"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

La visita di Rohani a Mosca segna il consolidamento dell’alleanza strategica fra Russia e Iran

di   Luciano Lago

La visita del premier Iraniano Hassan Rohani a Mosca, su invito di Vladimir Putin, sugella di fatto lo stretto rapporto di cooperazione fra i due paesi, Iran e Russia, che punta a rafforzare la stabilità regionale, secondo le dichiarazioni ufficiali rilascite dai due statisti, i quali hanno sottolineato che entrambi i due paesi stanno sviluppando un ruolo decisivo nella lotta al terrorismo ed ai tentativi di potenze esterne di destabilizzare l’intera regione mediorientale.
“Il nostro obiettivo finale è rafforzare la pace e la stabilità regionale. Lo sviluppo delle nostre relazioni non è diretto contro paesi terzi”, ha affermato Rohani.

I due paesi hanno concluso accordi di grande rilievo sia nel settore dell’energia che in quello della cooperazione commerciale ed economica. Sono parecchi gli interessi che accomunano l’Iran con la Russia e che hanno determinato l’avvicinamento e la stretta alleanza tra Mosca e Teheran: le sanzioni che entrambi i paesi hanno subito dagli USA e dall’Europa hanno ulteriormente rafforzato la cooperazione e questo ha determinato anche un comune obiettivo di fare fronte comune alle minacce proferite da Washington e dalla NATO. Queste minacce ed i toni aggressivi della dirigenza USA, contrariamente alle aspettative delle centrali atlantiste, non hanno avuto effetto sulla dirigenza iraniana che, anzi, ha ottenuto importanti accordi dalla Russia sia per quanto riguarda l’arricchimento dell’uranio per scopi pacifici, sia per le forniture di armamenti moderni che la Russia a già iniziato a consegnare all’Iran, come i sistemi missilistici SS-300 ed i nuovi caccia intercettori Su-30 a lungo raggio che consentiranno a Teheran di ammodernare la sua aviazione, sostituire i vecchi Mig-29 ed avere un sistema di difesa aerea adeguato rispetto alle minacce dei paesi ostili.

Da parte sua il ministro degli esteri iraniano Mohammad Javad Zarif, ha confermato la disponibilità dell’Iran all’utilizzo delle sue basi aeree per le forze aereo spaziali della Russia ogni qualvolta sia necessario per la comune lotta ai gruppi terroristi in Siria (ed ai loro patrocinatori).

Mohammad Zarif cancellire Iraniano

Questa delle agevolazioni logistiche dell’Iran alla Russia ha un effetto importante nelle strategie di difesa di Mosca che dispone, attraverso l’Iran, di basi logistiche da cui può operare in tutto l’arco del Golfo Persico e del Mediterraneo centrale, aumentando il potenziale di intervento, già molto rilevante, dimostrato dalle forze aereo navali russe nella regione, come attestato dal decisivo ruolo assunto da Mosca nella guerra in Siria.

L’Iran e la Russia hanno in comune gli stessi nemici, a partire dagli Stati Uniti che, oltre a riaffermare la loro ostilità aggressiva verso l’iran, hanno messo sotto assedio Mosca dal Mar Baltico fino al Mar Nero con uno spiegamento di forze della NATO mai visto dai tempi della Guerra Fredda. Mosca ha reagito spostando una parte notevole delle sue forze nella regione del Mediterraneo orientale, utilizzando le basi in Siria e, mediante l’accordo con l’Iran, dimostra di poter aggirare il fronte dell’accerchiamento e di puntare direttamente sulle basi che gli USA e il Regno Unito hanno in Turchia, nei paesi del Golfo Persico, a Creta e nel Mediterraneo orientale. Questo ha cambiato di fatto l’intero equilibrio strategico della regione.

Stesso discorso per quanto riguarda l’Arabia Saudita, il principale rivale e nemico dell’Iran, il paese che ha sempre cercato in ogni modo di limitare ed ostacolare la crescita dell’influenza iraniana nella regione e che oggi punta sulla nuova Amministrazione USA per poter pilotare, assieme ad Israele, un contenimento dell’Iran, a partire dai fronti aperti nei teatri di conflitto, in Siria, in Iraq e nello Yemen.

L’Arabia Saudita, oltre a sostenere e patrocinare i gruppi terroristi wahabiti e salafiti nella regione, opera per sobillare tutte le fazioni radicali sunnite ad unirsi nella lotta contro l’Iran. Questo obiettivo tuttavia è venuto meno al momento in cui l’Egitto , il più grande paese arabo (sunnita) ha deciso di schierarsi dalla parte della Siria e della Russia, facendo quindi mancare il suo decisivo apporto al fronte anti iraniano che si sarebbe dovuto formare attorno a Rijad.

L’Iraq e l’Algeria si trovano sulla stessa onda di sintonia con Mosca e questo rende molto più difficile per Washington esercitare il ruolo di potenza egemone che fino a poche anni addietro esercitava nella regione.

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  1. Giorgio 9 mesi fa

    Ogni bel ballo stufa. Quindi anche Washington ha stancato ed ha fatto in modo che paesi che non erano amici lo diventassero, con l’unico motivo di opporsi agli yankee.
    Contenti loro…!!!

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    1. Mardunolbo 9 mesi fa

      Sbagliato ! Russia ed Iran sono sempre andati d’accordo anche per via del comune vicino “scomodo” che è la Turchia-NATO.
      Ovvio che ora, date le comuni “sanzioni” stringano ancor di + il legame !
      Che a noi, europei sani di mente e vocazionalmente non servi di Usraele, sta benissimo; non sta bene ai politici servi del potere transnazionale..
      Guarda caso alla Cina non si applicano sanzioni nonostante gli sbandierati crimini contro l’umanità dei laogai e delle repressioni antireligiose.
      Nonostante anche la loro “orribile” intenzione di controllare le isole del mar Cinese meridionale…
      Forse perchè la Cina detiene il 75% del debito americano e potrebbe richiedere l’immediata restituzione del debito con conseguente fallimento totale dell’economia Usa ?
      Strano che a distanza di decenni ancora si “osi parlare di sanzioni” !
      Anche allora fu per punire una nazione che era politicamente e moralmente forte.
      La storia si ripete, ma le condizioni storiche, politiche,militari sono differenti!
      Ma gli americojons non lo sanno e nessuno glielo dice…

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