La Turchia Continua con False Affermazioni Sull’aver inflitto Vittime All’esercito Siriano Dopo La Negazione Russa


di Drago Bosnic
ANKARA – Il ministro della Difesa nazionale turco, Hulusi Akar, ha affermato che il suo paese ha ucciso 76 militari siriani in rappresaglia per il bombardamento delle sue truppe nella provincia siriana di Idlib, contrariamente a un comunicato dell’esercito russo che ha dichiarato che l’aereo di Ankara non è entrato nello spazio aereo siriano dopo l’incidente.

“Gli attacchi sono stati effettuati su 54 obiettivi” del governo siriano, secondo quanto dichiarato dal canale turco NTV. Secondo le informazioni ottenute da varie fonti, ad oggi “76 militari” di Damasco sono stati eliminati, ha aggiunto.

Nel frattempo, una fonte dell’esercito siriano ha riferito a SANA lunedì che nessun soldato siriano è stato ucciso o ferito e nessun danno è stato riportato nei presunti assalti turchi nella provincia di Idlib, contrariamente a quanto riportato dai media turchi, secondo cui Ankara ha ordinato raid aerei alle posizioni siriane per rappresaglia per il bombardamento.

L’esercito russo aveva anche annunciato che gli aerei turchi non avevano violato il confine siriano e non avevano colpito le posizioni delle truppe siriane. Il ministro turco della difesa nazionale Hulusi Akar ha anche affermato che domenica la Turchia ha informato la Russia due volte dei movimenti delle sue truppe a Idlib.

Ma il Centro russo per la riconciliazione in Siria ha respinto il reclamo lunedì, affermando che il personale militare turco era stato attaccato da truppe siriane a Idlib, perché la Turchia non era riuscita a comunicare in anticipo alla Russia i movimenti delle sue truppe. Le truppe siriane stavano sparando contro i terroristi che si ritiravano a Saraqib.

Negli ultimi giorni la Turchia ha inviato veicoli militari, camion e altri rinforzi nella regione. La città vitale di Saraqib è una priorità per la Siria, poiché due importanti autostrade attraversano Saraqib, compresa la strada principale per Aleppo da Idlib. Una volta che le forze siriane cattureranno Saraqib, per la prima volta dal 2011 troveranno il pieno controllo sull’autostrada Aleppo-Damasco.

Forze siriane a Idlib

Secondo una fonte, l’esercito turco sta tentando di bloccare l’attuale spinta dell’esercito siriano verso la città dell’incrocio, che si trova lungo l’autostrada Lattakia-Aleppo (M-4) e l’autostrada Aleppo-Damasco (M-5). Venerdì, Erdogan ha urlato da un podio ad Ankara che il suo paese avrebbe lanciato un’operazione militare a Idlib se fosse continuata l’operazione di antiterrorismo in corso.

La nuova operazione militare siriana è seguita dopo che i terroristi, quelli posizionati nella zona di de-escalation, non hanno onorato il cessate il fuoco e hanno continuato a colpire i quartieri civili. Le forze dell’esercito siriano hanno ripreso le loro operazioni militari contro i terroristi a Idlib, per violazioni multiple del cessate il fuoco.

Fonte: Fort Russ https://www.fort-russ.com/2020/02/turkey-continues-false-claims-about-inflicting-casualties-on-syrian-army-after-russian-denial/

Traduzione: Luciano Lago

5 Commenti

  • atlas
    5 Febbraio 2020

    e ragione sempre c’ha. Il Blondet. Almeno in questo articolo, parola per parola

    ” Il giorno dopo che l’esercito turco ha ucciso 45 soldati siriani alleati a Mosca coi loro camerati russi, cosa fa Erdogan? Vola a Kiev, proclama che la Crimea appartiene all’Ucraina, grida “Slava Ucraine” (Grande Ucraina!) che è il grido nazionalista e banderista. Inoltre promesse a Kiev armamenti per 34 milioni di dollari…

    La coordinazione di questa provocazione del Turco viene dimostrata dalla (più grave) provocazione messa in atto da Mike Pompeo; sabato è volato in visita ufficiale in Bielorussia (la prima in quasi 30 anni) ed ha detto al prima disprezzato dittatorello locale Lukashenko, che gli USA “sono pronti a fornire il 100% del petrolio di cui ha bisogno a prezzi competitivi”.

    La Bielorussia ha in corso un contenzioso con Mosca: finora ha ricevuto petrolio e gas dalla Russia, a prezzi politici bassissimi; Mosca ha interrotto le forniture, a Lukashenko: nel quadro di una rinegoziazione dei prezzi petroliferi, che Mosca vuol compensare con negoziati intesi all’integrazione più profonda delle due economie. Lukashenko ha detto a Pompeo che “la Russia vuole assorbirci”.

    Pompeo ha riaperto i rapporti diplomatici con la Bielorussia – interrotti da un decennio per “le violazioni dei diritti umani” e la repressione dell’opposizione da parte di Lukashenko, che Condoleeza Rice bollò nel 2005 come “l’ultima dittatura d’Europa”. Adesso viene mandata una diplomatica di carriera, una professionista, Julie Fisher e non il solito “amico di Trump” e finanziatore premiato con ambasciate in capitali amene

    si vede che, dalla Siria a Kiev alla Bielorussia, la complessa e delicata costruzione diplomatica di Putin e Lavrov è in crisi: ovviamente per diretta e indiretta aziona americana. Erdogan, che è crollato nei sondaggi interni, bisognoso di un successo che gli sfugge sia in Siria sia in Libia, avendo palesemente sovra-esteso le sue ambizioni al dilà delle sue forze militari reali, è tornato nell’ovile NATO e si presta ai giochi suggeriti da Washington? Veteran’s Today dice che è stato anche convinto con una tangente personale di milioni di dollari. Sappiamo che, quando si sente nell’angolo, Erdo è facile ai colpi di testa, come quando ordinò di abbattere il caccia russo.

    Anche adesso ha fatto ammazzare i quattro specialisti russi nella guerra che ha scatenato contro Assad per mantenere il possesso di Idlib. I media del suo partito invitano “la NATO e l’Europa” devono salvare Idlib”, cioè i terrorista jihadisti formati da Usa e sauditi in vista del primo progetto, Assad must go, per scongiurare “una crisi umanitaria”.

    Mettersi in una vera guerra con Mosca è particolarmente demente quando si ha una agguerrita “minoranza etnica” del 20%, la curda, desiderosa di rovesciare il dominio di Ankara.

    Ma tant’è. Non a tutti è chiaro quel che ha scritto a tutte lettere Newsweek: “Mentre l’opinione pubblica viene concentrata sull’Iran, le forze armate USA si preparano alla guerra contro la Russia”.

    Ovviamente, una guerra planetaria: Mike Pompeo ha appena definito la Cina “la minaccia centrale del nostro tempo” e ha fatto appello agli alleati degli Usa ad “avere la potenza tecnologica militare per assicurare che il secolo continui ad essere governato da principi morali dell’Occidente”. (quali sarebbero poi questi principi…il prenderlo in culo per degli uomini ? Nota del commentatore medesimno)

    I “principi occidentali per questo pericoloso idiota consistono nel bombardare ovunque”, commenta l’economista Federico Giachè. E’ bene sapere che Pompeo è interno al movimento americano dei “cristiani rinati”, 70 milioni di elettori animati dalla visione apocalittica: l’Impero del Bene deve favorire Israele e il suo potere sulla Terra Santa, fino alla ricostruzione del Tempio – allo scopo di accelerare la seconda venuta di Cristo.

    In questo frangente, Macron è andato in visita in Polonia per riscaldare i rapporti fra Parigi e Varsavia recentemente raffreddati dalle critiche del francese alla NATO e al suo desiderio di non antagonizzare Mosca oltre un certo segno. Il successo non sembra eccezionale ”

    https://www.maurizioblondet.it/erdo-a-kiev-un-po-di-guerra-alla-russia-perche-no/

    • eusebio
      6 Febbraio 2020

      Blondet secondo me le spara grosse, a restarci secchi sono stati 45 soldati turchi, hanno piazzato decine di mezzi e uomini intorno a Saquib per fare da ostaggi dei jihadisti ma la città praticamente è caduta e l’esercito siriano è a pochi chilometri da Idlib, il turco lo sa che Putin gli può tagliare il gas e che gli serve pure il petrolio iraniano, ha fatto un pò di scena pressato dal decadente impero anglosionista ma ormai i jihadisti stanno per essere eliminati.
      Ucraina e Bielorussia sono economicamente in mano di Russia e Cina e perfino la Polonia, ricattata dagli ebrei con le loro richieste per risarcimento per la presunta partecipazione polacca alla shoah comincia apensareche è meglio tornare sotto l’ombrello russo.

  • Mardunolbo
    6 Febbraio 2020

    Accidenti ! l’apostata Atlas mi ha superato nel tempo inserendo articolo di Blondet….
    è più giovane il virgulto, è comprensibile !
    Comunque si dimostra come sia farabutto il turco…

  • Mardunolbo
    6 Febbraio 2020

    Guardando la foto dei soldati siriani ci si rende conto benissimo che sono giovani strappati dal senso di patria alle loro occupazioni ! Guardate le facce pulite e sorridenti : studenti e giovani impiegati od operai, costretti a difendere la loro nazione. Onore a loro !
    Del resto anche il sito “Ora pro Siria” non fa altro che denunciare la porcata internazionale (europea compresa) nell’aggredire una nazione stabile,ordinata e multireligiosa in pace.

    • atlas
      6 Febbraio 2020

      bravo ! Cmq, apostata o non apostata la maggior parte delle ff.aa. Siriane è composta da MUSULMANI (Sunniti) che difendono cristiani, non viceversa

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