La Russia supererà il blocco del Venezuela con le sue navi da guerra e sottomarini


La Russia è pronta a sfondare il blocco navale USA sul Venezuela con le sue navi da guerra.

Come risulta dai dati forniti dalle autorità venezuelane, la Russia è pronta a fornire alla Repubblica Bolivariana il supporto e l’assistenza necessarie se gli Stati Uniti decideranno di organizzare un blocco marittimo contro questo paese. Data la lontananza della Russia dal Venezuela, gli esperti non escludono che Mosca possa inviare la sua flotta in questa regione, inoltre, stiamo parlando non solo di navi da guerra, ma anche di sottomarini.

“Dobbiamo tornare alla questione del blocco degli Stati Uniti intorno al Venezuela, che presumibilmente ha lo scopo di bloccare il traffico di droga da questo paese. La nostra analisi mostra che le accuse e gli attacchi di Washington contro Caracas sono falsi. Riteniamo che non corrispondano alla realtà e che difficilmente corrispondano alle conclusioni e alle valutazioni delle pertinenti agenzie delle Nazioni Unite “.- viene detto sulla fonte ufficiale del dipartimento di stato venezuelano.

Gli esperti non escludono la possibilità che, sullo sfondo di un possibile blocco del Venezuela, la Russia e gli Stati Uniti possano nuovamente affrontare una situazione tipo la crisi dei Caraibi del 1962, e dato che di recente gli Stati Uniti hanno preso sempre più provvedimenti restrittivi, il confronto al largo delle coste del Venezuela potrebbe anche provocare scontri militari.
“Privando la Russia di un paese come il Venezuela, gli Stati Uniti dovrebbero chiudere semplicemente il passaggio delle navi da guerra russe in questa regione e, inoltre, questo ridurrebbe la probabilità che in futuro la Russia possa schierare qui i suoi missili balistici e da crociera”, – secondo il parere degli degli esperti. (Fonte: Avia Pro)

Fuera Armada Bolivariana (FANB)


Nota: Le tensioni fra gli USA e il Venezuela sono salite al massimo grado da quando l’Amministrazione Trump ha messo una taglia di 15 milioni di dollari sulla testa del presidente Nicolas Maduro accusando questi di narcotraffico e terrorismo. Naturalmente una accusa senza prove che, secondo la mentalità statunintense, non servono. E’ sufficiente che il potente “zio Sam” affermi qualcosa perché tutti debbano inchinarsi al suo volere.
Una tirannia planetaria alla quale gli USA sono abituati. Era già successo con le armi di distruzioni di massa di Saddam Hussein o con le accuse di armi chimiche di Bashar al-Assad in Siria e in vari altri casi . Gli Stati Uniti dichiarano l’accusa e si guardano bene dal fornire prove mentre questa diventa il pretesto per attaccare il paese e ottenere il cambio di regime che fa comodo all’Amministrazione USA.
Nel caso del Venezuela, da tempo è in atto una campagna anche violenta per cancellare l’esperienza iniziata da Hugo Chavez in Venezuela. Hanno tentato di abbatterla con le sanzioni e non ci sono riusciti. Hanno fomentato i disordini di piazza, sul tipo di quelli finanziati a Kiev, e non hanno avuto risultati.


Sono passati alla penosa e ridicola autoproclamazione del loro fantoccio Guaidó come presidente del Venezuela e abbiamo visto tutti come è andata a finire. Hanno tentato di tutto e di più, dalla propaganda mediatica, agli attentati a persone e cose, qualsiasi forma di boicottaggio, blocco navale anche ai materiali sanitari. Gli USA hanno ripetutamente tentato di corrompere l’esercito venezuelano ma hanno fallito anche in questo.
L’obiettivo, ieri come oggi, è sempre lo stesso: strangolare una nazione e il suo popolo perché non vogliono sottomettersi al sistema di dominazione imperiale che gli USA vogliono imporre a tutto il pianeta.
Non riuscendo ad agire dall’interno con un classico golpe, come ultimamente sono riusciti ad attuare in Bolivia, deponendo il governo Morales ed instaurando un governo fantoccio a loro favorevole, adesso Washington opta per utilizzare le maniere forti, quelle dell’aggressione militare facendo leva sul loro fedele alleato, il governo della Colombia dove gli USA dispongono di circa 10 basi militari e dove da tempo addestrano una milizia paramilitare allo scopo di attuare atti di sabotaggio e sobillazione all’interno del Venezuela.
I tempi stringono per due motivi: in primis perchè, prima delle elezioni presidenziali, il presidente Trump vuole dare un segnale ai suoi elettori ispanici della Florida (cubani e venzuelani espatriati) e in secondo luogo perchè una guerra in Venezuela sarebbe un buon motivo di distrazione per l’opinione pubblica interna dalla difficle situazione determinatasi con la pandemia del covis-19 che, per la sua disastrosa gestione, sta facendo perdere consensi a Donad Trump.
Alla prossima azione degli Stati Uniti contro il Venezuela si oppongono però la Cina e la Russia che hanno rapporti di cooperazione con il governo di Caracas e che hanno fino ad oggi assicurato investimenti ed aiuti economici e militari al paese caraibico.
Un eventuale frapporsi della Russia diventerebbe un serio ostacolo per le intenzioni aggressive statunitensi, visto che Putin non esiterebbe ad inviare le sue navi e le sue forze aeree in appoggio dell’Esercito venezuelano. Da questo deriverebbe una prova di forza ed uno scenario molto pericoloso che ripeterebbe la situazione verificatasi a suo tempo con Cuba, la crisi dei missili che portò il mondo sulla soglia di un conflitto generale.

Militari delle FANB alla frontiera con Colombia


Tutto dipende se Trump si farà convincere dai suoi consiglieri neocon, i falchi guerrafondai, quelli che suggeriscono all’orecchio del presidente che gli USA devono agire per non perdere il loro status di padroni del mondo e dare un segnale a tutto il continente latino americano.
Il mondo sta cambiando ma la mentalità di dominio imperiale degli Stati Uniti, nel voler imporre le sue direttive e i suoi governi fantoccio in quello che considera il suo “cortile di casa” è rimasta immutata.
Se ne vedranno gli sviluppi a breve e si può solo sperare che il tutto non si trasformi in un nuovo bagno di sangue.

Nota di Luciano Lago

15 Commenti

  • atlas
    20 Aprile 2020

    ottimo. God bless Putin (in inglese, così i colonizzati culturali come Berlusconi saranno contenti. E anche i pappa lardo)

    Putin agisce, pappa lardo fa i video …

  • eusebio
    20 Aprile 2020

    La Cina oltre alla Russia ha investito miliardi di dollari nei settori petrolifero e minerario del Venezuela, in Iran ancora di più, e quindi deve investire grandi risorse in un vasto riarmo tale da ridimensionare le pretese di dominio globale degli anglosionisti.
    La potenza industriale cinese permette a Pechino di sviluppare un possente riarmo usufruendo delle tecnologie russe, riarmo necessario per garantire le rotte commerciali necessarie ad approvvigionare il gigantesco mercato cinese.

  • Teoclimeno
    20 Aprile 2020

    Come da consolidata tradizione, quando la diplomazia fallisce la parola passa alle armi. D’altronde siamo tutti arcistufi dell’arroganza anglo-sionista. Non se ne può davvero più. Se guerra a da essere, che guerra sia.

    • ouralphe
      20 Aprile 2020

      Questo vale anche all’ interno dei singoli Stati nazionali. Quando la rappresentanza politica decide di lanciarsi in pericolose “avventure” autoritarie, negando i diritti costituzionali e umani delle persone, queste saranno “costrette a ricorrere, come ultima istanza, alla ribellione contro la tirannia e l’ oppressione” (virgolettato tratto dal Preambolo alla Dichiarazione Universale dei Diritti dell’ Uomo.”

      • Teoclimeno
        20 Aprile 2020

        Signor OURALPHE, speriamo che la ribellione scoppi il prima possibile. Il potere ha gettato la maschera e l’ha fatta mettere a noi. Davvero troppo. Cordiali saluti. TEOCLIMENO

  • michele
    20 Aprile 2020

    atlas atlas……ti capisco ma non sei giustificato……….
    lo sai benissimo che c’è un accordo…..non accadrà nulla tra le forze americane e russe o cinesi……un bel nulla.
    x i lettori che seguono i fatti basta vedere in siria…..è l’esempio del poliziotto buono e quello cattivo……
    putin pur con tutti i meriti è pur sempre frutto del sistema economico vigente come la cina,la differenza è solo x come viene implementato il potere…..ad ogni popolo il sistema più efficiente…
    semplice!

    • atlas
      21 Aprile 2020

      ne riscriveremo quando New York e Washington saranno un cumulo di detriti malformi

      pervasi da una polverosa nebbia giallognola che non sarà quella della sabbia del deserto … e tutt’intorno cadaveri. Mi dispiacerà solo dei gatti

    • Teoclimeno
      21 Aprile 2020

      Signor MICHELE, le vicende siriane, solo a prima vista possono sembrare equivoche. In realtà è doverosa prudenza. Le guerre si sa sempre come incominciano, ma non si sa mai come vanno a finire. Teniamo presente che quando due stalloni litigano, chi la prende nel c. u. l. o. è l’asino, e cioè, la popolazione inerme. Tanti cari saluti. TEOCLIMENO

      • atlas
        21 Aprile 2020

        teo anche tu sei inerme quì, con questo regime democratico. Chi lo prende (evito di ripetere per buon gusto), chi fa parte della popolazione o l’asino ?

  • Teoclimeno
    21 Aprile 2020

    Signor ATLAS, tutti abbiamo capito quali sono i fini che lei persegue. Lei è un “infiltrato” del terzo tipo: il peggiore. Vorrei quindi che in futuro si astenesse dal coinvolgermi nei suoi bolsi commenti. Grazie

    • atlas
      21 Aprile 2020

      sì, se volessi potrei infiltrarmi persino nel suo letto, ma rispetto la proprietà privata. Non posso accontentarla riguardo la sua richiesta, io per divagarmi navigo in rete e pesci come lei non fanno che abboccare (o boccheggiare)

      • Teoclimeno
        21 Aprile 2020

        Lei è un caso umano. Fuck you America!

        • atlas
          21 Aprile 2020

          tutti quì, perlomeno, siamo dei casi umani. In america no, ma buon gusto a parte, concordo su dove l’hai mandata

          (chiunque tu sia, dietro a ciò che la tastiera riporta, sei sicuro di sentirti bene ? Senza scherzi lo scrivo)

  • nicola
    21 Aprile 2020

    vajanse al carajo yankee de mierda vamos palante nicolas carabrotada es un titere dei cau boy saludos x todos

  • michele
    21 Aprile 2020

    e ora vedremo come implementeranno il nuovo sistema di potere in italia……….i primi segnali ci sono e portano a diverse similitudini con il noto paese asiatico………………….l’utilizzo della tecnologia in primis………un grazie alla famiglia del beuscia…milanès….

Inserisci un Commento

*

code