L’Ambientalismo come nuova ideologia delle Elites

di Luciano Lago

In occasione del vertice del G-20 di Roma abbiamo potuto assistere ad una ineguagliabile farsa recitata con dovizia dai protagonisti e comprimari delle classi dirigenti dei più importanti paesi.
Il tema centrale del convegno era quello del cambio climatico e del riscaldamento globale, un tema apparentemente filantropico a cui si dedicheranno le classi dirigenti del mondo occidentale e non solo quello. Sembrerebbe che oggi ci sia una grande manovra, che comprende tutto il mondo e che viene montata sul pretesto di “creare un pianeta più sostenibile e più giusto”.
In realtà questa è una fandonia, un grande inganno, un vile pretesto per realizzare cambiamenti necessari per l’abbattimento del vecchio sistema socio-economico e la costruzione del Nuovo Ordine Mondiale.

Tutti questi personaggi sono arrivati a Roma con i loro Jet pivati per trasmettere il loro messaggio al mondo e pontificare alle masse su quanto stiamo tutti danneggiando il pianeta con i nostri sprechi e con l’indifferenza verso l’ambiente.
Si sono sentiti questi grandi della terra nel lamentarsi del flagello delle emissioni dell’industria e del C02 nell’aria mentre i loro 400 Jet privati, con cui sono arrivati a Roma, hanno prodotto da soli un inquinamento di cui si è sentita la puzza in tutta la provincia di Roma e nell’intero territorio. Loro hanno consumato i loro pasti a cinque stelle, assaggiando prelibatezze, mentre nei loro discorsi hanno invitato le masse a mangiare cibi sostitutivi (culture OGM e insetti), a non accendere la caldaia, a non usare l’auto e ad impegnarsi a mangiare meno carne.
La parola d’ordine è quella di cambiare i comportamenti per fronteggiare il disastro del cambio climatico. Naturalmente il messaggio è diretto agli altri ma non a loro che, fra tutti, sono i maggiori inquinatori ed autori di sprechi di ogni tipo.

Basti pensare al presidente Joe Biden, il quale, arriva a Roma per il G20 e viene portato in tour in un convoglio di 85 super automobili fra cui la sua Cadillac One, super corazzata con motore da 10.000 cavalli, super inquinante, come buona parte delle altre auto del corteo. Niente a che vedere con le Panda, le Fiat Tipo o le 500 che vengono utilizzate dalle persone comuni e che presto verranno proibite per il loro potere inquinante.

Una volta concluso il vertice, Biden volerà a Glasgow con l’Air Force One. Sarà accompagnato da quattro jet e sempre a Glasgow si sposteranno, tramite i loro 400 Jet privati, gli altri partecipanti al nuovo vertice sul clima. Tuttavia la raccomandazione dei partecipanti al vertice è quella di non usare spesso l’aereo, di guidare di meno e sostituire l’auto con la bicicletta.
Fra i partecipanti, John Kerry, l’inviato per il clima di Joe Biden, sarà a Glasgow per fare il suo alto discorso davanti alle telecamere e lanciare l’allarme della possibile morte per calore del pianeta. Lo stesso Kerry tre mesi fa ha volato su un jet privato a Martha’s Vineyard per le sontuose celebrazioni del 60° compleanno di Barack Obama. Era la sedicesima gita in jet privato che la sua famiglia aveva fatto quest’anno. Il principe Carlo, da uno dei suoi palazzi, afferma che la COP26 di Glasgow è il “saloon dell’ultima possibilità” per il pianeta. La famiglia reale ha fatto tanti viaggi con i suoi Jet da coprire la distanza fra la terra e la luna. Se fosse per loro il pianeta si sarebbe già giocato la sua ultima chance.

Corteo di Biden a Roma


I personaggi della classe dirigente vivono in una dimensione di lusso, volano e si spostano in ogni angolo del globo, consumano beni di alto pregio e usufruiscono dei servizi più costosi ma si preoccupano dei consumi delle masse impoverite e predicano il cambiamento dei comportamenti (degli altri). Loro vogliono arrivare a ridurre del 30% almeno le emissioni di carbonio, dicono, in tutto il pianeta nel giro di pochi anni, imponendo ai paesi in via di sviluppo lo stop ai carbon fossili, petrolio e gas per passare alle fonti alternative, alle centrali eoliche ed alle auto elettriche.
Strano però che il presidente Biden da ultimo ha fatto aumentare le esportazioni di carbone in Cina di circa il 900% e ancora più strano che gli USA vogliano limitare l’importazione del gas dalla Russia e dal Qatar per sostituire questo con il gas di scisto, prodotto negli USA con una sistema di saccheggio dell’ambiente fortemente inquinante.
Tutti vogliono preservare l’ambiente ma a chiacchiere, visto che i paesi ricchi non rinunciano ai loro consumi e quelli emergenti sono determinati a sviluppare le loro produzioni ed economie.

Dietro tutto questo ci sono il partito dei Verdi, forte in Germania ed in altri paesi nordici. Tuttavia si è ormai capito da molto tempo che il movimento verde è una lobby che trae le sue origini più marcate dalla vecchia aristocrazia e anche dalle élite manageriali della classe cosmopolita del nuovo establishment tecnocratico. Questo è un movimento che consente ai discendenti di famiglie bancarie incredibilmente ricche di dire a tutti noi di indossare una pullover caldo piuttosto che accendere il riscaldamento centralizzato e che invita come sponsor principi ereditari e come testimonial e la piccola quanto insopportabile Greta Thumberg. Loro si battono per far sparire le auto diesel e benzina, per abolire gli allevamenti di bovini e sostituire il petrolio con le energie eoliche e solari.

L’ambientalismo è l’ideologia perfetta per le élite occidentali che trovano in questa la possibilità di creare un senso di urgente scopo morale: loro stanno salvando il pianeta, pensate quale alta finalità ecologica! Un obiettivo che si può utilizzare magnificamente per creare una nuova emergenza, quella climatica, con cui giustificare enormi finanziamenti per la ricoversione idustriale verso la green economy, un progetto che prevede profitti miliardari per la grande finanza e le grandi corporations transnazionali.
Intanto le emissioni globali di green bond hanno già superato 1,4 trilioni, arriveranno a 2,36 nel 2023, saranno quelle che finanzieranno la riconversione industriale e che rappresentano la nuova colossale fonte di profitti per la grande finanza transnazionale. Secondo il World Economic Forum, entro il 2023 il mercato dei green bond, cioè di emissioni obbligazionarie legate alla sostenibilità, varrà 2,36 trilioni di dollari. Guardate un pò che interessi si muovono dietro la “svolta ecologica”.
Chi pagherà il conto delle riconversioni ecologiche e dell’aumento delle bollette di gas, elettricità, benzina e carburanti? Naturalmente il popolo bue e le classi medie già attanagliate dalla crisi pandemica, basterà diffondere la paura della “catastrofe climatica” su cui la grancassa dei media ha già iniziato a battere in modo ripetitivo ed ossessivo.
La manipolazione è iniziata da tempo e si va inensificando per convincere la gente della inevitabilità di ricorrere a sacrifici e sacrificare il proprio stile di vita. La regia di questa manipolazione è affidata ad organismi come la Fondazione Rockefeller, l’Istituto Tavistock delle relazioni umane, la Fondazione Carnegie, il M.I.T. (Istituto Tecnologico del Massachutes), il Centro di Ricerca di Stanford, l’Istituto Hudson, il Centro di Studi Strategici di George Town, e altri fra cui la CIA e l’insostituibile opera di propaganda di Hollywood e delle sue star super pagate per sponsorizzare la campagna di convincimento. Tutti organismi esperti nelle tecniche di persuasione e di suggestione per influenzare l’orientamento e la personalità dei soggetti.

La stretta sul clima si andrà a configurare a breve termine come una nuova emergenza che consentirà di limitare i diritti dei singoli cittadini, impedendo comportamenti e obbligando ad una economia in decrescita dove viene penalizzata la produzione a favore delle attività di servizio ultra tecnologico e della speculazione finanziaria.
Un progetto di ingegneria sociale e di controllo esteso a tutti i cittadini tramite identità digitale e green pass. Sarà questa il prolungamento dell’emergenza dalla pandemia al cambio climatico, tanto per mantenere le popolazioni in stato di completa soggezione in attesa dei provvedimenti salvifici emanati dalla governance mondiale, quella degli organismi sovranazionali che dettano le direttive ai governi nazionali.
Il progetto è finalizzato alla realizzazione di un Nuovo Ordine Mondiale, il vecchio obiettivo, lungamente cercato: la realizzazione di un governo mondiale centralizzato e di un NWO, in cui tutti saremo sottomessi e tutti saremo sudditi, al servizio di determinate elites tecnocratiche globaliste che potranno decidere tutti gli aspetti della nostra esistenza. Auguri a chi cercherà di opporre resistenza.

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