"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

La vendita di armi letali da parte degli USA all’Ucraina mette la Russia sul piede di guerra

La fornitura di armi letali all’Ucraina da parte di Washington potrebbe avere conseguenze molto pericolose.  Non è chiaro se questo avviene in contrasto con quanto desiderato dall’Amministrazione Trump o se in linea con i piani aggressivi dei neocons contro la Russia. Tuttavia il fatto certo è che la consegna di ulteriori armi letali da parte del Pentagono all’Ucraina mette in allerta Mosca e sul piede di guerra le forze armate russe.
Washington si pone nella posizione di complicità con le provocazioni lanciate dall’Ucraina e con le minacce di offensiva contro le regioni del Donbass e la Crimea che Mosca considera parte integrante della Federazione russa.

Le giustificazioni adottate dagli USA, quali il tentativo di inquadrare questa come una “misura puramente difensiva” e non come una escalation militare diretta contro il paese euroasiatico, non sono giustificazioni convincenti e lasciano il tempo che trovano. Una informativa trasmessa dall’agenzia di intelligence statunitense Stratfor parla di una risposta certa da parte della Russia a questa misura in tempi brevi. “La Russia risponderà nel modo che ritenga più opportuno, se interpreta come aggressive le misure adottate dagli USA e dall’Unione Europea nell’ambito della sicurezza”, ha avvisato il report della agenzia di intelligence.

D’altra parte la fornitura di armi letali, quali missili avanzati del tipo FGM-148 Javelin, per un valore di oltre 148 milioni di dollari, non possono essere considerati strumenti ordinari di difesa. I russi non sono stupidi e studiano attentamente i preparativi in corso delle forze ucraine e della NATO.

Missili FGM-148 Javelin

Queste misure prettamente militari prese dagli USA e dalla NATO, così come l’ulteriore inasprimento delle sanzioni economiche contro Mosca, hanno determinato una super tensione nei rapporti come non mai fra la Russia ed il fronte USA/NATO. Il rapporto di Stratford esamina la possibilità che la Russia a sua volta reagisca fornendo appoggio diretto agli indipendentisti delle Republiche autoproclamate del Donbass, quelle che il governo di Kiev vorrebbe schiacciare con una nuova offensiva militare appoggiata dalla NATO.

Il report esamina la possibilità che la Russia, sentendosi minacciata, reagisca utilizzando pressioni sugli Stati Uniti e sui suoi alleati e ricorrendo a restrizioni economiche e “manipolazioni politiche”.
Ci potrebbe essere una terza opzione, come annota il report, che Mosca ricorra alla diplomazia per cercare di evitare il riaccendersi di un conflitto in Ucraina che avrebbe conseguenze incalcolabili e questo avverrebbe a soli due mesi dalle elezioni presidenziali (in Russia).

L’Ucraina e la NATO accusano la Russia di aver inviato proprie forze nelle zone orientali del Donbass per aiutare i secessionisti. Non viene considerata la negazione di questo fatto più volte asserita da Mosca e gli USA e la NATO hanno rafforzato in modo esponenziale la loro presenza militare nell’Europa dell’Est, sotto i confini della Federazione Russa, oltre ad aver offerto appoggio armato al governo golpista di Kiev.

Forze Ucraine nell’Est del paese

La Russia in varie occasioni ha avvisato sulle conseguenze che si produrrebbero dalla fornitura di armi letali da parte di Washington all’Ucraina. In più il Cremlino, in dicembre, aveva messo in guardia Washington dal far suscitare un nuovo “bagno di sangue”, alimentando il conflitto mai sopito all’interno dell’Ucraina.  Kiev nel 2014  aveva lanciato una operazione militare per fare fronte agli indipendentisti , quando la penisola di Crimea aveva optato per la sua adesione alla Russia mediante un referendum. L’operazione era terminata in modo disastroso per le truppe di Kiev con un numero imprecisato di morti, feriti e prigionieri,  oltre a causare un alto numero di vittime fra la popolazione civile del Donbass.

Nota: Tutto lascia pensare che la fazione bellicista dei neocons abbia preso il sopravvento a Washington e spinga per una ripresa delle ostilità, istigando Kiev ad attaccare ed a provocare la Russia.
Questo potrà avere delle conseguenze molto pesanti anche in tutta l’Europa, in particolare per la Germania, che dovrà fare fronte alle proprie responsabilità per aver a suo tempo appoggiato e sostenuto il golpe di Maidan a Kiev da cui sono derivate le conseguenze di conflitto e di tensioni che oggi minacciano di riesplodere nel cuore dell’Europa.

Fonti:  Hispan Tv

——-CT Post.com

Sintesi e nota: Luciano Lago

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  1. atlas 2 settimane fa

    tutte chiacchere, conta solo la forza non la filosofia. Gli usa vogliono distruggere la Russia. L’hanno accerchiata. Studiano sempre più armi di tutti i generi atte allo scopo. Se non lo fanno ora è solo perché non sono sicuri al 100% di riuscire a frenare senza danni la loro reazione. Credo ci vorranno 6 o 7 anni altri. Nel frattempo, sapendo questo, la prima mossa potrebbe/dovrebbe essere Russa. L’attuale politica coscienziosa di contenimento Russa con conseguente riarmo e aggiornamento serve solo a ritardare non ad impedire. E’ anche una lotta contro il tempo, ma difendere interessi Nazionali, con sole risorse Nazionali, costa più di chi offende a livello multinazionale. In questi casi il margine di errore di valutazione Russo deve essere minimo o lo si sconterà gravemente, ma in Russia persone intelligenti e preparate non mancano

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