"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

L’Amministrazione USA consolida la cooperazione militare con l’Arabia Saudita

di Luciano Lago

Il segretario alla Difesa degli Stati Uniti è atterrato oggi a Rijad per incontrarsi con i massimi responsabili dell’ Arabia Saudita e mettere a punto un piano per “risolvere” il conflitto nello Yemen piegando l’accanita resistenza degli Houthi che le forze militari della coalizione saudita non sono riuscite ad annientare, nonostante la schiacciante superiorità militare saudita ed USA.
Quasi nello stesso momento in cui arrivava Mattis, fonti locali hanno segnalato l’arrivo in una base saudita di 4 grandi aerei cargo USA, scortati da caccia dell’aviazione saudita che garantivano la sicurezza mentre questi aerei atterravano. Gli aerei cargo risultano strapieni di armi ed attrezzature militari che fanno parte delle forniture che Washington sta effettuando all’esercito saudita nell’ambito dell’assistenza militare assicurata dagli USA a Rijad nella sua offensiva contro lo Yemen.

In concreto Mattis vuole incontrarsi con i responsabili militari per pianificare una escalation della campagna militare che Rijad sta conducendo contro lo Yemen, assicurando la partecipazione di forze aeronavali USA in supporto delle forze della coalizione saudita.

Gli USA sono interessati a bloccare l’influenza iraniana sulla regione ed in particolare i possibili rifornimenti di armi iraniane ricevuti dalla forze yemenite che stanno opponendo un forte resistenza sul terreno e sono riuscite ad infliggere vari rovesci alle truppe della coalizione saudita. L’ultimo è avvenuto proprio nella giornata odierna con l’abbattimento di un elicottero dell’avizione saudita, un Black Hawk, causando la morte dei 12 militari sauditi presenti a bordo. Pochi giorni prima le forze yemenite erano riuscita a colpire con attacco missilistico una base in territorio saudita ed avevano inferto varie perdite di uomini e materiali.

Gli USA corrono in soccorso della Monarchia Saudita e la visita di Mattis ha la finalità di rinsaldare la cooperazione con la Monarchia Saudita che, fra le altre cose, è il più grosso acquirente di armi made in USA, con cui sono stati conclusi cointratti miliardari, da ultimo anche un contratto per la vendita di 150 caccia bombardier F16. Questi aerei vengono impiegati dall’aviazione saudita per bombardamenti indiscriminati sullo Yemen che colpiscono case, scuole, mercati, persino l’ospedale, producendo migliaia di vittime civili.

Il conflitto nello Yemen, che ha prodotto migliaia di vittime civili ed una situazione di “emergenza umanitaria”, viene attentamente occultato dai media occidentali per nascondere le pesanti responsabilità degli USA e della Gran Bretagna che prestano aiuto militare e logistico alla Monarchia Saudita che non si fa scrupoli di massacrare la popolazione civile. I media europei, quando parlano di questo conflitto, lo definiscono “una guerra civile” , per sminuirne la portata e nascondere le responsabilità dell’aggressione attuata da Arabia Saudita ed i suoi alleati.
Le forze aeronavali USA collaborano anche nel blocco aeronavale che isola il paese e lo priva dei rifornimenti dall’esterno. Questo blocco sta causando una situazione di emergenza con carestia di cibo, acqua potabile e medicinali, causando la morte per fame, oltre quella per i bombardamenti, di una parte della popolazione, dei bambini in particolare, come verificato anche dall’ONU e dai rapporti di alcune agenzie internazionali.

D’altra parte Washington considera essenziale il controllo dello Yemen per la posizione strategica di questo paese da cui è possibile controllare il passaggio della rotta del petrolio che transita per lo stretto di Aden e lo Yemen si trova in una area di influenza iraniana (la popolazione yemenita è in maggioranza di fede sciita) che i sauditi vogliono ad ogni costo bloccare per imporre un governo fantoccio, sotto un loro “protettorato”.
L’Arabia Saudita, viste le difficoltà, ha chiesto un maggiore supporto da parte di Washington e si sa che gli USA non possono disattendere le necessità di Rijad, dati gli enormi interessi che rappresenta l’Arabia Saudita, questo spiega l’assistenza fornita e l’impegno comune di Washington e Rijad nel voler arginare l’influenza iraniana nella regione.

L’Arabia Saudita, come noto,  è il paese che sostiene e finanzia tutti i gruppi terroristi che combattono in Siria ed in Iraq e ricopre la essenziale funzione di “gendarme” degli USA nella regione, svolgendo anche il lavoro sporco di arruolare e finanziare un grande numero di jihadisti che vengono impiegati nei vari teatri di destabilizzazione del Medio Oriente e dell’Asia Centrale, in stretto contatto con i servizi di intelligence di USA e Gran Bretagna.
Risulta facile prevedere che il “gendarme” di Washington nella regione riuscirà ad ottenere un pieno coinvolgimento dall’Amministrazione Trump che ha già dichiarato l’Iran come il “principale problema” per la sicurezza nell’area medioorientale.

I crimini commessi contro la popolazione non sono “rilevanti” per l’Occidente e, nonostante il conflitto duri da due anni, non si sentono gli appelli ed i proclami contro i bombardamenti da organizzazioni “umanitarie” a comando come “Amnesty International” o “Human Right Watch”. Potrebbe sembrare strano ma questa è la logica imposta dalle guerre negli interessi delle potenze dominanti.

Fonti: Al Masdar News

Al Mayadeen

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  1. Mardunolbo 8 mesi fa

    Preferisco rimandare il mio commento ad altro momento perchè l’indignazione che mi sale sconfina in ira profonda.
    Poichè non sono il Pelide Achille, la mia ira non può nulla ma il mio augurio di cuore è che questi criminali Usa ed alleati possano sprofondare al più presto materialmente in un oceano di devastazione senza tregua.
    Il resto dello sprofondamento nella Geenna avverrà dopo…

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