"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

La Russia mostra il suo appoggio ad Hezbollah

L’ambasciatore russo in Libano, Alexander Zasipkin, ha dichiarato che la formazione di un governo libanese senza la presenza di Hezbollah, come reclama l’Arabia Saudita, è un qualche cosa di inconcepibile.
Nel corso di una intervista con il canale TV Al Mayadin, Alexander Zasipkin ha espresso la valutazione secondo la quale lo scatenamento di un conflitto saudita ed israeliano contro il Libano sarebbe poco probabile.

“Nella mia opinione, la formazione di un governo libanese senza una rappresentanza di Hezbollah è cosa inconcepibile”.
“Anche se il primo ministro libanese si fosse dimesso per sua stessa volontà (cosa poco probabile), la rivendicazione dell’Arabia Saudita di formare un governo in Libano senza la presenza di Hezbollah sarebbe inaccettabile”, ha spiegato il diplomatico.

Da notare che il presidente libanese Aoun ed i membri del Parlamento libanese si sono tutti pronunciati contro le ingerenze indebite dell’Arabia Saudita nelle questioni interne libanesi ed lo stesso presidente libanese ha dichiarato che potrà accettare le dimissioni del primo ministro Hariri soltanto se questi verrà personalmente a rassegnarle nelle sue mani, come prevede la Costituzione.

Voci accreditate suggeriscono che Hariri si trova in Arabia Saudita in stato di detenzione e che sia stato forzato a rassegnare le sue dimissioni dalle autorità saudite. In pratica sarebbe un ostaggio in mano ai sauditi che mirano alla destabilizzazione del Libano congiuntamente con Israele che persegue lo stesso obiettivo.

Ambasciatore russo in Libano

La presa di posizione dell’ambasciatore russo lascia a intravedere una posizione della Russia di deciso sostegno ad Hezbollah contro supposti piani di intervento militare da parte di Arabia Saudita ed Israele.

Il fattore Russia che si posiziona con Hezbollah, nell’imminenza di un possibile attacco congiunto Saudita- Israeliano contro il Libano, lancia un segnale preciso che potrebbe indurre i governi di Tel Aviv a Rijad a riconsiderare le loro strategie, visto che la Russia non rimarrebbe inerte a guardare un attacco contro i suoi alleati nello scenario della Regione Medio Orientale.

Fonti: Al Manar – RT Actualidad

Traduzione e sintesi: Luciano Lago

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  1. MauriZIO 1 settimana fa

    …un possibile attacco congiunto Saudita- Israeliano contro il Libano?
    A mio parere sarebbe un’alleanza con il rachide di cristallo: non ne avranno il coraggio 🙂
    Soprattutto con gli USA indecisi, corrotti e… che sanno già di essere perdenti 🙂

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  2. Salvatore Penzone 7 giorni fa

    Israele fa sapere attraverso Channel 10 di aver mandato un cablo ai diplomatici israeliani con queste indicazioni: “Dovete sottolineare che le dimissioni di Hariri mostrano quanto siano pericolosi l’Iran ed Hezbollah per la sicurezza e la stabilità in Libano”.
    C’è da chiedersi perché mai Israele rende pubbliche istruzioni riservate ai soli diplomatici, che tra l’altro non fanno che evidenziare i legami con l’Arabia Saudita su un tema, l’anti sciismo, già palese a tutti, quasi a voler suggerire la “giusta“ interpretazione delle dimissioni di Hariri.
Sembra temere che la nuova reggenza saudita stia tendendo la mano all’asse sciita.
Se le cose stanno effettivamente in questi termini, a meno di un intervento diretto della CIA e dei servizi israeliani, si può di conseguenza arrivare alla conclusione che gli USA hanno ormai perso del tutto i principali alleati in Medioriente.


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  3. Walter 6 giorni fa

    “Voci accreditate suggeriscono che Hariri si trova in Arabia Saudita in stato di detenzione e che sia stato forzato a rassegnare le sue dimissioni dalle autorità saudite…”: non glielo ha mica ordinato il suo medico di andare in Arabia saudita a piangere miseria. Se fosse restato a casa sua, in Libano, a fare il suo lavoro di premier, a quest’ora forse starebbe meglio.

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    1. marco 6 giorni fa

      Non è così, lo hanno invitato con l’inganno di risolvere alcune controversie.. e un primo ministro non può
      rifiutarsi. Poi quello che lui ha dichiarato, dalle sue dimissioni alle critiche rivolte all’Iran è avvenuto
      sotto estorsione.
      Quello che più mi indigna è il silenzio della stampa occidentale..

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