La spocchia di Parigi è un problema europeo

di Massimo Fini

Il problema dell’Europa non è l’Italia, col suo pesantissimo debito pubblico accumulato soprattutto negli anni del glorioso CAF, con le pensioni di vecchiaia fasulle, di invalidità inventate, con le ‘pensioni d’oro’ e tutto lo smercio del voto di scambio, né la Spagna con l’indipendentismo catalano, né la periclitante Grecia.

Il problema è la Francia. Con la sua ridicola e pericolosa grandeur, la sua boria o, per esprimerci con le parole di Palazzo Chigi nei giorni dello scontro con Macron, “col suo atteggiamento di superiorità insopportabile”.

Questi credono di vivere ancora l’epopea di Napoleone. Anche se pur sul teppista corso ci sarebbe poi da ridire: con i quattro milioni di soldati messi sul campo abbandonando la civile guerre endentelles degli austriaci, e la democrazia esportata in Europa sulla punta delle baionette.

Comunque da allora molta acqua è passata sotto i ponti. Non si era ancora spenta l’eco dei processi di Norimberga e di Tokio, che secondo le intenzioni avrebbero dovuto “escludere la guerra dalla vita della società”, che già le truppe francesi soffocavano con l’atroce brutalità di sempre un disperato tentativo del Madagascar di liberarsi delle manette coloniali. Questa vile e facile vittoria è stata l’unica della loro storia post napoleonica.

Dopo non hanno fatto altro che buscarle. Nel 1870 nella guerra franco-prussiana i tedeschi annientarono in un sol mese l’esercito di Napoleone III. Nella prima Guerra Mondiale furono sconfitti dai tedeschi a Charleroi, si ritirarono sulla Marna e furono salvati dagli inglesi, come sempre dagli inglesi fu salvata non solo la Francia ma l’intera Europa nella seconda Guerra Mondiale. L’insuperabile Linea Maginot fu irrisa da Hitler che, passando per il Belgio, dopo pochi mesi passeggiava sugli Champs-Elysée. Il collaborazionismo francese col governo Pétain fu maggiore di quello degli italiani che pur dei nazisti erano alleati. Durante il governo fantoccio di Pètain, Gerhard Heller, il funzionario tedesco che doveva occuparsi di tenere sotto controllo i letterati e gli scrittori francesi sospettati di essere contrari al regime, si meravigliava che le denunce contro costoro venissero molto più dai loro connazionali che dai nazisti e dalla Gestapo. Nonostante tutto ciò, grazie all’escamotage del governo De Gaulle riparato a Londra, riuscirono a sedersi al tavolo della pace da vincitori a fianco degli inglesi, degli americani e dei russi che quella guerra, con enormi sacrifici di sangue, l’avevano combattuta e vinta davvero.

Macron con i sauditi

Nel 1954 furono sconfitti rovinosamente dai vietnamiti a Dien Bien Phu.

Però i ‘cugini d’oltralpe’ continuano imperterriti nel loro grottesco “complesso di superiorità” e nei tempi più recenti hanno causato danni gravissimi all’Europa e soprattutto all’Italia. La sciagurata aggressione alla Libia è stata una loro iniziativa. Sono stati poi seguiti dagli immancabili americani e purtroppo anche da noi italiani, eternamente autolesionisti. Il nostro premier del tempo, Silvio Berlusconi, grande amico di Gheddafi, era contrario ma si accodò per sottomissione agli americani come aveva fatto D’Alema nel 1999 nella guerra alla Serbia. Con la differenza che D’Alema non era amico di Milosevic e quindi Berlusconi, nel suo sottomettersi, è stato doppiamente coglione. Per giustificarlo si dice che fu il presidente Giorgio Napolitano a convincerlo. Ma per Napolitano-Berlusconi vale quanto abbiamo scritto per Mattarella-Conte: in una Repubblica parlamentare, qual è fino a prova contraria la nostra, la politica la fa il premier e non il Presidente della Repubblica.

Per non farsi mancar nulla i francesi, forse gli unici rimasti ad avere una mentalità colonialista vecchio stampo, hanno aggredito il Mali del nord abitato da pacifici Tuareg che, per difesa, si sono uniti agli jihadisti locali. Da qui la guerra e l’altrimenti inspiegabile migrazione maliana.

Dopo essere stati responsabili in notevole misura delle migrazioni, adesso i francesi respingono questi disperati ai loro confini, da Ventimiglia a Bardonecchia (per la verità a Bardonecchia sono andati anche oltre, penetrando con i loro militari nel nostro territorio). E nei giorni scorsi si sono permessi di bollarci, per il caso Acquarius, come “irresponsabili, cinici e vomitevoli”.

Però in questo caso una funzione utile l’hanno avuta. Ci hanno restituito un pizzico d’orgoglio d’esser italiani, che abbiamo eterni difetti che eternamente si ripetono (vedi il nuovo ‘caso Roma’ che coinvolge anche i Cinque Stelle), ma almeno non siamo schifosamente sciovinisti come i francesi che non ne hanno di meno.

Fonte: Massimo Fini

10 Commenti

  • Stefano radi
    22 Giugno 2018

    Gran Paese la Francia, ma e’ storia passata. Dopo la guerra gli americani insediarono DeGaulle, non comprendendo che l’anima francese era rimasta a Vichy e facendo di un Paese sconfitto un Paese vincitore. Ma anche DeGaulle era francese e ben presto volle distaccarsi da quell’alleato che gli aveva imposto l’umiliazione della sconfitta in Viet Nam. Il maggio 68 fu un funerale organizzato per il suo ruolo politico. Poi vennero i signori del grande capitale con i loro uomini. Persone di spessore, Pompidou escludendo. Mitterand fu l’ultimo. Poi la discesa continua, proporzionale al decadimento culturale della societa’ francese e al sorpasso demografico dell’elemento immigrato rispetto all’autoctono. Forse se al posto di Sarkozy fosse stata insediata Segolene Royal, esclusa da un’imboscata con i sicari trovati proprio all’interno del suo partito, la Nazione avrebbe avuto qualche anno in piu’ di luce,, utile anche alla UE. Ma e’ solo una congettura tratta dalla constatazione del buon lavoro svolto dalla madame nella Charente Maritime. Oggi Macron, le mignon e’ un prodotto sfornato in fretta e furia per dare all’elettorato che avrebbe aperto le porte dell’Eliseo a madame Le Pen, la sensazione di avere un autentico francese dai modi decisi, che sappia finalmente imporsi con autorevolezza nei consessi mondiali dando la sensazione di una recuperata “grandeur” senza ricorrere al nazionalismo destrorso di marca Vichy, risorgente. Et voila’ la France en marche”, in marcia si, ma verso il fondo del barile, totalmente governata dalla finanza ebraica, dove l’unica resistenza valida e’ opposta da un immigrato ganese di seconda o terza generazione, che con intelligenza e sarcasmo riesce a fornire con i suoi spettacoli, sempre oggetto di ostracismo delle autorita’, un po’ di sollievo alla frustrazione patria dei connazionali. Sembra un paradosso, ma e’ la realta’.Una triste realta’ che priva l’Europa tu tta di un grande membro della sua storia.

    • Anonimo
      23 Giugno 2018

      Eccellente, bravo.

  • Stefano radi
    22 Giugno 2018

    L’immigrato ganese e’ Dieudonne M’Bala M’Bala.

  • Mardunolbo
    23 Giugno 2018

    Come al solito, Massimo Fini, Unisce realtà storiche con clichè tipici “antifascisti”, seguendo le usuali frasi degli storici dell’ultima ora..
    “come sempre dagli inglesi fu salvata non solo la Francia ma l’intera Europa nella seconda Guerra Mondiale..” Questa è la perla più grande sbocciata dalla pena dell’accreditato giornalista ! E qui mi fermo poichè credo sia bastante…

    • Mardunlobo
      23 Giugno 2018

      Riguardo a Macron, non vale la pena dilungarsi molto, data la sua tara e data la analisi ben fatta che qui inserisco, di cui tener molto conto !

    • Mardunolbo
      23 Giugno 2018

      Riguardo a Macron, credo valga la pena di comprendere la sua pochezza solo guardando questa analisi fatta al tempo della sua elezione:
      https://www.maurizioblondet.it/macron-puo-solo-mandare-le-truppe-al-confine/

      • Eugenio Orso
        23 Giugno 2018

        Ho incontrato lo psichiatra Adriano Segatori per caso, in viale a Trieste, un paio di settimane fa.
        Ci siamo parlati per una ventina di minuti e ho scoperto che è da poco in pensione.
        Così avrà più tempo per analisi cliniche come quella – esemplare e esaustiva – che ha dedicato alla figura del “toyboy” Macron, burattino dei Rothschild ramo francese …

        Cari saluti

  • The roman
    23 Giugno 2018

    Articolo veramente penoso. La seconda guerra mondiale , tragico inganno in cui e’ caduta l’europa, non la vinsero gli inglesi ,criminali a servizio dei loro padroni ebrei, ma il popolo russo che sorretto dalla fede ortodossa seppe resistere all’invasione tedesca stupendo il Fuhrer che arrivo’ ad ammettere negli ultimi giorni nel bunker : ” il popolo russo si e’ dimostrato piu’ forte del popolo tedesco”. Mussolini , che riponeva eccessiva fiducia nelle motivazioni ideologiche , si chiedeva nelle ultime riflessioni : ” il comunismo e’ riuscito dive il fsscismo ha fallito , e’ a causs della dottrina ?, o il merito risiede nel popolo ? ” Ovviamente , fu il valore del popolo russo , unito al terrore della sconfitta a trasformare i contadini delle steppe in implacabili guerrieri. Tornando alla Francia odierna , e’ ovvio che questo regime non rappresenta i francesi che a grande maggiorsnza la pensano proprio come noi. Macron , un prodotto dei think thamk ebraici , come Merkel e Renzi , e’ riuscito ad essere eletto grazie al voto compatto dei ” francesi” di colore oltre a comprovati brogli . La musica sta cambiando … Trump , accordatosi con gli ebrei neocons , sta resistendo alle pressioni dei globalisti e imponendo la sua politica nazionalista e protezionista ; l’Italia ha trovato un capo carismatico dall’ impeto irresistibile e Merkel e’ all’ultimo stadio della sua storia poltica. Il problema dell’europa non e’ la spocchia francese , ma il totale predominio dell’ ideologia neo marxista globalista . Ma purtroppo non sara’ cosi’ facile rimediare ai disastri che ha causato ne ridimere i tsnti nodi irrisolti. Certi virus recedono e si mimetizzano quando vengono efficacemente contrastati ma non spariscono mai del tutto . In una nazione i parassiti possono recedere anche per decenni , salvo poi riesplodere con tutta la loro virulenza al primo serio indebolimento.

  • vaffa
    23 Giugno 2018

    Ti pareva che non fosse colpa della raggi,
    Ma vaffa……
    Giornalistuccolo da diporto

  • Horus
    23 Giugno 2018

    La spocchia di Parigi e’un problema della brigitte.
    Il toyboy non ha le idee tanto chiare (come l articolista)

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