La Russia ha commesso un errore in Siria sottovalutando la megalomania di Erdogan

di Luciano Lago

La Russia ha commesso un grave errore nella sua campagna di sostegno alla Siria nel corso degli ultimi giorni. Di sicuro l’intraprendere una guerra contro la Turchia non faceva parte dei piani del presidente Putin in Siria. Tuttavia a Mosca si credeva che fosse il momento giusto per una pausa sul fronte per consentire a Erdogan di leccarsi le ferite.
Ne hanno approfittato i turchi che hanno utilizzato i droni armati con cui hanno effettuato un attacco organizzato senza precedenti che è durato diverse ore e ha distrutto l’intera linea di difesa siriana sulle autostrade M5 e M4, minando così l’efficacia dell’esercito siriano equipaggiato e addestrato dalla Russia.
Inoltre, anche le forze iraniane sono state coinvolte nell’attacco, nonostante Teheran avesse informato la Turchia della presenza delle sue forze e dei suoi alleati accanto all’esercito siriano, chiedendo di fermare l’attacco per evitare di provocare vittime.

Colonello della Forza Tigre con i suoi soldati

La Turchia, secondo le fonti militari, dispone di più di 2.000 ufficiali e soldati in 14 posti di osservazione oggi sotto il controllo dell’esercito siriano, ha ignorato la domanda iraniana e ha bombardato il quartier generale iraniano e quello dei suoi alleati, incluso un ospedale militare campagna , uccidendo 30 combattenti alleati (9 membri di Hezbollah e 21 della Brigata Fatimida) e dozzine di ufficiali dell’esercito siriano. L’attacco turco ha inoltre lasciato più di 150 feriti tra i soldati dell’esercito siriano e i loro alleati.
I russi si erano cullati nell’illusione di una sostanziale neutralità di Ankara rispetto alle milizie terroriste, cosa che non corrispondeva affatto alle intenzioni e ai piani della Turchia in Siria. La Turchia ha spostato la sua base di comando e controllo militare al confine con la Siria per dirigere meglio gli attacchi contro l’esercito siriano e i suoi alleati.

Ora risulta chiaro che la Russia, l’Iran e i loro alleati hanno frainteso la vera intenzione del presidente Erdogan: la Turchia è coinvolta nella battaglia di Idlib per difendere quello che Erdogan considera territorio turco (Idlib).

Questo è il significato del messaggio della Turchia alla luce del comportamento e dello schieramento dell’esercito turco a fianco dei jihadisti. Ora sembra che Damasco e i suoi alleati scoprono che la Russia ha commesso l’ errore di non impedire ai droni turchi di attaccare il territorio controllato dalla Siria a Idlib. Non solo ma ad aggravare la cosa, la Russia ha anche mancato di avvertire i suoi alleati che la leadership politica di Mosca aveva dichiarato un cessate il fuoco unilaterale, fra il 28 e 29 Febbraio, esponendo così i suoi partner sul campo di battaglia negando loro la copertura aerea .

Nave russa lancia missili Kalibr

Era già successo in altre occasioni quando la Russia aveva adottato un cessate il fuoco unilaterale di cui i nemici della Siria avevano profittato per prendere posizioni e trincerarsi, come accaduto a Ghouta, ad Aleppo Est, a El-Eiss, a Badia e a Deir Ezzor. Era poi venuta dal comando russo la richiesta all’esercito siriano e ai suoi alleati di prepararsi alla battaglia per riprendere M5 e M4. Questa è stata una leggerezza incredibile e potrebbe essere stata determnata da una quinta colonna interna a Mosca che ha cercato di trattenere Putin nel considerare inesistenti possibilità di mediazione. Nel frattempo i bombardamenti dell’esercito siriano da parte dei turchi sono continuati per ore producendo perdite ingenti fra le forze siriane e degli alleati.

Non sappiamo se Putin abbia appreso la lezione: i nemici della Russia e della Siria aspettano solo l’occasione per riprendere l’offensiva ed attaccare non solo la Siria ma anche direttamente la Russia e infliggere una sconfitta militare. I compromessi ed i patti con turchi, americani, britannici e i loro terroristi mercenari non servono a nulla.

La Siria, l’Iran e i loro alleati hanno quindi deciso di garantire la copertura aerea delle loro forze distribuite nella regione di Idlib per assicurare che abbiano una protezione indipendente, per quanto la Russia abbia promesso, secondo la fonte, di dirigere un attacco futuro e riguadagnare il pieno controllo dello spazio aereo. Anche l’Iran ha deciso di procedere per suo conto e prepara la risposta missilistica contro i turchi. Tempo al tempo.

Inutile la prudenza di Putin con un nemico che vuole distruggerti e che capisce soltanto il linguaggio della forza. Questo spiega l’accumulo di forze da parte degli USA che hanno inviato un gruppo navale da combattimento in Mediterraneo per attaccare le forze russe e siriane. A Washington premono i i neocon per dare “una lezione alla Russia”. Inutile farsi scrupoli e dare credito al neosultano ottomano Erdogan accecato solo dalla sua megalomania e dalla voglia di vendetta. La Turchia è comunque una pedina degli USA e di Israele e lo sta dimostrando.

Il tempo questa volta non lavora a favore di Putin, lui è il comandante in capo e deve dare un segnale forte subito.

Luciano Lago

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