"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

La Turchia non si allinea alle decisioni di Washington contro l’Iran

Ankara assicura che manterrà la cooperazione con l’Iran nonostante le pressioni USA

Il ministro degli esteri turco, Mevlut Cavusoglu, ha dichiarato che la Turchia rimane determinata a mantenere i legami commerciali con l’Iran in un’apparente sfida contro un presunto piano degli Stati Uniti per spingere tutte le nazioni a tagliare le importazioni di petrolio iraniano a partire da novembre.

Il ministro degli Esteri turco, Mevlut Cavusoglu, era stato citato dai media dicendo che Ankara non avrebbe tagliato i legami commerciali con l’Iran “per volere di altri paesi” in un chiaro riferimento agli Stati Uniti.

“Se le decisioni degli Stati Uniti sono mirate alla pace e alla stabilità, allora le appoggeremo, ma non dobbiamo seguire ogni decisione: essere alleati non significa seguire ogni decisione parola per parola”, ha detto Cavusoglu ai turchi emittente NTV in un’intervista.

“L’Iran è per noi un buon vicino e abbiamo legami economici: non taglieremo i nostri legami commerciali con l’Iran perché altri paesi ce l’hanno chiesto”.

In precedenza, il ministro dell’economia turca aveva sottolineato che la richiesta di Washington di interrompere l’acquisto di petrolio dall’Iran non sarebbe vincolante per Ankara.

Nihat Zeybekci ha detto ai giornalisti che la Turchia rispetterà solo le misure annunciate dalle Nazioni Unite nei confronti del suo vicino orientale.

“Le decisioni prese dagli Stati Uniti su questo tema non sono vincolanti per noi. Naturalmente seguiremo le Nazioni Unite nella loro decisione. Oltre a questo, seguiremo solo i nostri interessi nazionali. Inoltre, presteremo attenzione in modo che il nostro amico Iran non affronterà azioni ingiuste “, ha detto ai giornalisti il ​​ministro dell’Economia della Turchia, Nihat Zeybekci.

L’Iran è stato il principale fornitore turco di greggio per la maggior parte degli ultimi due decenni, cedendo il primo posto all’Iraq solo per tre anni durante il recente periodo di sanzioni statunitensi.

Le importazioni lo scorso anno sono arrivate a 11,493 milioni di tonnellate, pari al 44,6% dell’offerta totale, a una media di 230,800 barili al giorno (bpd), in rialzo del 66% rispetto ai 6.939 milioni di tonnellate fornite nel 2016, secondo i rapporti.

F-35 contenzioso con gli USA

Il diplomatico turco ha infine affermato che il suo paese ha trasmesso a Trump il suo disagio per una presunta decisione di Washington di annullare la consegna di jet F-35 ad Ankara.

Gli Stati Uniti hanno avvertito la Turchia contro l’acquisto di sistemi missilistici di difesa aerea S-400 dalla Russia, minacciando di imporre sanzioni a Ankara e anche di fermare la consegna di aerei da caccia F-35 che erano stati commissionati per la consegna al paese ottomano.

Cavusoglu, tuttavia, ha dichiarato che Trump aveva detto ad Ankara che sarebbero stati fatti i passi necessari per la consegna dei caccia avanzati. Lui ci aveva assicurato che non ci sarebbero stati ancora problemi per la consegna degli aerei, aggiungendo che non pensava che ce ne sarebbero stati neanche in futuro.

Profughi in fuga verso la Turchia

Rapporti tesi della Turchia anche con la UE

Lo stesso ministro ha dichiarato che per quest’anno non vede la possibilità di misure positive da parte dell’Unione Europea, visto che sarà l’Austria ad assumere la presidenza di turno semestrale della UE.

I rapporti tra Ankara e Vienna sono stati piuttosto tesi negli ultimi mesi per una serie di questioni fra cui la posizione dell’Austria nei confronti dei rifugiati e l’opposizione del paese all’adesione di Ankara nella UE.

D’altra parte la Turchia ha minacciato che, il mancato conferimento ad Ankara della sua appartenenza alla UE, avrebbe innescato la rottura dell’accordo fra Ankara ed il blocco europeo per quanto riguarda il flusso dei rifugiati verso l’Europa. Nell’ambito dell’accordo, la Turchia aveva accettato di prendere in carico i richiedenti asilo che arrivano in Grecia attraverso il territorio turco in cambio di denaro e colloqui di adesione accelerati.

Nell’intervista il ministro turco ha espresso la speranza che arrivi presto il pagamento alla Turchia di altri  3, 49 miliardi promessi dalla UE senza indugio. In caso contrario la Turchia potrebbe aprire le sue frontiere ed inondare l’Europa di una masssa di migranti attualmente nel suo territorio.

Fonte: Press Tv

Traduzione e sintesi: L.Lago

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  1. Mardunolbo 3 settimane fa

    Gli atlantisti del governo dovrebbero rendersi conto che non è possibile accettare i ricatti della Turchia ! E’ nazione che ha sempre rotto le balle ,pesantemente, agli europei, nei secoli.
    accettare di discutere di fermare immigrazione in Europa perchè altrimenti la Truchia li sversa da noi, è da imbecilli. Se li tengano, visto che sono islamici come loro ! le frontiere d’Europa devono essere chiuse !
    Che poi facciano i loro affaracci con l’Iran, senza ascoltare le urla di Usa, è faccenda loro e fa parte del loro gioco poltico.
    La Tirchia speriamo scompaia come disse il monaco Paisios…

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