L’approccio USA verso l’Europa dell’Est non tiene conto dei cambiamenti intercorsi

di Luciano Lago

La crisi Ucraina-Russia non è più il problema degli Stati Uniti in un mondo di potenze regionali in ascesa.

I prossimi colloqui USA-Russia sulle garanzie di sicurezza richieste da Mosca possono alleviare i timori di un’invasione russa dell’Ucraina, anche se le due parti sono fondamentalmente in disaccordo su come dovrebbe essere gestita la sicurezza nella regione.
Nel frattempo la struttura di potere USA diventa sempre più inadeguata a gestire le crisi in tutto il mondo, tanto che sono in molti analisti a pensare che forse Washington dovrebbe fare un passo indietro e lasciare che l’Europa si occupi di se stessa.

L’inizio del 2022 ha lasciato il mondo con il fiato sospeso per lo svilupo della crisi Ucraina ed i suoi possibili sbocchi: un conflitto aperto o un nuovo riassetto strategico fra Mosca e Washington dove l’Ucraina rimane come spettatore?

Dopo il colloquio telefonico avvenuto il 30 dicembre, il presidente degli Stati Uniti Joe Biden e il suo omologo russo Vladimir Putin, questi torneranno a dialogare in un prossimo incontro a Ginevra il 10 gennaio.
Si considerano questi come segnali positivi, dati i timori che circondano le intenzioni dei due protagonisti della contesa in Ucraina, la Russia e la NATO, tempo dopo che la Russia ha accumulato circa 100.000 soldati al confine ucraino e la NATO ha inviato truppe, istruttori militari ed armamento pesante in Ucraina e nei paesi limitrofi.
Tutto potrebbe rientrare in una esibizione di muscoli ma sembra che questa volta la Russia voglia scoprire il gioco degli USA ed ottenere quelle garanzie di sicurezza che sono essenziali, come l’arretramento della NATO dai suoi confini e lo stop all’ingresso nell’Alleanza di Ucraina, Georgia e altri paesi alle frontiere russe. Putin questa volta è deciso a non lasciarsi ingannare da vuote promesse e muove le sue pedine militari per essere pronto a dare una dura risposta.

Tuttavia, come i precedenti colloqui e iniziative, è improbabile che si raggiunga un accordo duraturo nel 2022 perché il problema di fondo – la mancanza di un’architettura di sicurezza concordata nell’Europa orientale – rimane un punto di notevole discordia.

Quello che si deve comprendere è che, per realizzare un reale sistema di sicurezza ocorre “un sistema di norme, procedure, relazioni interstatali, accordi e istituzioni costruite o sviluppate dagli Stati per assicurare o garantire la sicurezza internazionale e/o regionale”. In altri termini occorrono negoziati e accordi scritti e vincolanti fra le parti.
Risulta che gli Stati Uniti ed i loro alleati considerano l’Europa dell’Est, i Balcani e la Georgia come una zona che rientra nella totale dipendenza ed influenza occidentale mentre questo non è riconosciuto dalla Russia. L’espansione occidentale e della NATO in questa regione è iniziata e si è allargata subito dopo la caduta dell’URSS, con la guerra nella ex Jugoslavia come punto di svolta e già da allora l’obiettivo di Washington era di stabilire una supremazia sui paesi dell’Europa orientale e strapparli all’influenza russa.
Questo non è accettato da Mosca che considera quest’area vitale per la Russia e la sua sicurezza, oltre ai forti legami con la cultura russa che diversi paesi hanno sempre intrattenuto con Mosca per storia e tradizioni.

L’Ucraina, divisa nelle sue diverse etnie tende ad essere d’accordo con il punto di vista occidentale e crede che dovrebbe essere libera di tracciare il proprio corso, in particolare perseguendo l’adesione all’UE e alla NATO (come vorrebbe la parte filo occidentale). Tuttavia, la parte filo russa della popolazione non è mai stata d’accordo e, dopo il golpe di Maidan del 2014, ha preso le armi e si è rivolta verso la Russia che ha dimostrato di essere disposta ad appoggiare le rivendicazioni autonomiste del Donbass. Successivamente Putin non ha esitato a imporre una linea rossa ben marcata sulla possibile adesione di questo paese alla NATO.

Mentre si svolgevano gli avvenimenti in questa parte d’Europa, con il conflitto latente che non si è mai spento ma anzi intensificato e con l’istigazione occidentale all’Ucraina per muovere provocazioni contro la Russia, gli equilibri internazionali sono drasticamente cambiati a sfavore dell’Occidente con l’impetuoso evolversi della potenza cinese e del sostegno di questa alla Russia, oltre che con il disastroso ritiro degli USA dall’Afghanistan e con la sconfitta degli anglo USA in Siria. Ne deriva che il vecchio sistema unipolare è ormai al suo tramonto e gli Stati Uniti non sono in grado di riprendere il pallino del cambiamento.

Questo processo attesta che il sistema internazionale sta passando da un indiscusso dominio degli Stati Uniti a qualcosa di più simile a un “un-sistema multipolare”.
Gli Stati Uniti rimangono uno dei protagonisti ma non più il dominus assoluto e devono tenere conto degli altri player sulla scena internazionale che hanno acquisito influenza e potere, la Russia e la Cina.

Nel nuovo scenario determinatosi, non si può prevedere una competizione globale bipolare per la supremazia, ma, piuttosto, una competizione localizzata per l’influenza tra gli Stati Uniti e le diverse potenze regionali.
L’Europa orientale, con l’Ucraina come epicentro, rappresenta un punto focale di tensioni a causa degli obiettivi di egemonia degli Stati Uniti nella regione e della contrapposizione con le esigenze di sicurezza della Russia nell’area prospicente alle sue frontiere. Nel contempo le varie estensioni della super-regione indo-pacifica sono altri (potenziali) focolai di scontro con la potenza cinese.

In effetti, data la maggiore importanza geopolitica e geoeconomica dell’Indo-Pacifico per gli Stati Uniti rispetto all’Europa orientale, non sorprende che Washington abbia cercato di “perno verso l’Asia”. Ma le reazioni di Putin e l’apparente mancanza di disponibilità degli europei a gestire i propri interessi e la propria sicurezza hanno tenuto fermamente coinvolti gli Stati Uniti.
Washington mantiene l’Europa dell’Ovest e dell’est sotto il suo tallone e decide per tutti, sulla base dei propri interessi geopolitici che non coincidono con quelli europei. Alcuni iniziano ormai a rendersene conto ma non hanno voce in capitolo per cambiare il corso delle cose.

Tuttavia, l’Europa non dovrebbe essere un problema degli Stati Uniti e la sua pretesa egemonica distorce anche le potenzialità di crescita di una Europa indipendente, mentre rende l’Europa dell’Est un corridoio instabile.
Il potenziale per l’Europa di sviluppare la propria autonomia strategica non dovrebbe essere liquidato come un sogno irrealizzabile e, dalla Francia alla Germania, l’idea sta facendo strada, anche per non dover fare più affidamento sulla potenza americana. In futuro una collaborazione fra le potenze guida europee potrebbe segnare il percorso di una autonomia europea ma, per fare questo, gli europei dovrebbero liberarsi delle scorie dell’atlantismo, uno strumento di dominio americano e di vassallaggio dell’Europa.
In un contesto diverso le crisi come quella Ucraina potrebebro essere affrontate dalle potenze europee in collaborazione con la Russia e risolte sulla base di interessi che tengano conto delle parti coinvolte, escludendo le mire geopolitiche di chi come gli USA tendono ad utilizzare i paesi come l’Ucraina in funzione anti russa.

L’Europa deve convivere con la Russia e stabilire una forma di reciproca cooperazione economica, politica ed energetica che è nell’interesse dei popoli e non delle elite.
L’ostacolo ad una futuro stabile e pacifico del continente europeo si trova a Washington nei falchi di guerra della Casa Bianca che utilizzano i loro metodi di destabilizzazione per perseguire i vecchi obiettivi di dominio.

9 Commenti
  • FRANCO
    Inserito alle 21:54h, 06 Gennaio Rispondi

    Vediamo chi ha le palle, ma sono arcisicuro che tutto resterà come ora, solo scaramucce da una parte che dall’altra, fa comodo a tutti.
    Sono come i ladri di Pisa che di giorno litigano e la sera vanno a rubare insieme.

    • atlas
      Inserito alle 22:34h, 06 Gennaio Rispondi

      tutto e niente … democrazia … non riesci a imbrogliare nessuno

  • Nicholas
    Inserito alle 22:18h, 06 Gennaio Rispondi

    La Russia, attende soltanto che l’occidente imploda

  • Valerio T
    Inserito alle 23:45h, 06 Gennaio Rispondi

    Convivere con la Russia? Ma cosa vi dice il cervello? Ma li leggete i giornali o vi limitate a controinformazione o l’antidiplomatico? Convivere con un dittatore che sta scatenando guerre tutto intorno a lui? Lasciamo la Russia dove sta che non ne sentiamo la mancanza, mi dispiace solo per quei poveri disgraziati che se lo devono cibare il grande Putin.

    • Arditi, a difesa del confine
      Inserito alle 04:11h, 07 Gennaio Rispondi

      e di grazie quale giornale ci suggerisce di leggere ? Il corsera ? la busiarda ? repubblicha (delle banane) ? il giornale di paolo berlusconi ieri antivax e dopo che fi va alla maggioranza provax a tutta forza ?
      lol
      .
      se debbo scegliere tra un americano invasore, un russo ed un comunista cinese secondo lei debbo pure pormi la domanda ?
      ri-lol

    • FRANCO
      Inserito alle 07:36h, 07 Gennaio Rispondi

      Caro Valerio se parliamo di DEMOCRAZIA non la vedo e non la trovo ne a Est ma nemmeno a Ovest, se non è zuppa è pan bagnato, come scegli scegli male

      • Giorgio
        Inserito alle 16:56h, 07 Gennaio Rispondi

        “La democrazia non la vedo e non la trovo ne a Est e nemmeno a Ovest, come scegli scegli male”……….
        Ad Ovest c’è eccome , è la democrazia reale, e non facciamo finta che non esista o che sia degenerata per non condannarla …….
        A tutte le latitudini la democrazia è all’origine di tutti i mali …. insieme a liberismo, scientismo, globalismo, nichilismo ……

        • atlas
          Inserito alle 10:25h, 08 Gennaio Rispondi

          non intrometterti Giorgio e confida in Dio. Presto la cartella spam entrerà in azione. Fidati di Luciano Lago, una garanzia, per tutti. Questi nomignoli, Valerio, Cuccureddu, Gavino, Melas, Perdasdefogu, Iglesias “Franco”, sono tutti sempre lo stesso troll democratico e giudeo. Falli giocare a ping pong da soli

          • Valerio T.
            Inserito alle 11:19h, 08 Gennaio

            Ti piacerebbe che fossero solo pochi troll a controbattere, ma purtroppo ti sbagli, state così antipatici e odiati da così tanti che smentirvi è come sparare sulla croce rossa, troppo facile. Siete accerchiato da popoli che vi odiano e questa volta in Ucraina il sangue che bagnerà il terreno non sarà ceceno, kazaco o georgiano, sarà russo. Vi aspettiamo.

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