"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

La Russia potrebbe impostare il ritorno del Donbass se non verranno rispettati gli accordi di Minsk

Se l’Ucraina eventualmente non andrà ad ottemperare gli “accordi di Minsk”, la Russia riconoscerà le Repubbliche del Donbass e procederà a riunificarle come parte del paese. Questa opinione è stata espressa nel corso di una intervista in diretta “il diritto al voto” (“Pravo Golosa”) che ha fatto il Direttore aggiunto dell’Istituto dei paesi della CEI, Igor Shishkin.
A suo parere, la inclusione del Donbass con il suo potenziale industriale come parte della Russia sarà un fatto positivo.

“Se questo scenario si andrà a sviluppare, e il Donbass quindi non verrà riconosciuto da alcuno Stato, non potremo evitarlo. In primo luogo, la Russia sarà semplicemente obbligata a riconoscere le Repubbliche Popolari (di Donetsk e Lugansk), e, in secondo luogo, la Russia unificherà questo territorio con la Federazione Russa.

Per quanto riguarda i discorsi sul fatto che in quella regione tutto si trovi attualmente  distrutto e che questo sarà un peso per lo stato russo, non c’è dubbio che questo è quanto affermano da alcune fonti. Tuttavia in primo luogo esiste già l’esperienza della Crimea e, secondariamente, negli anni della Grande Guerra Patriottica il Donbass fu distrutto fino alle fondamenta, forse che questo rese necessario rinunciare a questo territorio? Si tratta di una regione ricca dell’Ucraina e della grande Russia. Se questo territorio ritorna alla Russia, questo potrà solo che rafforzare la stessa Russia”, ha dichiarato Shishkin.

Esercito Repubblica di Donetsk

Putin riconosce come russi documenti dei residenti dell’Est ucraino

Vladimir Putin ha firmato un decreto che certifica la validità in Russia dei documenti dei residenti di svariate aree dell’Ucraina dell’Est, nello specifico delle regioni separatiste di Donetsk e Lugansk.

Lo ha riferito l’ufficio stampa del Cremlino, precisando l’ampia tipologia dei documenti ‘parificati’ a quelli russi, dalle carte di identità ai diplomi scolastici, alle patenti. Questi documenti sono stati rilasciati da enti ucraini e la mossa del presidente russo non mancherà di irritare le autorità di Kiev, nel momento in cui le tensioni nel Sud-Est ucraino sfociano in nuovi scontri e in un nuovo clima di muro contro muro tra Russia e Ucraina.

La notizia del decreto presidenziale russo è peraltro giunta proprio nei minuti in cui a Monaco, a margine della Conferenza sulla sicurezza, iniziava una riunione del cosiddetto ‘Quartetto normanno’ sulla crisi ucraina, con i ministri degli Esteri russo, tedesco, francese e ucraino. E mentre sempre a Monaco il presidente ucraino Petro Poroshenko incontrava il segretario generale della Nato Jens Stoltenberg, invitandolo a visitare l’Ucraina nel corso dell’anno.

Fonti: Pars Today

Espia Digital

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  1. Mardunolbo 10 mesi fa

    Nel momento in cui la Russia dovesse riconoscere la regione del Donbass come facente parte della nazione russa, diventa chiaro come ogni attacco successivo da parte di qualunque entità militare diverrebbe “ipso facto” un attacco alla Russia stessa che risponderebbe militarmente ! Ma la stoltezza di Stoltenberg e dei suoi seguaci è tale che arriveranno comunque allo scontro fregandosene della morte di migliaia di soldati e del rischio nucleare.Si spera che nel frattempo i cagasotto politici italiani si sveglino per tempo uscendo dalla Nato-criminale, ma c’è da dubitare anche di questa mossa logica e di buonsenso.

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  2. Eugenio Orso 10 mesi fa

    Spingere la Russia ad accettare nella Federazione la Novorossia e i suoi patrioti, perché non si profilano altre soluzioni, ha il sapore id una trappola, preparata dal Pentagono, dalla Cia, dai burocrati criminali della Ue (e dalle élite che si nascondono dietro di loro)) per arrivare allo scontro militare in Europa, o, in alternativa, a una (improbabile) capitolazione russa.

    Cari saluti

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    1. nessuno 10 mesi fa

      Secondo me ci sono altre ipotesi oltre a quella della trappola:
      La Russia non abbandona i suoi cittadini o etnie che parlano il Russo e che sono
      discendenti di popolazioni Russe stabilitasi in differenti paesi nel corso dei secoli,
      il sangue chiama e la Madre Russia risponde: presente!
      C’è poi una posizione ed affermazioni da difendere, abbandonare i secessionisti a
      se stessi significa rimangiarsi le promesse fatte precedentemente: che la Russia
      non avrebbe mai abbandonato quella frazione del popolo al suo destino, cioè a una
      sicura devastazione e probabilmente ad una pulizia etnica su vasta scala.
      Continuo e chiudo ribadendo quello che non solo dico io : anche in caso di una
      annessione del Donbass, chi, ma chi dichiarerà guerra alla Russia e per difendere
      cosa poi, una povera regione in rovins, facente parte di uno Stato in fallimento, e
      che in caso di ipotetica, molto ipotetica vittoria dovrà per forza sobbarcarsi le
      spese della ricostruzione, dei debiti e agli spaventosi costi di una industrializzazione
      moderna e competitiva, in questo momento nessuna nazione €uropea ne ha la
      capacità e poi andate a chiedere ai vari governi se sono disposti ad aumentare
      considerevolmente le tasse per mantenere l’Ukraina e la sua corrotta classe
      politica? Altro che l’ aumento del populismo….
      Vediamo già come reagiranno i vari popoli agli immancabili tagli sociali e nuovi
      balzelli dovuti all’ordine usa di aumentare la spesa militare per fare parte della
      famigerata e obsoleta nato.
      Ultimo punto: dopo la Crimea, il Donbass è la ciliegina sulla torta…
      Comunque che si prepara una guerra è davanti agli occhi di chi sa vedere.

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