La Turchia ha promesso alla Russia una guerra su larga scala in Siria. Un Bluff di Erdogan?

Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha rilasciato una dichiarazione in cui ha promesso di lanciare un’operazione militare su larga scala in Siria per aiutare i miliziani filo turchi controllati da Ankara, preannunciando un’azione decisiva, anche contro la Russia.

“Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha annunciato oggi, 19 febbraio, che l’operazione militare turca a Idlib è inevitabile e che ha preso una decisione definitiva su questo problema, respingendo la proposta russa di risolvere il conflitto. Il leader turco ha detto che la Turchia non lascerà Idlib al regime siriano, ed è determinata a trasformarlo in un’area sicura e lo farà nonostante il dialogo continuo con la parte russa.
I negoziati svoltisi ieri a Mosca tra le delegazioni turca e russa si sono conclusi con un fallimento, poiché la Russia ha presentato una proposta per limitare la presenza della Turchia nella striscia di confine a 16 chilometri a nord di Idlib ”, secondo quanto riportato dalla pubblicazione” InosMI” sui media turchi.

In effetti, il leader turco ha sottolineato di essersi rifiutato di sostenere il piano russo per risolvere la situazione in Siria, contro il quale era pronto a iniziare un’operazione militare nel territorio della Repubblica araba, dove attualmente si concentrano le forze di oltre 12 mila truppe turche, diverse centinaia di veicoli corazzati e artiglieria e altri mezzi militari delle forze turche.

Forze turche entrano in Siria

“L’esercito russo è stato uno dei primi a prendere parte alla liberazione delle città e dei territori siriani, e quindi Erdogan sta minacciando direttamente la Russia. Se la Turchia decide un conflitto militare in Siria, la Russia non prenderà misure meno severe per garantire la sicurezza dei suoi militari ”, osserva l’esperto.

http://avia.pro/news/turciya-protiv-rossii-erdogan-obyavil-o-nachale-voyny-v-sirii

Nota: Gli analisti internazionali indipendenti notano che il turco Erdogan si è infilato da solo in un vicolo cieco, nel buttarsi a piene mani nell’operazione di Idlib in Siria. Infatti si oserva che Erdogan è rimasto isolato nel contesto internazionale, mentre l’esercito arabo siriano continua ad avanzare con il supporto strategico delle forze aerospaziali e terrestri russe ed ha conquistato tutte le aree circostanti ad Aleppo, infliggendo enormi perdite ai gruppi terroristi filo turchi.
Erdogan non ha ottenuto l’appoggio della NATO che sembra avesse richiesto, un appoggio rifiutato visto che la Turchia sta operando unilateralmente in un paese terzo. Neppure gli USA sono andati oltre ad una dichiarazione di sostegno al proprio alleato della NATO che viene però guardato con diffidenza per le sue continue intemperanze. Altrettanta diffidenza sembra sia stata manifestata dal principale gruppo terrorista che opera nel nord della Siria e che manteneva il bastione di Idlib, quello di Hayat Tahrir al-Sham (HTS), la formazione già denominata come Jabhat Al Nusra, costola siriana di Al Qaeda, che avrebbe rifiutato un accordo di collaborazione con l’esercito turco, nonostante questo abbia inviato massicci rinforzi di veicoli corazzati e carri armati nella zona di Idlib, nella parte ancora occupata da questi terroristi, al confine con la Turchia.
Fonti locali parlano della proposta fatta dai turchi al gruppo HTS di sciogliersi e di ricostituire l’Esercito Siriano Libero (FSA) sconfitto dall’Esercito siriano e dissoltosi nel nulla. Questo per operare un cambio di casacca che poteva far credere che la Turchia appoggia una formazione di oppositori e non un gruppo di terroristi conosciuto per le sue atrocità contro la popolazione civile e i prigionieri. Tuttavia sembra che la proposta non sia stata accettata, visto che i terroristi dell’HTS godono comunque dell’appoggio degli USA e dell’Arabia Saudita, da cui sono stati potentemente armati anche con i lanciamissili Tow e altre armi sofisticate.
Erdogan si trova quindi di fronte una scelta difficile: entrare in guerra a tutto campo con la Russia, l’Iran e la Siria che sono strettamente alleati nel conflitto in Siria e rischiare di dover pagare un costo molto elevato. Un costo che sarebbe non solo sul campo di battaglia ma anche all’interno della Turchia, con una opposizione alla sua politica che cavalca lo scontento per il coinvolgimento della Turchia in un conflitto di cui non si vede la fine. Altrimenti far ritirare le sue truppe e cercare un accordo onorevole con la Russia che gli consenta di salvare la faccia. Questo era il vero motivo dei negoziati svoltisi a Mosca ma al momento sembra che il tutto sia finito in una impasse.
Intanto le perdite fra i militari turchi aumentano, siriani e russi consolidano le posizioni e la zona di Idlib ancora controllata dai terroristi è stretta da assedio mentre in Siria sono arrivati anche i bombardieri strategici russi Tu-160. Fatto questo che dimostra che Putin e lo stato maggiore russo non ha intenzione di recedere dalla sua volontà di portare a termine la liberazione di Idlib dai terroristi, che piaccia o no al turco Erdogan.

Fonte: Avia Pro

Traduzione: Sergei Leonov -Nota: Luciano Lago

20 Commenti

  • atlas
    19 Febbraio 2020

    la Russia non arretrerà di un millimetro, non può farlo non lo farà, è lì che vi sarà l’inizio del conflitto mondiale finale, è lì che, Muhammad disse, tornerà il Messia Figlio di Maria, sulla via di Damasco

    l’unico ritardo potrà esservi se i servizi di sicurezza russi saranno così validi da operare per un cambio di regime in Turchia, che oggi ‘potrebbe’ realmente abbandonare la nato, con tutte le conseguenze che comporterebbe, sfruttando arditamente il sentimento Nazionale e popolare dei famigliari di quelli che sono in carcere, di chi muore in guerre per altri e di chi non si riconosce nella fratellanza salafita. Ma è un lavoro molto difficoltoso, non so nemmeno se l’hanno mai pianificato realmente

  • Franco
    19 Febbraio 2020

    I Tu-160 portano al loro interno le armi ipersoniche antinave, La loro presenza è preoccupante perché presuppongono che la Russia si sia cautelata in previsione dell’allargamento del conflitto.

  • Baff
    19 Febbraio 2020

    Se ero outin tiravo Na bella bomba atomica al confine siriano turco e una al confine siriano Israele, così andavano tutti a fanculo i terroristi sponsorizzati dagli stati uniti e israele

  • atlas
    19 Febbraio 2020

    e in Libia ?

    Ricordo che la fratellanza salafita è quì rappresentata sotto forma di ucoi

    – Il Consiglio di sicurezza dell’ONU ha adottato una risoluzione in merito al cessate il fuoco in Libia. In che misura tale regime è rispettato e perché il maresciallo Haftar rivendica la liberazione di Tripoli?

    – Il problema del regime del cessate il fuoco è il seguente. In sostanza, non abbiamo nessuno con cui dialogare sulla questione. Al conflitto prendono parte attori molto diversi fra loro, ognuno con i propri interessi. Alcuni di loro sono mercenari stranieri. Altri sono stati portati dai turchi dalla provincia di Idlib, altri ancora sono venuti da soli: e purtroppo si tratta di fondamentalisti siriani. Non cesseranno il fuoco: in fondo, sono venuti per guadagnare soldi dalla guerra. Sono pagati in dollari e per soldi sono disposti a fare qualsiasi cosa. Il destino della Libia e del suo popolo non rientrano nei loro interessi. La questione riguarda più la sicurezza che la politica. Pertanto, l’efficacia del regime del cessate il fuoco dipenderà dall’eliminazione dei terroristi e dei gruppi armati nel Paese.

    – Alla fine di marzo verrà eseguito un controllo sul rispetto dell’embargo sulle forniture di armi alla Libia. In che modo questa attività influenzerà l’operato dell’Esercito nazionale libico? Tale controllo sarà eseguito in maniera corretta?

    – Lo spero. I turchi e i loro partner qatarioti stanno vendendo armi ai mercenari. Senza le forniture di armi sarà possibile liberare il popolo libico dai gruppi armati clandestini e dai crimini che questi perpetrano. È proprio questo che vogliamo, la libertà.

    – È a conoscenza della situazione che interessa i mercenari rimbalzati dalla Turchia in Libia? Sono stati catturati militanti di origine siriana o turca?

    – Migliaia di mercenari sono stati portati dalla Turchia in Libia. E per di più a spese dei libici. Lo stesso governo non riconosciuto lo ha fatto. A loro non importa chi sono le persone che agiscono o quale prezzo sia necessario per prendere il controllo. Commettono crimini ogni giorno, sia a Tripoli che altrove nel nostro Paese. Questo governo spesso cattura cittadini di altri Paesi, fra cui cittadini russi. Chiediamo, quindi, sia alla comunità internazionale sia alla Federazione Russa di revocare il riconoscimento a questo governo. È quantomeno bizzarro intrattenere rapporti con chi sovvenziona mercenari nel proprio Stato e cattura persino cittadini di altre nazioni. Sempre a proposito di mercenari, ci tengo ad aggiungere che ne abbiamo catturati sia di turchi sia di siriani. Inoltre, la maggior parte di loro stanno tentando di entrare clandestinamente in Europa tramite il Mediterraneo. Molti di loro ci stanno riuscendo. Questo costituisce una potenziale minaccia per la parte europea.

    – Continuiamo a parlare dei Paesi vicini. Cosa fa Il Cairo, dal canto suo, per la Libia?

    – L’Egitto sta profondendo sforzi politici volti alla risoluzione della crisi libica; il governo egiziano sta seguendo molto da vicino gli eventi in Libia ed è pronto all’azione. Il nostro rapporto con l’Egitto si basa sul rispetto reciproco e sulla condivisione di valori.

    – Come valuta il ruolo della Russia nella risoluzione della crisi libica?

    – La Russia è un importante attore a livello regionale, nonché membro permanente del Consiglio di sicurezza dell’ONU. Naturalmente, la Russia svolge un ruolo positivo nella risoluzione della crisi. Inoltre, la Russia non vanta un passato coloniale nei Paesi arabi, e crediamo che le relazioni di lunga data tra i due Paesi consentano alla Russia di svolgere un ruolo chiave nella risoluzione della crisi. Di questo siamo lieti. Ma quando parliamo del ruolo della Federazione Russa, non parliamo di interventi militari o forniture di armi. La Federazione Russa è prima di tutto un mediatore chiave sul fronte politico e diplomatico. Quando la Libia tornerà a essere uno Stato di diritto con un’economia e una politica stabili, non dimenticheremo l’assistenza fornita da tutti i Paesi che stanno contribuendo alla risoluzione del conflitto. In prima linea, vi è sicuramente la Russia. Prevediamo di dare la priorità a questi Paesi in sede di stipula di importanti accordi e progetti strategici.

    https://it.sputniknews.com/intervista/202002198748555-intervista-ad-abdulahdi-lahweej-ministro-degli-esteri-del-governo-provvisorio-libico/

  • atlas
    19 Febbraio 2020

    QUALCUNO HA SENTITO DI QUESTE NOTIZIE AL TELEGIORNALE ?

    “A bordo della nave c’erano almeno dieci agenti turchi. Alcuni erano militari, altri dei servizi segreti. Hanno viaggiato insieme a noi fino in Libia e stavano all’interno del garage vicino ai carri armati. Salivano due o tre per volta per mangiare nella sala mensa e una volta sulla nave si sono tolti le divise” è riportato sui verbali degli interrogatori.

    https://it.sputniknews.com/italia/202002198750995-genova-arrestato-il-comandante-della-bana-per-traffico-darmi-tra-turchia-e-libia/

  • Manente
    19 Febbraio 2020

    Non è passato molto tempo da quando Erdogan,grazie a Putin ed alla intelligence russa, è riuscito a sfuggire all’attentato ordito contro di lui dagli americani. E’ evidente che valori come la gratitudine e la lealtà no hanno senso per personaggi come Erdogan e sarà probabilmente questa cieca stoltezza che lo porterà a perdere il potere e forse anche la vita per mano di quelli stessi che una volta lo hanno sottratto al destino che merita.

    • atlas
      19 Febbraio 2020

      è stata tutta una farsa

      • Manente
        20 Febbraio 2020

        dalla farsa alla tragedia il passo è breve

        • atlas
          20 Febbraio 2020

          ha le sanzioni tanto minacciate da Trump merdogan ?

          E’ stato un’attore fondamentale per i giudeo-ameri cani in Siria

          io sono avverso agli usa e ai giudei, ma non li sottovaluto. Avessero voluto veramente un colpo di stato in Turchia ci sarebbero riusciti

          è stata tutta una farsa

          che lo ha rafforzato ancora di più

  • eusebio
    19 Febbraio 2020

    Se non sbaglio nell’aeroporto di Hmeimim i ussi hanno schierato pure bombardieri strategici nucleari, inoltri la Siria del nord è protetta dagli S-400. se il sultano folle vuole attaccare l’esercito siriano appoggiato da russi e iraniani faccia pure, senza supporto aereo farà una brutta fine.

    • atlas
      19 Febbraio 2020

      e con quali piloti attaccherà, sono tutti in galera

      piuttosto l’Iran. Non credo si metta di traverso a merdogan. La confraternita salafita passa anche per Teheran e va fino a Dhoha

    • Teo
      21 Febbraio 2020

      Si confermo, fu una pagliacciata.

  • Idea3online
    20 Febbraio 2020

    Si dice:

    Avessero voluto veramente un colpo di stato in Turchia ci sarebbero riusciti..

    Allora a questo punto anche in Venezuela è stata una farsa….perchè se avessero voluto veramente un colpo di stato in Venezuela ci sarebbero riusciti..

    In Venezuela è stato una farsa?

    • atlas
      20 Febbraio 2020

      la Turchia è da decenni nella nato, gli ameri cani hanno installazioni militari fondamentali ad Incirlik, quindi d’obbligo un loro tessuto civile e militare funzionale là dentro, la Russia ne è sempre stata fuori tranne appoggiare il PKK come elemento di pressione, ma sempre dall’esterno

      il Venezuela non è nella nato. Come Cuba. E Russia e Cina si sono potute mettere di traverso, ognuno lavora a modo suo

      io per esempio mi ricordo a memoria la formazione del Napoli, del Torino, dell’Inter, di fine anni ’70

      Napoli: Carmignani, Bruscolotti, La Palma, Burnich, Favero, Orlandini, Massa, Juliano, Clerici, Esposito, Braglia

    • Manente
      20 Febbraio 2020

      Dalla “farsa alla tragedia” come nel caso delle “fialette” di Colin Powell usate per attaccare l’Iraq, od anche dell’uso di “armi chimiche” da parte di Assad contro il suo stesso popolo, anche questo totalmente inventato e da ultima la favola di Suleimani che aveva progettato di attaccare l’Ambasciata americana, addotta a posteriori per tentare di giustificare il suo assassinio. Dalla “tragedia alla farsa” come nel caso del tentativo di golpe dell’auto-eletto “presidente” Guaidò naufragato nel ridicolo, nel caso del silenzio dei media sui bombardamenti di scuole ed ospedali nello Yemen da parte dei sauditi, contrapposto al clamore della canaglia mediatica sui fotomontaggi che mostrano ignari bambini siriani camuffati da “vittime” dei gas tossici, ed ancora la serie di bufale che ogni giorno riempiono le pagine dei giornali. Semplice “disinformazione” che ha lo scopo di invertire la narrativa del reale trasformando le farse in tragedie e le tragedie in farse. Quello che Erdogan e quelli come lui impareranno a proprie spese è che per ogni cosa esiste un punto di non ritorno e quando il gioco degli inganni arriva al termine, la realtà irrompe con tutta la sua forza e non basterà il “chiacchiericcio mediatico” a sottrarli dal loro destino.

  • Idea3online
    20 Febbraio 2020

    Se il colpo di stato in Turchia non è stato una farsa, a breve Turchia e Russia ristabiliranno l’accordo, anche se probabilmente c’è sempre stato ultimamente, Erdogan uscirà con una delle sue stile Trump, ormai Erdogan imita Trump, oggi dice una cosa, domani il contrario, e gli USA impazziscono di rabbia, perchè loro erano gli unici a fare capriole e salti mortali con gli avversari.

    • atlas
      20 Febbraio 2020

      Torino: Castellini, Santin, Salvadori (lo fermai a un posto di controllo nel 1985 che andava a Sestriere), Patrizio Sala, Mozzini, Caporale, Claudio Sala, Pecci, Graziani, Zaccarelli, Pulici

      tu hai le tue visioni io le mie. Non sto facendo copia/incolla, ho tutto nella memoria

      quando si dice ‘la passione’ (non quella di cristo)

  • Eugenio Orso
    20 Febbraio 2020

    Spero che del bordello turcoide chiamato ankara, che occupa illegalmente l’Asia Minore, non resti nulla di più alto di venti centimetri!
    Consiglierei Russia e Iran, nel caso una guerra diretta sia inevitabile, di replicare le azioni del generale bizantino Belisario contro i Vandali …

    cari saluti

  • Mardunolbo
    20 Febbraio 2020

    Ho trovato, annidato in Avia-pro un articolo estremamente interessante dal punto di vista tecnico e politico.
    Prego di andare a visionarlo tutti coloro che intendono mantenere una capacità critica sui tempi odierni.
    Parla di elicotteri d’attacco facendo un confronto fra Mi28 ed il Ka 25, costruiti in Russia.
    All’inizio della traduzione può riuscire difficile capire la posizione del giornalista, ma successivamente diventa tutto più chiaro.
    Cito l’articolo perchè fa osservazioni interessantissime sulle scelte inspiegabili dell’amministrazione russa nella scelta dei velivoli.
    Ovvero, l’articolo si pone delle domande senza dare, ovviamente, risposte. Probabilmente noi le conosciamo, specialmente Max Dewa che spara i suoi colpi da lontano, senza timori “segrini”.
    Qua articolo:
    http://avia-pro.net/blog/vertolet-mi-28nm-ne-podarok

    • atlas
      21 Febbraio 2020

      tu non sei una cattiva persona (ma manco tanto buono)

      però sei un CONFUSIONARIO di prima categoria

      a te Gasparri con quel suo occhio clinico ti fa una pippa

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