La visita della Yellen in Cina: gli americani si sparano con un proiettile di grosso calibro al piede

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Il pensiero americano positivo, meccanicistico e superficiale non gli permette più di capire il mondo.

L’eccezionalità del popolo eletto li rende ciechi alle stesse condizioni che consentono loro di considerarsi eccezionali, benedetti da Dio e capaci di indicare la via al mondo intero.

Il capitalismo americano è sopravvissuto grazie a una congiunzione storica: quella dei suoi bisogni e quella dell’offerta cinese.

Nonostante il suo terribile calo di redditività nei primi anni ’70 e grazie a una serie di movimenti globali, il sistema americano è stato salvato:

  • sprofondò nel liberalismo, nella finanziarizzazione, nel supersfruttamento dei lavoratori, ruppe i sindacati e concesse stampelle sempre più scandalose al capitale, stampelle fiscali e monetarie
  • ha beneficiato della moderazione dei prezzi grazie all’effetto deflazionistico esercitato dalla produzione cinese
  • ha beneficiato di tassi di interesse irrisori grazie al risparmio globale, in gran parte asiatico
  • Il capitalismo americano ha delocalizzato, scaricando tutto ciò che non era redditizio, quindi ha abbassato notevolmente il costo di produzione della propria manodopera
  • ha potuto dedicare le proprie risorse al finanziamento di attività cosiddette all’avanguardia, comunque poste al vertice della scala del valore aggiunto
  • Il capitalismo statunitense ha goduto di guadagni artificiali di produttività causati dal metodo di calcolo della produttività, le importazioni a basso prezzo da paesi a basso salario costituiscono un trasferimento di valore che appare sotto forma di produttività nei conti statunitensi; grazie a questa produttività artificiale il sistema statunitense è stato in grado di vivere a credito e prendere in prestito senza limiti, finanziare burro e cannoni. Lo ha fatto grazie al credito del venditore concesso dalla Cina.

Insomma, il capitalismo americano è riuscito a evitare una crisi distruttiva solo grazie a notevoli cambiamenti, cambiamenti in particolare consentiti e finanziati dalla Cina!

Ma i nostri yankees invece di essere grati e accettare che anche la Cina possa beneficiare di queste relazioni all’interno della coppia Cina-America, lo rifiutano, vogliono godersela da soli come se fosse un loro diritto assoluto.

E ora stanno insultando la Cina, guardandola dall’alto in basso senza rendersi conto che si stanno sparando sistematicamente un proiettile di grosso calibro sui piede.

Visita Yellen Cina

Bruno Bertez

L’atteggiamento generale degli Stati Uniti è che possono molestare la Cina con tutto ciò che vogliono con il pretesto della “sicurezza nazionale” quando hanno il diritto di aspettarsi che la Cina cooperi in altre aree.

È una politica ” non guardare quello che facciamo, guarda quello che diciamo ” . (……..).

La Cina è pronta a collaborare, ma il comportamento degli Stati Uniti lo rende impossibile.

Fonte: Reseau International

Traduzione: Gerard Trousson

2 commenti su “La visita della Yellen in Cina: gli americani si sparano con un proiettile di grosso calibro al piede

  1. L’anziana e bislacca signora Yellen è stata ricevuta al massimo livello dal primo ministro cinese e solo per pochi minuti, è stata criticata in patria perchè si è inchinata davanti all’illustre personaggio per ben 3 volte forse perchè pensava di essere in Giappone, invece la presidente del Consiglio Federale russo Valentina Matvienko ha incontrato il presidente Xi e si è limitata ad una franca stretta di mano.
    Gli USA cominciano ad essere nel marasma anche all’interno del loro corrotto gruppo dirigente, il debito pubblico federale ha appena raggiunto i 32,5 trilioni di dollari, non ci sono più fondi ed armi per l’Ucraina, l’Europa non può essere spremuta di più, l’imminente vertice NATO è il vertice di politici quisling disperati il cui unico titolo di merito è la completa e totale sottomissione ad un egemone-golem in bancarotta e in via di dissoluzione e il suo gestore, la sempre più aleatoria, transitoria e velleitaria entità sionista, il cui gruppo dirigente in queste ore è terrorizzato dal fatto che le milizie di Hezbollah si sono insediate con accampamenti di tende a pochi metri dal confine.

    1. Caro EUSEBIO la tua ultima frase su Hezbollah accampato a pochi metri dal confine, mi ricorda la fine ingloriosa del generale Custer, un precursore degli attuali ridicoli suprematisti bianchi, quando, pensando di prevalere sui pellerossa grazie a revolver e carabine, sentendosi portatore di una “missione civilizzatrice” verso i popoli “arretrati” , fu accerchiato da ogni parte e fatto a pezzi ….
      E’ la stessa boria degli attuali sionisti, che considerano i palestinesi e gli arabi in generale, dei popoli sottosviluppati, e pensano di avere una sorta di diritto divino che gli permette di dominarli e sterminarli !
      Ma faranno la fine di Custer !

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