La versione in salsa italiota della strategia del caos

di  Paolo Sensini

Prima delle elezioni del 4 marzo 2018 a sinistra predominava un’ossessione: varare al più presto possibile lo Ius Soli a beneficio degli extracomunitari, in modo da rendere subito cittadini italiani una bella fetta di stranieri presenti sul territorio e ridurre la penisola una sorta di sala parto per le masse afro-islamiche in cerca di un approdo sicuro nella vecchia Europa.

Un’operazione su cui i sinistrati e i loro media hanno inisistito fino al parossisimo e che poi, insieme a tutti gli altri disastri che hanno procurato durante la lunga fase del loro governo abusivo, ne ha determinato la disfatta elettorale. Capitolo chiuso? Cambio di strategia?

Niente affatto, perché ormai l’unico “popolo” di riferimento su cui il PD conta di ritornare in sella, a parte il sicuro bacino elettorale dell’impiego pubblico e la minoranza chiassosa composta dalle truppe cammellate dei militonti da centro asociale, è composto dal numero sempre crescente d’immigrati presenti in Italia. Gli unici ormai, finché non si saranno fatti il loro partito, disposti a votarli.

Ma c’è qualcosa in più su cui bisogna interrogarsi: per quale motivo se la maggioranza della popolazione rifiuta con forza questa politica insistono così accanitamente? Perché questa non è altro che una versione in salsa italiota della strategia del caos che si è manifestata prima con le “Rivoluzioni colorate” in Est Europa e poi con le cosidette “Primavere arabe” in Nordafrica e Vicino Oriente. E di cui il PD, ridotto ormai a un partito radicale di massa, è a tutti gli effetti l’esecutore locale.

Proteste dei migranti contro Orban e Salvini

Insomma, un modo per creare una situazione endemica d’instabilità sociale dovuta alle componenti etnico-culturali così diverse dei suoi abitanti, come si può osservare in maniera evidente nei paesi dove già esiste da anni una società mulltirazziale (Stati Uniti, Inghilterra, Francia, ecc.).

In Italia sarebbe diverso rispetto a questi Stati? No, forse sarebbe ancora peggio visto il livello infimo, la corruzione e la balordaggine delle sue caste dirigenti. Insomma, una specie di marchio di fabbrica della premiata ditta Soros & co., che non a caso è diventato l’uomo simbolo di questa genìa di burocrati in servizio permanente.

12 Commenti

  • Alfvanred
    29 Ago 2018

    Non credo proprio che il pubblico impiego rappresenti un sicuro bacino elettorale per il pd. E sarebbe ora di finirla con questo “mantra”.
    Forse i pidioti stanno da qualche altra parte; magari tra gli (im)imprenditori come i Benetton e anche tra i dipendenti del privato. Visto che sono costoro che godono di trattamenti particolato quali l’anticipo sul tfr che il pubblico impiego NON HA, oppure per testare in tema : la liquidazione erogata dopo solo un paio di mesi in caso di cessato rapporto di lavoro. Invece il dipendente pubblico deve aspettare 2 ANNI E 3 MESI per avere il tfs. Ecco e molto probabilmente , anzi sicuramente i pidioti li potete trovare tra i pseudo giornalisti vostri colleghi. Non qui nel pubblico impiego.

    • Silvia
      30 Ago 2018

      Per me e’ inutile mettere troppo pubblici contro privati. Ormai il PD punta quasi solo su persone cerebrolese e sui migranti afroislamici.

      • atlas
        30 Ago 2018

        mettici pure gli omosessuali e le femministe e c’è una sola cosa da fare: andarsene

  • Eugenio Orso
    30 Ago 2018

    In accordo su tutto con Paolo Sensini, ma non sul PD come partito, definito da Lago (un po’ bonariamente) “radicale” e, addirittura, “di massa”.
    Un po’ sto scherzando, ma non troppo, perché, come ho sempre sostenuto nel corso degli anni, il PD non è un partito (non nobilitiamolo, sul piano politico!), ma ‘un’entità sub-politica collaborazionista della troika e del pentagono, anti-nazionale, filo atlantista e euroserva’.
    [Perdonate il lungo neologiamo]
    Il PD non ha la dignità di un partito (e non l’avrà neppure in punto di morte, quando non servirà più all’élite), essendo un contenitore di collaborazionisti degli occupatori finanz-atlantici-europoide del paese.
    Non è un vero soggetto politico, ma soltanto sub-politico, perché la decisione politico-strategica è “evaporata” verso l’alto e all’esterno dell’Italia, che ha la sovranità di una formica operaia in un formicaio …
    Non è nazionale, perché rappresenta gli interessi (grandi, privati) dei nemici della nazione.
    E’ un pericolo per la stessa esistenza in vita della popolazione italiana, perché aderisce alla pericolosa organizzazione criminale armata chiamata “alleanza atlantica”, esponendoci a gravi rischi di guerra.

    Cari saluti

  • Guido C.
    30 Ago 2018

    Concordo su tutto, tranne che su una cosa: il fatto che il Comparto Pubblico Impiego sarebbe un bacino di voti del PD; forse lo è stato, in passato, grazie a coloro che – come me – ancora stupidamente credevano che fosse l’erede del Partito Comunista, ma oggi le cose sono radicalmente cambiate: sono Funzionario dello Stato da quasi trent’anni, e credo di non conoscere nessun Collega che ancora si ostini a votare per quella gente… Nel nostro ambiente ha largamente preso piede il Movimento 5 Stelle, e Salvini sta acendo passi da gigante.
    Mai disperare, le cose cambiano quando uno eno se l’aspetta e, come diceva Mao Tse Tung, sotto il cielo c’è molta confusione, e questa è una cosa buona.

  • Cimabue
    30 Ago 2018

    il pubblico impiego non è più il bacino elettorale PD. Anzi, molti ormai sono per M5S e Lega. C’è voluto molto tempo, ma alla fine l’hanno capita.

  • Nexus
    30 Ago 2018

    Credo che il Pubblico Impiego dopo i tagli di organico avvenuti negli ultimi vent’anni effettuati (subdolamente) dai vari governi attraverso il blocco del turnover (ovvero la mancata sostituzione di chi andava in pensione) e dopo aver negato il rinnovo dei contratti collettivi per ben dieci anni… non sia più così “favorevole” al PD
    Dopo i tagli i dipendenti pubblici sono adesso circa 3 milioni e 400 mila mentre in Francia e nel Regno Unito, paesi con una popolazione e un Pil pro-capite di entità simile alla nostra, se ne contano invece rispettivamente 6,2 milioni e 5,8 milioni.

  • Massimo
    31 Ago 2018

    Si dimentica il vero scopo dell’immigrazione, attuata in modo scientifico.
    Un mega laboratorio genetico.
    Dall’Africa hanno trasferito in gran parte giovani maschi selezionati.
    Mantenuti nei paesi di accoglienza, liberi di girare e tutti coi telefonini e quanti si chiedono il motivo ?
    é mai esistita nella storia una tale forma di immigrazione ?
    migliaia di persone omogenee per caratteristiche in un paese stranier, nullafacenti munite di un cellulare
    sembrano un esercito pronto a eseguire un programma dettato via piattaforma digitale.

    Vorrei capire se gli italiani si rendono conto.
    I dati sulle ragazze italiane che hanno avuto un figlio da clandestini è noto ?
    La capacità di persuasione dei neri sulle bianche è devastante e totalmente sottovalutato dai maschi locali.
    Toccata e fuga e queste ragazze si devono far carico del o dei figli i quali un domani pieni di rabbia per
    un padre assente, spinti ai margini, avranno voglia di spaccare tutto non di costruire.
    Si parla di USA, Francia e Inghilterra in cui ho potuto vedere quando in Italia non sapevano che faccia
    avesse un africano quanto fosse devastante per una bianca una relazione con questi tipi, propensi
    alle toccate e fughe e chi ha ideato questi spostamenti di masse tra continenti non posso non pensare, che
    non abbiano potuto studiare il fenomeno , se si vuole destabilizzare una nazione non servono le bombe
    in Italia si sta usando questa arma, silenziosa ma più devastante perchè si insinua tra le pieghe della
    società plagiandola.
    I media però dicevano che l’Italia era rimasta indenne dal terrorismo certo quello eclatante, ma ciò che
    conta non è il mezzo ma il fine il quale è sempre lo stesso, smontare una società per ricostruirla a misura.

    • giannetto
      31 Ago 2018

      Può darsi benissimo che il vero scopo della “migrazione” sia un mega laboratorio genetico. Troppi indizi infatti sollecitano a pensarlo. Ma bisognerebbe mettere in ordine questi indizi e documentare il teorema. Quale saggista, o sociologo, o giornalista d’indagine si cimenterà nel benemerito lavoro? Avessi avuto 40 anni di meno forse ci avrei provato (ma allora mi interessavo di tutt’altre cose).
      PS. – La toccata e fuga è possibile solo dopo una toccata di figa.
      – Fascino delle italiote per il negrone? Sì, ma non solo delle italiote, ma delle donne come genere. Il grande mito dell’attrazione femminile per la brutalità (indistintamente belluina e umana) è “la bella e la bestia”, che Hollywood, con la sua semplicioneria yankee, esemplificò in King Kong (… ma quanti di noi, allora, avrebbero gradito essere al posto dello scimmione, con Jessica Lange!).
      – Del resto un mantra grandioso d’un mio vicino di casa recita: “I dòn hin scémi” (le donne sono sceme).

  • giannetto
    31 Ago 2018

    Sensini mi conferma che dietro’ l'”accoglienza” c’è ben altro che il “buonismo” falso-laico o catto-ciandala (che son la stessa cosa), e ben altro che la logica capitalista della riduzione dei costi produttivi. Ci sono anche questi, è ovvio, ma in fondo sono esche, nel bene e nel male, con cui un Pesce Leviatano, molto più grosso della congrega riunita di preti e padroncini, sta accalappiando il popppolo-bue. E’ il pesce-pescatore. – La mia domanda di sempre è: chi è (sono) il burattinai(-o) di tutto sto teatrino? Non ditemi: il Capitale ecc.. ecc., proponendomi i soliti pistolotti-clichés . Son sigle anonime. Io gradirei nomi e cognomi di enti e istituzioni, e meglio se ad personam. E in maniera un po’ documentata, s’intende.

Inserisci un Commento

*

code