"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

La Turchia volta le spalle alla NATO e cambia interessi strategici

L’avvicinamento della Turchia alla Russia e la sua presa di distanza dalla NATO si sta accelerando in modo inaspettato.
Questo processo non è basato sulla ricerca di benefici a breve termine ma piuttosto si basa sul conseguimento di interessi strategici.
Questo è quanto ha dichiarato a Sputnik il presidente dell’influente Partito Vatan (Patria), Dogu Perincek.
Cooperazione strategica

In un prossimo futuro le relazioni tra la Russia e la Turchia si svilupperanno in una forma ogni volta più positiva. La Turchia è entrata in una fase di forte, stabile e costruttiva realzione non soltanto con la Russia, ma anche con l’Iran e con l’Iraq. Presto accadrà la stessa cosa con la Siria.

La Russia non è soltanto un socio strategico della Turchia, anche dal punto di vista della sicurezza energetica, le relazioni economiche tra i due paesi sono state ristabilite sulla base di un beneficio reciproco, nonostante la forte pressione negativa degli USA su Ankara. Così che fra i nostri paesi esiste oggi una base economica solida e questa è strategica, non tattica o temporale”, ha affermato Perincek.

Secondo il politico, gli Stati Uniti cercano di far deflagare il caos nel paese appoggiando il Partito dei Curdi del Kurdistan (PKK) – proibito in Turchia- e il partito curdo Siriano – Unione Democratica (PYD). In questo modo Washington si pone in urto direttamente con la Turchia, motivo per cui questa si vede obbligata a interagire con i paesi vicini (Iran e Iraq in particolare).

Erdogan con Putin

Nel futuro la Turchia non farà parte della NATO

“Nel futuro, il posto della Turchia non sarà più nella NATO, visto che questa alleanza è una minaccia per il paese. Per questo si è iniziato a bussare alle porte della Organizzazione per la Cooperazione di Shangai – organizzazione fondata nel 1996 e che raggruppa i principali paesi dell’Asia (dalla Cina alla Russia, Kirguikistan, ecc..) . Vediamo che la Russia, i paesi del Medio Oriente, la Cina, l’India e le nazioni della antica URSS si stanno unificando nella piattaforma euroasiatica nonostante i tentativi della NATO di affossare il processo utilizzando la situazione relativa alla Crimea.

Allo stesso tempo il politico turco ha invitato la Russia a considerare con molta cautela la questione della formazione curda siriana PYD con cui in passato ha cooperato. Questa formazione è considerata dalla Turchia una minaccia alla propria sicurezza e non viene vista con favore qualsiasi collaborazone fra la Russia e i curdi siriani (che attualmente sono la fanteria degli USA in Siria).
“La Russia deve seguire una politica differente per ottenere una fiducia mutua come anche la Turchia deve operare in un modo sempre più aperto verso gli interessi russi nella regione”, ha spiegato.

Dogu Perincek

La questione del riconoscimento della Crimea come parte della Russioa si risolverà presto.

Perincek ha qualificato come prioritaria la difesa della integrità territoriale della Russia, dell’Iraq e della Turchia e un interesse comune fra i tre paesi. “Il progetto di scomposizione territoriale di questi paesi non è nuovo ma esiste già dalla Prima Guerra Mondiale. Tuttavia la fratellanza strategica e storica che è iniziata tra la Russia e Ataturk, il fondatore della moderna Turchia, si trova adesso nuovamente nell’agenda dei due paesi”, ha aggiunto il politico turco.

Il politico turco ha ricordato che, quando la Russia e la Turchia avevano cattive relazioni, gli interessi di entrambi i paesi furono sacrificati, mentre quando si è creata dopo una convergenza, entrambi hanno iniziato a guadagnare benefici mutui.

Le relazioni tra Mosca ed Ankara oggi si basano su legami forti nella realtà attuale di cui si giovano entrambi i paesi nei vari settori – dall’industira al commerio ed al turismo,- ed è preciso sviluppare questa cooperazione attivamente, ha sostenuto Perincek.
“Pertanto, ritengo che le barriere attuali tra la Crimea e gli affari turchi presto saranno superate in forma spontanea. Questi processi si stanno muovendo rapidamente, credo che si risolverà presto anche la questione del riconoscimento della Crimea come parte della Russia. Tuttavia questo non deve lasciarsi al caso, con la speranza che in qualche modo si risolva da solo. Noi dobbiamo dare impulso alle relazioni russo-turche e dovremmo influire attivamente in questa situazione. Noi necessitiamo gli uni degli altri”, ha concluso Perincek.

Fonte: Sputnik Mundo

Traduzione: Luciano Lago

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  1. Eugenio Orso 2 settimane fa

    Io non avrei concesso il sistema missilistico S-400 a uno come Erdogan, neppure per cercare di incrinare la compattezza della Nato.
    Piuttosto, avrei lavorato dietro le quinte per far collassare la Turchia, armando di tutto punto il PKK, armando gli estremisti di sinistra nella parte europea e appoggiando con discrezione settori dell’esercito scontenti di Erdogan.
    Il sud-est anatolico in mano ai curdi, la parte europea con Istanbul in ebollizione, fuori controllo, e nel calderone anatolico, con al centro Ankara, il caos, parti dell’esercito esercito contro sostenitori di Erdogan, lupi grigi contro i socialdemocratici, integralisti islamici e isis a fare attentati …
    Una Turchia frantumata non rappresenterebbe più un pericolo, per gli altri paesi e per gli alleati dell’area (sto pensando alla Siria, ma anche all’Iran e all’Iraq).
    Non dimentichiamo il grado di inaffidabilità di Erdogan, che potrebbe fare un’altro voltafaccia, nonostante ora si sia opportunisticamente avvicinato a Russia e Iran.

    Cari saluti

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  2. animaligebbia 2 settimane fa

    Mi sembra logico; Merdocan non e’ mica un Gentiglione.

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