La Russia risponde alle minacce di Washington di fermare l’esportazione di petrolio alla Siria

La Russia continuerà ad onorare i sui impegni presi con Damasco circa le forniture di petrolio alla Siria, nonostante le pressioni che stanno esercitando gli USA, lo ha dichiarato a Sputnik Oleg Morózov, membro del Comitato internazionale del Consiglio della Federazione Russa.

Il 20 di Novembre gli USA avevano decretato le sanzioni su cinque persone (due iraniani, un libanese, un siriano e un russo) e tre società (una con sede in Iran e due in Russia) per collaborare in quella che Washington definisce una “trama” per fornire petrolio iraniano alla Siria con l’aiuto delle imprese russe.

Nel commentare le sanzioni, il senatore russo ha presunto che “la sconfitta politica in Siria obbliga gli USA nel tornare al loro vecchio progetto di  rovesciare il governo di Damasco, e per questo tenta la strada della pressione economica, con cui cerca di bloccare le forniture di petrolio (oltre alle sanzioni in generale contro la Siria), tale che questa si trasforma nell’arma di una nuova guerra commerciale contro il presidente Bashar al-Assad ed il governo siriano e indirettamente contro Mosca e contro l’Iran.

Morózov ha sottolineato che le attività della Russia sono “assolutamente legittime” e per questo continueranno a realizzarsi.
Noi (i russi) abbiamo un contratto con la Siria e pertanto corrisponde alla Russia decidere a chi e che cosa possiamo fornire, questa sarà la nostra risposta a queste misure illegali degli Stati Uniti, fatto questo che si dimostrerà più efficace che non l’imposizione di sanzioni reciproche”, ha ribadito Morózov.

Truppe russe e siriane

Secondo il Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti, la Banca Centrale dell’Iran trasferisce fondi ad una impresa medica e farmaceutica iraniana, la Tadbir Kish, che a sua volta li rinvia al siriano Mohammad Amer Alchwiki, che dirige una impresa, la Global Vision Group.
Questa impresa coopera commercialmente con la società russa Promsyrioimport, ed entrambe facilitano le forniture della Compagnia Nazionale Iranaiana del Petrolio (NIOC) alla Siria.

Inoltre le autorità statunitensi assicurano di aver rivelato che Alchwiki trasferirebbe fondi attraverso la Banca Centrale di Siria al libanese Muhammad Qasir, membro delle milizie di Hezbollah, considerate da Washington alla stregua di un gruppo terroristico.

Il dipartimento del Tesoro USA ha sanzionato Alchwiki, Qasir, nonchè i funzionari della Banca Centrale dell’Iran, Rasul Sajjad e Hossein Yaghoobi, sanzionato anche il primo direttore aggiunto della Promsyrioimport, Andréi Dogaev, così come le imprese Tadbir Kish, Global Vision Group e Promsyrioimport.

Le sanzioni sono state imposte dagli USA nell’ambito dell’ordine esecutivo 13582 che dal 2011 proibisce di trasferire fondi al Governo siriano, e l’ordione esecutivo 13224 approvato nel 2011, che cerca di impedire il finanziamento di quelli che Washington definisce come “terroristi”.

Siriani acclamano Putin e Assad

Da notare che tutti coloro che si oppongono ai piani degli USA e di Israele, sono considerati da Washington “terroristi”, anche quando sono proprio gli stessi che hanno combattuto i gruppi terroristi takfiri, che erano stati armati e finanziati esattamente dagli USA e dai loro alleati in Siria, come in Iraq e Libano. Il terrorismo per Washington è buono soltanto quando favorisce l’obiettivo di rovesciare governi non graditi agli USA e i loro alleati.

Le autorità russe hanno ribadito in varie occasioni che le sanzioni degli USA sono unilaterali e del tutto illegittime e pertanto non sono riconosciute da Mosca e da altri paesi.

L’obiettivo manifesto delle sanzioni USA è quello di strangolare la Siria impedendo alla popolazione siriana di ricevere generi di prima necessità, medicinali e lo stesso petrolio che serve per alimentare le centrali elettriche, gli ospedali, le strutture pubbliche e le industrie private, in una parola l’economia del paese distrutta da quasi 8 anni di una guerra che era stata scatenata dalle grandi potenze per distruggere la Siria e sottometterla ai voleri di Washington, di Tel Aviv e di Rijad.

Fonte: Al Manar

Traduzione e sintesi: Luciano Lago

2 Commenti

  • Guido C.
    22 Nov 2018

    Non capisco una cosa: la Siria è un Paese produttore di petrolio… Per quale motivo deve importarlo?
    Ottima la risposta russa alle minacce americane.

  • atlas
    22 Nov 2018

    la finale di supercoppa Juventus-Milan si giocherà a Jedda, in Arabia Saudita, paese che ha fatto a pezzi un uomo entrato nella loro ambasciata. Nessuna persona civile dovrebbe andare lì, invece si continua con fly emirates e qatar airwais e tantissimi altri introiti capitalisti che vengono da quei criminali salafiti e wahhabiti esportatori di terrore anche in Europa. Ai regimi dell’ue democratica però, non certo a noi popolari. Ma cmq nessuno dice niente

    questo per coloro, anche di codesta redazione, che avevano una ‘non sfiducia’ nel fratello massone salafita merdogan

    https://it.sputniknews.com/opinioni/201811226827481-turchia-siria-qatar-evacuazione-militanti-al-qaida/?fbclid=IwAR1i0UPM1btPdCTbo3b4wPbxXKSx4sljBufYSr2IrMgEbbz70pIlwytYDXo

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