"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

la Russia sotto attacco dal terrorismo e dagli opinionisti dell’apparato mediatico

di Luciano Lago

L’attentato a San Pietroburgo dimostra inconfutabilmente che la Russia di Putin attualmente si trova sotto attacco sia dall’esterno che sul fronte interno, con l’evidente finalità di mettere sotto assedio la dirigenza di Vlady Putin nel tentativo di destabilizzare il paese dall’interno per favorire l’eventuale “rinascita” dell’opposizione.

Sul fronte esterno, i contingenti della NATO, con le forze USA in primo piano, si sono posizionate sui confini della Russia con forze corazzate, artiglieria e lanciamissili che si trovano a 24 ore di marcia da Mosca (un distanza di 700 Km. circa), fatto mai accaduto nella Storia dalla fine del secondo conflitto mondiale. In contemporanea nel Mar Nero si sono posizionati incrociatori lanciamissili USA con capacità di lanciare diverse centinaia di missili Pershing e Cruise contro gli obiettivi militari sul territorio russo. Una minaccia reale e concreta contro cui la Russia sta potenziando le sue difese missilistiche in prospettiva di dover subire un possibile attacco preventivo.

Quello che accade sul fronte interno è la ripresa del terrorismo di matrice islamista/cecena che questa volta colpisce nel centro della più importante città russa (dopo Mosca) San Pietroburgo, la città di nascita di Vlady Putin.

Non sarà un caso se l’attacco interno si verifica nel momento in cui la Russia è impegnata sul fronte siriano per stroncare il terrorismo dei gruppi islamisti, armati finanziati, reclutati ed appoggiati da Stati Uniti ed Arabia Saudita (e loro alleati ).
I gruppi islamisti dell’ISIS e di Al Nusra e varie sigle, come abbiamo varie volte scritto su questo sito, sono una creazione dei servizi di intelligence USA e del Pentagono, fatto ormai ampiamente provato e riconosciuto dagli stessi membri dell’establishment di Washington. Questi gruppi costituiscono l’arma geopolitica che la strategia della elite di potere a Washington ha utilizzato cinicamente per le proprie finalità geopolitiche in Medio Oriente (la strategia del caos) per destabilizzare e balcanizzare la regione.

La Russia ha bloccato i piani di Washington in Siria e sembra quindi fondato ritenere che le stesse centrali che hanno diretto i gruppi jihadisti in Siria ed in Iraq, che siano dirette  da Washington o da Rijad, oggi pilotano questi gruppi verso azioni di destabilizzazione e di terrore all’interno della Russia per punire Mosca per il suo intervento militare in Siria e nel Medio Oriente.

L’aspetto ridicolo e sciacallesco della situazione viene fuori nei commenti sui media in Italia degli analisti accreditati come “esperti” di politica internazionale. In particolare risalta il commento di Paolo Mieli, noto esponente sionista, il quale, nel corso di una trasmissione sulla 7 ha affermato: “La ragione dell’attentato a San Pietroburgo risiede nelle politiche di Putin basate sullo sterminio», questo Paolo Mieli a La 7. Altrettanto ha fatto l’esperto statunitense Edward  Lutwak, il quale,  nel dichiarare che l’attentato si deve collegare a Putin come mossa per rafforzare il suo potere, in pratica una forma di “false flag”,  interpellato da Affaritaliani, ha affermato:    : “Tutto è possibile, incluso il fatto che si tratti di strategia della tensione. Si moltiplicano le dimostrazioni contro il presidente Putin e le bombe potrebbero servire a ricordare alla gente e all’opinione pubblica russa quanto sia importante l’ordine pubblico……..le possibili spiegazioni sono tre: un pazzo (o un gruppo di pazzi), il solito islamico o una mossa del regime di Mosca per contrastare l’ondata crescente di dimostrazioni anti-Putin”.

Si sa chi è il primo, Paolo Mieli, e da dove viene: rientra pienamente nella sua tradizione di famiglia di agente dei servizi; figlio di una famiglia tutta arruolata, gia dal 1940, dai servizi britannici prima e da quelli USA e sionisti poi, per spargere veleno e propaganda nelle Tv e su altri media nazionali.

Allo stesso modo si conosce bene chi sia il secondo, Edward Lutwak, e si sa che quando lui parla, come in questo caso, le sue tesi sono direttamente riconducibili alla CIA di cui è da molto tempo un prezioso collaboratore (si presume).

Si rende evidente il doppio standard di questi personaggi: loro si sentono autorizzati a fare della dietrologia sugli avvenimenti in  Russia, una dietrologia considerata invece “complottismo” e deprecabile  quando viene fatta sugli attentati in Francia o negli USA. Due pesi e due misure, neppure si è sentito qualcuno affermare in questa occasione “je suis de Pietroburg”. In definitiva San Pietroburgo è una città europea nè più e nè meno di Parigi e di Berlino.

Da notare che la sinistra filo atlantista cerca di collegare l’attentato all’opposizione interna a Putin ed agli episodi delle ultime risibili manifestazioni represse a Mosca dalla polizia, mettendo insieme, come evidente in modo interessato e capzioso, i “cavoli alla merenda”. In prima fila non poteva mancare il commento dell’analisi fatta su Repubblica di oggi in seconda pagina, dall’opinionista di turno, che cerca di gettare su Putin la luce sinistra di una “strategia della tensione” per fortificare il suo potere.

Non si deve sospettare degli attentati di Parigi e di Nizza ove i terroristi lasciano le loro carte di indentità ed erano elementi già noti dalla polizia francese, nessuno catturato vivo (guarda caso) e non si devono criticare le sceneggiate delle marce collettive ad uso e consumo delle TV, con Hollande, la Merkel, Renzi ed Erdogan, tutti insieme a gridare “siamo parigini”. Si passerebbe per “complottisti”.

Risulta invece lecito per gli opinionisti nostrani sospettare della “mano di Putin” negli attentati alla metro di San Pietroburgo realizzati per consolidare il potere e “screditare” l’opposizione. Magari poi si scoprirà che si trattava dei “ribelli moderati” della Siria, sfuggiti al controllo dei loro mandanti.

Se gli avvenimenti non fossero tragici, ci sarebbe da ridere.

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  1. PieroValleregia 6 mesi fa

    … era quello che notavo ieri; nessuno sdegno, nessuna diretta di ore, nessun messaggio di cordglio ripetuto milioni di volte …
    era evidente che i “cosidetti” democratici e antifascisti, godevano a più non posso … ma ride bene chi ride ultimo, citava un vecchio adagio popolare.
    saluti
    Piero e famiglia

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    1. Anna 6 mesi fa

      Mi unisco a lei, Piero. Ieri ho notato esattamente la stessa cosa e mi ha fatto venire il disgusto.
      Noto telegiornale sul sesto canale, prima notizia “Attentanto a San Pietroburgo”, tempo dedicato: un minuto e mezzo! E poi via alle rotture di c******i sul colombiano ucciso fuori dalla discoteca di Brescia, il messaggio al papa della famiglia Reggeni, e bla bla vla… notizie del tutto inutili ai poveri inetti spettatori.
      Niente cordoglio, niente analisi infinite e solite farneticazioni dei soliti media in caso di attacchi terroristici. ZERO!
      Due pesi e due misure.
      I russi non sono esseri umani per loro, sono alieni, spie, sanguinari guerrafondai, che dato che hanno scelto Putin come presidente, si meritano ogni male.
      Questo é ciò che traspare.
      I giornalisti in questione non hanno più nulla di umano, se non la pellaccia dura!

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      1. Citodacal 6 mesi fa

        Insisto col sostenere che il mestiere del giornalista è simile a quello dello storico: essendo spesso difficile, se non impossibile, definire in modo interamente esaustivo i fatti, il compito è quello di raccogliere adeguate ed attendibili testimonianze perché, laddove le certezze non siano sufficienti a suffragare la realtà, si possano porre ipotesi probabilistiche e realistiche che lascino spazio all’esercizio della deduzione e del discernimento. Ma siccome una mente debole abbisogna di stentoree certezze, ecco che sia più facile da tranciare (non tracciare, ma proprio “tranciare”) il corso degli eventi attraverso il limite della suggestione, o peggio della costruzione selettiva: esime dal riflettere e dal pensare. Pertanto, laddove il compito non si rivolga all’educazione d’un popolo e una nazione, bensì alla sua sottomissione bovina e controllata, risulta essere assai più agevole e remunerativo lo scrivere una narrazione che, invece di stimolare il critico discernimento, rinsaldi e solidifichi un messaggio voluto. La responsabilità è duplice, quella di chi scrive e quella di chi legge: e se chi legge “vuole” una verità ufficialmente certificata, sarà disposto per inerzia a bersi qualsivoglia frottola gli renda apparentemente più semplice la vita, per acconsentirgli di bearsi senza troppi scomodi nel brodo psicologico e ossequioso dei suoi cosiddetti simili: questione di uniformità, la quale risulta ottusa quanto un’ostentata e artificiosa “ribellione” per partito preso.
        Un buon governante, lungi dal pretendere lucidità e discernimento da ogni cittadino, opera comunque per un bene comune; il pessimo governante invece approfitta della situazione: ponendosi con presunzione e malafede al di sopra dei governati (o peggio, considerandosi un rappresentante perfino dei loro vizi e della loro mediocrità) è come se staccasse la testa dal corpo, pur restandone invariabilmente legato; e nell’epoca della comunicazione (comunque veloce, apparente e affatto superficiale) gli organi d’informazione assurgono dunque a officianti primari dello pseudo-potere (e ciò che v’è di più tragico è che molti degli ingannati anelano inconsciamente al sentir proprio le parole che li inganneranno, secondo la locuzione del “vulgus vult decipi”).
        Già il Viṣṇu Purāṇa aveva ben descritto questa globale aberrazione nei seguenti termini:

        “I capi che regneranno sulla terra, come nature violente… si impadroniranno dei beni e dei loro soggetti. Limitati nella loro potenza, i più sorgeranno e precipiteranno rapidamente. Breve sarà la loro vita, insaziabili i loro desideri ed essi quasi ignoreranno cosa sia la pietà. I popoli dei vari paesi, ad essi mescolandosi ne seguiranno l’esempio.”
        “La casta prevalente sarà quella dei servi” “Coloro che posseggono diserteranno agricoltura e commercio e trarranno da vivere facendo servi o esercitando professioni meccaniche”.
        “I capi invece di proteggere i loro sudditi, li spoglieranno e sotto pretesti fiscali ruberanno le proprietà alla casta dei mercanti”.
        “La sanità (interiore) e la legge (conforme alla propria natura) diminuiranno di giorno in giorno finché il mondo sarà completamente pervertito. Solo gli averi conferiranno il rango. Solo movente della devozione sarà la preoccupazione per la salute fisica, solo legame fra i sessi sarà il piacere, sola via al successo nelle competizioni sarà la frode. La terra sarà venerata solo per i suoi tesori minerali”. “Le vesti sacerdotali terranno il luogo della dignità del sacerdote. La debolezza sarà la sola causa dell’obbedire.”

        I buoni maestri son quelli che pongono, adeguatamente e senza autoritarismo o utilitarismo personale, gl’intoppi che servono ad apprendere: e i buoni allievi quelli che accettano il disagio di cimentarsi senza la smania del lustro personale. Ma questo sistema d’apprendimento non esiste ormai quasi più; almeno non più nella mentalità moderna: cattivi maestri d’ogni dove e pessimi allievi lo hanno demolito. Questa è la decadenza e ora soggiungono le conseguenze maturate nel tempo.

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  2. Marco 6 mesi fa

    Serbia, iraq, Siria, Libia, Ucraina, Yemen, Il diavolo fa le pentole ma non i coperchi per cui ormai si vede benissimo quello che vi bolle… neppure l’impero romano è stato eterno.

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  3. THE ROMAN 6 mesi fa

    Lo schifo che provo nel vedere questi rivoltanti personaggi pontificare sulle nostre tv pubbliche e private,e’ una delle ragioni per le quali ho deciso di lasciare l’Italia,da un anno ormai. Dire che provo nostalgia e’ riduttivo, europa o non europa ,non c’e’ posto che possa avvicinarsi alla bella Italia dei nostri padri ,nemmeno lontanamente. “nonna me sa mill’anni da fa ‘n pupo” recitava la ragazza del sonetto di Belli,ora cosa c’e’ nel cuore delle nostre giovani se non edonismo e vanita’. Questi sciacalli ammantati di falsa autorevolezza,parlano di sangue e carne come fossero al mercato dei vitelli. Per gli eletti i figli della lupa ,o dell’orso russo sono solo dei goym,delle bestie parlanti.Ricordo la strega Albright rispondere ad una intervistatrice che le chiedeva se fosse valsa la pena di uccidere mezzo milione di bambini iracheni a causa dell’embargo decretato da washington : “Si ne e’ valsa la pena ” dichiaro’ ,senza imbarazzo ne emozione . Portare la “democrazia” per questi esseri e’ essenziale. Ma a volte questo arcaico strumento di governo rispecchia la volonta’ popolare,consente ad un popolo di compattarsi ed eleggere un rappresentante che realmente sembra voler fare gli interessi di coloro che lo elevano al tal scopo, come nel caso di Vladimir Putin,ma anche di altri prima di lui. Allora non va bene . Un uomo ,uno fra milioni di diseredati ,disse : “A queste iene internazionali non importa niente della democrazia, qello che importa e’ che esistano questi creatori di democrazia. Importa che uno stato sia stupido abbastanza da permettere a questi signori di saccheggiare il popolo. Se uno stato e’ stupido,autoritario o democratico va bene lo stesso,ma se uno stato dice di no a questo saccheggio allora non va bene,allora e’ male “. Parole semplici, chiare,comprensibili a tutti. Populismo ,si affretterebbero a definire queste affermazioni i nostri ben pagati imbonitori . La storia e’ sempre la stessa,cambiano gli interpreti,gli scenari ed ovviamente i riferimenti temporali, ma quello a cui stiamo assistendo e’ l’annientamento economico ,morale e spirituale del nostro popolo e dei nostri simili europei, da parte dell’eterno nemico . Putin ,e’ cio’ che fu Hitler nel secolo scorso,ed ha gli stessi nemici. l’Italia e’ asservita agli interessi della finanza internazionale,come lo era la Germania di weimar, senza piu’ dignita’ ne uno straccio di futuro. “non fate che il giudeo tra di voi,di voi rida” disse Dante. Ma i nostri giovani sono stati ben indottrinati,ai grandi della nostra storia e letteratura preferiscono i feticci imposti dai media. Le nostre ragazze non vogliono figli, e i nostri ragazzi …. Romanamente : lassamo perde che e’ mejo .

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    1. Mardunolbo 6 mesi fa

      Stessa motivazione per me, The Roman ! Anche io lascio l’Italia per non incorrere in tentazioni omicide che diventano sempre più spingenti solo al vedere il degrado imigratorio.Poi c’è il resto…

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  4. Eugenio Orso 6 mesi fa

    L’offensiva è condotta su più fronti:
    1) Terroristica, come a San Pietroburgo.
    2) Mass-mediatica occidentale, a tutto campo – falsità sull’attentato a San Pietroburgo del tipo “se l’è fatto Putin”, oggi in Siria (ANSA)Siria, strage di bambini con gas (che sarà addossata, ovviamente a Assad e/o ai russi).
    3) Bellica, perché continua, strisciante, l’aggressione al Donbass ucraino liberato.
    4) Politico-“diplomatica”, come da dichiarazioni anti-russe e anti-Assad dell’infame collaborazionista piddiota Mogherini.
    5) Colorata pseudo-rivoluzionaria, vedi l’immondo traditore Navalny e la sua piccola cricca.
    Ogni giorno c’è una nuova e le grancasse dei collaborazionisti prezzolati mass-mediatici suonano all’unisono, dal (F)Ratto Quotidiano semitoide e liberaloide all’ANSA super-serva.

    Cari saluti

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  5. Daniele Simonazzi 6 mesi fa

    Paolo Mieli,Edward Luttwalk,De Benedetti ( LA repubblica ) tutti EB… Sara ‘ un caso? Il mondo e’ un lupanare EB..
    .

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  6. Giorgio 6 mesi fa

    Sono basito nel constatare che ci siano persone che stanno ancora ad ascoltare gli zombi descritti nell’articolo, o che seguano i giornali e tutti i mass-media del potere.
    I pesci senza acqua non possono nuotare.

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  7. Daniele Simonazzi 6 mesi fa

    Digitate:”e siete ancora fuori strada”.ah! Eloquenza levantina,non cerca 5 piedi al montone,e’ franco(ah! questa parola).Noto nei commenti frasi del compianto Adolf ,bene cominciate a capire

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  8. Mardunolbo 6 mesi fa

    Ripeto ancora: Santa faglia di Sant’Andrea, pensaci tu !
    Una veggente tedesca aveva detto che Russia ed Usa non si sarebbero scontrati in guerra perchè gli Usa avrebbero avuto una catastrofe naturale che avrebbe messo in ginocchio l’economia..
    Ci sto sperando e pregando per salvare l’umanità per un po’ di tempo visto che è morto pure un Rockfeller !

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  9. Idea3online 6 mesi fa

    Ma ultimamente anche Alfano ha lasciato l’Italia recandosi in Russia, ed lo stesso farà Mattarella…..cosa bolle in pentola……non è che il Vaticano inizi a schierarsi dopo lo storico incontro a Cuba con Kirill?
    Oppure emissari di Pace perchè vicinissima una guerra? Oppure cambio di politica estera sempre con la “benedizione” del Vaticano?

    Mattarella e Gentiloni presto a Mosca….

    https://it.sputniknews.com/italia/201704044296885-visita-di-mattarella-a-mosca/

    Il Vaticano ha contato in Europa ed in Italia soprattutto per secoli e secoli, sicuramente conta ancora.

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  10. ERNESTO PESCE 6 mesi fa

    “E’ BENE CHE IL NEMICO CI ATTACCHI, PERCHE’ CIO’ DIMOSTRA CHE ABBIAMO DELINEATO UNA NETTA LINEA DI DIMARCAZIONE FRA NOI E IL NEMICO” MAO SE TUNG

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  11. Vittoriano 6 mesi fa

    breve “commento” :

    Russia, esplosione in metro. Per Giulietto Chiesa … – Intelligo News
    http://www.intelligonews.it/…/russia-esplosione-metro-san-pietroburgo-morti-putin-terroris...
    1 giorno fa – Per Giulietto Chiesa: “Contro Putin, è sotto due offensive” …

    VELINE, PROPAGANDA E VERITÁ NEGATE | SakerItalia
    sakeritalia.it/mondo/veline-propaganda-e-verita-negate/
    aprile 03, 2017

    Il raduno dell’ “opposizione” a Mosca,
    i prigionieri politici in Polonia,
    i Martiri di Odessa e … i giornalisti servi in Italia
    Articolo a cura di Cesare Corda per SakerItalia.it

    Navalny, ovvero il paradigma della “guerra ibrida” – Sputnik Italia
    https://it.sputniknews.com/…/201704034292809-navalny-paradigma-guerra-ibrida-ru…
    1 giorno fa –

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  12. andrea z. 6 mesi fa

    “Se la matrice dell’attentato è ufficialmente “islamista” (il Kirghizistan ha fornito diverse centinaia di volontari al Califfato negli ultimi anni4), il tempismo dell’attentato lascia però supporre una regia molto sofisticata, che si colloca al di sopra della semplice manovalanza fondamentalista : la bomba, infatti, semina il panico a San Pietroburgo nelle stesse ore in cui il presidente Vladimir Putin e l’omologo bielorusso Aleksandr Lukashenko sono in città per un vertice5. L’attentato è un “pizzino” inviato all’odiato Putin ed “all’ultimo dittatore d’Europa”, Lukashenko: i servizi atlantici possono colpire anche San Pietroburgo, in qualsiasi momento, anche con il presidente della Federazione Russa in città. Ma allo stesso tempo l’attacco terroristico è un colpo inferto al presidente russo in vista delle prossime presidenziali del 2018: la popolarità di Putin poggia sul ristabilimento dell’ordine e della sicurezza in Russia dopo il caos dell’era Eltsin ed il sanguinoso episodio di San Pietroburgo è quasi un affronto personale per l’ex-colonnello del KGB. Non è casuale la velocità con cui è stata riaperta la metro già il giorno seguente, così da dimostrare l’immediata capacità di reazione dello Stato.”

    http://federicodezzani.altervista.org/esplosione-alla-metro-di-san-pietroburgo-presidenziali-russe-nel-mirino/

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