La società dei cretini

di Adriano Tilgher

Un tempo si evitava di dare spazio ai cretini: poverini non era colpa loro e certamente non era censura evitare di dare pubblica contezza di palesi idiozie. Oggi non è più così, anzi più le cose dette sono stupide e prive di senso e più vengono riprodotte, magari per criticarle, e questo crea un vortice di comunicazioni devianti che, probabilmente, renderanno noto un individuo che sicuramente inizierà a vendere le insulse cose da lui prodotte.

Sono le devastanti conseguenze di una società priva, ormai da decenni, di politica, di cultura, di etica, dove le carriere si sono costruite non per meriti reali ma solo per “lecchinaggio” o per appartenenza a conventicole di dubbia qualità o per altri motivi inconfessabili.

Certo, per fortuna, esistono delle sempre più rare eccezioni, ma non è il caso di quel docente universitario, che dovrebbe educare e formare la futura classe dirigente, che si è permesso di vomitare idioti e “autosqualificanti” giudizi su due personaggi che hanno dato un certo lustro alla cultura italiana di qualità.

Mi riferisco al regista Zeffirelli ed alla scrittrice Oriana Fallaci: il primo ha fatto dei film di una grande poesia e di una bellezza infinita, l’altra ha affrontato con coraggio temi scottanti. Il nostro super scienziato e letterato ( “Io sono docente universitario” è una delle frasi dietro le quali vuole legittimare le sue cretinate, ovviamente è la modernizzazione del “Lei non sa chi sono io” di un tempo) ha osato tacciare di razzismo questi due insigni Italiani, proprio lui che esulta ed esalta i trafficanti di esseri umani della Sea Watch.

Io non condivido molte delle idee di Zeffirelli e della Fallaci, ma ne riconosco il valore anche perché nella mia concezione la cultura non ha colore politico e discriminare per le idee persone di valore è idiota.

Tutto questo fa il paio con la notizia diffusa dai “media” di quei cretini ed ignoranti che si oppongono a far erigere a Trieste la statua per D’Annunzio perché fascista. Il Vate, colui che abbiamo studiato diffusamente nei licei dell’Italia antifascista, è un grande in assoluto e non ha mai preso la tessera del PNF; ma anche se l’avesse presa sempre grande sarebbe rimasto.

Vogliamo rinnegare il genio di Guglielmo Marconi, la modernità assoluta di Marinetti e del Futurismo, la forza del pensiero di Gentile, la profondità di Evola, Rocco, Costamagna, Ojetti, Sironi, Balla, De Chirico…. Potremmo continuare all’infinito con figure e personaggi che nei loro settori sono stati grandi, grandissimi, e questi, sì, fascisti.

La cosa più grave, però, è che viene dato spazio a questi scemi del paese quasi dicessero cose con un minimo di senso. A questo punto non possiamo dimenticare coloro che volevano mettere all’indice il sommo poeta, Dante, perché omofobo.

A Roma si dice che “la mamma dei cretini è sempre incinta” ma purtroppo con il grande calo demografico in atto dobbiamo ritenere che, da qualche decennio, siano rimaste solo queste a proliferare.

Fonte: Il Penziero Forte

7 Commenti

  • kaius
    27 Giugno 2019

    Sulla Fallaci non mi esprimo ma Zeffirelli era come Pasolini,si e’ costruito un ottima maschera ”intellettuale” per nascondere le sue schifezze e la sua depravazione.
    Niente altro che un omofilo,un finocchio malato,perverso,depravato e contro natura che si scopava ragazzini e ragazzetti nella sua villa a Positano.
    Altro che cristiano cattolico,era cattolico come i preti pedofili massoni che abusano dei bambini.

  • atlas
    28 Giugno 2019

    ma è veramente di Tilgher questo art.lo ? Che delusione

    uno partigiano e l’altra antifascista. E la redazione lo pubblica pure

    A DAMASCO ! A DAMASCO !

  • Sed Vaste
    28 Giugno 2019

    Digitate” LA sinistra zecche rancorosi Odiosi falsi ipocriti bugiardi” sul cinema si sa da una vita che non LA stragrande maggioranza ma LA totalita’ e’ composta da prostitute provenienti da tutte le classi , Gente che venderebbe l’anima al Diavolo per aver un po di successo , nella Loro smania di denaro non esitebbero a tradire perfino le loro famiglie I Loro valori le loro tradizioni religioni pur di far contenti I padroni di Tutto del Cinema e dell’Editoria gli Ebrei impestati come debenedetti mieli molinari saviano calabresi travaglio ecc ecc

  • Sarmata
    28 Giugno 2019

    D’Annunzio: megalomane e necrofilo…altro che statua…

    • Woland
      28 Giugno 2019

      D’Annunzio è morto e della sua condotta privata risponderà a Chi di dovere.
      Ciò che resta di lui in questo mondo è la sua poesia e per questa merita la statua.
      Se cominciamo a decidere che merita o non merita per la sua vita privata, ci mettiamo sullo stesso piano dei cre-tini dell’articolo (meritano i fascisti, meritano gli anti fascisti, meritano i veri uomini, meritano i finocchi etc etc a seconda dei punti di vista)..

  • Eugenio Orso
    28 Giugno 2019

    Il fenomeno trattteggiato dall’autore dell’articolo è, in buona sostanza, quello dell'”Imbecillità socialmente organizzata” (C.Preve – E.Orso) e non ha molto a che vedere con l’imbecillità naturale.
    L’imbecillità indotta a livello di massa e, come rileva giustamente l’autore dell’articolo, combinata con la denatalità indotta, è un fenomento antropoculturale in atto già da oltre tre decenni.
    Un fenomeno talmente complesso, di origine artificial-manipolatoria, che si vale della neuropsichiatria come del “junk food”, della pubblicità come della droga, etc. etc.
    Ormai la diminuzione dell’essere umano sta per compiersi definitivamente.
    E’ forse troppo tardi per recriminare e avere rimorsi ….

    Cari saluti

  • Werner
    29 Giugno 2019

    Diciamo che Zeffirelli era sì omosessuale dichiarato, ma non era uno di quei fanatici omosessisti che pretende di mettere l’omosessualità sullo stesso piano dell’eterosessualità, chiedendo “matrimoni”, adozioni, ecc.. Riconosceva il fatto che l’omosessualità è contronatura, e per questo se lo teneva per sé, non come fanno quelli che manifestano nei Gay Pride, che invece sbandierano la loro condizione anomala ai quattro venti e vogliono imporre al resto della società la loro visione delle cose. La Fallaci era anti-islamica, ma non perché avesse a cuore l’identità greco-romano-germano-cristiana dell’Europa, ma perché era una radicale e una femminista che coerentemente rispetto agli altri, difendeva il decadente modello di vita occidentale nichilista e relativista affermatosi con il Sessantotto, totalmente in contrasto con il modello socioculturale imposto dall’Islam. D’Annunzio era senz’altro un nichilista, cocainomane, edonista ed erotomane, come emerge anche dalle sue opere – che forse per questo andrebbero vietate a scuola – ma almeno era un patriota. Comunque, l’articolo è veritiero, se non si è cretini non si ha visibilità, ed è una visibilità pericolosa perché rischia di plagiare le menti di altri.

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