"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

La Ue disarma i cittadini per evitare rendiconti e favorire il regime unico

La Charanzová spiega i retroscena della direttiva “disarmista” emanata dal Parlamento Europeo.

Un membro di Firearms united ha intervistato Dita Charanzová, relatrice del gruppo parlamentare Alde in seno al Parlamento europeo, sulla direttiva europea “disarmista”. Interessanti retroscena…

Dita Charanzová, relatrice del dossier per il gruppo ALDE (Alleanza dei liberali e democratici per l’Europa), intervistata da Firearms united, ripercorre la genesi del provvedimento votato pochi giorni fa dal comitato Imco e che sarà votato il mese prossimo al Parlamento europeo.

Come ha vissuto l’Iter nel suo ruolo di relatrice?

Devo dire che in tutto il tempo che ho passato a Bruxelles – prima come membro della Rappresentanza Permanente della Repubblica Ceca presso l’UE, poi come europarlamentare – non ho mai avuto a che fare con un dossier che sia stato così pesantemente politicizzato, in particolar modo verso la fine dell’Iter. Ho trovato tutto ciò estremamente frustrante. La Commissione ha fatto enormi pressioni sull’Europarlamento affinché venisse adottato un testo che contenesse il maggior numero possibile di restrizioni.

Per esempio: uno dei punti fermi del processo legislativo in Europa è la preparazione e la presentazione del cosiddetto ‘Impact Assessment’: una valutazione dell’attuale situazione e una stima, curata da esperti, dell’impatto dei cambiamenti legislativi proposti in termini di rapporto costo-benefici. La Commissione non ne ha mai presentato uno, in questo caso, limitandosi a fare riferimento ad alcuni studi che però si limitano ad analizzare una piccola parte dei problemi a cui questa proposta si riferisce. Lo ‘Impact Assessment’ gioca un ruolo fondamentale nell’Iter legislativo dell’Europarlamento. Ecco perché ne ho fatto più volte richiesta alla Commissione, anche nel corso di numerose sedute pubbliche del comitato IMCO.

Deputata europea Charanzovà

I rapporti col pubblico sono stati problematici in questo Iter. Prima di presentare la proposta di modifica della direttiva, la Commissione ha aperto due consultazioni col pubblico – ma non sembra essersi curata delle oltre 28.000 risposte. Perché tali consultazioni sono state aperte, allora?

È una buona domanda – da fare alla Commissione. L’ho fatta spesso nel corso di numerose sedute pubbliche, ma non ho mai ricevuto risposta.

Qual è la funzione della Commissione Europea in seno al processo legislativo Ue?

Alla Commissione è in capo l’iniziativa legislativa. Ciò significa che può presentare proposte legislative, ma non può approvare nessun procedimento da sola. In pratica, la Commissione Europea prepara le proposte di legge assieme a materiale tecnico redatto da esperti in supporto alla stessa – quali appunto lo ‘Impact Assessment’ – e presenta il tutto al Consiglio dell’Unione Europea e al Parlamento Europeo.

Questi ultimi hanno il diritto di decidere sull’approvazione o sul respingimento delle proposte della Commissione. Nel corso dei procedimenti, la Commissione Europea può fornire informazioni tecniche e pareri di esperti su richiesta dell’Europarlamento o del Consiglio. Se lo ritiene appropriato, la Commissione può anche ritirare le sue proposte.
Nel caso della proposta di modifica della direttiva europea sulle armi, tuttavia, è stato tutto il contrario – letteralmente.

Abbiamo chiesto ripetutamente alla Commissione Europea di produrre un ‘Impact Assessment’ che indicasse quante armi da fuoco e quante persone sarebbero state interessate dalle proposte restrittive, e quanti crimini e atti terroristici siano stati commessi con le tipologie di arma da fuoco interessate dalle restrizioni proposte. Non abbiamo mai avuto risposta. Quando abbiamo insistito, anziché presentare un ‘Impact Assessment’, la Commissione Europea ha trasposto le nostre domande in forma di questionario, poi sottoposto agli Stati membri, e ci ha fornito le loro risposte. In base ai risultati del questionario, il numero di persone che sarebbero state negativamente colpite dalle proposte restrittive ammontava almeno a diverse centinaia di migliaia.

Non si è trattato di una procedura standard, sotto nessun punto di vista. I rappresentanti della Commissione hanno cambiato le carte in tavola all’ultimo minuto in fase di negoziato, più volte, e senza avere alcuna giustificazione.
I rappresentanti della Commissione in fase di negoziato non erano preparati sulla materia: in un caso, hanno addirittura cercato di rispondere ad una mia obiezione citando una definizione presa pari pari da Wikipedia. Fortunatamente non sono stata l’unica a stancarsi presto di questo comportamento, e la specifica richiesta in questione è stata poi respinta.

Secondo lei, perché la Commissione sta insistendo? Qual è il motivo politico?

Non intendo dar spazio a teorie cospirazioniste, ma uno dei motivi per cui la Commissione sta insistendo così tanto è che, al momento, questo Dossier rappresenta l’unica proposta di normativa che – almeno ufficialmente – si propone di affrontare problema del peggioramento della sicurezza pubblica in Europa. Che poi essa possa essere veramente efficace o meno, alla Commissione importa solo il fatto che non hanno altre carte da giocare.
Non è inoltre un segreto che dietro le pressioni della Commissione ci sia la Francia, che ha un bisogno disperato di presentare qualcosa, qualsiasi cosa, ai suoi cittadini prima delle elezioni presidenziali del prossimo mese di aprile.

Purtroppo, alla fine, anche la relatrice principale del Dossier (Vicky Ford, n.d.t.) e i relatori di alcuni altri gruppi parlamentari sono stati costretti a cedere alla pressione della Commissione Europea. Ma io non ho voluto cedere, perché prima di tutto io rappresento in Europa i cittadini cechi e i loro legittimi interessi.

I possessori d’armi della Repubblica Ceca hanno reagito in maniera furiosa alla proposta della Commissione – così come gli appassionati d’armi di molti altri Paesi europei, compresi alcuni che non fanno parte dell’Unione, come la Svizzera. Tali reazioni non hanno solo preso di mira il dossier, ma l’intera Unione Europea.

Sì. Una parte dell’Europarlamento conosce i rischi: gli europarlamentari del gruppo ALDE stanno facendo notare che la Commissione Europea, con questo Dossier, sta trasformando tantissimi cittadini onesti in nemici dell’Unione senza motivo.
Ma ci sono anche molti europarlamentari che sostengono la proposta uscita dall’IMCO, perché la Commissione ha emesso una dichiarazione secondo cui se gli europarlamentari si rifiuteranno di approvare il documento, saranno accusati di rifiutarsi di proteggere i cittadini europei dalla minaccia del terrorismo.
In questo modo rischiamo di buttare via il bambino con l’acqua sporca. Abbiamo bisogno di una proposta legislativa che migliori la sicurezza comune – e in tal caso sarei la prima a votare a favore.
La direttiva europea sulle armi potrebbe migliorare la sicurezza comune senza limitare le libertà civili dei cittadini dell’Unione – ad esempio facendo sì che le armi da fuoco vengano disattivate irreversibilmente in tutti i Paesi membri.
Ma la strada intrapresa dalla Commissione è quella sbagliata. Affinché la direttiva europea sulle armi sia funzionale ed efficace, dovrebbe essere redatta seguendo lo stesso Iter che ha portato alla nascita delle attuali leggi sulle armi in vigore nella Repubblica Ceca: basare le proposte sui fatti, ragionarci a lungo, e non prevedere più restrizioni ai diritti dei cittadini di quanto non siano assolutamente necessarie per la sicurezza di tutti. È per questo che ho fatto pressione nel corso dell’intero processo legislativo.

Quali sono i prossimi passi?

La prossima fase del procedimento legislativo è il voto al Plenum dell’Europarlamento, nel mese di marzo; in tal sede tenterò di proporre emendamenti che raddrizzino alcune delle storture che permangono nel testo uscito dall’IMCO.
Dico che “tenterò” perché le regole del Plenum dell’Europarlamento non consentono ai singoli europarlamentari di proporre emendamenti: solo un intero gruppo politico, o un gruppo di almeno 40 europarlamentari, ha tale facoltà. Quindi cercherò di ottenere il sostegno di un numero congruo di colleghi.
Non posso fare speculazioni su quelli che saranno i risultati, perché ci sono tantissimi fattori che possono entrare in gioco per influenzarli – e sicuramente accadrà. Ma il processo legislativo non è ancora concluso, quindi bisogna continuare a combattere.
Nel caso il voto al Plenum del Parlamento Europeo non fosse in nostro favore, il passo successivo potrebbe essere il ricorso alla Corte Europea di Giustizia – e io sarei certamente a favore di tale ricorso.

Favorevoli

Ecr: Raffaele Fitto, Remo Sernagiotto (Conservatori e riformisti)
Efdd: Isabella Adinolfi, Laura Agea, Daniela Aiuto, Tiziana Beghin, David Borrelli, Fabio Massimo Castaldo, Ignazio Corrao, Rosa d’Amato, Eleonora Evi, Laura Ferrara, Giulia Moi, Piernicola Pedicini, Dario Tamburrano, Marco Valli, Marco Zullo (M5S)
Gue/Ngl: Eleonora Forenza, Curzio Maltese (Tsipras), Barbara Spinelli (indipendente)
Ppe: Alberto Cirio, Elisabetta Gardini, Fulvio Martusciello, Alessandra Mussolini, Aldo Patriciello, Salvatore Domenico Pogliese, Massimiliano Salini (Forza Italia)
S&D: Brando Benifei, Goffredo Maria Bettini, Renata Briano, Nicola Caputo, Caterina Chinnici, Sergio Cofferati, Silvia Costa, Andrea Cozzolino, Nicola Danti, Paolo De Castro, Isabella De Monte, Michela Giuffrida, Roberto Gualtieri, Cecile Kashetu Kyenge, Luigi Morgano, Pier Antonio Panzeri, Massimo Paolucci, Pina Picierno, Gianni Pittella, Daniele Viotti, Flavio Zanonato, Damiano Zoffoli (Pd)
Verdi: Marco Affronte (ex M5S)
Contrari

Enf: Mara Bizzotto, Mario Borghezio, Matteo Salvini, Lorenzo Fontana, Angelo Ciocca (Lega Nord)

L’esito era praticamente scontato, nonosante le vigorose critiche di una quarantina di deputati europei nella discussione preliminare di questa mattina. La bozza di direttiva europea votata nelle scorse settimane dal comitato Imco è stata approvata dal plenum del Parlamento europeo, con 491 voti favorevoli, senza alcun emendamento. 123 deputati hanno votato per il respingimento totale, mentre 178 hanno appoggiato la proposta dell’eurodeputata ceca Dita Charanzova per votare gli emendamenti migliorativi. I singoli Paesi membri hanno 15 mesi di tempo per provvedere al recepimento.

La direttiva è passata, sulle armi

14 marzo 2017

Fonte: dalb.mario-chiruplas

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  1. Paolo 9 mesi fa

    La paura di questi utili idioti non è quella del terrorismo ma quella che le armi prima o poi siano usate contro di loro. Disarmati rimangono i forconi.

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    1. Giorgio 9 mesi fa

      Condivido.

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  2. la tipa in questione, come tutti i suoi colleghi, guarda il dito e non la luna.

    Non dovrebbe fare scalpore ciò che fa la commissione bensì bisognerebbe preoccuparsi e pure tanto che esiste qualcosa di sovranazionale e sovragovernativo che aleggia sulle nostre teste.

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  3. TaipanX 9 mesi fa

    E’ difficile procurarsi le armi sul mercato nero,come faranno ad ucciderli 🙂

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  4. Paolo 9 mesi fa

    Queste deputate sembrano fatte con lo stampo ma che le clonano?
    Intanto l’acredine delle persone pensanti monta, qui non è più questione di mondialisti, poteri finanziari di Trump, di Putin, non ce ne frega una beneamata fava, noi siamo il paese europeo con i problemi più grandi non so se ce ne rendiamo conto: invasi dal mare, pieni di debiti, considerati meno che niente con ominicchi politici che leccano i tedeschi e chiunque alzi la voce, una scuola (la buona scuola) distrutta, i conti inps lasciamoli perdere. Cosa dobbiamo aspettare ancora? Siamo un paese senza futuro, lo sappiamo tutti

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    1. 9 mesi fa

      Ora non per essere catastrofista ma pochi giorni fa direttiva 165 ovvero
      Censura alla divulgazione video di interventi critici dei parlamentari verso i provvedimenti
      Del parlamento UE ,ora questa novità su proprabile requisizione
      Delle armi da difesa personale
      Poi abbiamo il decreto Gambaro, in esame .
      Qui pare che siamo ad un accelerazione , come se prendessero precauzioni
      In previsione di rapida evoluzione(programmata) verso un qualcosa di mooolto
      Spiacevole e molto prossimo.
      Altro segnale con la scusa dei risparmi in bilancio la forestale a gennaio è passata nei carabinieri
      Sarei curioso di sapere se alla caserma chinotto di Verona (sede eurogenforce)
      Ci sia stato un aumento di attività
      Occhio gente che la vedo vicina

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      1. Giorgio 9 mesi fa

        Non fanno altro che leggere i rapporti dei servizi segreti e trarne le conclusioni.

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  5. Mardunolbo 9 mesi fa

    A quanto si vede la maggior parte dei politici “unti” dalle elìtes finanziarie od utili idioti ignoranti si stanno parando il c..o poichè sentono qualcosa scottare.
    Il paragone mi corre con la fine dell’Impero romano quando i cittadini dell’impero non potevano detenere armi. L’impero pensava che non vi fosse alcun bisogno essendo garantita la legge…poi arrivarono i barbari e furono i politici di allora quelli che furono eliminati per primi.
    Ora i deficienti che governano si stanno scavando da soli la fossa quando gli immigrati alzeranno invece che la voce, come ora, i machete , i coltelli e le loro tipiche armi da scannatoio.
    E pensano di evitare l’uso delle armi da fuoco credendo siano le sole armi possibili per i “violenti”
    Anche Clinton ed Obama hanno fatto di tutto per eliminare l’emendamento che prevede la detenzione libera di armi per il cittadino americano incensurato.
    Guarda caso più un regime è falso e prevaricatore più cerca di limitare l’acquisto e la detenzione di armi da fuoco! Strano vero ?
    Mai come di questi tempi si enfatizzano le reazioni dei cittadini con le armi contro la malavita e gli zingari predatori (chiamati dolcemente “rom”).
    Fate caso come ogni volta che il pazzo fa una strage in una scuola, negli Usa, (dove si affidano agli psichiatri parecchi individui ,purtroppo) dove c’è una popolazione di 300 milioni di persone, subito si enfatizza e si parla di limitazione delle armi. Come se in Europa 320 milioni , non succedessero analoghe situazioni nei diversi stati.E come se le “stragi” fossero fatte solo con armi da fuoco, non, come + spesso succede, con armi da taglio…
    Fa parte del putrido inganno che escogitano per togliere ogni dignità al cittadino impoverendolo, togliere ogni senso morale costringendolo all’aborto, all’espianto, all'”eutanasia” di stato, ed impedendo con ogni mezzo che possa ribellarsi: ultima questa porcata di legge che condiziona gravemente anche le fabbriche europee di armi ,in primis la Beretta, che ha pure avuto il merito di riuscire a vendere agli Usa la sua pistola bifilare alla polizia degli States.
    E’ una vergogna continua che non pare finire mai. Almeno segniamoci i nomi dei deputati per il “Sì” per togliergli in futuro ogni velleità contro i cittadini.

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    1. Giorgio 9 mesi fa

      Non serve appuntarsi i nomi, facciamo semplicemente tabula rasa.

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      1. Mardunolbo 9 mesi fa

        “Come previsto, e dopo oltre un anno di discussioni e rimpalli tra i vari organi europei (Commissione, Parlamento e Consiglio), il Parlamento Ue ha ratificato le modifiche alla Direttiva sulle armi. Nel testo approvato con 491 voti favorevoli, 178 contrari e 28 astenuti, rimangono i limiti per l’acqusto di armi automatiche e semiautomatiche in base a un limite alla capacità dei caricatori capacità dei caricatori (massimo 20 proiettili per le armi corte e 10 per i fucili).

        Stralciate invece altre disposizioni che avrebbero penalizzato enormemente gli appassionati di armi, di tiro e di caccia. La prima stesura, infatti, avrebbe visto il bando completo delle armi di categoria B7 (armi semiautomatiche simili alle armi automatiche), l’inclusione dei caricatori nelle parti essenziali, una maggiore limitazione dei colpi nei caricatori rispetto alla normativa nazionale nonché una minore durata delle licenze di porto e detenzione delle armi che avrebbe richiesto una maggiore frequenza dei relativi controlli medici.

        Rafforzare la sicurezza sulla circolazione delle armi in UE [davvero?i terroristi ne terranno gran conto]

        La direttiva riveduta ha in particolare lo scopo di evitare che armi modificate da semiautomatiche ed automatiche possano essere utilizzate da terroristi, chiarendo per esempio che le armi disattivate dovranno essere dichiarate alle autorità nazionali. A seguito di pressioni da parte del Parlamento, la Commissione UE si è impegnata ad adottare, entro la fine di maggio 2017 e in collaborazione con gli esperti nazionali, gli standard di disattivazione rivisti e le tecniche per garantire che le armi da fuoco disattivate siano rese irreversibilmente inutilizzabili….”
        Avete letto bene: irreversibilmente inutilizzabili!
        aggiungo qualche commento tratto dal sito “bighunter”:

        Re:IL PARLAMENTO UE APPROVA LA NUOVA DIRETTIVA ARMI

        Gli svizzeri non li freghi, continueranno ad avere il servizio militare come obbligo, detenere l’arma in dotazione in casa, quindi dei richiami per vedere se la persona è in grado di poterlo fare, così facendo tutti hanno la possibilità di difendersi e difendere lo Stato in caso di guerra, a mio avviso è il sistema più idoneo.

        da svizzero 17/03/2017 10.49

        Re:IL PARLAMENTO UE APPROVA LA NUOVA DIRETTIVA ARMI

        chi ha intenzione di delinquere non acquista in armeria per poi denunciarne il possesso presso le questure, ma come sempre accade si colpiscono le persone corrette non riuscendo a colpire i criminali, però, si dà così l’impressione di fare le cose per bene, praticamente si verniciano di bianco le mutande sporche invece di lavarle

        da bruno 16/03/2017 21.41

        Re:IL PARLAMENTO UE APPROVA LA NUOVA DIRETTIVA ARMI

        Sono sempre stato convinto che ai governi fanno più paura i cittadini onesti armati che i criminali. Per il fatto c he gli onesti quando si incazzano fanno le rivoluzioni; ma i criminali no!

        da Old sailor 15/03/2017 19.03

        Re:IL PARLAMENTO UE APPROVA LA NUOVA DIRETTIVA ARMI

        Certo che con questa Direttiva ai terroristi gli hanno proprio tagliato le unghie.Poveretti, come faranno ora a procurarsi le armi? Aridateci Totò

        da Frank 44 15/03/2017 15.09

        Re:IL PARLAMENTO UE APPROVA LA NUOVA DIRETTIVA ARMI

        La cosa bella e’ che questa legge e’ stata votata anche da quelli che in questi giorni dovranno allestire i gazebo per la raccolta delle firme per la sicurezza del cittadino,la leggittima difesa,[Forza Italia]sapete che vi dico siete una massa di incompetenti e per quanto mi riguarda andate a cagare tutti quanti razza di idioti.

        da nik 14/03/2017 22.48

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        1. Giorgio 9 mesi fa

          Perché tutto questo can-can quando è sufficiente una goccia di glicole che al palato appare dolce e decisamente molto meno cruento?
          Li mi meraviglia come epigone di Esculapio.

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  6. Tania 9 mesi fa

    Io sono pacifista, per me le armi non dovrebbero esistere, ma è un fatto strettamente personale uscito dal quale mi chiedo perché i servi europei degli USA vogliono che solo gli americani abbiano le armi, visto che per questi servi gli USA sono un esempio in tutto e per tutto.
    Lo chiedo da abitante di un altro pianeta, per rendere più chiaro che è solo una domanda e non c’è proprio niente di personale.
    Devo pensare che gli USA vogliono gli “amici” disarmati? Certo una sofferenza inaudita, da un lato il profitto sulle vendite, dall’altro un servo armato che una mattina potrebbe svegliarsi voltato di traverso…
    Poveri sionisti, si dicono, che fare? Soldi o sicurezza?

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  7. Max wolf 9 mesi fa

    Si è vero ci vogliono disarmare per questo motivo, come quella stupida legge sui caricatori che vanno denunciati, molti infatti si astengono anche a far sapere con la denuncia di averli, perché temono che un giorno si svegliano e glieli facciamo riconsegnare i caricatori maggiorati. La sola cosa che possiamo fare e allenarci e diventare meglio di loro, e saper colpire, un colpo un morto. E fine della storia.

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  8. Lorenzo Pavan 9 mesi fa

    In base a quanto sopra, cosa cambia per le specialità di tiro sportivo, presso i TSN italiani?

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    1. Mardunolbo 9 mesi fa

      Informati presso il tuo poligono. Sono senz’altro ben informati, anche se la direttiva europea deve essere recepita entro 15 mesi.
      …e, allenati, perche in un futuro prossimo bisogna difendersi !

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