La Sicilia si ribella al governo e riapre lo stretto di Messina ai viaggiatori vaccinati e non

di Luciano Lago

Si aspettava ed è arrivato. Dopo l’ennesima mancata risposta del governo di Roma alle richieste del governatore della Sicilia e dei sindaci di Messina e di altre città della Sicilia, è arivato “lo strappo” con il governatore della Sicilia, Nello Musumeci, che ha decretato la riapertura dello stretto per tutti i viaggiatori, purchè muniti di tampone negativo.
La richiesta, indirizzata al ministro Speranza, era quella di ritirare il decreto che di fatto blocca il passaggio fra l’Isola e il resto dell’Italia per chi non è in possesso del super pass sanitario e di fatto blocca la continuità territoriale fra l’Isola e il continente.

Inutile aspettare una risposta da questo personaggio che non ha risposto neppure alle centinaia di medici che gli avevano rivolto appelli per rivedere il suo famigerato protocollo sanitario (quello della vigile attesa e tachipirina). Ci si poteva mai aspettare che rispondesse all’appello prima di un sindaco e poi di un governatore regionale?

Certo che no, Speranza ha sempro lo schermo del fantomatico “Comitato Tecnico Sicentifico” dietro a cui nasconde la sua incompetenza e inadeguatezza all’incarico.
L’ordinanza è stata firmata nella giornata di oggi dal presidente della Regione Nello Musumeci, che da giorni contesta il provvedimento dell’esecutivo guidato da Mario Draghi.
Il provvedimento resterà in vigore «fino alla cessazione dello stato di emergenza». Questo, almeno per chi deve uscire dalla Sicilia. Da Villa San Giovanni invece continuano ad esserci i controlli fino a che anche il governatore della Calabria (o il governo) non emetterà una ordinanza analoga per consentire anche a chi deve rientrare in Sicilia e non è provvisto di s. green pass di potersi imbarcare.
Qualcuno che aveva urgenza di rientrare in Sicilia, non potendo usufruire dei traghetti, ha utilizzato barche di pescatori e imbarcazioni di fortuna, mettendosi anche a rischio di naufragio.

Stretto di Messina

Richiesta di aiuto dai siciliani ai traghetti delle ONG

Le ONG che trasportano i migranti dalla Tunisia o dalla Libia sono state sollecitate a dare un passaggio ai cittadini siciliani e calabresi che hanno necessità di passare lo stretto ma, al momento, sembra che non abbiano risposto, forse perchè è più conveniente per loro traghettare i migranti e sbarcarli sulle coste siciliane. Si ottiene visibilità, fama e apprezzamento dal governo e dalla UE.

La contiguità territoriale fra Sicilia Italia era stata interrotta dal governo Draghi/ Speranza e questo ha suscitato le ire di quanti, per lavoro o per motivi familiari e di salute, sono costretti a passare lo stretto e non dispongono del super green pass, imposto dal governo dietro estorsione del consenso con la minaccia di perdere lavoro e diritti civili.

Non si può escludere che il governo voglia inviare l’Esercito e le autoblinde per far rispettare il suo obbligo di super green pass e si riservi di irrorare sanzioni pesanti ai trasgressori, ovvero a coloro che osano affermare di essere cittadini come gli altri, pur non disponendo (per motivi vari) di un super green pass da esibire ai militari che installeranno posti di blocco ai varchi dello stretto.

Il governo nel frattempo procede per la sua strada e si prepara a un nuovo decreto per proibire a cittadini senza green pass di entrare nei tabaccai, nei negozi, nei parrucchieri, nei ristoranti, bar e persino negli uffici postali e nelle banche.
Lo avevano anticipato personaggi come Brunetta, manifestando l’intenzione di far soffrire quelli che sono denominati i “no vax” fino a perseguitarli per la loro ostinazione a non piegarsi alle direttive del governo.
Tuttavia le sofferenze potrebbero confluire nella rabbia e questa è una prospettiva che dovrebbe far ricordare ai governanti la rivolta di Reggio Calabria dei primi anni ’70, quando nella città sullo stretto il governo dovette inviare i carri armati per soffocare la ribellione che produsse morti e feriti.
E’ questo quello che vogliono? La vecchia tempra dei siciliani del “Vespri Siciliani” e dei calabresi della rivolta di Reggio potrebbe riaffiorare dietro alle angherie di un governo che si guarda bene dal rappresentare gli interessi di tutti i cittadini ed in particolare di quelli del sud e delle isole e che predilige piuttosto ossequiare gli interessi delle grandi miltinazionali (Big Pharma), della finanza e delle oligarchie di Bruxelles e Francoforte.
Tutto potrebbe accadere, anche quello che meno ci si aspetta, il clima sociale si sta surriscaldando, mentre i politici a Roma sono impegnati nei loro giochi di poltrone e di potere e dimostrano di essere particolarmente fuori dalla realtà del paese, come queste vicende dimostrano.

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