L’America ha bisogno di un cambio di regime… Robert Kennedy Jr. rischia la morte candidandosi alla presidenza

di Finian Cunningham

L’autore e scrittore John Rachel avverte in questa intervista che gli Stati Uniti devono subire un cambio di regime se vogliono avere qualche possibilità di ripristinare la propria democrazia.
Non solo per ripristinare la democrazia e una società dignitosa per la maggioranza della popolazione, ma anche per mantenere relazioni diplomatiche pacifiche ed evitare una guerra mondiale nucleare con Russia e Cina.

Questa urgente necessità di un cambio di regime negli Stati Uniti si sta sviluppando da decenni, come spiega John Rachel nel suo ultimo libro, “Electing a Kennedy Congress”.
La grande ironia è che l’establishment statunitense è impegnato da decenni in cambiamenti di regime illegali in tutto il mondo, sabotando innumerevoli altre nazioni e seminando caos e violenza. Il popolo degli Stati Uniti ha bisogno del proprio cambio di regime per liberarsi dello stato imperialista di sicurezza nazionale.

Il sistema politico statunitense è diventato endemicamente corrotto dal potente dominio aziendale sulla Casa Bianca e sul Congresso (e sui media). Sia il partito democratico che quello repubblicano sono diventati “il partito della guerra” i cui politici vengono comprati e venduti dal potere aziendale. Credere che una figura politica possa apportare il cambiamento necessario è un’aspirazione vana. Il cambiamento necessario deve essere sistemico e coinvolgere la mobilitazione di massa delle persone e una revisione radicale dei membri del Congresso e del futuro occupante della Casa Bianca. L’intera economia capitalista statunitense deve essere smilitarizzata. Ciò significa mettere in discussione l’essenza stessa della struttura di potere degli Stati Uniti.

E questo è ciò che rende il cambiamento democratico negli Stati Uniti così pericoloso e irto di difficoltà. La struttura del potere acquisito è determinata a prevalere su qualsiasi sfida… fino al punto di assassinare chiunque la minacci. È davvero una riflessione orribile sulla natura barbarica della politica e del potere degli Stati Uniti.

Robert Kennedy Jr. è solo il primo segno di ciò che è pienamente necessario, dice Rachel. Sostenere Kennedy potrebbe essere un modo per mobilitare le persone e affrontare la corruzione sistemica. Tuttavia, Rachel mette in guardia dalla costante trappola di una “svendita” come nel caso di personaggi precedenti come Bernie Sanders e Donald Trump. Prevenire una svendita richiede una massa critica di persone e un Congresso di nuovi membri che condividano anche la visione di una revisione radicale. La revisione deve essere incentrata sul soddisfacimento dei bisogni della gente comune e dei lavoratori (la maggioranza), come posti di lavoro dignitosi, istruzione, assistenza sanitaria e alloggi. Soddisfare tali bisogni è ciò che una democrazia dovrebbe fare, per definizione. Ma soddisfare tali bisogni è incompatibile con budget militari di trilioni di dollari e guerre senza fine. In breve, o è democrazia o imperialismo. Questa è la scelta dura.

In particolare, il complesso militare-industriale, la militarizzazione dell’economia capitalista statunitense e la sua politica estera devono essere radicalmente ribaltati.

Robert Kennedy Jr, che si candida a candidarsi alla Casa Bianca nelle elezioni del prossimo anno, sembra essere consapevole della profonda sfida richiesta per ripristinare la democrazia negli Stati Uniti.

Sessant’anni fa, anche suo zio ed ex presidente John F. Kennedy capì la necessità sistemica di smilitarizzare l’economia statunitense e di perseguire relazioni internazionali più pacifiche. JFK ne pagò il prezzo venendo assassinato dal Deep State americano nel 1963. I media aziendali denigrano questa verità su uno dei giorni più bui della storia moderna degli Stati Uniti definendola “pensiero cospirativo”.

Robert Kennedy Jr. è consapevole delle forze nefaste contro cui deve confrontarsi, così come molte persone. Senza dubbio sa che la sua sicurezza personale è a rischio nel sfidare la struttura di potere dello stato imperiale americano.

Ma, come sottolinea John Rachel, è inutile aspettarsi che il cambiamento necessario nel sistema statunitense venga raggiunto investendo le speranze in un solo individuo. Ciò che serve è una mobilitazione di massa dei cittadini statunitensi che chiedano un cambiamento radicale nella politica interna ed estera. Kennedy sta mettendo a rischio la sua vita, ma la posta in gioco è così alta e seria per la politica statunitense e la pace internazionale, che tutti i cittadini devono essere preparati allo stesso modo a scendere in strada e nelle loro comunità e a realizzare il cambiamento vitale. È una questione di persone contro il sistema.

Questo è ciò che richiede e appare il cambiamento di regime negli Stati Uniti. È a dir poco rivoluzionario. Dimenticatevi di curiosare in altre nazioni e di tenere conferenze sulla democrazia. Gli Stati Uniti ne hanno bisogno innanzitutto.

Fonte: Strategic Culture

Traduzione: Luciano Lago

9 commenti su “L’America ha bisogno di un cambio di regime… Robert Kennedy Jr. rischia la morte candidandosi alla presidenza

  1. gli Stati Uniti vanno liberati dalla frenesia del profitto, dal mito della crescita senza limiti, dal modello alienante di uomo produttore-consumatore; e con essi vanno liberati tutti i paesi irretiti nella loro tela.

  2. Non so se questo sogno si realizzerà: la madre di tutte le rivolte (che non potrà che essere armata) nella storia dell’umanità finora conosciuta, per liberare se stessi e il mondo dalla morsa satanista che lo opprime e che si estende in tutto l’occidente collettivo, e che lo ha portato ad una degenerazione morale e perversione dei valori ma vista sulla faccia della terra. Il destino degli Usa è quello delle proporzioni delle cose e, ahimè, anche degli eventi. In un paese dove anche le cose piccole sono grandi tutto viene concepito in grande e di conseguenza tutto si realizza in grande. E così sarà: perfino il tonfo nel disastro che si addensa all’orizzonte, che sia economico o finanziario, industriale o militare o umano, sociale, etico o morale. Solo il popolo americano può salvare se stesso dalla deriva satanica della guerra, della supremazia ed egemonia arrogante sugli altri stati, della depravazione morale e dei valori cristiani che per secoli sono stati una luce contro la barbarie umana. Il sovvertimento della natura umana e delle leggi naturali sulla vita, sulla sessualità e la procreazione, la famiglia e la religione cristiana è sotto gli occhi di tutti così come il tentativo di volerla imporre come modello di vita in occidente come in oriente spacciandole come affermazioni di diritti e in difesa di minoranze irretite dalla loro stessa depravazione contro natura. Un sistema simile è contro Dio, non può prevalere ed è destinato a soccombere. Il tempo è sempre stato galantuomo e anche stavolta lo sarà.

  3. Il cambiamento non arriverà mai da singole persone ma dai popoli che troveranno la forza e l’unità necessarie a sconfessare il sistema, Dagli americani e dai popoli occidentali non mi aspetto niente troppo instupididi, pavidi, e inerti. Il cambiamento vero tuttavia è già cominciato ma da altre parti. I BRICS ne sono l’esempio. La vera lezione su come si dovrebbe vivere sulla Terra insomma ce la darà il sud del mondo e quei pochi statisti che amano i loro paesi. E tutti stiamo capendo chi è quali sono. Dall’America non arriverà nulla di buono non aspettiamocelo semplicemente perché sono proprio loro il covo di vipere che avvelena ogni cosa ovunque vada. Kennedy è solo, come lo era suo zio, se anche dovesse essere eletto, e combattere con coraggio la sua battaglia perderà, è morirà. Gli americani hanno una grande tradizione in fatto di ammazzamenti.

  4. Ottimi tutti i commenti qua sopra con i quali sono totalmente d’accordo … GIULIAMARIA, AGOSTINO, LUTHER, ANTONIO … Ma il più realistico è quello di NUCCIOVIGLIETTI quando dice che un cambio radicale di valori e mentalità arriverà solo in seguito ad una BASTONATA EPOCALE che comporterà per forza di cose morte e distruzione … e, aggiungo io, la resa dei conti è sempre più vicina !

  5. Qualche analista russo fa notare che gli USA hanno sempre avuto presidenti deboli, Woodrow Wilson era controllato dal banchiere ebreo Paul Warburg, il quale aveva fatto enormi prestiti all’Intesa e spinse per l’entrata in guerra degli USA nella WW1 onde evitare il disastro, Franklin Delano Roosevelts era un handicappato gestito dal suo potente segretario al tesoro ebreo Morgenthau, il quale lo usò per combattere la Germania nazista nella WW2 (pare che pure il germanofobo Churchill fosse molto indebitato con banchieri ebrei della City), anche Reagan dopo l’attentato misterioso di cui fu vittima era ridotto a poco più di un vegetale e la sua politica estera era decisa dal suo vicesegretario di stato ebreo sionista Wolfowitz.
    E non parliamo appunto di Biden, il cui gabinetto è costituito perlopiù da ebrei.
    Insomma da oltre un secolo i talmudici controllano l’economia, la finanza e la politica degli USA, allo scopo di usarli come golem per favorire la nascita e la preservazione del loro stato in Palestina.
    Controllano anche da sempre pure gli ambienti accademici, perlomeno da quando tanti professori ebrei arrivarono dall’Europa perseguitati dai nazisti prima e dai sovietici poi.
    Insomma il golem è arrivato al capolinea, il parassita ha ammazzato l’ospite, la storia futura degli USA forse sarà scritta solo a livello locale.

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