L’Arabia Saudita paga di più l’America per farsi proteggere dallo Yemen .. Pur di essere presa in considerazione

Sempre più stretti i legami militari dell’Arabia Saudita con gli Stati Uniti. Aumentano le basi USA nel paese e le forniture militari. L’Arabia Saudita insiste per non imparare dalle sue esperienze passate, poiché un portavoce del comando centrale degli Stati Uniti “Centcom” ha rivelato mercoledì che è stato elaborato un piano per preparare le basi di approvvigionamento e logistica in diverse nuove installazioni in Arabia Saudita, per proteggerla da attacchi con droni e missili da crociera.

L’Arabia Saudita, che ha effettuato una brutale aggressione allo Yemen dal 2015, non è stata in grado, nonostante tutti i miliardi che paga all’America, di fermare le risposte dello Yemen all’aggressione, visto che questo sta attaccando obiettivi strategici in Arabia Saudita, con l’obiettivo di scoraggiare l’aggressione, fermando il suo assedio che sta affamando il popolo yemenita, e fino ad ora, armi americane e missili Patriot avanzati non sono riusciti a respingere gli attacchi yemeniti nonostante la loro dipendenza da armi artigianali e capacità modeste.

L’atteggiamento dell’Arabia Saudita, invece di fermare la guerra e uscire dalla sua difficile situazione in Yemen attraverso il dialogo e invece di porre fine all’aggressione contro il vicino popolo musulmano yemenita, le autorità di Riyadh insistono nel pagare di più gli americani per trasferire più armi e attrezzature americane nella regione e fornire al colonialista americano più giustificazioni per la sua presenza nella regione ricca di petrolio. Questo risulta evidente dal presunto attacco a Riyadh con droni, che l’Arabia Saudita ha annunciato la scorsa settimana, che è stato negato sia dall’esercito yemenita che dai Comitati popolari yemeniti accusati di aver lanciato tale attacco e ha detto che avrebbero riconosciuto qualsiasi attacco se questo fosse stato effettuato.

Il capitano Bill Urban ha riferito ieri alla “The Associated Press”, che il comando centrale dell’esercito americano sta lavorando allo sviluppo di diverse basi militari nell’Arabia Saudita occidentale, che serviranno come basi logistiche di emergenza per i rifornimenti, come lui stesso ha detto .

Pompeo con i suoi amici sauditi

Il comandante della Centcom, il generale Kenneth McKenzie , ha visitato alcune di queste basi la scorsa settimana e ha annunciato che la forza lavoro, gli aerei e le armi erano già stati trasferiti alle basi per esplorare come potrebbero essere utilizzati come centri logistici di emergenza, ha dichiarato. .

Le basi includono King Fahd Port, King Faisal Air Base a Tabuk e King Fahd Base a Taif, e un portavoce Centcom ha spiegato che il piano per preparare le regole di approvvigionamento e logistica è stato formulato dopo i presunti attacchi del 19 settembre 2019. .

Nelle sue dichiarazioni, MacKenzie era entusiasta di due cose: in primo luogo, per confermare che la leadership saudita ha pagato per i miglioramenti apportati alle basi, e in secondo luogo: che questo è uno schema di emergenza per misure che garantirebbero un accesso sicuro per l’esercito USA, e non dovrebbe essere interpretato come un aumento della presenza americana nella regione .

Terroristi armati da USA e Arabia Saudita

Mentre MacKenzie cerca di sostenere che l’America non si sta mobilitando per una guerra, ha in qualche modo giustificato l’aumento della presenza militare degli Stati Uniti in relazione a un presunto attacco e ha scritto un preludio alla giustificazione nel caso in cui le attrezzature statunitensi non fossero riuscite a respingere i nuovi attacchi yemeniti contro i punti sensibili dell’Arabia Saudita. Sono centri per scoraggiare l’aggressione, ha dichiarato.

L’intransigenza saudita nel non fermare l’aggressione e il sostegno americano a questa arriva in un momento in cui il capo del cosiddetto Consiglio di transizione meridionale, sostenuto dagli Emirati Arabi Uniti, ha annunciato la sua disponibilità a stabilire relazioni con l’entità israeliana, con questo completa il ciclo di continua aggressione e trinceramento degli Stati Uniti in Arabia Saudita, e lavora per dividere lo Yemen e spingerlo all’abbraccio sionista.

Fonte: Al Alam

Traduzione Fadi Haddad

2 Commenti
  • ARMIN
    Inserito alle 23:49h, 08 Febbraio Rispondi

    «Se qualcosa può andare storto, lo farà»,,Legge di Murphy.

    Mia estrapolazione: “Se qualcosa va male, va tutto male”.

  • Eugenio Orso
    Inserito alle 06:53h, 09 Febbraio Rispondi

    Gli infami sauditi pagano, vuotando le loro casse già abbastanza esauste (come sta saudi aramco?) e gli usa interevngono sempre più massicciamente.
    Siccome non ci sono più le divisioni pakistane in affitto, ci penseranno gli usa.
    Il triangolo infernale usa-ebrei-sauditi funziona sempre.

    Cari saluti