La Russia si prepara alla peggiore delle ipotesi e sta reclutando riservisti nelle file del suo esercito

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di Luciano Lago

Ci sono segnali che qualche cosa di grosso si sta muovendo sullo scenario internazionale.
Uno di questi può essere interpretato nel fatto che la Russia sta procedendo al reclutamento di un alto numero di riservisti nelle file delle sue forze armate, come ha comunicato il Ministro della Difesa al dipartimento stampa. Non è chiaro quanti saranno i nuovi reclutati nè quali saranno i loro compiti ma è sicuro che questi saranno impiegati nelle nuove massicce esercitazioni che saranno in corso nelle prossime settimane con oltre 200.000 effettivi coinvolti, e successivamente saranno addestrati ed integrati nell’Esercito russo. Questo elemento si può far risalire allo stato di allarme in cui sono entrate le forze russe per la situazione nella confinante Ucraina.

A questo proposito il maggiore pericolo paventato da Mosca è il possibile ingresso dell’Ucraina nella NATO.
Nessuno sa esattamente cosa si siano detti il presidente Biden e il premier ucraino Zelensky, nel corso del loro incontro avvenuto la scorsa settimana ma qualche notizia sembra sia trapelata ai servizi di intelligence russi, tanto è che il Cremlino si è messo in allarme e si aspetta sviluppi pericolosi in Ucraina.
Zelensky, a parte il solito piagnisteo lamentoso per essere ammesso nella NATO, potrebbe aver ricevuto da Biden assicurazioni di ricevere consistenti aiuti militari dagli USA e una luce verde da Washington per effettuare una operazione unilaterale di attacco ed occupazione del Donbass, le province secessioniste dell’Ucraina.


Come prologo a questa operazione, l’Ucraina di accingerebbe ad uscire defintivamente dagli accordi di Minsk del 2015 che non ha mai voluto rispettare, con il pretesto che non venga accettata la sua proposta di modifica di tali accordi dai firmatari (Francia, Germania e Russia).
Di fatto gli accordi di Minsk, con la conseguente tregua ed il congelamento della situazione sulla linea di conflitto, nonostante che tale tregua sia stata continuamente violata, hanno impedito alle forze della Novorussia di produrre una controffensiva contro le linee ucraine.
Questo perchè l’artiglieria di Kiev ha continuamente bersagliato le zone residenziali della provincia di Donetsk e di Lugank colpendo abitazioni civili e infrastrutture, con feriti e vittime fra i civili, intensificando il fuoco nelle ultime settimane in forma di provocazione aperta.

Forze Ucraine nell’Est del paese

La Russia ha lanciato un monito a Kiev ed agli Stati Uniti: l’eventuale ingresso dell’Ucraina nella NATO sarebbe inaccettabile per Mosca e porterebbe a “gravi conseguenze”.
La creazione di basi militari ed installazioni della NATO vicino ai suoi confini, costituirebbe una violazone di tutti gli accordi e spingerebbe la Russia a reagire preventivamente.
E’ possibile che Zelensky voglia anticipare una operazione militare per costringere gli Stati Uniti ad intervenire ma sembra che l’esperienza dell’Afghanistan non gli abbia insegnato nulla. Piuttosto una guerra lampo, nella sua illusione, gli darebbe la possibiltà di distrarre l’opinione pubblica del paese dalla disastrosa situazione economico sociale e fornirebbe a Zelensky la possibiltà di indire elezioni anticipate.
Nel momento attuale l’Ucraina sta provocando la Russia con la chiusura del passaggio di frontiera tra l’Ucraina, la Transnistria e la Russia, impedendo ogni movimento di veicoli con targa di Transnistria. Questo considerando che in Transnistria è presente un contingente di pace russo e questa misura bloccherebbe le comunicazioni ed il passaggio via terra delle truppe. Non è un caso che sono in allarme anche le forze della Bielorussia che hanno blindato i confini con l’Ucraina e si sono integrate con le forze russe.

Il fronte delle tensioni non riguarda solo l’Ucraina ma anche altre zone del mondo dove la Russia fronteggia le forze degli USA e della NATO, come avviene in Siria dove ultimamente i russi hanno potenziato le difese aeree e le installazioni missilistiche con raddoppio del numero di missili Kalibre sul territorio della repubblica araba.
Inoltre è stato segnalato l’arrivo di tre sottomarini sulle coste siriane e altre unità navali lancia missili. In aggiunta la Russia ha costituito nuove basi dell’Esercito nel nord del paese, impedendo alle forze anglo USA di allargare le loro operazioni. Questo rafforzamento sta anche impedendo a Israele di entrare nello spazio aereo siriano ed agli aerei USA di sorvolare il territorio della Siria dove sono concentrate le forze russe e siriane.
I segnali ci sono quindi tutti di un aggravamento delle tensioni e questo fa pensare che siamo alla vigilia di un possibile scontro che potrebbe essere circoscritto o esteso, secondo le evenienze.

Fonti Varie

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