La Russia ha sfidato le previsioni di un crollo: The Economist

L’economia russa si è ampiamente scrollata di dosso “sanzioni senza precedenti” dall’Occidente, ha osservato l’Economist, accreditando il forte aumento delle entrate derivanti dalle esportazioni di petrolio e gas. La spesa dei consumatori russi è di nuovo in aumento, i tassi di interesse sono in calo e il rublo è più forte di quanto non fosse prima dell’escalation del conflitto in Ucraina.

“L’economia russa è tornata in piedi”, ha osservato venerdì il settimanale britannico, aggiungendo che stava “sfidando le previsioni di crollo” a causa degli embarghi imposti dagli Stati Uniti e dai suoi alleati.

Il rublo ora è “ugualmente prezioso” come prima, dice The Economist, a causa dei “controlli sui capitali e degli alti tassi di interesse”. A partire da venerdì, la valuta russa era in realtà più forte di quanto non fosse prima del conflitto: 65,8 per dollaro USA, rispetto a 81 del 23 febbraio. Anche la Russia continua a pagare le sue obbligazioni in valuta estera, nonostante i tentativi degli Stati Uniti di andare in default.

I russi stanno ancora una volta spendendo “abbastanza liberamente” in caffè, bar e ristoranti, secondo i dati di Sberbank, la più grande banca russa. La banca centrale russa ha abbassato il tasso di riferimento dal 17% al 14% a fine aprile. Le previsioni che il PIL russo scenderà fino al 15% quest’anno “cominciano a sembrare pessimistiche”, osserva The Economist.

Le sanzioni annunciate dagli Stati Uniti e dai loro alleati dopo che Mosca ha inviato truppe in Ucraina avevano lo scopo di “degradare la capacità industriale [della Russia] negli anni a venire”, nelle parole del presidente degli Stati Uniti Joe Biden. Biden ha anche promesso di “prendere un’azione forte per garantire che il dolore delle nostre sanzioni sia diretto all’economia russa, non alla nostra”.

Da allora, gli Stati Uniti hanno assistito al più alto aumento annualizzato dell’inflazione dal 1981, un quarto del PIL negativo e prezzi della benzina alle stelle, che Biden ha attribuito al presidente russo Vladimir Putin.

Nel frattempo, secondo The Economist, la Russia ha esportato petrolio e gas per un valore di almeno 65 miliardi di dollari, con entrate del governo derivanti dagli idrocarburi in aumento di oltre l’80% su base annua nel primo trimestre del 2022.

Fonte: The Economist

Traduzione e sintesi: Luciano Lago

9 Commenti
  • Francesco
    Inserito alle 12:41h, 07 Maggio Rispondi

    L’Economist rende merito alla Russia, ma non ammette, stando all’articolo, che qualcuno in occidente abbia fatto i conti senza l’oste. Un discorso serio, bellicoso o pacifista che sia, presupporrebbe che l’occidente si chieda cosa è stato sbagliato nelle previsioni e, soprattutto, perché si è incorsi in errori.

  • giovanni
    Inserito alle 15:39h, 07 Maggio Rispondi

    Mi raccomando sanzionatelo ancora eh…. A proposito : a che numero siamo dei pacchetti sanzionatori, ho perso il progressivo.

  • natalino
    Inserito alle 15:57h, 07 Maggio Rispondi

    Bisogna leggere queste analisi dietro la lente delle bibite fresche di Gigino o bibitaro confortate dalle deduzioni del pescivendolo Draghi inerenti le dinamiche dei mercati rionali del pesce (meglio se pesce d’aprile).
    Ma il bello credo che stia per arrivare dopo il viaggio del nostro guerriero batrace presso la corte di The Bidon(e). Sicuramente li verranno presi altri provvedimenti per spezzare le reni al rublo ed all’economia russa. Magari non guasterebbe razionare per leggi e decreti l’alimentazione e l’energia del ricco popolo itaiano. Noi in Italia non ci possiamo sottrarre a questi sacrifici, in fin dei conti siamo stati liberati dagli eroici boys e verso di loro abbiamo un debito di riconoscenza illimitato. Viviamo nel benessere (ormai tramontato) perché creato dal loro mito di liberatori e non dal duro lavoro di intere generazioni del dopo-guerra. Pertanto Draghi che é una vera eccellenza in campo economico e finanza creativa del debito sta lavorando alacremente per sderenare l’economia della Russia e mostrare la nostra gratitudine agli eroici boys, se il popolo poi non lo apprezza poco importa.

  • Luca
    Inserito alle 20:29h, 07 Maggio Rispondi

    Veramente degli idioti , il problema è che questi risultati non li fermeranno , anzi , vorranno spingere L acceleratore ,che ci sta portando dritti contro il muro , a tavoletta …. Qual è lo scopo allora ? Stanno cercando di rallentare lo sviluppo della via della seta ? Non ci credo che non si erano fatti i loro conti …

    • Niko
      Inserito alle 11:44h, 08 Maggio Rispondi

      LA VIA DELLA SETA e’ solo un diversivo , un arma di distrazione di massa ..Anche la Cina, anzi soprattutto fa parte del MWO.,

  • natalino
    Inserito alle 21:06h, 07 Maggio Rispondi

    Si anch’io ritengo che i conti se li siano fatti.
    Il problema é che i conti non li sanno fare con l’economia reale. Draghi e la Yellen sono delle eccellenze nel fare i conti con i debiti e i derivati, dei derivati, dei derivati dei debiti all’infinito. Ma di economia reale e tangobile ne capiscono molto poco. L’occidente vive solo di debito. Leconomia reale non sa piú cosa sia.
    L’Italia ha un debito pari cirda al 140-50% del PIL. Il debito estero é spaventoso. Basta una piccola percentuale di mancate sottoscrizioni di quel debito per andare in default.
    La Russia ha un deficit intorno al12,5-15% del PIL con un debito estero irrisorio,
    Non si puó stroncare un’economia fiorente con energia, alimenti e materie prime illimitate, con capacitá di lavorazione e trasformazione in beni di consumo applicando sanzioni con le toppe al cu.lo.

  • Fabio
    Inserito alle 06:34h, 08 Maggio Rispondi

    Tutto questo ha un nome e un cognome: Petro Dollaro.
    La fine di Petro segnera’ la fine dell’American Dream e questo i genii anglofoni lo sanno benissimo e faranno di tutto per prolungare l’agonia, se fosse necessario anche la Terza Botta Mondiale che passera’ alla storia come la Guerra di Putin l’erede di Hitler tra i cattivoni storici.

    Vivendo nell’Anglia mi e’ chiaro che oltre alla guerra e ai giochi prestigiosi di alta finanza gli Angli sanno fare poco altro. E dunque qual’e il modo migliore per tentare di tenere in vita Petro?

  • Nuccio Viglietti
    Inserito alle 09:40h, 08 Maggio Rispondi

    Impressione che se ne ricava… sanzioni Usa e UE siano state altro che… clamoroso buco in acqua!…!!…https://ilgattomattoquotidiano.wordpress.com/

  • eusebio
    Inserito alle 20:21h, 08 Maggio Rispondi

    La Russia ha molto da esportare e anche ad ottimi prezzi, mentre gli USA per il loro disavanzo commerciale record di 1,4 trilioni di dollari l’anno ormai avevano solo carta, fino alla crisi del 2008 soprattutto titoli di stato, i quali allora erano in mano estera per l’80% del totale, poi dopo la crisi Lehman i detentori esteri sono velocemente scesi all’attuale 20% e forse pure meno, allora gli USA hanno tenuto artificialmente bassi i tassi di interesse per gonfiare la capitalizzazione di borsa soprattutto dei titoli tecnologici speculativi del Nasdaq, arrivati a capitalizzazioni da PIL di medie potenze, oltre a stampare trilioni di dollari con la supposta pandemia passando da una massa monetaria di inizio 2020 di 4 trilioni di dollari fino agli attuali 18.
    Tutta questa massa di dollari ha saturato i mercati internazionali e ha cominciato a tornare indietro facendo schizzare l’inflazione a doppia cifra, spingendo ora la FED ad alzare i tassi di interesse.
    Questa manovra ha fatto crollare gli indici azionari USA, da inizio anno il NASDAQ ha perso oltre un quarto della capitalizzazione e sta continuando a scendere, questo vuol dire che i mercati internazionali oltre a rimandare in patria i dollari in eccesso ora si liberano a velocità ipersonica pure delle azioni, e pure dei titoli di stato, in poche settimane perfino il fedelissimo Giappone ha ceduto quasi 100 miliardi di dollari di titoli di stato USA su 1300, prefigurando nel complesso una catastrofe valutaria ed azionaria negli USA di proporzioni cosmiche.

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