mosca di fine agosto il viceministro della difesa saudita nonchè figlio del sovrano ha fatto visita a Shoigu.
    Gli USA ormai nel regno saudita hanno solo 2000 uomini, come pure in Giordania, altro regno inguaiato dall’instabilità causata dagli anglosionisti in medio oriente, dato che hanno un milione di profughi siriani in casa altamente ingestibili.
    Non a caso il piccolo re hashemita era a Mosca pure lui e ha incontrato Putin, per avere un aiuto per la situazione al confine siriano.
    Ormai si rivolgono tutti a Mosca, mentre la potenza yankee declina nel marasma e nella bancarotta.

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