L’America impotente di fronte alla resistenza del popolo Siriano e dei suoi alleati

di Luciano Lago

Le vicende della guerra contro la Repubblica araba siriana sono tornate di attualità lo scorso sabato 17 Luglio quando il presidente Bashar al-Assad ha presieduto la cerimonia di investitura successiva alla sua rielezione alla Presidenza della Repubblica Araba Siriana (RAS). Una rielezione che ha dimostrato il forte appoggio della popolazione siriana che lo ha votato in massa in patria ed all’estero, (anche da paesi come il Libano dove sono presenti oltre un milione di siriani espatriati). Elezione naturalmente contestata dall’occidente, ovvero dagli stessi paesi che hanno aggredito la Siria direttamente o per mezzo degli eserciti dei terroristi e mercenari provenienti da oltre 80 paesi.
Della Siria si torna a parlare a più riprese quando la cronaca dei fatti entra di prepotenza nei notiziari internazionali e nei TG delle TV di tutto il mondo. Questo è avvenuto nel corso dell’ultimo bombardamento del 27 Giugno ordinato dall’Amministrazione di Joe Biden sul confine fra Siria e Iraq, per colpire le forze alleate siriane e irachene che si oppongono al terrorismo ed alla presenza degli occupanti statunitensi in entrambi i paesi. Un bombardamento a scopo “dissuasivo” ha detto il portavoce di Washington ma l’effetto è stato contrario, visto che sono proseguiti e si sono intensificati gli attacchi contro le basi e i convogli delle forze USA sia in Iraq che in Siria.
La guerra in Siria dura da oltre dieci anni ma i nemici della Siria (USA e alleati occidentali, Israele, la Turchia e le monarchie del Golfo) non si sono ancora rassegnati alla sconfitta e, in particolare, Washington non ha preso bene il fallimento del suo progetto di balcanizzazione della Siria e dell’Iraq e persegue nella sua strategia subdola di seminare discordia e caos per giustificare la presenza delle proprie forze occupanti.


Le illusioni di un ammorbidimento di Biden sono presto cadute. Nella realtà gli avvenimenti hanno dimostrato che la strategia USA non cambia in funzione dell’uno o dell’altro presidente e gli obiettivi che persegue Washington sono sempre gli stessi: cambio di regime, destabilizzazione dei paesi ostili al suo dominio e aggressioni dirette quando si crea l’occasione.
Questo significa che non bisogna ignorare il funzionamento politico del leader del campo egemonico, gli Stati Uniti d’America. Colui che occupa la Casa Bianca non rappresenta il suffragio universale né decide sulle politiche strategiche di questo potere.
Tale considerazione è stata comprovata chiaramente quando Trump non è stato in grado di mantenere la sua promessa elettorale di ritirare le forze di occupazione dal nord-est della Siria. Alla domanda su chi disponga quindi del vero potere, si può rispondere: I grandi monopoli finanziari, militari-industriali, tecnologici, commerciali, energetici e altri, comprese le lobby degli interessi stranieri.

Siria Russia. Una alleanza di ferro

L’imperialismo nordamericano è governato da una oligarchia travestita da democrazia, in cui si contestano apertamente quei suddetti interessi, non omogenei ma contraddittori. Si verificano dispute che si riflettono in lotte politiche e militari di fronte alla sempre più nota assenza di un comando unico come quello che esisteva apparentemente ai tempi del boom americano.

Può sembrare strano ma l’imperialismo, dopo 10 anni di guerra per procura, non è riuscito a rovesciare il partito socialista arabo siriano Baath ei suoi alleati e insiste ancora nel continuare a occupare il paese (nel nord della Siria). Se Washington riconosce la sua sconfitta, deve assumere la vittoria della Russia e del Fronte di Resistenza che ha come centri principali Siria e Iran e, di conseguenza, la perdita della sua influenza in una regione strategica dotata di grandi risorse energetiche, agricole e di capacità di proiezione su tre continenti e le principali rotte del commercio mondiale.

Quale l’obiettivo USA nel bombardare le forze siriane e irachene

Il primo obiettivo che si propongono attualmente gli USA in Siria ed in Iraq è quello di rompere la continuità del collegamento orizzontale del Fronte della Resistenza che intercorre tra Teheran e Beirut attraverso Baghdad, Bassora e Damasco.
In seconda battuta minacciare la presenza militare russa che sostiene la Siria ed che è stata determinante nel fallimento del piano di USA e Israele in Medio Oriente.
Inoltre gli USA vogliono impedire la ricostruzione della Siria e il consolidamento della sua vittoria nei territori ancora occupati dalle truppe turche, americane, britanniche e dai loro mercenari islamisti e curdi.
Allo stesso tempo contenere l’espansione dell’Iran e influenzare la discussione sul ritorno al patto di collaborazione nucleare.
La principale strategia USA in questo momento è quella di mantenere ben scavate le linee di frattura interetniche, inter religiose e interculturali fondamentali per la loro vecchia strategia (fallita) del “divide et impera”. L’asse della resistenza ha dimostrato che i popoli della regione possono integrare le loro forze per contrastare i piani dell’Imperialismo e di Israele. Da Damasco a Beirut, fino a Teheran e a Baghdad, passando per Gerusalemme, è un solo fronte di lotta e il nemico è lo stesso.
Gli USA hanno cercato di coinvolgere i governi di Stati Uniti, Regno Unito, Francia e Germania nel concordare una politica comune contro l’Iran ed è logico pensare che queste tre potenze occidentali subordinate a Washington abbiano appoggiato questa strategia di aggressione statunitense.

Forza Tigre Esercito siriano

Gli USA e le potenze occidentali non accettano che la Siria sia un paese sovrano e indipendente, che Assad sia confermato dal suo popolo come presidente e che la presenza americana sia rifiutata in tutti paesi del Levante e dell’Asia occidentale. Per questo continuano la stessa politica di ingerenza, occupazione e aggressione contro i popoli arabo, musulmano e iraniano, a dispetto della Russia e a sostegno dei loro clienti regionali: Israele, le monarchie reazionarie del Golfo e i gruppi terroristici e mercenari internazionali, sostenuti e armati dagli USA e dai loro alleati.

Ci si può domandare se sarà sufficiente la solidarietà internazionale con la resistenza senza precedenti del governo e del popolo siriano. Ovviamente e purtroppo la risposta è no.
La manipolazione dei fatti, il livello delle falsità della propaganda occidentale contro la Siria non hanno precedenti ed hanno influenzato negativamente l’opinione pubblica internazionale ma la verità sta iniziando ad emergere e altri paesi iniziano a ristabilire i rapporti diplomatici con la Siria di Assad, nonostante le sanzioni ed il vergognoso embargo degli USA e dell’Europa contro il popolo siriano.

Assad con viceministro Difesa cinese


Fra queste nazioni è emersa la volontà della Cina di riconoscere la legittimità del governo di Bashar al-Assad e di fornire il suo aiuto concreto per la ricostruzione del paese ed il suo sostegno nella lotta ai gruppi terroristi che ancora infestano parte del territorio del nord della Siria, grazie all’appoggio di USA, Turchia e NATO.
Un segnale importante da Pechino, la nuova superpotenza emergente, dichiarato espressamente dal ministro degli esteri cinese nel corso della sua ultima visita a Damasco, quello di non lasciare sola la Siria ed il suo eroico popolo.

10 Commenti
  • ARMIN
    Inserito alle 17:13h, 20 Luglio Rispondi

    Come Volevasi Dimostrare. La Siria è una POTENZA MILITARE. Quando i fessacchiotti di takfiri wahhabiti salafiti colorati pensavano, sotto la guida del teste di casio della nato di vincere, nel 2011, ero tranquillo. Ho pensato che non avrebbero MAI vinto. La Siria ha spaccato la testa, la schiena e il c..o all’occidente merdoso.
    Ho ammirato i militari dell’ASSE onorare le Chiese e i Cristiani e Drusi e Sunniti e Sciiti, un Paese rispettoso delle sue Popolazoni e delle sue Religioni.
    E gli escrementi Blasfemi dell’occidente crepuscolare, invidiosi, cattivi, volevano vincere e distruggere!
    Ho fatto dei calcoli sui ratti e le pantegane sterminate dalle FF. AA. dell ‘ASSE (Siriani, Russi, Iraniani, Afghani, Iracheni, HEZBOLLAH, Palestinesi) ebbene NE HANNO AMMAZZATI A BIZZEFFE. Non vi dico gli zeri!
    La media per 1 eroe morto dell’ASSE è di 40/50 pantegane sterminate, almeno!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
    VIVA LA SIRIA, VIVA L’ASSE DELLA RESISTENZA!
    ONORE E GLORIA IMPERITURI!

    • Arditi, a difesa del confine
      Inserito alle 12:34h, 21 Luglio Rispondi

      scommetto 60.000 (come gli ucraini) o 600.000 (come quelli nelle twin towers)
      ahahahahahaahah
      Siria potenza militare ? anzi POTENZA MILITARE ?
      ma dove, se non era per Hezbollah (sempre onore \O ) e per Putin a quest’ora Assad era sotto 3 metri di terra
      e dacci anche oggi la arminarata quotidiana 😀 😀 😀

      • ARMIN
        Inserito alle 13:55h, 21 Luglio Rispondi

        Per ARDITO.
        Si capisce che non sei ingegnere.
        Auguri.

      • atlas
        Inserito alle 14:44h, 22 Luglio Rispondi

        la mia strategia è sempre la stessa, anche dovessi scrivere contro tutti: non do da mangiare ai troll democratici (non gli rispondo nemmeno nel merito dei loro commenti contrari all’orientamento sovranista del sito). E’ Luciano Lago che li deve definitivamente cancellare tutti, il sito è il suo. Finchè non lo fa è uno che dimostra solo di scrivere chiacchiere (democrazia)

  • Mario
    Inserito alle 18:18h, 20 Luglio Rispondi

    IL POPOLO SIRIANO COME IL POPOLO PALESTINESE EROI
    CHE COMBATTONO PER LA LIBERTÀ
    CONTRO GLI EBREI SIONISTI AMERICANI LURIDI SCHIFOSI ASSASSINI

  • Giorgio
    Inserito alle 19:42h, 20 Luglio Rispondi

    Nell’articolo si legge : …. L’imperialismo nordamericano è governato da una oligarchia travestita da democrazia …..
    Non penso che Luciano Lago intenda che la democrazia sia il bene assoluto ……….
    viene spacciata come tale dagli anglo americani ……. visto che la propaganda ha convinto molti che sarebbe il migliore dei mondi possibile ……
    ma è il sistema sociale e politico che ha consentito il loro dominio, economico, morale, politico, negli usi e costumi, su larga parte del mondo …….
    e tutti i giorni ne abbiamo sotto gli occhi gli effetti catastrofici …….
    Mi associo nel definire eroico il popolo siriano ….. Assad e l’asse della resistenza ……
    Saluti alla Redazione

    • atlas
      Inserito alle 22:04h, 20 Luglio Rispondi

      è una vittoria del Socialismo sulla democrazia. Chiara, legale, lampante. E’ una vittoria soprattutto della Russia sul male assoluto, il terrore giudeo/democratico. W il partito Baàth, W la Siria Sovrana e Nazionale, W Bashar El Asad, W l’Islam non wahhabita/giudeo/salafita, w il cristianesimo arabo non giudeizzato

      • atlas
        Inserito alle 14:45h, 22 Luglio Rispondi

        la mia strategia è sempre la stessa, anche dovessi scrivere contro tutti: non do da mangiare ai troll democratici (non gli rispondo nemmeno nel merito dei loro commenti contrari all’orientamento sovranista del sito). E’ Luciano Lago che li deve definitivamente cancellare tutti, il sito è il suo. Finchè non lo fa è uno che dimostra solo di scrivere chiacchiere (democrazia)

  • Hannibal7
    Inserito alle 11:12h, 21 Luglio Rispondi

    La Russia, secondo me,ha avuto un ruolo fondamentale nella guerra alla Siria da parte occidentale
    Assad è stato riconfermato al comando del suo paese per volontà del suo popolo
    L’alleanza militare con la Russia è essenziale per far rinascere la Siria….se si aggiungono poi anche i cinesi prevedo per gli occidentali problemi di esaurimento nervoso,in quanto tutto ciò potrebbe scoraggiare l’idea di una eventuale guerra all’Iran
    L’occidente in pratica ha le mani legate mentre l’Asse della Resistenza si fa sempre più audace
    Si potrebbe vivere pacificamente su questa Terra se solo gli anglosionisti fossero meno arroganti e rivedessero la loro politica estera aggressiva nonché alquanto inconcludente….
    Dasvidania gente

  • antonio
    Inserito alle 12:29h, 22 Luglio Rispondi

    gli ebbri si son circondati da soli in un bel Lager , a forza di rompere i colleoni ai gentili e maffiare per l’ impero del male

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