"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

L’ambasciatore russo alle Nazioni Unite, Vitali Churkin, morto improvvisamente a New York, potrebbe essere stato avvelenato

Il portale Web russo “Pravdareport” ha informato la scorsa domenica che, nell’autopsia fatta dopo il decesso dell’ambasciatore russo, sarebbe stata trovata una sostanza velenosa presente reni del corpo del diplomatico.
La versione ufficiale della morte di Vitali Churkin, parla di un decesso per causa di una attacco cardiaco, tuttavia, dopo i risultati dell’autopsia, i media russi scrivono che Churkin potrebbe essere stato avvelenato mentre si trovava negli Stati Uniti.

I media statunitensi assicurano che i risultati dell’autopsia dimostrano la presenza di una sostanza velenosa nei reni dell’ambasciatore russo: questa sarebbe stata ingerita attraverso degli alimenti. Si sa che l’ambasciatore aveva cenato alle 12,00 della notte.

L’editore della radio russa “Eco di Mosca”, Alexei Venediktov, ha riferito che Churkin disponeva di immunità diplomatica, cosa che significa che la sua autopsia viola le norme della diplomazia.

Le inaspettate morti di vari ambasciatori russi all’estero, in un lasso di tempo di pochi mesi, hanno dato via a varie teorie sulle cause di questi decessi.

Curkin discute con la Sanmanta Power al CSNU

Vitaly Churkin era un diplomatico di lungo corso, nato nel 1953 a Mosca, aveva ottenuto un dottorato in Storia presso l’Accademia Diplomatica dell’Unione Sovietica ed aveva svolto diversi incarichi, fra cui quello di direttore del Dipartimento del Ministero degli Esteri della Federazione russa. Era stato ambasciatore anche in Belgio ed in Canada e parlava correntemente l’Inglese, il Francese ed il Mongolo.

Churkin aveva sempre difeso le posizioni della Russia all’ONU anche nel corso di varie discussioni polemiche presso il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ed aveva messo il veto su alcune risoluzioni presentate dalle potenze occidentali, fra cui quella contro la Siria del 2012.

Fonti:  Telesur

Diario de Octubre

Traduzione: Manuel De Silva

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  1. Tania 9 mesi fa

    Quanti ambasciatori muoiono ultimamente “inaspettatamente”?
    Solo quelli russi. MA VA’!

    USA, cosa siamo autorizzati a pensare, che fate le vostre solite?

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  2. Giorgio 9 mesi fa

    Giovanni Paolo I era uso sostentarsi con un brodino alla sera, solamente che una volta quel brodo glielo hanno “corretto” perché lui da veneto polenton era un bonaccione e si fidava di tutti, non sapeva che sui papi non si può intervenire con l’autopsia.
    Forse quel brodino avanzato, dalla mensa vaticana, è stato trasferito e riscaldato in USA.

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    1. PieroValleregia 9 mesi fa

      salve
      come i caffè del carcere Ucciardone di Palermo … sarà lo stesso fornitore ?
      saluti
      Piero e famiglia

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  3. Nicola 9 mesi fa

    Certo che se volevano fare un lavoro pulito non avrebbero dovuto lasciare tracce… oppure le hanno lasciate apposta per mandare l’ennesimo “avvertimento”!

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  4. Tania 9 mesi fa

    Gli USA vogliono la 3° guerra mondiale, perché dovremmo accontentarli? Se vogliono la 3° guerra mondiale la DEVONO DICHIARARE, e tutto il mondo la deve rifiutare, che tutti vedano il loro vero volto.
    Vivono di bugie, per subire un attentato se lo sono dovuti fare da soli, l’11 settembre 2001, e non era neppure la prima volta che se li facevano, sono dei folli, sono matti, sono un popolo infetto mentalmente…
    Il “povero soldato” senza più gambe, ormai ridotto sulla sedia a rotelle, arruolato tra i miserabili delle periferie americane, che dice “potessi farlo partirei domattina per la guerra” da la misura della mentalità di questo popolo…
    Che sono tutti così, ogni popolo ha le sue caratteristiche, noi abbiamo la “raccomandazione”, gli americani uccidere, ci vorrebbero quanti anni per trasformarli in esseri normali?

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    1. PieroValleregia 9 mesi fa

      salve
      mi permette di dissentire: ho lavorato, gomito a gomito, con gli americani ( e non solo con loro) e se, come dice lei molti sono convinti sostenitori delal loro supremazia
      tanti altri non sono guerrafondai nè convinti di essere il pooplo eletto ( e in genere sono di estrazione repubblicana).
      Lo stesso vale per gli italiani, molti raccomandano e si fanno raccomandare, ma la maggior parte, rifiuta quesat pratica.
      saluti
      Piero e famiglia

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      1. Tania 9 mesi fa

        Rimango dell’idea, senza entrare nel merito, che noi italiani abbiamo la raccomandazione nel DNA, e gli americani quella di essere un popolo a parte.
        Mi scuso, ma tanto sono i fatti a parlare da soli.
        Noi senza “conoscere qualcuno” siamo niente, loro senza “sono americano” sono niente.
        Poche rarità non fanno testo. Che poi penso siano davvero molto molto poche, quanti sono i rivoluzionari veri sul pianeta? Non ne vedo uno in giro. Io ad esempio sicuramente non sono una rivoluzionaria, vivo di ” lo conosco”….
        E’ difficilissimo uscire dagli usi e costumi del luogo in cui si nasce, a volte si scappa per finire negli usi e costumi di altri, che non sempre sono migliori dei nostri, il discorso è troppo lungo.

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        1. Tania 9 mesi fa

          Ogni popolo sente la propria nazionalità, come un cortile pieno di bambini che giocano assieme, e giocando finisce che litigano, facendosi anche molto male, altro è il bambino che arriva già pensando di prendere il comando su tutti i bambini del cortile e quindi agendo da subito per ottenere questo. Non è come gli altri, che ci piaccia o meno.
          E’ meglio capire subito di che razza è il “nuovo tipo”, per il nostro bene, no?

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          1. Giorgio 9 mesi fa

            Sono d’accordo con Tania ma con le dovute precisazioni.
            E’ sempre sbagliato, a mio avviso, generalizzare ma ci sono delle caratteristiche precise che caratterizzano una nazione e quelle indicate da Tania rientrano tra queste.
            Ci saranno certamente degli italiani che aborrano la raccomandazione come americani che aborrano prima l’America.

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          2. Tania 9 mesi fa

            Benissimo Piero e Giorgio, contiamoli quelli che aborrano, facciamoci una idea precisa.
            Contiamo gli italiani che hanno ricusato il favore, contiamo gli americani che riconoscono che il loro paese attua una politica imperialista sul pianeta.

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          3. Tania 9 mesi fa

            Giorgio, un giorno mi hai chiesto di che segno sono, sono del cancro, tu di che segno sei?

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          4. Giorgio 9 mesi fa

            Sono dell’Acquario.

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          5. Tania 9 mesi fa

            Su di te ne so quanto prima in quanto non mi intendo di astrologia, ero solo curiosa, leggo che è un bel segno, che col mio non si prendono proprio, si vede.

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  5. Tania 9 mesi fa

    Qualunque cosa vada per la maggiore il potere la insudicia con il denaro, si va così dai jeans rotti degli anni ’80 dei poveracci che non avevano soldi per comprarne dei nuovi, al cancro, business miliardario, negli USA non ti dicono quello è Pinco Pallino, quello che ha x milioni, ti dicono quello è mister x milioni, è Pinco Pallino
    Il detto non si vive per mangiare ma si mangia per vivere, vale anche per soldi?

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    1. Anna 9 mesi fa

      Ciao Tania, concordo in gran parte con te, anche se io cerco sempre di vedere oltre ed andare alle cause primarie. Io, ad esempio, ho vissuto un periodo a Manhattan (non a Omaha, a Manhattan!), e ti posso dire per esperienza personale (perché la cosa mi impressionò già allora), che il popolo americano è in larga parte di un’ignoranza e una stupidità (è una constatazione non giudizio) imbarazzanti! Non hanno la benché minima idea né del passato tantomeno del futuro… vivino… un po’ come animali, se vogliamo. Hanno talmente inculcato nella testa l’obbiettivo del “successo” che passano la totalità della vita a fare un’unica cosa (di norma il loro lavoro), eliminando totalmente qualsiasi altra. Perciò, almeno una parte della popolazione, riesce ad essere molto competente in materie specifiche, ma per il resto non ha cognizione di causa.
      Quindi credo che la loro stupidità (il che rende facile l’indottrinamento) sia frutto proprio di quel sistema americano deviante e snaturante della natura umana, quasi fossero delle macchine create solo per il profitto e non per la vita umana, che è molto più complessa.
      Quindi io non odio il popolo, perché lo vedo una vittima inconsapevole, non il carnefice.
      Con tutto ciò, preciso che, aborro totalmente le politiche americane, che mi fanno inorridire fino al midollo.

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      1. PieroValleregia 9 mesi fa

        salve
        confermo, hanno carenza di intelletto e buon senso, faccio un piccolo esempio: da militare in pensione posso dire che, noi italiani, in situazioni
        estreme ne usciamo fuori in modo geniale; manca un cacciavite ? usiamo un coltello, un tagliaunghie, rompiamo una lattina e usiamo
        il metallo appiatito, eccetera, loro ? se non hanno il cacciavite preciso all vite, si fermano…e potrei raccontarne mille altre
        saluti
        Piero e famiglia

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        1. Anna 9 mesi fa

          Salve Piero,
          Esattamente! Ha centrato il punto! È proprio quello che intendevo. E purtroppo io parlo, come lei, per esperienza, non per preconcetto.
          Quindi effettivamente se dovessimo pensare di dover essere governati (come loro vorrebbero) da un paese di tal genere, beh… stiamo freschi!
          Poi c’è un altro aspetto che ho percepito in loro, cioè la mancanza di una vera coscienza, di veri valori (vedo solo tanta stupida finzione). A differenza dei russi, che hanno una cultura antica e ben definita.
          Saluti a lei!

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    2. Giorgio 9 mesi fa

      Sono d’accordo con Anna sulla visione degli americani che sono rimasti al film “Easy rider” come evoluzione, bella pellicola per capire la cultura media degli yankee per coloro che non possono andare negli USA.

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  6. Tania 9 mesi fa

    Conosco gli USA solo come turista,ci siamo andati per 13 anni, 1 mese, agosto, ne abbiamo visti meno della metà, conoscendo male la lingua non abbiamo avuto modo di scambiare parole più di tanto ma una idea ce la siamo fatta, la prima volta per timidezza ed inesperienza siamo andati con un tour organizzato, eravamo gli unici comunisti, era venuto il discorso per dirlo, però siamo stati bene, li ricordo ancora con affetto, era il 1990, un notaio di Roma seduto con la moglie sui posti davanti ai nostri disse sottovoce per non farci sentire, guardando fuori, “per arrivare alla miseria degli americani a noi ci vogliono 20 anni”, davvero quasi un veggente…
    Ne avrei da raccontare, ma sono niente in confronto alla vostra esperienza ben più profonda, ben più puntuale, alle mie impressioni ora aggiungo ciò che avete detto. Gli americani hanno anche aspetti positivi, non ricordo quali…
    Quello che dice Anna si percepisce già anche come turisti.

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