La UE, definitivamente incartata nelle sue contraddizioni, cerca di salvare la faccia

di Luciano Lago
I leader dei paesi europei, riuniti a Bruxelles, non hanno ancora concordato un bilancio comune dell’Unione Europea per i prossimi sette anni e non sono in grado di definire un fondo comune (Recovery Found) per salvare l’economia dei paesi affossati dalla crisi del lock down dopo la pandemia. Il vertice è prolungato per un altro giorno.

I quattro paesi intransigenti, guidati dall’Austria e l’Olanda, in realtà si rifiutano di approvare il finanziamento destinato ai pasi più colpiti dalla crisi, come ad esempio l’Italia e la Spagna. Per quanto riguarda la Grecia, i “ricchi europei” preferiscono tacere.

Nonostante lo sforzo di alcuni leader di nascondere lo stallo nel negoziato, si è notato come la discussione si sta caratterizzando per i litigi e le ripicche fra i paesi intransigenti del nord e quelli del sud Europa. Conta poco che il cancelliere austriaco Sebastian Kurz abbia dichiarato diplomaticamente alla stampa che l’incontro dei paesi europei al vertice finanziario di Bruxelles sta andando nella giusta direzione, il vertice è stato comunque prolungato per l’impossibilità di arrivare ad una conclusione.


Le farneticazioni degli europeisti che dichiaravano l’imminente arrivo dall’Europa di centinaia o di migliaia di miliardi destinati a risollevare le economie di paesi come Italia e Spagna, sono state smentite dalla doccia fredda procurata dai leaders di Olanda Austria e Finlandia che si sono rifiutati di approvare qualsiasi accordo di finanziamenti a fondo perduto o di prestiti consistenti ai paesi in difficoltà.
Il cancelliere austriaco ha dichiarato apertamente che Vienna vuole ridurre la quantità di denaro versata sotto forma di sovvenzioni piuttosto che di prestiti. L’idea è supportata anche da Paesi Bassi, Danimarca, Svezia e Finlandia. In particolare l’Olanda, che si conferma come ” il cane da guardia” della Germania, è quella che adotta la posizione più intransigente minacciando il veto a qualsiasi decisione favorevole ai paesi del sud Europa.

I giornalisti sono stati inoltre informati che si stava discutendo la questione della distribuzione di fondi comuni ma la soluzione appare lontana.

Riunione a Bruxelles

Tutto questo era stato previsto: la UE non è una federazione di Stati e non è un sistema politico omogeneo. La UE è soltanto una costruzione burocratica tenuta insieme da accordi di tipo economicistico e finanziario, dove i singoli stati si fanno concorrenza fra di loro e i più forti consolidano le loro posizioni predominanti a spese degli stati più deboli.
Una simile costruzione ignora qualsiasi vincolo di solidarietà fra gli stati, le decisioni che contano vengono prese da oligarchie economiche predominanti e il principale obiettivo dell’Unione è quello di mantenere una stabilità del mercato finanziario attraverso politiche neoliberiste.
Il sistema dei cambi fissi dell’euro, che ha avvantaggiato l’economia della Germania a spese degli altri paesi, ha determinato di fatto una svalutazione strisciante dei salari e stipendi nei paesi come Italia e Spagna che hanno perso la loro moneta nazionale (lira e peseta) che procurava il vantaggio competitivo rispetto ai paesi con moneta forte come la Germania.


Con la crisi economica del Covid-19 tutti nodi sono venuti al pettine e si è visto come prevalga l’interesse economico dei paesi più forti che vedono la possibilità di mettere fuori mercato al concorrenza manifatturiera di Italia e Spagna e rilevare a buon prezzo di saldo le aziende che andranno inevitabilmente verso il default.
In pratica la stessa UE si sta sgretolando sotto gli occhi di tutti e non è escluso che sia la stessa Germania a volersi tirare fuori dall’Unione, dopo aver sfruttato a suo vantaggio le possibilità offerte dalla sua posizione di paese predominante. L’idea di mettere in comune i debiti, almeno per la parte dei finanzamenti per la crisi, viene rifiutata concordemente dai paesi del nord Europa che vogliono imporre agli altri una politica di lacrime e sangue e di rientro dal debito.

Riunione a Bruxelles


Sono gli stessi paesi detti “virtuosi”, come l’Olanda, quelli che applicano una politica di dumping fiscale per sottrarre agli altri gli investimenti delle grandi società estere. L’Italia è il paese più penalizzato che ha smesso di crescere da quando entrato nel sistema euro e arretra ogni anno nei suoi indici economici.
Risulta ormai evidente l’incapacità dei burocrati europei di trovare un via comune per uscire dalla crisi, prima di arrendersi di fronte all’evidenza, con l’effetto di distruggere una qualsiasi coesione sociale in Europa .
Appare inevitabile il fallimento di questa Unione fondata sulla moneta e sui grandi capitali, priva di una comune volontà politica e incapace di dare una risposta alle grandi sfide di questo tempo: sviluppo compatibile, lavoro, migrazioni di massa, difesa dei valori di civiltà che hanno contraddistinto la Storia Europea, preferendo la sottomissione alle centrali dominanti d’oltre Atlantico.
Da questa Unione Europea non ci aspettiamo niente di buono e ci auguriamo prossima la sua disgregazione prima di procurare ulteriori danni.

5 Commenti

  • dolphin
    20 Luglio 2020

    Ormai é palese da anni di essere capitati in una trappola per gonzi, e restare ancora in questa unione di furbi a scapito dei deboli é demenziale, non c’é un solo motivo per restarci ancora ad ingrassare l’altrui maiale, ma ce ne sono tanti per uscirne senza dare un cent a nessuno, se qualcosa abbiamo avuto, erano soldi nostri, quindi fuori senza panalità alcuna ora o mai più, basta farsi spennare da usurai di carriera.

    • Mosin
      20 Luglio 2020

      Sacrosante parole.

  • serpe
    20 Luglio 2020

    La cosa terribile è lo spettacolo che questa situazione mostra. Ma come è possibile vedere un Capo di Stato che va a chiedere l’elemosina ad altri? Ma non si vergognano? Come è possibile sperare che uno possa “farcela”? Ma farcela a fare cosa? Quando uno si comporta da mendicante significa che non ha né dignità né potere e quindi è destinato a soccombere.

  • nicholas
    20 Luglio 2020

    Prima crolla tutto meglio è. Così ogni nazione ritorna alla propria sovranità nazionale

  • Eugenio Orso
    20 Luglio 2020

    Io mi auguro, oltre alla disentegrazione dell’eurolager sion-finanz-demokrat-crucco/ebreo, anche la disintegrazione dell’olanda, invasa da masse di islamici che prima o poi la faranno collassare …
    Augurii a parte, olanda con “frugali” (sinonimo di figli di puttana) + finladia, sono nanetti spocchiosi che agiscono per conto dell’odiata germania, per imporre i prestiti con “condizionalità” (sinonimo di usura e ricatto da cravattari) all’Italia e ai paesi dell’Europa meridionale.

    Cari saluti

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