La Storia scritta dai vincitori a Montecassino non permette che si parli dei loro crimini

Montecassino. Hanno distrutto inutilmente un’abbazia e violentato 2mila donne, ma noi li festeggiamo.
Questa è l’Italia. A Montecassino hanno distrutto inutilmente l’abbazia, un monastero storico fondato nel 529 da san Benedetto da Norcia. In quella campagna (4 battaglie di Montecassino) hanno stuprato 2mila donne (almeno i dati accertati) e poi bimbe, e tanti uomini indifesi sono stati violentati ed impalati. Ma noi festeggiamo assieme al principino Harry.

Ci limitiamo a riportare solo alcune notizie con relativa fonte:
da WIKIPEDIA
“Il termine marocchinate viene usato per indicare lo stupro di massa attuato dai goumier francesi, inquadrati nel corpo di spedizione francese in Italia (CEF), ai danni di alcune centinaia di persone di ambo i sessi e di tutte le età durante lacampagna d’Italia della seconda guerra mondiale, in particolare dopo la battaglia di Montecassino. […]

In seguito a questa battaglia si ritiene che il generale Alphonse Juin abbia dato ai suoi soldati cinquanta ore di “libertà”[1], durante le quali si verificarono i saccheggi dei paesi e le violenze sulla popolazione denominate appunto marocchinate. A seguito delle violenze sessuali molte persone furono contagiate da sifilide, gonorrea ed altre malattie veneree, e solo l’uso della penicillina americana salvaguardò quelle zone da una vasta epidemia.
Le testimonianze

Il sindaco di Esperia (comune in provincia di Frosinone) affermò che nella sua città 700 donne su un totale di 2.500 abitanti furono stuprate, e alcune di esse, in seguito a ciò, morirono. Con l’avanzare degli Alleati lungo la penisola, eventi di questo tipo si verificarono altrove: nel Lazio settentrionale e nella Toscana meridionale.
Lo scrittore Norman Lewis, all’epoca ufficiale britannico sul fronte di Montecassino, narrò gli eventi:
« Tutte le donne di Patrica, Pofi, Isoletta, Supino, e Morolo sono state violentate… A Lenola il 21 maggio hanno stuprato cinquanta donne, e siccome non ce n’erano abbastanza per tutti hanno violentato anche i bambini e i vecchi. I Marocchini di solito aggrediscono le donne in due – uno ha un rapporto normale, mentre l’altro la sodomizza. »(Nor man Lewis nel libro Napoli ’44)
Diverse città laziali furono investite dalla foga dei goumier (truppe marocchine): si segnalano nella Provincia di Frosinone le cittadine di Esperia, Castro dei Volsci, Vallemaio, Sant’Apollinare, Ausonia, Giuliano di Roma, Patrica, Ceccano, Supino, San Giorgio a Liri, Morolo e Sgurgola, mentre nella Provincia di Latina si segnalano le cittadine di Lenola, Campodimele, Sabaudia, Spigno Saturnia, Formia, Terracina, San Felice Circeo, Sabaudia, Roccagorga, Priverno, Maenza e Sezze, in cui numerose ragazze e bambine furono ripetutamente violentate, talvolta anche alla presenza dei genitori.
Numerosi uomini che tentarono di difendere le proprie congiunte furono uccisi o violentati a propria volta. Su tutti, il caso del parroco di Esperia don Alberto Terrilli, il quale cercò invano di salvare tre donne dalle violenze dei soldati: fu legato e sodomizzato tutta la notte, morendo due giorni dopo per le sevizie riportate.”
[…)

Una nota del 25 giugno del 1944 del comando generale dell’Arma dei Carabinieri dell’Italia liberata alla Presidenza del Consiglio, segnalerebbe nei comuni di Giuliano di Roma, Patrica, Ceccano, Supino, Morolo, e Sgurgola, in soli tre giorni (dal 2 al 5 giugno 1944, giorni della liberazione di Roma), 418 violenze sessuali, di cui 3 su uomini, 29 omicidi, e 517 furti .

Le stime ammonterebbero a circa 3.100 casi, come riportato in una inchiesta italiana sottostimata per difetto fino ai dati probabilmente inverosimili delle 50.000 denunce presentate entro la fine del conflitto.”

“Prima della battaglia il generale avrebbe fatto alla truppa questo discorso: «Soldati! Questa volta non è solo la libertà delle vostre terre (colonia francese, ma la liberazione non funzionava così con un proclama) che vi offro se vincerete questa battaglia. Alle spalle del nemico vi sono donne, case, c’è un vino tra i migliori del mondo, c’è dell’oro. Tutto ciò sarà vostro se vincerete. Dovrete uccidere i tedeschi fino all’ultimo uomo e passare ad ogni costo. Quello che vi ho detto e promesso mantengo. Per cinquanta ore sarete i padroni assoluti di ciò che troverete al di là del nemico. Nessuno vi punirà per ciò che farete, nessuno vi chiederà conto di ciò che prenderete».

A seguito delle violenze sessuali molte persone furono contagiate da sifilide, gonorrea ed altre malattie veneree, e solo l’intervento della penicellina americana escluse una vasta epidemia in quelle zone. C’è da dire che le violenze non si limitarono alle donne: ci furono centinaia di uomini e ragazzi sodomizzati e alcuni impalati vivi. Le violenze si estesero talvolta a bambine di 7-8 anni per arrivare a vecchie di 80 anni e piu’.

Vennero sodomizzati circa 800 uomini, tra cui anche un prete, don Alberto Terrilli, parroco di Santa Maria di Esperia, che morì due giorno dopo a causa delle sevizie. Molti uomini che tentarono di proteggere le loro donne vennero impalati.

In una relazione degli anni ’50 si legge: «circa 2.000 donne oltraggiate, di cui il 20 % affette da sifilide, il 90 % da blenorragia; molti i figli nati dalle unioni forzose – Il 40% degli uomini contagiati dalle mogli, l’81% dei fabbricati distrutto, sottratto il 90 % del bestiame, gioielli, abiti e denaro»”

Redazione OsservatorioGlobale

Riportiamo queste testimonianze anche se sappiamo bene  che non è “politicamente corretto” parlare dei crimini commessi dagli alleati nel corso del secondo conflitto mondiale: si sa che loro erano portatori di “democrazia e libertà”, loro erano dalla parte del giusto mentre dall’altra parte c’era “il male assoluto”.  Ancora oggi abbiamo in Italia sul nostro territorio ben 113 basi americane, in alcune delle quali, sembra accertato che siano custoditi ordigni atomici tattici serviranno a difenderci da altri “mali assoluti” che potrebbero manifestarsi.

1 Commento
  • Giovanni Mascagni
    Inserito alle 15:58h, 17 Dicembre Rispondi

    Mi chiamo Giovanni Mascagni, ho 60 anni sono figlio di un partigiano Italiano distintosi in Montenegro nella seconda guerra mondiale, per avere salvato una ragazza dallo stupro di un commilitone, dopodichè preso prigioniero dai Fasciti Croati fu deportatoin campo di prigionia ad Augsburg dal quale fuggi nell’inverno del 1945 e sulla strada salvò la vita di una giovane recluta Tedesca ferita e febbricitante contro la quale si erano scagliati un gruppo di Italiani fuggiaschi. Mio PADRE fante MENCHETTI EUGENIO mi ha insegnato l’onore delle armi combattere contro l’avversario che non sempre ti è nemico, mi ha insegnato che le guerre nascono lontano dai campi di battaglia, mi ha insegnato che il nemico è alle spalle di tutti i combattenti ed ha un solo nome ” politica economica” mi ha insegnato a non odiare chi ti è stato o ti è ancora ostile.
    Rabbrividisco ancora nell’apprendere quanto accaduto nella mia patria e per adesso anche se a così tanti anni di distanza non posso che gridare VENDETTA!!!!!.
    Sia maledetta la stirpe del ripugnante generale francese che comandava le truppe marocchine alphonse juin sia dannato il suo nome in eterno, egli si è voluto vendicare della dichiarazione di guerra contro la francia ad opera di mussolini e quindi ha dato inpasto ai propri mercenari la carne del Popolo d’Italia. Ed in ultima analisi i francesi tutti si chiedano perchè di tanta attuale sventura. Se qualche suo discendente mi legge “accetti il guanto di sfida” duelleremo per l’eternità finchè non avrò assaporato la VENDETTA.

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