LA VITTORIA DI DONALD TRUMP È AUSPICABILE, MA SERVE QUALCOSA DI MEGLIO …

Sia che vinca il Trumpismo o la nuova classe, sono in gioco visioni del mondo diverse. ( La teoria del “meno peggio” secondo Alain De Benoist )

Le elezioni presidenziali americane si stanno avvicinando rapidamente. Personalmente, mi chiedono, vuoi che Donald Trump (1) venga rieletto? Vorrebbe un secondo mandato da questo presidente, anche solo per vedere le facce dei suoi avversari, americani ed europei?

Voglio la sua rielezione, ma per mancanza di qualcosa di meglio. Come sai, il personaggio non ha molto da accontentarmi. Non è tanto quello che di solito gli rimproveriamo (il suo stile, la sua brutalità, la sua volgarità) che mi colpisce, perché credo che sia al contrario quello che gli è valso di essere apprezzato da molti americani, che insistiamo a non capire da questa parte dell’Atlantico. . Piuttosto, è che il suo progetto mi sembra nebuloso, che la sua politica estera è, a mio avviso, abominevole e che l’uomo non è adatto a guidare quella che rimane (almeno temporaneamente) la principale potenza mondiale. Ci sono fondamentalmente solo tre veri capi di stato nel mondo oggi: Vladimir Putin (2), erede del vecchio impero russo, Xi Jinping, erede del vecchio impero cinese, e Recep Tayyip Erdogan, che cerca di ricreare il vecchio impero ottomano.

Allora perché supportarlo? Perché Joe Biden (3) è cento volte peggio. Non a causa della sua personalità colorata e stanca, ma a causa di tutto ciò che rappresenta: l’establishment, lo stato profondo, la sottomissione all’ideologia dominante, l’immigrazione, il progressismo, il capitalismo deterritorializzato, la correttezza politica, Black Lives Matter, i media di comunicazione, insomma, questa abominevole New Class di cui la strega Hillary Clinton era già la sua rappresentante quattro anni fa. Per sbarrare la strada a Joe Biden e al suo compagno di squadra Kamala Harris (che avrebbe buone possibilità di succedergli durante il suo mandato), anche io sarei pronto a votare per Mickey!
Ma Trump ha ancora una possibilità di vincere?

Credo di si. Ho proposto più volte di distinguere tra il carattere di Donald Trump e il fenomeno Trump, che è soprattutto un riflesso populista per contestare tutto ciò che l’establishment rappresenta. Trump è discutibile, ma il trumpismo è un’altra cosa. Dopotutto, potremmo paragonarla a quella che qui chiamiamo “Francia periferica”. Gli americani sono molto diversi dagli europei (molto più di quanto pensano gli europei), ma lo schema di base è lo stesso: classi popolari contro le élite globalizzate, sedentarie contro i nomadi, persone contro cittadini del mondo, dal basso contro quelli dall’alto.

Oggi negli Stati Uniti questa opposizione si è cristallizzata in due blocchi di cui non si parla più. Entrambe le parti non vogliono più solo vincere le elezioni, ma distruggere gli opposti. Vuoi un numero rivelatore, anche fantastico? Il 15% dei repubblicani e il 20% dei democratici ritiene che gli Stati Uniti starebbero meglio se i loro rivali “morissero”. È qualcosa di mai visto. È che la politica è cambiata. I politici negli Stati Uniti non corrono più per cariche pubbliche reclamizzando le loro capacità, ma corrono come donne, come gay, come afroamericani, come ispanici, ecc. L’ identità politica , alimentata dalla correttezza politica, ha preso il sopravvento su tutto. Il che significa che le questioni politiche sono ora subordinate alle questioni culturali e antropologiche.

Quindi, contrariamente a quanto accaduto in passato (quando i programmi repubblicano e democratico potevano sembrare più o meno indistinguibili, soprattutto a noi), tutti i sondaggi mostrano che queste elezioni presidenziali sono giudicate dagli americani di eccezionale importanza, (l’87% parla di una svolta irreversibile) e soprattutto che tra loro sono pochissimi gli indecisi. Ecco perché i due candidati non cercano tanto di derubare i sostenitori dei loro avversari quanto di consolidare i rispettivi campi. Ed è anche per questo che il primo dibattito Trump-Biden si è concluso con uno scambio di insulti di violenza (verbale) ancora impensabili in casa. Sia che vinca il trumpismo o la nuova classe, sono in gioco visioni del mondo diverse.

Quali conclusioni possiamo trarre da questi quattro anni di Trumpismo? La sua rielezione sarebbe una buona notizia per gli Stati Uniti e, soprattutto, per la Francia e l’Europa?

Divisione degli schieramenti negli states

L’equilibrio è difficile da valutare. È probabilmente migliore di quello che dicono gli oppositori di Trump, ma peggio di quello che dicono i suoi sostenitori. Dato che Trump ha passato una considerevole quantità di tempo a sfuggire alle trappole in cui era stato cercato di essere abbattuto, ed è stato in grado di farlo solo remando tra “consiglieri” di ispirazione opposta, è anche difficile sapere quali iniziative sono veramente dovute.

Quanto alla sua politica estera, l’unica che dovrebbe interessarci, la situazione è francamente negativa. A Trump chiaramente non piace l’Europa, che è ciò che lo distingue dai suoi predecessori solo perché non lo nasconde. In un primo momento ha cercato di raggiungere la Russia nella speranza di alienarla dall’alleanza cinese, ma poiché è stato accusato più volte di essere “al servizio dei russi”, ha rinunciato a quel progetto.
Il suo principale nemico è la Cina.

Il trio dell’establishment

L’asse che predilige è l’asse Washington-Riyadh-Tel Aviv, che soddisfa sia i neoconservatori che gli evangelici, ma è totalmente contrario agli interessi europei. Ma con Joe Biden questo sarebbe anche peggio. Ricordate cosa ha confidato François Mitterrand a Georges-Marc Benamou: “Gli americani sono duri, sono voraci, vogliono il potere indiscusso sul mondo.
La Francia non lo sa, ma siamo in guerra con gli Stati Uniti. Sì, una guerra permanente, una guerra vitale, una guerra economica, una guerra apparentemente senza morte, e tuttavia una guerra all’ultimo sangue “.

Intervista di Nicolas Gauthier

Appunti:

  1. https://www.bvoltaire.fr/gestion-de-la-crise-sanitaire-perquisitions-aux-domiciles-et-bureaux-dolivier-veran-et-jerome-salomon/
  2. https://www.bvoltaire.fr/sujet/poutine/
  3. https://www.bvoltaire.fr/sujet/joe-biden/

Estratto da Boulevard Voltaire

Traduzione di Gerard Trousson

N.B. Il contenuto dell’articolo non necessariamente coincide con la linea della Redazione

9 Commenti

  • giulio
    22 Ottobre 2020

    se trump dovesse vincere di sicuro ci sarà una nuova guerra e di portata maggiore rispetto a quelle già esistenti …se dovesse perdere forse non ci sarà e, comunque, i democratici avranno bisogno di più tempo per prepararla…già solo questo dovrebbe far preferire la sconfitta di quel bifolco vanaglorioso e bullo di Trump.

    • atlas
      22 Ottobre 2020

      il tuo commento si commenta da solo

      è opinione comune, a tutte le persone intelligenti su questo sito che se il PD fosse al potere in usa già sarebbe guerra nucleare con la Russia

      ciao caro

  • Mardunolbo
    23 Ottobre 2020

    Giulio non ha capito un ca@@o della situazione mondiale e nulla capisce della situazione Usa.
    Anche se l’articolo è ben dettagliato e chiaro, evidentemente per certe menti la perversione ossessiva è la logica .

    • atlas
      23 Ottobre 2020

      ma no, è un genio, un nuovo buon acquisto. Sono io che mi sono fissato con lui (sempre dal vangelo secondo Giulio. Talmente furbo e astuto che si crede in grado di truffare pure la morte, quella vecchia baldracca. E a volte straparla, senza rassegnarsi)

      però che nessuno tocchi Giulio

      e il suo diritto ad esprimersi

      perchè Giulio è un cittadino D D E M O C R A T I C O

      • Arditi, a difesa del confine
        23 Ottobre 2020

        cerchi di capirlo, trump odia la cina, quella comunista per intenderci, e giulio da buon kompagno komunista odia trump e glorifica il kompagno xi, li si che c’è la democrazia, mica come da noi che puoi insultare il pagliaccio conte anche sui social o in panetteria puoi dire che siamo governati da delle capre
        ah… già, in cina facebook e twitter e google non si possono usare e se critichi il kompagno xi finisci in galera, eh… la democrazia…

        viva Taiwan!!!

        • atlas
          23 Ottobre 2020

          non mi spiace ardito, ma non sono proprio d’accordo con te

          loco giulivo a parte

  • Paolo
    23 Ottobre 2020

    Qualcuno sa dove di trova precisamente quella citazione di Mitterand?

  • eusebio
    25 Ottobre 2020

    Fondamentalmente bisogna ricordare che le due fazioni sono controllate da lobbies affini sioniste-wahabite, Trump ha dietro il blocco sionisti di destra-sauditi-emiratini e Biden quello ebrei progressisti-fratelli musulmani, i quali tengono in pugno i due candidati, ed entrambi hanno legami da un lato con la Russia i primi e con la Cina i secondi.
    I bianchi cristiani d’Europa e dell’America profonda sono la carne da macello delle due lobbies, i “deplorabili” USA della Clinton suocera di un ebreo e gli europei bianchi eterni “fascisti e colonialisti”,
    La differenza con le precedenti elezioni è che Cina e Russia hanno capito che i due candidati sono una faccia della stessa medaglia e quindi è meglio se fanno comunella tra loro e con l’asse sciita, cercando di espandere la loro egemonia sopratutto in America latina e in Africa.
    Per noi europei l’unica speranza è che le clientele elettorali interne dei due candidati, i bianchi dell’entroterra e gli ispanici conservatori per Trump, le clientele ebraiche, nere, ispaniche progressiste (gli ispanici si dividono a metà tra bianchi e non bianchi, conservatori e progressisti, tipo Venezuela) per Biden esasperati pure dalle differenze razziali si annientino in una spaventosa guerra civile che porti alla scomparsa degli USA come superpotenza e quindi alla libertà politica, economica e militare dell’Europa, politica tale da ripristinare gli stati nazionali, economica in grado di riallacciare ottimi rapporti con le potenze eurasiatiche, e militare per concludere un patto di ferro tra europei e russi.
    Comunque la prima conseguenza sarebbe che l’entità sionista, in gravi condizioni economiche e sanitarie, e le monarchie wahabite, in grosse difficoltà economiche, spariranno.

  • Giacomo
    28 Ottobre 2020

    onestamente non vedo nascere un futuro radioso da questo scontro istituzionale; a mio modesto parere il mondo in questo momento è già c.d multipolare, in quanto, anche se solo per “reciproca difesa dall’avversario più potente” Russia e Cina si sono già avvicinate seriamente ed assieme hanno la forza necessaria per opporsi e mettere in discussione la leadership occidentale. Vedo comunque una discrasia tra le linee occidentali che in questo momento sono piuttosto frammentate: al “duopolio” nell’alternanza repubblicani-democratici degli States, vedo gli stati Europei piuttosto frammentati e soprattutto divisi negli interessi. Vivendo in Europa mi chiedo per l’appunto quale sia il destino di questa entità creata ad arte come diretta conseguenza della guerra fredda per difendere gli interessi del blocco occidentale e sottomettere ad un’ideologia unica gli stati frammentati dell’est Europa.
    Forse i presupposti iniziali sono venuti meno, in quanto questa entità da un lato ha messo in discussione gli interessi degli States (che sono stati tra i principali sostenitori/fondatori del progetto iniziale) – vediamo come conseguenza anche un lento distacco del mondo anglosassone dalla realtà continentale ed una maggior pressione sui particolari interessi di parte delle singole nazioni europee che si contendono tra loro diverse zone d’influenza ed hanno strategie geopolitiche in netto contrasto tra loro.
    De facto forse l’Europa è il più grande dilemma:
    -ritorno agli stati nazionali da tanti auspicato con sottomissione dei singoli stati agli interessi delle forze maggiori (per incapacità di avere forza soggettiva sufficiente da porsi su un piano paritario con le altre maxi-potenze mondiali, vedi p.es Cina, Russia, Usa, …);
    -proseguimento di questa sorta di “entità federativa” trovando un compromesso sui temi di contrasto tra le singole nazioni ed affermandosi come forza di maggior rilievo sullo scacchiere internazionale (per quanto possibile) – il vantaggio forse sarebbe quello di trattare come una forza comune con entità molto più forti e strutturate di una singola nazione;
    -una possibile integrazione euroasiatica (nello specifico Europa-Russia) potrebbe essere valutabile ma non credo sia possibile nell’immediato viste le rispettive appartenenze a schieramenti in parte opposti – va detto che l’esperienza storica insegna che l’equilibrio dei rapporti Germania/Russia è piuttosto delicato da gestire;
    A mio avviso, il più grande problema che vive in questo momento l’entità occidentale è di avere una profonda crisi d’identità, risolta la quale potrà nascere una nuova forma di alleanze più equilibrate ed a tutti gli effetti reali e non fittizie come quelle attuali.
    Comunque va anche detto che non esistono alleanze reali al 100% ma sono tutte espressione di interessi di parte del momento (dal 2 is bettere than 1 di Russia-Cina a tutte le altre che sono via via sempre più controverse).
    Ricordo inoltre che il conflitto Germania-Russia nella seconda guerra mondiale nacque in barba agli accordi “Molotov-Ribbentropp” posti in essere poco tempo prima in seguito al ribollire di interessi di dubbia entità che hanno fatto sì che la Germania si imbattesse in quell’impresa fallimentare (pur sfiorando la vittoria).
    Uno dei quesiti potrebbe essere (distaccandoci da quello che accade negli States che può essere determinante ma sarebbe auspicabile che in futuro lo sia in maniera meno rilevante) quale potrebbe essere non dico “il futuro ideale” che forse in quanto tale non potrebbe esistere, ma un futuro possibile e anche auspicabile per il ns continente (vivo in Europa). Secondo me la risposta non è così scontata come vorrebbe farsi credere..
    La risposta, e parlo di una risposta seria e ponderata non dettata dalla sfera emozionale (da tifoso del momento), secondo me non è così scontata. Scontato è probabilmente che questo assetto non funziona e questo dovrebbe essere il punto di partenza per un ragionamento articolato per poi tirare fuori almento 2-3 ipotesi plausibili. Però l’analisi è quantomeno complessa, vista la natura variegata di un continente che storicamente è stato teatro di battaglie sanguinarie espressione della profonda ostilità e differenza di interessi tra gli stessi protagonisti (nazioni Europee, nazioni Europee nascenti..)

    Detto questo, ricordiamoci che il 99,9% delle guerre vengono generate da chi ha interesse a guadagnarci qualcosa dallo scontro (eventuali lobbyes, potentati, cricche varie), per cui prima di evocare guerre tra fazioni dovremmo ricordarci che a parte “i soliti str**zi” non ci guadagnerebbe molto probabilmente nessuno di noi da una nuova guerra seria.
    Scusatemi se mi sono dilungato ma l’ho fatto solo perchè ritengo serio il dibattito sulla “questione Europea” e di non facile soluzione salvo compromessi altamente al ribasso per tutti.

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