La strategia di guerra finanziaria americana


di Alasdai Macleod

Dietro i contrasti tra l’Amministrazione Trump e la Cina, non bisogna trascurare il fatto che è in corso una guerra finanziaria, la più ampia condotta dall’America contro la Cina e la Russia. Gli Stati Uniti, per quanto presentino in apparenza degli indici positivi, in realtà stanno subendo la scarsità dei flussi di capitali interni per sostenere il loro enorme deficit di bilancio del governo degli Stati Uniti. Di conseguenza Wall Street rischia di fa scoppiare una enorme bolla su cui è seduta attualmente la Federal Reserve.

La Cina sta gradualmente riducendo i suoi investimenti in buoni del Tesoro USA e indirizza il suo surplus finanziario in direzione degli investimenti della “Belton Road Initiative” cinese, questo crea una minaccia a medio termine per le finanze del governo statunitense, quindi è facile prevedere che la guerra finanziaria e la disinformazione relativa a questa, si intensificheranno.

Dietro i contrasti con la Cina c’è una guerra finanziaria. Washington e Londra non vogliono perdere quella che è da sempre la loro supremazia geofinanziaria. Nella guerra finanziaria, l’America ha il vantaggio della sua egemonia valutaria, che esercita pienamente. Ha permesso agli americani di vivere oltre i loro mezzi importando più beni di quanti ne esportassero, e il governo spende più di quello che riceve in tasse. Per ottenere questi benefici, i flussi di capitali interni sono necessari per finanziarli. Ad oggi, questi hanno totalizzato in termini di valore corrente circa $ 25 trilioni, essendo la proprietà straniera totale di attività e depositi in dollari. La Cina sta gradualmente staccandosi dalla dipendenza del dollaro USA ed ha costituito un organismo alternativo al FMI per finanziare i suoi progetti che dispone di una enorme capacità finanziaria. Inoltre la Cina sta imponendo sui mercati l’utilizzo della sua valuta nazionale lo Yuan in modo da non essere soggetta ai ricatti e sanzioni degli USA sui circuiti valutari e finanziari.

FMI Head quarter


Il sistema americano di vivere al di sopra dei propri mezzi per mantenere la colossale macchina industriale /militare che assicura il predominio sul mondo richiede ora più che mai enormi flussi di risorse finanziarie. Attualmente accade che i flussi di finanziamento verso l’interno sono obbligatori mentre i portafogli globali, costituiti da saldi di cassa commerciali e denaro da investimento, aumentano periodicamente la loro esposizione ad altre regioni, lasciando potenzialmente bassa l’America. Il problema si può risolvere destabilizzando la regione che ha beneficiato più recentemente degli investimenti di capitale, per incoraggiare il rientro del denaro a tornare in dollari e quindi ai mercati interni americani. Tuttavia succede che adesso la Cina ha spostato la sua attenzione nell’intensificare gli investimenti sulle spese infrastrutturali sia in Cina che lungo le nuove strade della seta, questo è il momento di Pechino per utilizzare in proprio e per i suoi interessi i flussi finanziari che in passato destinava al mercato finanziario USA.
Gli USA hanno fermato a suo tempo i negoziati di libero scambio che la Cina stava conducendo con il Giappone, la Corea del Sud, Macao, Taiwan e Hong Kong. I cinesi speravano che questa potenziale area di libero scambio potesse essere ampliata per includere l’FTA dell’ASEAN, che sarebbe stata la più grande al mondo per PIL e un’area nella quale avrebbero potuto sviluppare il reminbi come valuta di riserva.
Per tutta risposta la Cina non ha provocato una reazione pubblica per queste azioni. Al contrario in modo riservato , la Cina ha iniziato a ridurre i suoi investimenti nel Tesoro USA passando nelle sue riserve in dollari da $ 1,27 trilioni a $ 1,06 trilioni nel 2016 – non una grande caduta, ma dimostrando che non stava più riciclando le sue eccedenze commerciali in dollari.

Tutto questo è accaduto in un momento in cui entrambe le economie americana e globale si stavano espandendo – certamente a tassi ridotti. Il protezionismo commerciale di Trump ha cambiato questo scenario, e le prime indicazioni sono che l’economia statunitense stia ormai andando in stallo. Le entrate fiscali stanno diminuendo, mentre le spese governative stanno aumentando. L’America ora ha urgente bisogno di maggiori flussi di capitali interni per finanziare il crescente deficit di bilancio.
Gli analisti osservano che senza dubbio la conclusione del ciclo potrebbe essere che che l’America aumenterà il suo attacco alla Cina per far precipitare il disinvestimento e la riallocazione al dollaro. E così, gli attacchi sono iniziati; prima cercando di rompere la Huawei. Ora, i media mainstream, forse con briefing off-the-record, stanno sostenendo che Cina e Hong Kong si trovano in difficoltà.
I giornali economici statunitensi stanno cercando di diffondere sfiducia sugli investimenti economici in Cina diffondendo false notizie, quali stato di difficoltà di grandi banche cinesi e parlando di nuovi rischi economici e politici emergenti che minacciano i decenni di stabilità di Hong Kong (la più importante piazza finanziaria cinese).
In realtà Hong Kong è importante, perché la Cina usa Hong Kong e Londra per evitare di dipendere dal sistema bancario statunitense per le finanze internazionali. Ed è per questo che lo stato profondo degli Stati Uniti vuole inchiodare Hong Kong.
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Molto più importanti sono le conseguenze della guerra informatica e finanziaria perseguita contro la Cina e la Russia, il suo stretto alleato, dal profondo stato americano. Sotto la presidenza Trump questa guerra ibrida è stata accelerata dalle sue politiche tariffarie commerciali, che sono fondamentalmente un attacco all’economia cinese. La Cina sarà un osso duro da spezzare, e l’effetto del protezionismo commerciale americano è stato quello di innescare una diminuzione del commercio internazionale, che ora sta diventando evidente. Gli effetti negativi sull’economia americana sembrano essere sottostimati ma si andranno a sentire molto prima di quanto ci si aspetti con inevitabili ripercussioni sul sistema economico europeo.


Tratto da Gold Money
Traduzione e sintesi: Luciano Lago

8 Commenti

  • Sed Vaste
    7 Maggio 2019

    Digitate” YouTube Alan Greenspan chi stampa Moneta non fallisce mai ” piu chiaro di Cosi Video di 24 secondi , l’ebreo Greenspan padrone Della FED l’unica banca che stampa il Dollaro risponde a tutti gli economist I di sta … che invece di informare sparano boiate xk pagati profumatamente dal Ghetto

  • Sed Vaste
    7 Maggio 2019

    Digitate:” Stiglitz zero probabilita di default per gli stati uniti” video che da Ragione a grillo per una Volta ha avuto ragione a dire che tutti gli economisti andrebbero rinchiusi

  • Sed Vaste
    7 Maggio 2019

    Digitate” draghi creiamo il Denaro dal nulla” video di 1 minuto in cui l’Ebreo Draghi ammette LA truffa dell’euro e poi vengono a dire all popolino che non ci son soldi roba da riaccendere I forni

  • Eugenio Orso
    7 Maggio 2019

    Riaccendere i forni (crematori?) mi pare un’ottima idea … la cura più efficace al male della globalizzazione finanziaria.
    Attenti, però, a infornare quelli giusti …

    Cari saluti

  • Sed Vaste
    7 Maggio 2019

    Per I Buongustai digitate” un mondo impossibile Alfredo Bonatesta il Grande Parassita” lettura godibilisssima altro che accademia di qua e di LA o blondet che tratta come pezze da piedi I suoi utenti e in piu spaccia per ORO notizie di seconda mano gli scarti del Ghetto puah! E I dementi da tastiera che si precipitano da lui in una calca petulante da inaugurazione di Mall ripuah!

    • Nicola
      7 Maggio 2019

      Ripeto, lei è molto disturbato!

  • Max Dewa
    7 Maggio 2019

    Digitate” CEO di borsa Italiana” raffaele Gerusalemme roba da chiudere bottega e andare in esilio oppure Se Proprio chiedere almeno ai vostri consulenti finanziari se hanno studiato a Disneyland o A Paperopoli xche’ sti scimuniti baccalaureati vanno a dare I vostri risparmi al peggior Nemico in circolazione l’ebreo Usuraio che veglia sui vostri soldi per fotterveli Meglio , dopo ci si sorprende del Monte paschi di Siena

  • Mardunolbo
    8 Maggio 2019

    Vero,vero ! Il Ceo di Borsa iItaliana è Raffaele Jerusalmi. Andiamo proprio bene….

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