L’Amministrazione Biden punterà su una coalizione pro-ucraina contro la Russia?

di Luciano Lago
Voci insistenti negli USA parlano della possibilità che Washington decida, per uscire dall’impasse in Ucraina, di formare una coalizione di forze militari al di fuori della NATO per un intervento multinazionale in favore dell’Ucraina. Questo perchè la NATO non può entrare direttamente in guerra con la Russia per il rischio di un conflitto nucleare.
Si tratterebbe di una soluzione di ripiego lanciata per primo dal generale David Petraeus, ex capo di stato maggiore USA, il quale ha proposto la formazione di tale coalizione per fronteggiare la Russia e ottenerne una sconfitta militare in Ucraina.
Esiste la possibilità di formare questa coalizione utilizzando le forze di Polonia e Romania, oltre che di mercenari USA, con un intervento militare sul campo dalla parte dell’Ucraina.
Tutta la questione sta negli obiettivi ultimi dell’impresa che risultano estremamente vaghi. Quale dovrebbe essere il risultato? Si tratterebbe di espellere le forze russe dall’Ucraina, rinforzare le difese ucraine e ottenere un cessate il fuoco con una post-transizione per mantenere una posizione di forza nei negoziati?
Ci si domanda come si posizioneranno gli USA in questa coalizione, considerando che, se questa ci sarà, la Russia determinerà chi nell’immediato si fa carico di questa coalizione e si comporterà di conseguenza.
Si può prevedere che Mosca risponderà alla minaccia concentrandosi nel distruggere la struttura militare statunitense, incluso il comando spaziale, il centro di comando e controllo, l’intelligence e la vigilanza, quindi di nuovo sorge la questione della coalizione e quali siano gli obiettivi reali di questa.
Gli USA necessitano di questo escamotage per ragioni politiche o semplicemente vogliono trasferire parte della responsabilità e dell’impegno ai loro alleati, mentre sorge la domanda di come potranno le forze USA e alleati proteggere le numerose rotte di trasporto, aeroporti e basi d’Europa dagli attacchi delle forze russe. Inoltre in questo tipo di operazioni è necessario specificare in che misura si giustifica il rischio, la mancanza di chiarezza sull’obiettivo specifico può avere gravi conseguenze.
Tutto è più facile da amministrare per la Russia che ha un centro decisionale unipersonale e può negoziare al momento opportuno con gli alleati.

Prime prove per una coalizione anti russa: Volodymyr Zelenskiy holds a joint news conference with Polish President Andrzej Duda and Lithuanian President Gitanas Nauseda in Kyiv, Ukraine


Il generale Mc Gregor ha ricordato che il segretario della NATO Stoltenberg ha equiparato la perdita dell’Ucraina con la sconfitta della Nato.
Gli USA non soffriranno perdita reputazionale nel affrontare direttamente la Russia perchè questa situazione di fatto dovrebbe prefigurare che la sconfitta in Ucraina porrebbe in pericolo la sopravvivenza e sicurezza della Nato, dicono gli alti ufficiali del Pentagono favorevoli a questa iniziativa.
La polemica e ambivalenza di Washington sul tema del primo uso delle armi nucleari non infonde all’ottimismo. Adesso gli USA hanno cambiato impostazione sul primo uso delle armi nucleari, non solo quale risposta ad un attacco nucleare ma anche come risposta a minacce non nucleari, non meglio specificate.
Questo è estremamente pericoloso e distruttivo per gli obiettivi degli USA e dei suoi gli alleati in particolare per l’Europa che diventerà il campo di battaglia previsto.
Tutti i leaders militari e gli strateghi occidentali dovrebbero essere molto consapevoli e seri delle conseguenze, dei rischi e delle debolezze degli USA che non impongono limiti alle proprie opzioni strategiche e serve realisticamente valutare il costo della escalation del conflitto e il prezzo che gli europei dovranno pagare. Saranno in grado di farlo? (Ci si chiede).
E’ noto che l’apparato miitare e industriale USA ha sempre necessità di nuove guerre per il suo business e per macinare profitti mutimiliardari. Ma vale la pena rischiare un conflitto generale che sarebbe nucleare e senza vincitori?

Forze multinazionali NATO in Ucraina


Vari analisti si domandano, dopo le campagne fallite in Iraq e Afghanistan, con chi pretendevano di combattere gli USA se non con la Russia? Questa già è una idea poco salutare che solo i circoli guerrafondai dei neocon di Washington potevano concepire.
La rivista Bloomberg ha pubblicato già ieri la notizia che il vertice del G 20 che si preannuncia a Bali, in Indonesia, non andrà bene per gli interessi degli USA, visto che questi saranno messi in minoranza dai leader dei vari paesi contrari alla politica seguita da Washington. La divisione fra gli USA ed il resto del mondo sarà ancora più visibile dopo questo vertice. La visita dei pricipali nemici degli USA in Indonesia segnala un colpo per Washington.
Anche l’Europa si prevede che non volterà le spalle all’Asia, come vorrebbe Washington, vista la crisi che il mondo sta attraversando e la necessità di mantenere le porte aperte verso i nuovi mercati emergenti.
Tutto sembra velocemente spostarsi verso un nuovo equilibrio del mondo che sarà multipolare, che lo vogliano o no gli statunitensi, con la Cina, la Russia e l’India che stanno formando un blocco a cui sempre più paesi stanno aderendo.
Se ne faranno una ragione i personaggi americani che ancora speravano di tornare alla vechia egemonia statunitense del passato o vorranno rischiare un conflitto nucleare?
La posta in gioco va molto più in là dell’Ucraina ma forse nelle cancellerie europee questo non è stato ancora del tutto compreso.

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