"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

La Russia impedisce la fuga dei terroristi del Daesh da Al-Raqqa a Palmira

Le forze russe in Siria hanno adottato misure per impedire che i terroristi del Daesh abbandonino Al-Raqqa, il loro bastione nel nord della Siria, per dirigersi a Palmira.
Secondo le informazioni trasmesse da una fonte del Ministero della Difea russo, sotto condizione di anonimato, “il comando delle forze russe in Siria ha preso misure per impedire l’uscita dei terroristi in direzione sud”.
Di seguito si sottolinea che l’iniziativa risponde ad un accordo tra i comandi dell unità curde dell SDF (Forze Democratiche Siriane e i leaders locali dell’ISIS (Daesh in arabo) ad Al-Raqqa sull’apertura di un corridoio di sicurezza “che dia ai terroristi l’opportunità di abbandonare liberamente la città a condizione che si dirigano nella zona di Palmira.

Nonostante questo, la fonte mette in risalto che i russi non permetteranno questa fuga e tutti i tentativi dei terroristi di avanzare verso Palmira e aumentare la loro presenza in zona “saranno annientati con determinazione”, così come è stata rafforzata ogni tipo di vigilanza in questo senso.
Rispetto a questo, si spiega che su ogni possibile percorso di fuga dei teroristi sono stati inviati 24 ore al giorno droni di sorveglianza russi, mentre che gli aerei e gli elicotteri della Forza Aerospaziale russa, così com unità delle Forze di Operazioni Speciali, sono preparate per mettere fine alla presenza di elementi del Daesh in questa zona.
Come esempio, la fonte segnala che lo scorso 25 Maggio, l’Aviazione russa ha rilevato e distrutto una carovana del Daesh, composta da 39 camionette, che si dirigeva verso Palmira; nell’assalto, sono morti più di 120 componenti della banda terrorista.

Dal Novembre del 2016, le SDF integrate principalmente dalle Unità di Protezione Popolare (YPG), hanno lanciato operazioni per strappare ai terroristi il cotrollo di Al-Raqqa.
Tuttavia ci sono prove che le forze curde e dei ribelli sriani, che ricevono l’appoggio diretto dagli USA, cercano di prendere il controllo di un terzo del territorio siriano e ampliare la zona sotto il loro potere per creare un “Sistema Democratico Federale” nel Nord della Siria.

Al-Raqqa è ubicato nel nord della Siria e si trova a 225 Km da Palmira, uno dei gioielli dell’antichità attaccata dal Daesh in due occasioni dal 2015. Lo scorso mese di marzo, le truppe siriane, appoggiate dall’aria dalle forze russe, sono riuscite a recuperare il controllo di Palmira.

Fonte: HispanTv

Traduzione: Alejandro Sanchez

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  1. Manente 4 mesi fa

    Finalmente è chiaro che questi criminali tagliatori di teste devono essere annientati fino all’ultimo individuo, sia per i crimini orrendi che hanno commesso, si per quelli che commetterebbero se venissero lasciati in vita.

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  2. Silvia 4 mesi fa

    La III Roma cerca di salvare Palmira. I nostri alleati americani che cosa fanno?

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    1. Eugenio Orso 4 mesi fa

      Gli amerikani non sono alleati ma strumento di dominazione del nemico elitista finanziario. I Russi che resistono al male sono il nostro naturale alleato.

      Cari saluti

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  3. Eugenio Orso 4 mesi fa

    Gli amerikani hanno favorito la fuga di alcuni gruppi dello stato islamico da Mosul, concentrandoli nella “riconquista” di Palmyra/Tadmur come risposta alla liberazione siriano-russa di Aleppo.
    Oggi, dalla Giordania assieme al reuccio locale e agli inglesi, minacciano la Riconquista siriana e ostacolano la ripresa del controllo dei confini, da parte del legittimo governo di Assad.
    Niente di strano che sperino, in una prospettiva futura di crollo dello stato islamico in Siria di poter salvare tagliagole daesh a Raqqa e Deir-Ezzor, per poi poterli far scappare dalla Siria e usarli contro la Russia, o per stragi di massa in Europa …
    Intanto, assieme agli stati-canaglia saudita, turco e israeliano sono riusciti a rallentare la caduta dello stato islamico (in corso, ma non ancora compiuta) e a prolungare la minaccia il più a lungo possibile.
    Propaggini dello stato terrorista islamico salafita/wahabita si stanno rivelando utili in Egitto, per riportare i “fratelli musulmani” al potere (obbiettivo che era anche del serpente Obama) e per infliggere colpi al filippino Duterte, che si avvicina a Mosca.

    Cari saluti

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  4. the Roman 4 mesi fa

    Putin e’ un pacificatore. Da sempre ha optato per il raffredamento della tensione nelle aeree di crisi, e quando e’ dovuto intervenire, ha agito con moderazione e accortezza. La sua forza deriva dal consenso popolare e dalle forze armate, mentre nei settori amministrativi ed economici molti mugugnano ma non remano mai contro. La sua tattica di aprire in continuazione nuovi tavoli, rispondendo al gioco sporco con offensive diplomatiche, ha dato finora frutti acerbi; ogni accordo raggiunto e’ stato sabotato, e nel medio termine la Russia rischia di perdere gli sbocchi ad ovest, vanificando la strategia del Cremlino. I dirigenti, la cui prima preoccupazione e’ di evitare una guerra, hanno puntato molto sul risveglio delle coscienze nazionali. A questo punto , con la guerra sempre piu’ vicina , la cosa piu auspicabile sarebbe la destituzione di Trump, che dividendo l’ America al suo interno, renderebbe possibile ogni scenario, anche la liberazione dell’occidente.

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    1. nessuno 4 mesi fa

      Trump cerca di dare un contentino a tutti e per il momento funziona,al contrario
      con la sua destituzione è vero che tutti gli scenari sono aperti, ma il piano dei
      guerrafondai è appunto quello di mettere alla Presidenza un guerrafondaio con le
      prevedibili conseguenze.
      In conclusione non penso che la destituzione di Trump sia cosa buona e giusta.

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    2. Mardunolbo 4 mesi fa

      Purtroppo nessuno sbocco ad Ovest e la demenza non mostra cedimenti presso i governi delll’Eu.
      Ma ad Est Putin sta creando grandi alleanze, con il suo modo pacificatore di operare. Uno degli ultimi paesi ad avvicinarsi parecchio alla Russia , sono le Filippine con Duterte.
      E’ uno smacco terribile per Usraele !
      Ho segnalato un video che mostra come parla Duterte e come ha ben capito la “lingua biforcuta” dei paesi europei.
      Non so cosa succederà nelle Filippine e Duterte ha avvisato la giornalista che non teme per la sua vita ma la Cia è capace di eliminarlo…
      Duterte ha anche spiegato in altra occasione che vuole finirla con le basi americane nel suo paese.
      Della Corea del Sud, penso si sappia che il nuovo presidente intende ristabilire rapporti con il Nord e cercare di eliminare il sistema Taahd americano , che non pacifica di certo la penisola, nè la Cina !
      Piccoli segnali di risveglio nel mondo.

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      1. Mardunolbo 4 mesi fa

        I curdi, con la loro ansia di emergere, si sono fatti aiutare dai Serpenti Uniti che non mancheranno di tradirli nel momento favorevole.
        Bene fanno i russi a tagliare ogni strada al Daesh, infischiandosene dei curdi e delle loro alleanze ed accordi miserevoli !
        Quando leggerò di altri tagliagole alleati Usa, ratti, fatti a pezzi a cannonate , ne sarò contento poichè simile razza di ratti è da eliminare dalla faccia della terra !

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        1. Mardunolbo 4 mesi fa

          Un video , sulla distruzione di convoglio isis, che mi rinfranca lo spirito ! (tra l’altro arriva da New China, agenzia governativa)

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