L’antifascismo dei cretini

di Marcello Veneziani

Abbiamo sempre avuto pazienza con i cretini non cattivi e con i cattivi ma intelligenti. Non riusciamo però ad averne con i cretini cattivi, magari in origine solo cretini poi incattiviti oppure solo cattivi poi rincretiniti. Ma sono cresciuti a dismisura e si sono aggravati. Sto parlando del nuovo antifascismo, collezione autunno-inverno, che si alimenta di fascistometri per misurare il grado di fascismo che è in ciascuno di noi e di istruzioni per (non) diventare fascisti, di Anpi posticce che sventolano l’antifascismo anche il 4 novembre, non più costituite da partigiani ma da militanti dell’odio perenne; e poi di mobilitazioni, manifestazioni e mascalzonate, veicolate da giornaloni, telegiornaloni, talk show e da tante figurine istituzionali.

Come quel Fico che alterna dichiarazioni d’antifascismo a dichiarazioni surreali d’amore a proposito degli stupri e i massacri tossico-migranti. Per lui le violenze si combattono con l’amore, come dicevano i più sfigati figli dei fiori mezzo secolo fa. Lui ci arriva adesso, cinquant’anni dopo e a proposito di un fatto così terribile come uno stupro mortale a una ragazzina.

Sopportavamo il vecchio antifascismo parruccone, trombone, un po’ di maniera. Arrivavamo a sopportare perfino un antifascismo di risulta, violento, intollerante, estremista. Finché si tratta dei dementi agitati dei centri sociali, di qualche femminista in calore ideologico o con caldane fasciofobe, oppure di sparsi cretini del grillismo e del vecchio sinistrismo, ce ne facevamo una ragione. Ma sconforta quando vedi pure intellettuali, direttori, editori, giornalisti, testate che avevano qualche credibilità intellettuale o almeno professionale, che leggevi e stimavi, avere una regressione idiota nell’odio verso un presunto e rinato neofascismo (che in realtà rinasce ogni settimana da 73 anni, in base ai loro dolori reumatici, i loro indicatori e delatori). Per non restare nel vago, mi riferisco a firme, filosofi, giornalisti, scrittori che esercitano il loro mestiere su la Repubblica, l’Espresso, i loro paraguru genere Saviano, per non dire nei talk show e nei tg rai, mediaset (solo un po’ meno), la 7 e sky. Probabilmente un combinato disposto ha dato loro alla testa: il fallimento inglorioso della sinistra su tutte le ruote, l’avanzata popolare di Salvini, il trionfo in tutto il mondo e non coi colpi di stato ma a suon di voti, di leader e movimenti opposti alla sinistra.

E poi le prediche, le censure e le leggi opinionicide di Suor Boldrina e Frate Fiano, solo per citare due chierici precursori di questo antifascismo. Ma devono aver raggiunto uno stato patologico così avanzato questi malati del morbo d’Antifascismo, se perfino il Corriere della sera, si è di recente ribellato alla deriva idiota dell’antifascismo con un equilibrato editoriale di Paolo Mieli, un frizzante corsivo di Gramellini, un incisivo affondo di Panebianco, e scritti di Battisti, della Tarquini. Poi, leggi Paolo Giordano in prima pagina del Corriere che prende sul serio i calendari di Mussolini (è la scemitudine dei numeri primi), leggi Aldo Grasso che nega le pagine di storia sociale del fascismo, carte del lavoro e garanzie per pensionati e donne, leggi l’inquisizione filosofica della Di Cesare, più menate varie di antirazzismo e antifascismo e ti accorgi che il Corriere gareggia con la Repubblica sullo stesso terreno.

L’antifascismo patologico è a uno stadio acuto se il 4 novembre Furio Colombo sul Fatto sbaglia ricorrenza e dedica il suo fondo all’apologia del 25 aprile. O se un giornalista de La Repubblica, Maurizio Crosetti, accecato da furiosa demenza, auspica il massacro a Piazzale Loreto di Salvini. Ma la demenza ha pure valore retroattivo nei secoli andati. Sono reduce dall’imbarazzante lettura di un libro dedicato a Dante di tale Chiara Mercuri, pubblicato da Laterza, in cui si presenta Dante come un precursore dei dem, uno che va in esilio perché dalla parte delle lotte proletarie e viene citato tra i grandi di tutti i tempi insieme a Saviano, senza un minimo senso del ridicolo. Saranno stati i fascisti del suo tempo a condannarlo a morte e all’esilio, evidentemente.

Quelli che una polpetta avvelenata di nome Michela Murgia vorrebbe misurare col suo fascistometro, lanciato come ultima moda ideologica magari da adottare anche nelle aule e nei media per schedare e discriminare chi non la pensa come te. Un formidabile misuratore non dell’altrui fascismo ma della propria demenza faziosa.

Strada con antifascisti

Ho sempre ritenuto che meriti rispetto chi fu antifascista col fascismo vivo e imperante, un antifascismo fiero e scontato sulla propria persona; quello postumo che infierisce contro i morti no. Ma quello posticcio, surreale e caricaturale dei nostri giorni, è un triplice insulto: al fascismo, all’antifascismo e all’intelligenza degli italiani. Come è un insulto quotidiano alla memoria di tutti i caduti, a partire dagli stessi ebrei, le ossessive, petulanti, rievocazioni del razzismo e dei campi di sterminio, lette come eventi in corso di replica. Il delirio antifascista e antirazzista porta anche ad alcune intelligenze un tempo rispettabili, un obnubilamento mentale con esiti deprimenti e grotteschi.

Il tutto si accompagna a un ritorno di odio patrio, di antiitalianità, che sembrava superato da alcuni decenni, e che invece rigurgita, identificando l’amor patrio col più aggressivo nazionalismo: il modo migliore per favorire davvero questo slittamento. Vogliono combattere il sovranismo ma questo è il modo migliore per aiutarlo a dilagare. Dopo una faticosa riconquista di un rapporto migliore con i temi nazionali nei decenni scorsi, grazie allo sforzo di Craxi e Spadolini, di Ciampi e anche di Napolitano, la sinistra residuale di oggi ha avuto una regressione feroce quanto insensata contro l’italianità, un conato di vomito antipatriottico per sancire che loro sono dalla parte dei migranti. Stranieri first. Ecco il 4 novembre celebrato dalla parte degli austriaci, dei disfattisti e dei disertori.

Se ragionassi in termini politici, o peggio elettorali, dovrei gioire perché assisti allo spettacolo di un suicidio dei radical, affogati nel ridicolo in una lotta contro gli italiani. Ma non sono mai contento quando un avversario si autodemolisce e si autoridicolizza in quel modo; non mi piace, per la democrazia, per la circolazione delle idee, per carità di patria vederli schiumare di odio e di rabbia, peggio degli haters che deprecano (“Buonisti un cazzo”, tuonava elegantemente la copertina de l’Espresso). E per il rispetto, non corrisposto, che continuo a nutrire per le persone nonostante i loro pregiudizi e le loro occlusioni mentali.

Ricredetevi, riavetevi, ripensateci. Non riducete il prefisso dem ad abbreviativo di dementi. Non seppellitevi nel vostro ridicolo rancore, elevando l’imbecillità a crimine contro l’umanità.

Fonte: Marcello Veneziani

20 Commenti

  • PieroValleregia
    6 novembre 2018

    salve
    anche qui no posso che quotare anche le virgole; tutto vero e pure provato sulla mia pelle.
    un saluto
    Piero e famiglia

    • gil
      9 novembre 2018

      Stranieri first , Veneziani fist !!

  • Monk
    6 novembre 2018

    Ricordate il film Independence Day con quei cretini su un grattacielo convinti degli extraterrestri amichevoli per poi essere inceneriti? Pari pari queste zecche amebe che desiderano essere invase

    • PieroValleregia
      6 novembre 2018

      … o anche Rigel di Goldrake: sono nostri amici, sono nostri amici, non sparate
      un saluto
      Piero e famiglia

  • Max Tuanton
    6 novembre 2018

    Un centinaio di manganellati e poi gli stessi cominceranno a intonare Faccetta Nera ,garantito e poi questi soon una minoranza vi fanno credere che siano tanti ma non e’ vero ,gli Italian I son stufi di avere I’ll sahara in casa e dei negroni dai piedi palmati che scorrazzano nudi per le citta ( a Fico piace) ,e poi per gente come strada toscani ecc questa situazione e’ una manna che arriva dal cielo anch’io mi dipingerei di Nero con tutte le prebende da leccarsi le dita che gli Passa I’ll Ghetto …gli Ebrei e LA loro sinagoga di satana piena fino all’orlo di grana guadagnata con le truffe bancarie le frodi I raggiri gli scandali bancari frutto di Usure in cui I Giudei soon dei Maestri oliano tutto ,se mi ripassassero diqualche oliata filigranata anch’io diventerei subito umanitario col marchio sul prepuzio

  • antonio lopane
    6 novembre 2018

    Ma guardateli, hanno tutti facce da sfigati…..chi se li prende?????

    • atlas
      6 novembre 2018

      solo a guardarli, conati di vomito. E io dovrei accettare ‘ l’italia ‘ ? Oggi mai. Più che mai. Nelle Sicilie fortunatamente ne abbiamo pochi di questi figli dei fiori, erbacce dannose alte alte che sucano risorse alle piante utili. Però anche a tanti Siciliani oggi manca il giusto orientamento, anni di italia e di democrazia hanno squassato i cervelli e le anime …

      non so dove si andrà a finire, ma so dove andrò io tra poco: all’estero

      via da tutto questo

      • Monk
        6 novembre 2018

        I siciliani li accolgono con le arancine, però!

  • Coyote
    7 novembre 2018

    Ma non LASCATECI…….

  • giannetto
    7 novembre 2018

    Al fake dell’antifascismo consegue l’assopimento, tutt’altro che fake, della massa. La funzione essenziale del FAKE è, purtroppo, creare di sana pianta una nuova e desiderata REALTA’ nella decerebrata testa collettiva (psicologia di massa….finestra di Overton!). Si può segnalare l’incremento del dissenso poppolare, ma questo non è affatto sufficiente. E’ espressione di “umori”, e non altro. Manca l’indispensabile passaggio dalle armi della critica alla critica delle armi. Tutto in realtà tace (nonostante il fake, stavolta da parte nostra, di tanta nostra agitazione), e il materasso di gomma dell’ “accoglienza”, per quanto preso a pugni, rimbalzerà uguale a prima. Ho parlato di armi della critica, ma ad abundantiam, perché non vedo che i cosiddetti “populismo” e “sovranismo” abbiano molta sostanza di pensiero. Ragion per cui l’unica speranza rimane in un fatto eclatante e del tutto imprevedibile (una specie di miracolo) capace di innescare un sovvertimento, e scuotere i “populisti” dal torpore delle loro ciance, facendoli passare dal dire al fare.. – Veneziani dice cose giuste, ma non servono a niente, perché non hanno nessun effetto SUL REALE.. Non si fa che continuare la geremiade.

  • Anna
    7 novembre 2018

    Solo un cretino può dare della “cretina” a Michela Murgia, per cui leggere il cretino che dà dei cretini agli altri è quasi una goduria.

    • Antonello
      9 novembre 2018

      SIete fatti così voi di sinistra oggi, assenza totale di pensiero e di argomentazioni, però sempre pronti ad insultare chi dice cose che non vi piacciono. E credete che basti insultare per invalidare le opinioni altrui.

      • atlas
        11 novembre 2018

        Antonello, sono assolutamente contro le idee marxiste, ma apprezzo di più chi le ha. Mi sapresti descrivere le idee o qual è l’ideologia del democratico ?

  • playblack
    7 novembre 2018

    you tube -omaggio all’ientificazione- da vedere-con vittorio de sica

  • playblack
    7 novembre 2018

    omaggio all’identificazione

  • Paolo
    7 novembre 2018

    Una volta nella Roma dei Cesari c’era la rupe Tarpea, oggi che usiamo?

  • Il Caudano
    7 novembre 2018

    Un giro di parole forbite per esprimere il nulla assoluto. Di che hai paura, Veneziani? La tua intelligenza dovrebbe suggerirti che non c’è pericolo di una massa di nulla facenti patentati. Tuttavia, dovresti essere consapevole che l’anti italianita’ esiste da sempre, nel costume della nostra banana republic, di cui possediamo la cittadinanza: al bar, sugli autobus, sui social, dove i nostri concittadini non fanno altro che parlare e gonfiare le nefandezze del nostro paese ed esaltare il resto del mondo come esempio virtuoso. Hai mai sentito dire ai tuoi connazionali, che abbiamo scoperto l’elettricità, abbiamo inventato la radio, il telefono, la bomba atomica. Abbiamo insegnato e continuiamo a insegnare al resto del mondo come si costruiscono gli strumenti musicali, abbiamo reinventato la scultura e le tecniche pittoriche. Abbiamo inventato il marketing, e i nostri marchi sono i piu prestigiosi del mondo. Inventiamo farmaci, perseguiamo la ricerca medica e abbiamo eccellenze in ogni campo. Beh, io di questo ne vado fiero, e sinceramente, mi sento molto figo quando vanto il mio paese per queste cose.
    Mi vergogno invece dei miei concittadini, imprenditori infami, che prendono i nostri soldi per far aumentare il pil in romania o albania, o di tutti quegli stronzi che affondano la nostra nazione comprando nei negozi cinesi, aiutando il loro intento di azzerare il valore del lavoro. Mi vergogno dei miei concittadini che parlano di amore di patria, ma che guidano auto giapponesi e moto americane o peggio austriache.
    Ditemi cio’ che volete, ma questi sono il vero pericolo per il nostro paese, altro che quattro sfigati africani che solcano il mare.

    • atlas
      8 novembre 2018

      e hai scritto bene: ho la cittadinanza (non volontariamente), ma la mia Nazionalità e ciò che m0interessa sono le Sicilie

      quoto giannetto, ma solo riguardo al succitato ‘miracolo’ (ora mi accuserà di ‘creare di sana pianta…psicologia collettiva…’ solo che Due Sicilie ESISTONO sin dal 1130, la padania non è mai esistita

  • louis
    8 novembre 2018

    Bisogna sospendere la democrazia e dare il voto solamente alle persone che capiscono la politica. Ora ci accorgiamo che per anni abbiamo dato il voto a degli imbecilli (nel mio piccolo lo sapevo già da 30 anni almeno) ai falliti del 68, perchè son questi che hanno comandato in questi ultimi anni. Stanno dimostrando tutta la loro ignoranza a cielo aperto. Ma noi sappiamo che le persone intelligenti parlano poco e costruiscono molto (è una legge umana che arriva dalla preistoria). Quando arrivano i grandi cambiamenti sociali, politici, economici pochi lo capiscono, ma molti lo subiscono. Guarda caso la stragrande maggioranza della gente anche se lo vive male cerca di barcamenarsi e nella logica del buon senso cerca di adoperarsi, eccetto quelli che pensano di avere in zucca la verità assoluta. Questi paiono intelligenti, ma in realtà hanno qualche nozione in più perchè li abbiamo fatti studiare e si sentono pure in diritto di affermare che siamo noi gli ignoranti. Ho sempre capito e pensato che non serve essere laureato per capire la vita, anzi è la gavetta che ti insegna molto di più. Infatti questi non hanno fatto la gavetta e questo è un nostro errore non averlo obbligato. Ora ci ritroviamo megafoni che fanno baccano, ma non vedi nessuno a sentirli, manco i loro parenti. Finalmente noi poveri umani lo abbiamo capito e questo è un bene e mi solleva per il futuro anche se sarà duro. Condivido Marcello Veneziani

  • Sergio Maffucci
    9 novembre 2018

    Cervelli in decomposizione per un uso sbagliato e scorretto!

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